Lunedì della IV settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Lunedì, 28 Marzo

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c’è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».” (Mt 7,1-5)

Il giudizio spesso è una condanna del fratello, si tratta dunque di un giudizio severo, senza appello e spesso troppo superficiale. Meglio non giudicare. Basta la semplice considerazione proposta dal Vangelo: «Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi»
Dunque quella severità e quella mancanza di comprensione si riverserebbe su noi stessi, troppo spesso abili a giustificare i nostri comportamenti che invece meriterebbero un giudizio assai severo.
in questa Quaresima tutti siamo invitati a togliere via quella trave nell’occhio che impedisce di vedere, così potremmo essere illuminati dalla Luce del mondo (Gesù) che vuole una vista chiara per ogni suo fedele.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 7,1-5, Lunedì 28 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

IV Domenica di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Domenica del cieco
Domenica, 27 Marzo

VANGELO
“In quel tempo. Passando, il Signore Gesù vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe» – che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.

Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so».

Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!».

Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!».

Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.

Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». ” (Gv 9,1-38b)

Vi era una profonda convinzione che le malattie fossero unicamente conseguenza di alcuni peccati. Questa era talmente radicata per i discepoli di Gesù che consideravano la cecità dalla nascita del mendicante incontrato causata dai peccati commessi dai suoi genitori.
Gesù, spiazza, rinnova, fa riflettere i cuori: «Né lui ha peccato né i suoi genitori»
La malattia non è detto che sia conseguenza del peccato, basta ricordare persone come Giovanni Paolo II o Giovanni XXIII entrambi santi e morti a causa di gravi malattie, la santità delle persone non protegge da drammi, eventi, malattie, aiuta ad affrontare e a vivere queste situazioni difficili.
La malattia può diventare luogo di salvezza e di rivelazione di Dio. Per il cieco nato «è perché in lui siano manifestate le opere di Dio.»
La guarigione viene donata al cieco nato raggiunto dalla misericordia del Signore Gesù che chiede la sua collaborazione perché possa vedere. Il cieco è incontrato da Gesù, il cieco lo ascolta, crede nelle sue parole e fa quello che Gesù gli ha detto. «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe»
Da qui inizia il cammino di guarigione di questa persona che inizia a vedere.
La Luce del mondo, il Signore Gesù, vuole illuminare le menti assopite e impigrite, vuole illuminare le difficili situazioni di schiavitù di peccato, vuole riavviare il battesimo perché possiamo diventare veramente testimoni della luce del Signore Gesù.
Di fronte all’invidia che acceca le persone incontrate dell’ex cieco, farisei, giudei, vi è da anteporre quell’atteggiamento di gioia per le persone che ce la fanno, che ce l’anno fatta come questo cieco. L’invidia paralizza e non fa vedere il miracolo ai quei giudei e farisei incontrati dall’ex cieco.
Camminare dietro a Gesù Luce del mondo con una buona dose di umiltà vuol dire diventare Comunità che non ha invidia per le persone che riescono ma gioisce insieme a loro!
Gioire insieme a coloro che sono stati liberati dalla schiavitù di una vita che poteva essere altrimenti sempre meschina, gioire per il bene degli altri!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 9,1-38b, Domenica 27 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Sabato della III settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Sabato, 26 Marzo

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.
Chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.” (Mc 6,6b-13)

Una degli aspetti importanti dell’essere Comunità è la missione cui nessuno si dovrebbe sentirsi escluso.
Gesù invia in missione i Dodici inviandoli due a due e senza la sua presenza in corpo ma accompagnati dallo potere loro conferito, dalla possibilità di annunciare il Vangelo e di agire per guarire. La missione consiste nella guarigione nella conversione delle anime, rappresentata anche da quell’unzione degli infermi perché guarissero. L’unzione era comune nell’antica medicina e la guarigione miracolosa che i discepoli facevano è già un segno di quel mondo futuro, il Regno promesso al termine del passaggio terreno di ognuno.
Ognuno oggi è chiamato a essere in missione, nell’annuncio di quella speranza che può realizzarsi al termine di cammino terreno di ognuno. È la pienezza della gioia e della pace che solo il Signore Gesù può elargire a piene mani.

