Sabato della II settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Sabato 7 Marzo 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì.” (Mc 6,1b-5)

«Da dove gli vengono queste cose?»
La domanda che fanno gli abitanti del luogo dove Gesù era cresciuto è corretta. Ma rimangono attaccati al Gesù che avevano visto crescere, a un uomo normale figlio di Maria e Giuseppe. Per loro non era possibile che Gesù fosse così cambiato. È il giudizio umano che non accoglie la meraviglia della novità di Gesù, il quale è cambiato perché ha iniziato a manifestarsi come il Figlio di Dio.
Questo non è accetto per coloro che lo conoscevano e lo avevano visto crescere, non poteva essere possibile un cambiamento così forte. È l’incredulità che blocca e fa in modo che quelle persone non accolgono Gesù come il loro salvatore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 6,1-6 – Venerdì 7 Marzo 2026 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Pubblicato da don Felice

Sacerdote

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