san Gerolamo, sacerdote e dottore della Chiesa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 30 Settembre 2025
“In quel tempo. Gli scribi e i capi dei sacerdoti si misero a spiare il Signore Gesù e mandarono informatori, che si fingessero persone giuste, per coglierlo in fallo nel parlare e poi consegnarlo all’autorità e al potere del governatore. Costoro lo interrogarono: «Maestro, sappiamo che parli e insegni con rettitudine e non guardi in faccia a nessuno, ma insegni qual è la via di Dio secondo verità. È lecito, o no, che noi paghiamo la tassa a Cesare?». Rendendosi conto della loro malizia, disse: «Mostratemi un denaro: di chi porta l’immagine e l’iscrizione?». Risposero: «Di Cesare». Ed egli disse: «Rendete dunque quello che è di Cesare a Cesare e quello che è di Dio a Dio». Così non riuscirono a coglierlo in fallo nelle sue parole di fronte al popolo e, meravigliati della sua risposta, tacquero.” (Lc 20,20-26)
«Rendete dunque quello che è di Cesare a Cesare e quello che è di Dio a Dio.»
Accorgersi che c’è qualche cosa da rendere è l’ammissione di essere debitori nei confronti di quella persona cui si deve restituire qualche cosa. Nei confronti della società (Cesare) siamo tutti chiamati a collaborare affinché diamo il nostro contributo (rendere), perché la società dove viviamo offre molte cose anche se sono da perfezionare e difettose. Non vi sono solo diritti ma anche doveri.
Nei confronti di Dio cosa si può rendere? Credo che nessuna persona sia in grado di rendere a Dio,siamo solamente sue creature. Forse vivere con la semplicità di cuore, amando, si può restituire un piccolo frammento fatto di benevolenza e di gioia. Dio in quanto nostro Padre guarda la gioia nel cuore, il bene che scaturisce dai suoi figli. Questo è quel poco da rendere che diventa amore e diventa moltissimo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 20,20-26 – Martedì 30 Settembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)