Tempo di Pasqua Rito Ambrosiano Sabato 22 aprile 2023
“In quel tempo. Giovanni diceva: «Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito. Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui».” (Gv 3,31-36)
Un grande movimento d’amore è quello dichiarato dal testimone Giovanni il Battista. Questo movimento d’amore si esprime innanzi a tutto con un amore di fiducia senza dubbi, con un affidare ogni cosa senza timore, e con la salvezza che diventa universale per chi crede nel Figlio di Dio. Signore aumenta la nostra fede perché credendo in Gesù possiamo aprire il nostro cuore alla gioia dell’essere perdonati e indirizzati nella vita senza fine.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB, Villaggio del Sole in Limbiate MB Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 3,31-36, Sabato 22 aprile 2023 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
Tempo di Pasqua Rito Ambrosiano Venerdì 21 aprile 2023
“In quel tempo. Il Signore Gesù andò con i suoi discepoli nella regione della Giudea, e là si tratteneva con loro e battezzava. Anche Giovanni battezzava a Ennòn, vicino a Salìm, perché là c’era molta acqua; e la gente andava a farsi battezzare. Giovanni, infatti, non era ancora stato gettato in prigione. Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo alla purificazione rituale. Andarono da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall’altra parte del Giordano e al quale hai dato testimonianza, ecco, sta battezzando e tutti accorrono a lui». Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”. Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena. Lui deve crescere; io, invece, diminuire».” (Gv 3,22-30)
Giovanni il Battista rende testimonianza a Gesù. Gesù è lo sposo annunziato e atteso da tutto Israele, è il Messia e Giovanni il Battista esulta di gioia perché è l’amico dello sposo e gli ha preparato la strada in modo che la sposa, Israele, possa recarsi verso lo sposo. Il rapporto di Dio con l’uomo vuole essere intenso, in una relazione che diventa di figliolanza grazie al Battesimo. Giovanni il Battista così termina il suo compito, non è un lasciare con dispiacere e un po di invidia nei confronti del nuovo arrivato, si tratta di aver completato la propria missione vedendo che il nuovo arrivato si sta già inserendo bene nella sua nuova e importante missione: la salvezza dell’umanità.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB, Villaggio del Sole in Limbiate MB Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 3,22-30, Venerdì 21 aprile 2023 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
Tempo di Pasqua Rito Ambrosiano Giovedì 20 aprile 2023
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Nicodèmo: «Dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito». Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro d’Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».” (Gv 3,7b-15)
Chi crede in Gesù ottiene la vita eterna. Non è un possesso di cose ma uno stato di vita nella beatitudine. «perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna» Il punto chiave è credere in lui, e grazie al Battesimo è come nascere dall’alto affidandosi allo Spirito. Chi ha ricevuto il Battesimo ha la grazia della presenza dello Spirito Santo che nella fede agisce lungo il cammino della vita. Il cristiano che crede ha una grande forza interiore che lo accompagna verso una pienezza di vita perché lo Spirito Santo agisce in lui.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB, Villaggio del Sole in Limbiate MB Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 3,7b-15, Giovedì 20 aprile 2023 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
Tempo di Pasqua Rito Ambrosiano Mercoledì 19 aprile 2023
“In quel tempo. Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò dal Signore Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio». Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto».” (Gv 3,1-7)
Continua la ricerca di Nicodemo che copre una posizione importante fra i giudei, era uno dei loro capi. La caratteristica di Nicodemo è di verità, non dice le cose per un secondo fine come quello per prendere in fallo Gesù su qualche affermazione ma vuole veramente capire chi è Gesù, le sue affermazioni sono vere non come quelle di altri giudei che volevano Gesù come una persona non gradita e certamente non da Dio. Nicodemo dunque cerca Gesù ma esprime anche la sua fragilità, ha paura di essere visto da altri in questa sua ricerca per cui va da Gesù di notte. Inizia così una interazione profonda con il Signore che difficilmente può essere capita nell’immediatezza. C’è una grande novità, la nascita dall’alto, una vera rivoluzione che vuole ridonare la purezza nel cuore di ogni uomo. «Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto»> Il Battesimo dona questa possibilità ad ogni essere umano, una purezza ridonata e ridonata ancora quando ci si riconcilia (confessione) con il Signore riportandoci alla grazia del Battesimo che si è ricevuto.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB, Villaggio del Sole in Limbiate MB Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 3,1-7, Mercoledì 19 aprile 2023 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
Tempo di Pasqua Memoria di san Galdino, vescovo Rito Ambrosiano Martedì 18 aprile 2023
“In quel tempo. Il Signore Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo e gli disse: «Seguimi!». Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro. Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaele gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi». Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».” (Gv 1,43-51)
Natanaele, conosciuto anche come Bartolomeo, grazie alla testimonianza di Filippo incontra Gesù. Supera subito le sue perplessità riguardo la provenienza del Signore, Nàzaret dalla quale nulla di buono poteva uscire. Lo incontra e rimane stupito dal fatto che Gesù poteva vedere oltre l’umano. Da questo, Natanaele osserverà e tenterà di capire chi è Gesù nella sua continua ricerca della verità.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB, Villaggio del Sole in Limbiate MB Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 1,43-51, Martedì 18 aprile 2023 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
Tempo di Pasqua Rito Ambrosiano Lunedì 17 aprile 2023
“In quel tempo. Giovanni stava là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo sul Signore Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa Maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.” (Gv 1,35-42)
L’incontro con il Signore Gesù parte dalla testimonianza di Giovanni il Battista che lo indica: «Ecco l’agnello di Dio!». Due dei suoi discepoli allora seguono Gesù. Da questo incontro nasce la vocazione dei due discepoli e di Pietro: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» L’essere testimoni di Gesù è essere diffusori del bene per suscitare in alcune persone il desiderio di approfondire e magari seguire il Signore. Così Giovanni il Battista compie la sua missione testimoniando il Cristo, così iniziano a esserci discepoli di Gesù che a loro volta diventeranno testimoni che susciteranno altri testimoni ancora.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB, Villaggio del Sole in Limbiate MB Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 1,35-42, Lunedì 17 aprile 2023 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
Tempo di Pasqua VIII Giorno dell’ottava di Pasqua Domenica della Divina Misericordia Rito Ambrosiano Domenica 16 aprile 2023
“In quel tempo. La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.” (Gv 20,19-31)
«Pace a voi!»
