Martedì della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
san Pier Damiani, vescovo e dottore della Chiesa
Martedì 21 Febbraio 2023

“In quel tempo. Vennero dal Signore Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo ugualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».” (Mc 12,18-27)

Quale concezione hai di Dio? Severo, misericordioso, autoritario, assente, lascia correre, sta accanto, è lontano, bisogna ubbidirgli, lascia la libertà, ama, punisce, o altro ancora?
Forse l’idea di Dio dovrebbe essere sempre aperta a cambiamenti, non lo si può racchiudere con una serie di aggettivi o verbi o fare un trattato che lo definisca. Di solito i preti dicono che è misericordioso, ama, vuole la salvezza delle anime, ecc. ecc. C’è una persona che è Dio e vuole la vita e che tu sia vivo: Non è Dio dei morti, ma dei viventi!
Permetti che Dio ti stupisca.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 12,18-27, Martedì 21 febbraio 2023 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Lunedì 20 Febbraio 2023

“In quel tempo. I capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani mandarono dal Signore Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso. Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?». Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio». E rimasero ammirati di lui.” (Mc 12,13-17)

Gesù risponde ad alcuni farisei ed erodiani sullo stato e sul religioso. È corretto restituire a Cesare, allo stato quello che è dovuto per i servizi che offre. È corretto restituire a Dio ad esempio con un culto di ringraziamento poiché tutto deriva da lui anche se questo è molto insufficiente. Probabilmente una delle forme migliori di restituzione è quella dell’amare il Signore, di essere attenti alla sua Parola e viverla nella propria vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 12,13-17, Lunedì 20 febbraio 2023 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Ultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Domenica detta “del Perdono”
Domenica 19 Febbraio 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.
Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».” (Lc 15,11-32)

La Domenica del perdono è l’ultima Domenica dopo l’Epifania prima dell’inizio della Quaresima. Anche in questa Domenica siamo chiamati a porre lo sguardo verso il desiderio di perdono di Dio nei nostri confronti.
Nel Vangelo troviamo una storia d’amore e di perdono. In questa parabola vi sono tre persone coinvolte, due figli e il padre. Quello minore chiede la sua parte di eredità al padre che inaspettatamente gliela concede dividendo le sue sostanze fra i due figli. Un padre che ascolta e rispetta la scelta del suo figlio minore lasciandogli la sua libertà d’agire. Il figlio minore lascia la famiglia a va a sperperare il tutto in un paese lontano.
Quando ha sperperato tutto per prendere coscienza di quello che ha fatto deve toccare il fondo non potendosi nutrire neanche delle carrube per i porci. A volte bisogna toccare il fondo verso una condizione di vita priva di tutto, di buone relazioni, di persone che ti vogliono bene, un minimo di beni, privo dell’essenzialità della vita. Si è in una condizione di morte, vivo nel corpo ma morto dentro.
Il figlio torna in se, si pente e coniuga la richiesta di perdono al padre, la pensa e l’articola: «Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te;» e ritorna a casa.
Il padre vede il figlio tornare e ne ha compassione. Partecipa nel suo cuore alla sofferenza del suo figlio minore, capisce e lo ama, lo ha sempre amato. È l’incontro fra il padre e il figlio che è perdonato. Qui c’è la festa.
«questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».
Il figlio maggiore rimasto con suo padre rimane scandalizzato per la festa, il buon trattamento dato a suo fratello e non vuole parteciparvi. Quante volte rimaniamo scandalizzati per motivi di ingiusta eredità, di comportamenti veramente sbagliati ma in realtà è un modo di pensare fatto non di amore. Qui c’è un fratello che è stato ritrovato e salvato. Ora c’è la festa la gioia del fratello che è vivo, è tornato in vita, l’eredità può essere messa da parte. Eventualmente dopo se ne parlerà ma con la misericordia, il perdono, e la gioia di un figlio, di un fratello che è tornato alla vita.
«questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 15,11-32, Domenica 19 febbraio 2023 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
san Patrizio, vescovo
Sabato 18 Febbraio 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse alla donna samaritana: «Viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».” (Gv 4,23-26)

L’adorazione è molto di più di un atto d’amore reverenziale, un essere inginocchiati o prostrati.
L’adorazione si compie quando c’è verità nel cuore, non è semplice atto esteriore ma soprattutto atto interiore in spirito e verità. È nella persona che nasce il desiderio di adorare Dio, un cuore che inizia ad amare perché è amato dal Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 4,23-26, Sabato 18 febbraio 2023 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Sette Fondatori dell’Ordine dei servi della B.V. Maria
Venerdì 17 Febbraio 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre Gesù camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?». Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi». Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Diciamo dunque: “Dagli uomini”?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose».” (Mc 11,27-33)

Gesù domanda ai capi dei sacerdoti, agli scribi e ai farisei di avere il coraggio di essere onesti e esprimere quello che pensano evitando ogni opportunismo. Quest’invito viene disatteso e la risposta che viene data a Gesù è opportunistica secondo la situazione che si era venuta a creare. Temevano infatti la folla che non avrebbe accettato una affermazione contraria al battesimo di Giovanni il Battista e nel contempo non volevano dare ragione a Gesù poiché lo considerano loro avversario.
La loro risposta: «Non lo sappiamo» non è veritiera.
Gesù aiutaci a essere persone sincere.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 11,27-33, Venerdì 17 febbraio 2023 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Giovedì 16 Febbraio 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù e i suoi discepoli giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, Gesù si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto:
“La mia casa sarà chiamata
casa di preghiera per tutte le nazioni”
?
Voi invece ne avete fatto un covo di ladri». Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città.” (Mc 11,15-19)

