IV Domenica di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Domenica 30 aprile 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai farisei: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».” (Gv 10,11-18)

Le pecore, animali mansueti si fanno docilmente condurre lungo il percorso dal pastore, sono i fedeli delle prime comunità cristiane e oggi potremmo essere noi. Come allora anche oggi vi sono dei pericoli quando non c’è un pastore onesto cui interessa veramente ogni fedele. Lo sbandamento del gregge potrebbe essere grave poiché alcuni ardirebbero ad altre chiese o religioni e più spesso, assai delusi, abbandonerebbero il credo.
Un buon pastore tenta nei suoi limiti di dare una testimonianza, fa vedere che crede veramente in quello che testimonia, dà attenzione e ascolto alle persone e considera ognuna con la sua dignità da rispettare. Con i limiti di una persona che ha uno ruolo di responsabilità tenta di essere pastore “buono”.
Essere un pastore “buono” è una questione di cuore, volere bene alle pecore, alle persone e questa è la via per essere assieme in una comunità dove ognuno può essere un piccolo pastore che vuole il bene delle altrui persone, che vuole bene. Se si parte da qui, dal cuore da cui scaturiscono tante cose, si parte bene. L’esempio è Gesù:
«Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore.»
Un gesto libero e consapevole è il donare la vita, di dedicare la vita per il bene delle persone.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 10,11-18, Domenica 30 aprile 2023 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Santa Caterina da Siena

Tempo di Pasqua
Festa
Rito Ambrosiano
Sabato 29 aprile 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».” (Mt 25,1-13)

Ai tempi di Gesù ci si sposava di notte, e gli invitati accompagnavano gli sposi con lampade accese. Ma alcune damigelle, le stolte, non portano con sé l’olio, come invece fanno le sagge. Lo sposo ritarda, tutte si addormentano, ma quando arriva le stolte non hanno più olio per riaccendere le lampade, e le sagge non possono darglielo, perché non basterebbe per tutte. Così solo le sagge entrano al banchetto con lo sposo, mentre le stolte, andate a cercare l’olio, trovano poi la porta chiusa e vengono respinte.
“Gesù ci vuole dire che dobbiamo essere preparati all’incontro con Lui. Non solo all’incontro finale” ma anche ai piccoli incontri – piccoli e grandi incontri – di ogni giorno in vista di quell’incontro, per il quale non basta la lampada della fede, occorre anche l’olio della carità e delle opere buone. (Papa Francesco)

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 25,1-13, Sabato 29 aprile 2023 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Venerdì della III settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
santa Gianna Beretta Molla
Rito Ambrosiano
Venerdì 28 aprile 2023

“In quel tempo. La folla, rimasta dall’altra parte del mare, vide che c’era soltanto una barca e che il Signore Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma i suoi discepoli erano partiti da soli. Altre barche erano giunte da Tiberìade, vicino al luogo dove avevano mangiato il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie. Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».” (Gv 6,22-29)

La folla voleva raggiungere Gesù che misteriosamente si era allontanato non usando dei mezzi convenzionali come una barca per attraversare il mare, era semplicemente scomparso. Gesù infatti era apparso ai suoi discepoli sedando l’agitazione delle acque approdando velocemente all’altra riva del mare.
Viene raggiunto dalla folla e Gesù usa la sua schiettezza: il motivo per cui lo cercavano era perché si erano sfamati, e forse volevano continuare a esserlo stando presso Gesù. Ma non è questo lo scopo del Signore, c’è un cibo che è più grande e dura per sempre, ed questa è la direzione che l’uomo dovrebbe prendere, cercare questo cibo:
«Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà.»
Credendo in Gesù si è già nutriti di questo cibo, si è già rivoluzionata la vita verso il bene.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,22-29, Venerdì 28 aprile 2023 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Giovedì della III settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Beate Caterina e Giuliana del Sacro Monte di Varese
Rito Ambrosiano
Giovedì 27 aprile 2023

“In quel tempo. Venuta la sera, i suoi discepoli scesero al mare, salirono in barca e si avviarono verso l’altra riva del mare in direzione di Cafàrnao. Era ormai buio e Gesù non li aveva ancora raggiunti; il mare era agitato, perché soffiava un forte vento. Dopo aver remato per circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Sono io, non abbiate paura!». Allora vollero prenderlo sulla barca, e subito la barca toccò la riva alla quale erano diretti. ” (Gv 6,16-21)

Gesù fa un segno per i suoi discepoli, vuole che siano in grado di cogliere anche ciò che può essere inusuale, al di fuori di ogni esperienza umana. Gesù cammina sulle acque.
I discepoli non possono che aver paura, è troppo. Gesù si fa riconoscere e invita a togliere l’impedimento che è la paura per poterlo cogliere sulla barca e andare spediti verso la meta.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,16-21, Giovedì 27 aprile 2023 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della III settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
san Luigi Maria Grignion da Montfort, sacerdote
Rito Ambrosiano
Mercoledì 26 aprile 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.” (Gv 6,1-15)

Una grande folla seguiva Gesù, da lui usciva la guarigione, la speranza di una vita senza le malattie. Poi decide di sfamare tutte le persone che erano venute a vedere i segni che compiva. In questo mette alla prova Filippo e anche gli altri Apostoli che erano con lui e insegna loro quella attenzione d’avere nei confronti di tutti. Gesù sfama e dona un segno ai presenti che credono in lui come un grande profeta. Gesù preferisce ritirarsi da solo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,1-15, Mercoledì 26 aprile 2023 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

