Domenica della Parola di Dio
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Domenica 18 Gennaio 2026
“In quel tempo. Vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.” (Gv 2,1-11)
Gesù è invitato ad una festa di nozze. È la festa d’inizio di una unione coniugale, momento importante anche per condividere con amici e parenti la gioia della festa d’amore. L’unione è importante e va difesa da tante insidie che possono presentarsi. Durante la festa di nozze a Cana di Galilea manca il vino, una vera e propria sciagura per cui il matrimonio sarebbe partito già con una festa andata male.
Maria si accorge della mancanza di vino, Gesù non vorrebbe intervenire, sembra che risponda anche in modo sgarbato «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora»
Grazie alla determinatezza di Maria, Gesù interviene per far continuare la festa, molta acqua, circa 500 litri, diventa ottimo vino. Grazie alla presenza di Gesù, le nozze iniziano inaspettatamente nel migliore dei modi.
La presenza del Signore fra gli sposi è fondante per un rapporto vero d’accoglienza l’uno verso l’altra e l’altra verso l’uno. Si realizza così quella unione che diventa espressione d’amore, viva, come l’acqua che diventa ottimo abbondante vino.
Così vorrebbe il Signore il rapporto fra gli sposi, vivo, effervescente e di ottima qualità nell’abbondanza dell’amore, della comprensione, della pazienza, del sentirsi accolto/a e ascoltato/a anche nei momenti più bui.
Il Signore Gesù dona quell’aiuto per uscire dalla tristezza dei fallimenti, verso uno sguardo di speranza e di un futuro come quell’acqua che diventa ottimo vino grazie anche all’intervento della Madonna.
“Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.”
Confidiamo nel Signore Gesù e chiediamoli la sua azione sanificante di gioia, d’amore.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 2,1-11 – Domenica 18 Gennaio 2026 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)