Venerdì della settimana della IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 8 Luglio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re. Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto:
“Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero,
davanti a te egli preparerà la tua via”.
Io vi dico: fra i nati da donna non vi è alcuno più grande di Giovanni, ma il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui.
Tutto il popolo che lo ascoltava, e anche i pubblicani, ricevendo il battesimo di Giovanni, hanno riconosciuto che Dio è giusto. Ma i farisei e i dottori della Legge, non facendosi battezzare da lui, hanno reso vano il disegno di Dio su di loro.
A chi dunque posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così:
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”.
È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”. Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli».” (Lc 7,24b-35)

Alcune persone al seguito di san Giovanni Battista si fecero battezzare accettando il disegno di Dio nel suo realizzarsi ma fra queste persone non c’erano i farisei e i dottori della legge, si sentivano perfetti e non bisognosi della conversione. Proprio loro avrebbero dovuto ascoltare e accettare quella novità che il Signore gli voleva donare. Ma non fu così.
Consideravano Giovanni il Battista come un indemoniato e Gesù come uno che mangia e beve di sproposito perché accanto ai peccatori. Ma proprio per questo Gesù era venuto, per salvare i peccatori e Giovanni Battista conduceva una vita essenziale con poche cose da mangiare e vestire perché bastava la comunione con Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 7,18-23 Venerdì 8 Luglio 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 7 Luglio

VANGELO
“In quel tempo. Giovanni fu informato dai suoi discepoli di tutte queste cose. Chiamati quindi due di loro, Giovanni li mandò a dire al Signore Gesù: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”». In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: “I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia”. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».” (Lc 7,18-23)

Gesù facendo dei segni come le guarigioni, l’allontanamento del male, risponde alla domanda di Giovanni il Battista: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?»
Rende testimonianza ai due discepoli inviati facendogli vedere cosa faceva. Donava la vista, la possibilità di camminare, l’udito, ridonava la vita.
Ai poveri era poi donata la buona notizia, e quest’ultima ha un particolare valore poiché i poveri non erano considerati, erano implicitamente esclusi da tutto tranne in qualche azione di carità. Gesù è venuto per ridonare all’uomo la dignità perduta.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 7,18-23 Giovedì 7 Luglio 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santa Maria Goretti
Mercoledì 6 Luglio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla. Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre. Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.” (Lc 7,11-17

«Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo»
il ritorno in vita di quel unico figlio di una madre vedova è un grande segno per tutto il popolo. La condizione di questa donna sarebbe stata di sicura difficoltà non avendo più un parente stretto che la potesse assistere. La compassione di Gesù è il grande segno d’amore, di vicinanza, segno di salvezza. Avviene il ritorno della vita del ragazzo, la vitalità torna nel suo corpo con il ritorno a parlare.
Gesù è colui che visita il suo popolo, ed esprime compassione per le persone nella sofferenza con quella vicinanza d’amore infuocato che esprime sempre nella sua missione fra le sue creature. Un amore che tutt’oggi è presente e non si allontana da ogni credente che confida nel Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 7,1-10 Mercoledì 6 Luglio 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
sant’Antonio Maria Zaccaria, sacerdote
Martedì 5 Luglio

VANGELO
“In quel tempo. Quando ebbe terminato di rivolgere tutte le sue parole al popolo che stava in ascolto, il Signore Gesù entrò in Cafàrnao. Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l’aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. Costoro, giunti da Gesù, lo supplicavano con insistenza: «Egli merita che tu gli conceda quello che chiede – dicevano –, perché ama il nostro popolo ed è stato lui a costruirci la sinagoga». Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa, quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: «Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito. Anch’io infatti sono nella condizione di subalterno e ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». All’udire questo, Gesù lo ammirò e, volgendosi alla folla che lo seguiva, disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!». E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.” (Lc 7,1-10)

Il centurione, un soldato di grado intermedio che comandava circa un centinaio di uomini, aveva un servo malato. Ci teneva a questo servo e fa chiamare Gesù da degli anziani perché non si riteneva degno di andare di persona a incontrarlo. Ma poi gli manda a dire di non entrare a casa sua ma di dare un comando perché il suo servo sia guarito. E così accadde.
Il centurione considerava Gesù come una persona di alto grado che comandava un esercito di persone che non possono essere viste se non con gli occhi della fede. Esprime dunque una grande fede in modo militare e nella fede vede una vasta realtà di bene a noi invisibile.
Con la fede come quella del Centurione, si aprono orizzonti ampi che superano la realtà oggettiva, si va oltre verso l’amore. Qui può accadere l’inaspettato, l’essere raggiunto dall’amore di Dio con i suoi interventi di vicinanza e amore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 7,1-10 Martedì 5 Luglio 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santa Elisabetta del Portogallo
Lunedì 4 Luglio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.
Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda».” (Lc 6,39-45)