San Marco evangelista

Tempo di Pasqua
Festa
Rito Ambrosiano
Martedì 25 aprile 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».” (Lc 10,1-9)

San Marco evangelista non fu fra i discepoli del Signore ma fu uno dei primi battezzati da Pietro. Fu dunque discepolo degli Apostoli, Pietro, Paolo, Barnaba. Ascoltatore dei racconti scrisse un resoconto, il Vangelo secondo Marco.
Gesù invia persone scelte, Marco ha avuto il compito di tramandarci il Vangelo affinché possiamo approfondire la conoscenza del Signore Gesù e tramite questo scritto cogliere la testimonianza che si fa viva nel cuore grazie all’azione dello Spirito Santo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 10,1-9, Martedì 25 aprile 2023 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Lunedì della III settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
san Benedetto Menni, sacerdote
Rito Ambrosiano
Lunedì 24 aprile 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù riprese a parlare e disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati. Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.
In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna. Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato».” (Gv 5,19-30)

Dio Padre e il Figlio sono qui espressi in una perfetta comunione, dove il Padre “gli manifesta tutto quello che fa” e “gli ha dato il potere di giudicare”.
Una perfetta armonia e un grande gesto d’amore: “chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.”.
Gesù vuole la fede, vuole che si creda in lui perché questa è la via per essere salvati e essere persone vive già qui su questa terra.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 5,19-30, Lunedì 24 aprile 2023 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Domenica della II settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Domenica 23 aprile 2023

“In quel tempo. Giovanni, vedendo il Signore Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».” (Gv 1,29-34)

Giovanni il Battista vede Gesù. Circondato dai suoi discepoli Giovanni il Battista sta compiendo la sua missione di annuncio e preparazione della strada per il Signore. Lo vede arrivare verso di se, non è geloso dei suoi discepoli ma consocio della missione importante a lui affidata, e senza alcun indugio lo indica:
«Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!»
“Gesù è il Messia, il Re d’Israele, ma non con la potenza di questo mondo, bensì come Agnello di Dio, che prende su di sé e toglie il peccato del mondo. (Papa Francesco)
L’umano fa fatica ad accettare questa affermazione, come può una persona convincere moltitudini di persone usando la mansuetudine e offrendo se stessa senza usare alcuna forza fisica e di persuasione? Come può attrarre a se senza alcuna coercizione psicologica per imporre il proprio pensiero?
Ma la vera forza di Gesù è l’amore senza alcuna imposizione lasciando ogni creatura libera di scegliere, sempre. L’idea dell’amore è la salvezza e non l’intruppamento delle persone verso un cammino forzato in una sorta di Paradiso che non sarebbe più tale ma una convention di marionette in un bel teatrino.
In Paradiso ci si va solo se ci si vuole andare ripulendosi dei molti egoismi per poi vivere veramente e liberamente la gioia celeste.
Il Battesimo è la via. Giovanni il Battista ci dice:
“Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”
Il dono di Dio è il Battesimo, la via della salvezza per ogni uomo e donna. Facciamo vivere il nostro Battesimo, rinnoviamolo con quella grazia che si chiama misericordia che il Signore vuole donare a piene mani anche attraverso i suoi ministri (ultimi e peccatori) nel sacramento che si chiama Riconciliazione (confessione).

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 1,29-34, Domenica 23 aprile 2023 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Sabato della II settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Sabato 22 aprile 2023

“In quel tempo. Giovanni diceva: «Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito. Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui».” (Gv 3,31-36)

Un grande movimento d’amore è quello dichiarato dal testimone Giovanni il Battista. Questo movimento d’amore si esprime innanzi a tutto con un amore di fiducia senza dubbi, con un affidare ogni cosa senza timore, e con la salvezza che diventa universale per chi crede nel Figlio di Dio.
Signore aumenta la nostra fede perché credendo in Gesù possiamo aprire il nostro cuore alla gioia dell’essere perdonati e indirizzati nella vita senza fine.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 3,31-36, Sabato 22 aprile 2023 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Venerdì della II settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Venerdì 21 aprile 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù andò con i suoi discepoli nella regione della Giudea, e là si tratteneva con loro e battezzava. Anche Giovanni battezzava a Ennòn, vicino a Salìm, perché là c’era molta acqua; e la gente andava a farsi battezzare. Giovanni, infatti, non era ancora stato gettato in prigione.
Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo alla purificazione rituale. Andarono da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall’altra parte del Giordano e al quale hai dato testimonianza, ecco, sta battezzando e tutti accorrono a lui». Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”. Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena. Lui deve crescere; io, invece, diminuire».” (Gv 3,22-30)

Giovanni il Battista rende testimonianza a Gesù. Gesù è lo sposo annunziato e atteso da tutto Israele, è il Messia e Giovanni il Battista esulta di gioia perché è l’amico dello sposo e gli ha preparato la strada in modo che la sposa, Israele, possa recarsi verso lo sposo.
Il rapporto di Dio con l’uomo vuole essere intenso, in una relazione che diventa di figliolanza grazie al Battesimo.
Giovanni il Battista così termina il suo compito, non è un lasciare con dispiacere e un po di invidia nei confronti del nuovo arrivato, si tratta di aver completato la propria missione vedendo che il nuovo arrivato si sta già inserendo bene nella sua nuova e importante missione: la salvezza dell’umanità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 3,22-30, Venerdì 21 aprile 2023 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)