santa Tecla, martireTempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì 24 Settembre 2025
“In quel tempo. Mentre stavano ad ascoltare queste cose, il Signore Gesù disse ancora una parabola, perché era vicino a Gerusalemme ed essi pensavano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all’altro. Disse dunque: «Un uomo di nobile famiglia partì per un paese lontano, per ricevere il titolo di re e poi ritornare. Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d’oro, dicendo: “Fatele fruttare fino al mio ritorno”. Ma i suoi cittadini lo odiavano e mandarono dietro di lui una delegazione a dire: “Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi”. Dopo aver ricevuto il titolo di re, egli ritornò e fece chiamare quei servi a cui aveva consegnato il denaro, per sapere quanto ciascuno avesse guadagnato. Si presentò il primo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate dieci”. Gli disse: “Bene, servo buono! Poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città”. Poi si presentò il secondo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate cinque”. Anche a questo disse: “Tu pure sarai a capo di cinque città”. Venne poi anche un altro e disse: “Signore, ecco la tua moneta d’oro, che ho tenuto nascosta in un fazzoletto; avevo paura di te, che sei un uomo severo: prendi quello che non hai messo in deposito e mieti quello che non hai seminato”. Gli rispose: “Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato: perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l’avrei riscosso con gli interessi”. Disse poi ai presenti: “Toglietegli la moneta d’oro e datela a colui che ne ha dieci”. Gli risposero: “Signore, ne ha già dieci!”. “Io vi dico: A chi ha, sarà dato; invece a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. E quei miei nemici, che non volevano che io diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me”».” (Lc 19,11-27)
I discepoli pensavano che dovesse manifestarsi il regno di Dio, molto presto. Credevano molto vicina la fine dei tempi e Gesù ormai era vicino a Gerusalemme dove si compirà la sua passione morte e risurrezione lasciando i discepoli alla loro missione. Per questo Gesù racconta loro la parabola delle monete d’oro consegnate ad alcuni servi da un uomo nobile.
Alcune cose assai preziose vengono affidate a persone che dovrebbero essere fedeli al mandato loro consegnato. Chi è rimasto fedele riceve tantissimo, chi non è rimasto fedele viene privato anche di quello che gli fu consegnato all’inizio.
La paura qui fa da padrona, poiché quel servo che riconsegna la moneta d’oro si era fatto una immagine del nobile come una persona severa e inflessibile. Ma in realtà invece è generosa. Per paura quel servo perde tutto.
Non avere paura! Con Gesù è possibile affrontare cose umanamente poco percorribili. Non avere paura di affidarti al Signore Gesù!
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 19,11-27 – Mercoledì 24 Settembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)