Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 21 Ottobre 2025
“In quel tempo. Il Signore Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli –, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni. Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè «figli del tuono»; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì.” (Mt 3,13-19)
Gesù chiama le persone che vuole, perché imparino e stiano con lui per tutta la durata della sua missione, circa tre anni. Prima di essere veramente Apostoli, cioè inviati e rappresentanti e quindi missionari annunciatori del Vangelo, bisogna conoscere Gesù, stare con lui per un po’ di tempo per formarsi alla Parola di Dio.
Gesù chiama gli Apostoli perché siano inviati ad annunciare la novità del Vangelo e a edificare la Chiesa cristiana.
Anche oggi si è chiamati da Gesù per edificare la sua Chiesa, per annunciare la gioia ritrovata nell’essere al seguito del Signore anche se questo non è privo di problematiche e di molte incomprensioni. Ma vi è gioia e rinnovata speranza nel seguire Gesù.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 3,13-19 – Martedì 21 Ottobre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)