La casa di preghiera è per tutte le nazioni, e questa casa era il tempio in Gerusalemme.
Nel tempio vi era un fiorente mercato di cambiamonete per poter acquistare animali per il sacrificio in espiazione dei peccati che potevano essere acquistati solo con la moneta locale. Vi era inoltre la vendita di questi animali e il tutto fruttava non poco.
La cosa era tollerata dai responsabili del tempio che probabilmente ne avevano parte del guadagno, ma vi era il degrado del luogo diventato un mercato nella parte iniziale detta cortile dei gentili.
Se trovassimo un mercato di venditori di souvenir, di immaginette e oggetti religiosi dentro una chiesa o in un Santuario, non saremo forse stupiti?
Facciamo le nostre chiese luoghi abitati dalla preghiera, anche con una semplice e breve visita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 11,15-19 Giovedì 16 febbraio 2023 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Mercoledì 15 Febbraio 2023

“La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, il Signore Gesù ebbe fame. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all’albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l’udirono.
La mattina seguente, passando, videro l’albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l’albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe».” (Mc 11,12-14.20-25)

Gesù vede un albero di fichi con delle foglie ma non vi trova alcun fico, vi sono solo foglie. Come il popolo di Israele con molti riti (le foglie) ma nessun frutto di giustizia. La fame di Gesù non viene soddisfatta per quello che ha trovato: molta esteriorità nell’adesione ai vari riti ma poca giustizia.
Un veicolo maestro per impostare la giustizia è il perdono, poiché senza perdono è difficile poi fare giustizia, non vi è pace senza giustizia, non vi è giustizia senza perdono.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 11,12-14.20-25, Mercoledì 15 febbraio 2023 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Santi Cirillo, monaco e Metodio, vescovo

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Festa
Martedì 14 Febbraio 2023

“In quel tempo. Apparendo agli Undici, il Signore Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.” (Mc 16,15-20)

Dopo l’ascensione al cielo del Signore Gesù, quaranta giorni dopo la sua risurrezione, gli Undici apostoli inizieranno la loro testimonianza con la presenza misteriosa dello stesso Signore Gesù che li accompagnerà nella evangelizzazione. Gesù non sarà più visibile in corpo ma presente con la sua potenza divina d’amore.
Anche oggi Gesù accompagna tramite l’azione dello Spirito Santo il credente verso un cammino di fede e di testimonianza. Il Signore nella sua misericordia aiuta e suscita le coscienze perché possano accorgersi della strada della vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 16,15-20, Martedì 14 febbraio 2023 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Lunedì 13 Febbraio 2023

“In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».” (Mc 10,35-45)

Giacomo e Giovanni chiedono al Signore Gesù un privilegio rispetto agli altri apostoli. Non sanno quello che stanno chiedendo poiché l’essere glorificati accanto al Signore significa anche soffrire con lui. Ora il battesimo che il Signore Gesù riceverà è una immersione nella sofferenza, nella sua passione e morte cui seguirà la resurrezione. Questa sofferenza è sproporzionata per qualsiasi unano e quindi anche per Giacomo e Giovanni. Tutti gli apostoli comunque poi saranno glorificati una volta ricevuto lo Spirito Santo alla Pentecoste, questo rafforzerà la fede e la dedizione d’essere veramente testimoni del Signore nel servizio verso i fratelli e le sorelle.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 10,35-45, Lunedì 13 febbraio 2023 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Penultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Domenica detta “della Divina Clemenza”
Domenica 12 Febbraio 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».” (Gv 8,1-11)

Alcuni scribi e farisei hanno un caso di una donna sorpresa in flagrante adulterio, cioè è stata sorpresa mentre commetteva la violazione della norma. L’evidenza dell’atto commesso sarebbe di certa condanna e occasione per mettere alla prova Gesù per accertarsi se avrebbe osservato la Legge e poterlo eventualmente accusare.
Gesù riflette e fa giudicare a tutti i presenti la donna.
«Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei»
Ognuno è chiamato a fare un esame di coscienza su se, uscire dalla propria illusoria perfezione e rendersi conto della necessità della clemenza di Dio per sé, del suo perdono prima di condannare. Gli scribi e i farisei ivi presenti ad uno ad uno si allontanano non eseguendo la certa condanna su quella donna. Gesù, infine le dice: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».
Oggi, ognuno ha bisogno della divina clemenza, sarebbe illusorio essere certi di non avere necessità della clemenza di Dio pensandosi non peccatori. Con quel passo di umiltà rendendosi conto del bisogno della divina clemenza, si torna sulla strada della vita senza eliminare la propria responsabilità di quei peccati più o meno gravi commessi, prendendo coscienza dei propri errori in un cammino illuminato dal perdono del Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 8,1-11, Domenica 12 febbraio 2023 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)