Venerdì della settimana della IV Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

santi Cosma e Damiano, martiri
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 26 Settembre 2025

“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù istruiva il popolo nel tempio e annunciava il Vangelo, sopraggiunsero i capi dei sacerdoti e gli scribi con gli anziani e si rivolsero a lui dicendo: «Spiegaci con quale autorità fai queste cose o chi è che ti ha dato questa autorità». E Gesù rispose loro: «Anch’io vi farò una domanda. Ditemi: il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini?». Allora essi ragionavano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché non gli avete creduto?”. Se invece diciamo: “Dagli uomini”, tutto il popolo ci lapiderà, perché è convinto che Giovanni sia un profeta». Risposero quindi di non saperlo. E Gesù disse loro: «Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose».” (Lc 20,1-8)

Con quale autorità una persona insegna ad altre? I capi dei sacerdoti e gli scribi con gli anziani gli pongono questa domanda, ma quale è il motivo? Volevano sapere? Oppure volevano sentire da Gesù che era mandato da Dio e aveva questa missione per salvare il popolo d’Israele per poterlo accusare, condannare e imprigionare?
Una stessa domanda può avere sfaccettature differenti: si può fare per conoscere, per tentare di ingannare, per ridicolizzare, per far cadere in fallo, per gratificare e così via.
I capi dei sacerdoti e gli scribi rispondono a Gesù con opportunismo secondo le persone che ascoltavano che non avrebbero accettato Giovanni Battista non un profeta. È la riduzione della propria dignità, non si dice quello che si pensa veramente. Il Signore vuole verità e schiettezza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 20,1-8 – Venerdì 26 Settembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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