Gesù dona la sua pace, per due volte nelle due apparizioni da risorto a distanza di otto giorni dona la sua pace. La pace donata da Gesù non si riferisce a quella dell’assenza di conflitti armati, si riferisce a uno stile di vita che vuol essere di sguardo buono di ricerca della bontà nelle altrui persone, sempre. È una conseguenza la non guerra, che le dispute vengano spente, che vi sia la ricerca di giustizia perché possano essere risolte le dispute anche quelle più gravose. « Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati»
Gesù dona il suo perdono, segno di riconciliazione per l’umanità intera. Si tratta della Divina Misericordia, è l’essere perdonati, diventare operatori di misericordia. Il perdono del Signore ha ha una spinta a farci diventare persone che a loro volta perdonano, diventare operatori di misericordia. «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!»
La misericordia di Gesù si esprime mostrando il suo fianco all’incredulo Tommaso. Gesù non va in cerca dei perfetti, cerca gli increduli in quel piccolo minuscolo spazio di fede che esiste nel loro cuore. Una fede fatti di ombre e qualche piccolissimo spiraglio di luce, luci e ombre come vissute anche dall’apostolo Tommaso nella sua incredulità ma con un piccolo spazio di luce che ha reso possibile l’ingresso in quella sala dopo otto giorni, e assieme agli altri suo confratelli, non poteva che arrendersi davanti alla misericordia divina: «Mio Signore e mio Dio!» Gesù è risorto! Alleluia!
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB, Villaggio del Sole in Limbiate MB Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 20,19-31, Domenica 16 aprile 2023 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
Tempo di Pasqua VII Giorno dell’ottava di Pasqua Rito Ambrosiano Sabato 15 aprile 2023
“In quel tempo. Il Signore Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla. Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri. Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.” (Gv 21,1-14)
In sette discepoli si trovavano presso il mare di Tiberiade, vi è quasi una rassegnazione nonostante che vi sia stata per due volte la manifestazione di Gesù da risorto. Sembra una quotidianità dove non si pesca più nulla e solo con l’intervento del Signore risorto si riaccende tutto: la pesca, i cuori, l’essere assieme con Gesù. Gesù è risorto! Alleluia!
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB, Villaggio del Sole in Limbiate MB Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 21,1-14, Sabato 15 aprile 2023 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
Tempo di Pasqua VI Giorno dell’ottava di Pasqua Rito Ambrosiano Venerdì 14 aprile 2023
“In quel tempo. Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a ungere il corpo di Gesù. Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole. Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?». Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”».” (Mc 16,1-7)
Le donne trovano la tomba vuota, in essa un giovane seduto con una vesta bianca che annuncia la risurrezione di Gesù. C’è paura, insicurezza, smarrimento. Il giovane dice alle donne di fare memoria delle parole di Gesù di non essere sovrastate dalla paura che non fa ragionare. Le parole dette da Gesù sono di speranza, assicurano la sua presenza da risorto e il fatto che le donne potranno ancora vederlo. Gesù è risorto! Alleluia!
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB, Villaggio del Sole in Limbiate MB Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Marco 16,1-7, Venerdì 14 aprile 2023 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)
Tempo di Pasqua V Giorno dell’ottava di Pasqua Rito Ambrosiano Giovedì 13 aprile 2023
”In quel tempo. Il Signore Gesù in persona stette in mezzo ai discepoli e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».” (Lc 24,36b-49)
I discepoli erano appesantiti dal loro fallimento, avevano lasciato Gesù, lo avevano abbandonato nel momento più importante e tragico. Avevano di certo fatto scelte coraggiose quando decisero di seguirlo, abbandonarono tutto ma ora erano nel pieno del fallimento, impauriti e pieni di colpa per aver volato le spalle a Gesù. Gesù torna, risorto, vivo, e dice: «Pace a voi!» Il perdono viene donato, la gioia e la consolazione riempiono i cuori a tal punto da non capire e rimanere increduli nello stupore. Gesù risorto ridona a piene mani speranza, consolazione e gioia. Riempiamo i nostri cuori con la grazia che Gesù vuole donare a ciascuno! Gesù è risorto! Alleluia!
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB, Villaggio del Sole in Limbiate MB Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Luca 24,36b-49, Giovedì 13 aprile 2023 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)