Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Lunedì 13 Aprile 2026
“In quel tempo. Giovanni stava là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo sul Signore Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa Maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.” (Gv 1,35-42)
Giovanni il Battista indica Gesù ai suoi due discepoli, uno dei quali Andrea, fratello di Simon Pietro. È il momento di svolta per questi discepoli che credendo alle parole di Giovanni il Battista, decidono di seguire Gesù come nuovo punto di riferimento. Lo vogliono conoscere, vedere dove abita, che cosa fa nella vita.
Andrea conduce suo fratello Simone da Gesù che fissandolo gli cambia il nome: Cefa che significa Pietro. È l’unico discepolo a cui Gesù cambia il nome. Cambiare nome a una persona vuole dire da una parte essere autorevole e dall’altra dare nella pienezza un ruolo importante alla persona.
Pietro avrà il grave compito di dirigere i primi passi della Chiesa di Gesù dopo il dono dello Spirito Santo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 1,35-42 – Lunedì 13 Aprile 2026 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)