Un cieco non può dare una direzione ad un altro cieco e un discepolo difficilmente sarà più grande del suo maestro durante il tempo dell’apprendimento.
Pretendere di vedere e guidare quando si è in realtà ciechi e bisognosi di una guida, è superbia.
Un discepolo che sta seguendo il suo maestro e che crede di essergli superiore, è superbia.
Pretendere di mettere a posto i difetti altrui senza tenere conto dei propri, è superbia.
L’uomo è chiamato a trarre fuori il bene da quel buon tesoro che si è composto lungo la sua vita, con molta umiltà per non montare in superbia e riuscire a far trasparire bene la benevolenza senza alcun interesse nei confronti delle altre persone.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 6,39-35 Lunedì 4 Luglio 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

IV Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 3 Luglio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.»” (Mt 5,21-24)

«chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio»
Il fratello e la sorella sono persone che superano il rapporto di sangue nel parlare cristiano. Si intendono, uomini e donne, che stanno facendo un cammino cristiano e questo le accomuna come se fossero fratelli e sorelle.
in questo essere cristiani assieme è cosa fondante il profondo rispetto reciproco che permette l’essere assieme condividendo pensieri, opinioni, dubbi, vicinanze, gioie, dolori.
L’ offesa interrompe questo essere assieme, si rischia di naufragare rovinosamente. Il porre basi di una divisione è cosa gravissima considerata parimenti a un vero e proprio omicidio spirituale di un’altra persona. La si umilia, si priva della sua dignità, diventa esclusa.
«e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.»
Il dire bene, l’individuare cose buone nelle altrui persone, costruisce vita, unione, comprensione, fratellanza. Il cercare il perdono verso un fratello o sorella che per qualche motivo o anche immotivatamente è contro di te, è atto di carità che costruisce pace.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,21-24 Domenica 3 Luglio 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della III Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 2 Luglio

VANGELO
“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro. Ma guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle».” (Lc 11,37-42)

Gesù si trova di fronte a un fariseo molto attento alla tradizione, tutto doveva essere condotto secondo le rigide usanze. In questo caso dovevano essere fatte le abluzioni, dei lavaggi rituali, prima del pranzo. Questi lavaggi erano considerati anche come una purificazione ma la qual cosa era solo un aspetto esteriore.
Spesso c’è una attenzione verso l’esteriorità per apparire bene, puliti, in ordine, affascinanti. Spesso non coincide con l’interiorità che si ritrova tutt’altro che nel bene e pulita ma accasciata su se stessa, disordinata. Prima della cura dell’esteriorità bisogna dare attenzione all’interiorità uscendo dalle dinamiche dell’egoismo, incominciando ad amare. Allora anche l’esteriorità può essere un riflesso bello della gioia interiore che si trova nel donare, nel donarsi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,37-42 Sabato 2 Luglio 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della III Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 1° Luglio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
«Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».” (Lc 6,20a.36-38)

La misericordia si può definire come la forma d’amore che riconosce in modo benevolo la miseria del cuore altrui e si interviene con dolcezza e auto fraterno. Questo avviene anche dando la possibilità al fratello di rendersi conto dell’errore, e la possibilità di rimediare e convertire il proprio comportamento. In questo c’è sia la misericordia che il perdono.
Per uscire da ogni forma di giudizio troppo spesso incline all’errore, vi è il perdono. Nel dare a se stessi la possibilità di uscire dal proprio rancore, dalla propria intenzione di vendetta, dalla pianificazione di progetti ben architettati ma inclini a esaltare se stessi, c’è la gioia di un cuore che inizia ad amare, perdonare se stesso e gli altri.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 6,20a.36-38 Venerdì 1° Luglio 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della III Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santi Primi martiri della Chiesa romana
Giovedì 30 Giugno

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione. Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete. Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».” (Lc 6,20a.24-26)

Le persone Ricche, sazie, in cerca di divertimento ma senza nulla pensare alle situazioni di disagio, senza pensare alle altre persone che hanno bisogno di un conforto, queste persone ricche sono in realtà povere. Hanno perso la felicità, l’amore, la gioia di aiutare qualche d’uno e sono caduti in una estrema povertà spirituale.
Ma gli esempi di persone brave e gioiose nella carità, fedeli a Cristo, sono quelle persone che fanno andare avanti la vita e la società.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 6,20a.24-26 Giovedì 30 Giugno 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santi Pietro e Paolo, apostoli

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Solennità
Mercoledì 29 Giugno

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».” (Gv 21,15b-19)

Gesù nella sua Chiesa vuole collaborazione delle sue creature, perché possano aumentare la loro fede e far vivere la sua Chiesa.
A Simon Pietro viene affidato il ruolo principale di riferimento: dovrà pascolare le pecore di Gesù, dovrà guidare i fedeli. Grave compito che Pietro riesce a realizzare grazie all’azione dello Spirito Santo in lui. Nasce così la Chiesa di Gesù con il primo vicario; Pietro.
Paolo affianca Pietro, aiuta e costruisce i primi passi della Chiesa sopratutto verso i pagani. Compito importante che fa conoscere la Chiesa a persone altrimenti irraggiungibili dal messaggio del Signore.
Gesù dona grazie su grazie perché l’uomo possa compiere dei passi che sono umanamente impensabili. Gesù tutt’oggi aiuta, sprona, dona affinché ogni uomo, ogni donna possa trovare la via della propria vocazione.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 21,15b-19 Mercoledì 29 Giugno 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)