Giovedì della III settimana di Avvento

san Giovanni Damasceno, sacerdote e dottore della Chiesa
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Giovedì 4 Dicembre 2025

“In quel tempo. I farisei e i sadducei si avvicinarono per mettere alla prova il Signore Gesù e gli chiesero che mostrasse loro un segno dal cielo. Ma egli rispose loro: «Quando si fa sera, voi dite: “Bel tempo, perché il cielo rosseggia”; e al mattino: “Oggi burrasca, perché il cielo è rosso cupo”. Sapete dunque interpretare l’aspetto del cielo e non siete capaci di interpretare i segni dei tempi? Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona». Li lasciò e se ne andò. Nel passare all’altra riva, i discepoli avevano dimenticato di prendere del pane. Gesù disse loro: «Fate attenzione e guardatevi dal lievito dei farisei e dei sadducei». Ma essi parlavano tra loro e dicevano: «Non abbiamo preso del pane!». Gesù se ne accorse e disse: «Gente di poca fede, perché andate dicendo tra voi che non avete pane? Non capite ancora e non ricordate i cinque pani per i cinquemila, e quante ceste avete portato via? E neppure i sette pani per i quattromila, e quante sporte avete raccolto? Come mai non capite che non vi parlavo di pane? Guardatevi invece dal lievito dei farisei e dei sadducei». Allora essi compresero che egli non aveva detto di guardarsi dal lievito del pane, ma dall’insegnamento dei farisei e dei sadducei.” (Mt 16,1-12)

I sadducei e i farisei vogliono un segno, un miracolo, ma per mettere alla prova Gesù. Ma la vita e la fede non possono basarsi su dei segni, sui dei miracoli, ma si possono radicare nella scoperta dell’amore e nel tentativo di viverlo. Questo forse è il miracolo quando si riesce a vivere l’amore, la carità per essere veramente persone felici.
I miracoli esistono tutt’oggi e sono quasi sempre di guarigione ma possono essere solo dei segni indicatori, indicano la speranza verso l’eternità, di una vita che non ha mai termine. Qui su questa terra la vita termina e continua in modo differente ed eterno. Questa è la speranza che non vi sia solo l’eternità ma anche quella misericordia di Dio verso l’uomo fragile perché sia accolto nella beatitudine celeste.
Vieni Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 16,1-12 – Giovedì 4 Dicembre 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

Lascia un commento