Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 9 novembre 2025

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».” (Mt 25,31-46)

Alla fine dei tempi quando secondo la nostra fede tornerà nella gloria il nostro Signore Gesù Cristo, vi sarà un giudizio che riguarderà tutti.
Si raduneranno tutti i popoli al termine dell’esistenza dell’universo perchè ognuno sia inviato secondo le scelte di vita che si fecero durante la vita terrena.
Vi sarà una separazione gli uni dagli altri.
Gli uni per una scelta d’amore nel tentativo di viverlo per quanto era possibile, esprimendo anche dimensioni di carità e vicinanza in un aiuto reciproco. Questo esprime una comunione fra fratelli e sorelle e con il Signore Gesù in una nuova vita trasfigurata nella gioia.
Gli altri si raduneranno per una scelta tutta diretta e esclusiva su se stessi senza alcun spazio all’amore. Una vita di non-amore. Qui vi è la solitudine nella scelta di essere separati dalle altre persone e dal Signore, non si è voluto essere in comunione con il Signore Gesù. Questa scelta libera è rispettata dal Signore e porta a un allontanamento da ogni forma d’amore.
La Comunità diventa viva se riesce a esprimere la Carità di Cristo verso i deboli, bisognosi e indifesi. Gesù viene riconosciuto nel povero che diventa occasione di una rinnovata comunione con il Signore in quella espressione d’amore verso i più deboli.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 25,31-46 – Domenica 9 novembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

Lascia un commento