Lunedì della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania


Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Lunedì 16 Febbraio 2026

“In quel tempo. I capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani mandarono dal Signore Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso. Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?». Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio». E rimasero ammirati di lui.” (Mc 12,13-17)

Nel Vangelo Gesù afferma di rendere e non di dare. Questa differenza è importante perché riguarda di essere in possesso di qualche cosa che non è di propria ma è da restituire.
«Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio».
Quello che è di Cesare sono i servizi che lo stato metteva a disposizione per i quali necessita il pagamento di una tassa. Quello che è di Dio è tutto, vita compresa. Cosa si può restituire a Dio? Una vita spesa bene o tentando di spenderla bene nelle forme della carità, solidarietà, vicinanza con le persone in difficoltà possono essere cose gradite a Dio, non è una vera restituzione ma è una creatura che promuove il bene.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 12,13-17 – Lunedì 16 Febbraio 2026 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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