santi Paolo Miki e compagni, martiri
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Venerdì 6 Febbraio 2026
“In quel tempo. Si riunirono attorno al Signore Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?». Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. Mosè infatti disse: “Onora tuo padre e tua madre”, e: “Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte”. Voi invece dite: “Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è ‘korbàn’, cioè offerta a Dio”, non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre. Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte».” (Mc 7,1-13)
Le azioni rituali di pulizia fanno parte di un importante bagaglio normativo della Legge ebraica per rimanere puri. I farisei con scrupolo seguivano queste norme ma rischiando di essere in realtà l’opposto, cioè impuri. L’osservazione di tutto il bagaglio normativo per la purità non giustifica azioni non buone come ad esempio la gravità della violazione del comandamento di Dio: onora tuo padre e tua madre.
L’astuzia sottile per queste persone è stata quella di comporre delle normative umane come ad esempio dichiarare che è offerta a Dio quello che sarebbe stato dovuto ai genitori.
Lo sguardo di una persona dovrebbe distogliersi dai propri egoismi, interessi personali o corporativi, dovrebbe invece essere verso una profonda gratuità eliminando quelle forme di egoismo che fanno il male.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco7,1-13 – Venerdì 6 febbraio 2026 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)