Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 2 novembre 2025
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai Giudei: «Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna».” (Gv 5,21-29)
«chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.»
La Parola del Signore dona speranza nella suo inspiegabile e intenso amore per l’umanità. L’ascolto della Parola e il fatto di crederci e di viverla è la possibilità della vita, quella eterna senza andare incontro al giudizio.
Sappiamo che chi fece il bene avrà una risurrezione di vita, chi fece il male una risurrezione di condanna. Il giudizio è del Signore, necessario a causa dell’adesione dell’uomo al male. Se l’uomo fosse rimasto fedele a Dio, non sarebbe necessario alcun giudizio, sarebbe stata un’esistenza in armonia e comunione senza falsità, omicidi, adulteri, false testimonianze, desideri sbagliati quelli privi d’amore.
A causa della caduta dell’uomo, dei molti errori della mancanza d’amore è necessario il giudizio di Dio.
Ma la sua misericordia, la conoscenza della miseria del cuore dell’uomo, dà una grande speranza di passare dalla morte alla vita perché coloro che si affidano con sincerità al Signore Gesù avranno certo la vita e non andranno incontro ad alcun giudizio.
La commemorazione di tutti i fedeli defunti è nella speranza che essi siano già nella beatitudine nella schiera dei santi grazie alla misericordia di Dio. La nostra importante preghiera per i nostri cari è un rinnovato slancio per loro verso la beatitudine in cielo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 5,21-29 – Domenica 2 novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)