Martedì della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania

santi Sette fondatori dell’Ordine dei servi della B.V. Maria
Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Martedì 17 Febbraio 2026

“In quel tempo. Vennero dal Signore Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo ugualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».” (Mc 12,18-27)

I sadducei non credevano nella risurrezione e pensavano all’aldilà come un proseguo della esistenza terrena esattamente come viene vissuta su questa terra eliminando tutte le negatività, i drammi, le malattie, la morte. Una specie di Paradiso in terra.
Questa concezione non è corretta e molto restrittiva, dovremmo farci invece stupire dall’amore di Dio e da quello che vorrà donarci con una eternità che potrebbe essere molto differente dalla vita su questa terra.
Affidandoci alle anticipazioni di Gesù sembra che non sarà più necessario prendere marito o moglie e che Dio è dei viventi.
La risurrezione è la nostra speranza, radice della nostra fede. Gesù si è fatto vedere dopo la sua risurrezione in carne ed ossa dai suoi discepoli. Credo sia una questione di fiducia, nel credere alla testimonianza che è stata data e tramandata di generazione in generazione. Se si crede alla fede trasmessa dagli Apostoli allora non si può che credere alla risurrezione e un giorno alla risurrezione del proprio corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 12,18-27– Martedì 17 Febbraio 2026 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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