ATTO DI CONSACRAZIONE
Beata sempre Vergine Maria,
consacro me stesso
al tuo Cuore Immacolato
perché possa diventare costruttore
di perdono,
di giustizia
e di pace.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 6,6b-13, Sabato 26 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Annunciazione del Signore

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano

Solennità
Venerdì, 25 Marzo

VANGELO
“In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.” (Lc 1,26b-38)

Un annuncio di gioia raggiunge la Beata Sempre Vergine Maria. Rallegrati! È un saluto non convenzionale, un invito alla gioia, Lei è visitata dal Signore, è la figlia di Sion:
Rallégrati, figlia di Sion,
grida di gioia, Israele,
esulta e acclama con tutto il cuore,
figlia di Gerusalemme!
(Sofonia 3,14)
Maria non è chiamata con il suo nome ma “piena di grazia”, ricolma dei favori di Dio, colmata di grazia da parte di Dio. C’è la pienezza d’amore del Signore per Lei.
Oggi abbiamo quanto mai bisogno di annunci gioiosi, di speranza, che indicano qualche cosa che non può essere scalfito dalla stupidità umana. L’uomo può distruggere tutto ma non può scalfire la speranza della gioia promessa dal Signore perché è venuto a salvare ogni uomo, ogni donna che confidino in lui.
La presenza divina si realizza in Maria per poi essere donata a tutta l’umanità, un Dio che si fa uomo per dare un messaggio di misericordia, perdono, vicinanza, speranza.
Signore, dona pace e speranza a questa umanità smarrita che non riesce più a dialogare.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,26b-38, Venerdì 25 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Giovedì della III settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Giovedì, 24 Marzo

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena». ” (Mt 6,25-34)

«Non preoccupatevi,
E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate?
Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?

Le preoccupazioni quando eccessive, disperdono, tolgono via il sapore della vita perché si è solo e unicamente ripiegati e concentrati su quelle. Lo sguardo non riesce a dare neanche uno sbirciata alla bellezza, alla gioia e all’essere in buona relazione con le altre persone.
Le preoccupazioni andrebbero sempre messe nel “posto giusto”, senza esagerare la loro importanza, senza sminuirle considerandole sciocchezze. Con l’aiuto del Signore e con la partecipazione di alcuni fratelli e sorelle si riescono a dimensionarle e ad affrontarle nel modo più opportuno e cristiano.
«Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».
ESERCIZI SPIRITUALI
Essere Chiesa “estroversa”
siamo fotografia di Gesù?

Prima di testimoniare personalmente la fede,
come Comunità cristiana,
siamo segno di Gesù e del suo Vangelo.
Negli Esercizi Spirituali delle Parrocchie, nella quarta e ultima giornata come proposta di meditazione, l’invito è di interrogarsi se si è segno cristiano, se facciamo vedere Gesù nella, dalla nostra Comunità in una Chiesa che è in uscita e non rinchiusa sulle sue “cose” in qualche forma nostalgica: “Un tempo sì che c’era la Chiesa!!! Le grandi processioni, i pranzi, le grandiose feste, il prete che comandava!!!”.
Questa è una Chiesa auto celebrativa cioè che parla solo di se stessa e poco di Gesù alle persone. Interessa fare numero e non diffondere il Vangelo, la misericordia del Padre.
Bisogna uscire da questa dinamica verso una Chiesa nuova, estroversa che vuole parlare di Gesù. Essere Chiesa in cammino significa fare tanta ma tanta fatica con la guida dello Spirito Santo.
Una Chiesa che è comunità, ascolta, l’io diventa noi, si fa guidare dallo Spirito Santo, è consapevole del proprio limite e testimonia l’amore misericordioso del Padre.
Un popolo in cammino dietro Gesù, è a servizio per il bene di tutti.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 6,19-24, Giovedì 24 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della III settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Mercoledì, 23 Marzo

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassinano e non rubano. Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.
La lampada del corpo è l’occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!
Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».” (Mt 6,19-24)

L’accumulo di beni per garantirsi sicurezza e ricchezza se pur lecito diventa cosa non buona se non vi è condivisione o se questo sottrae beni alle persone indigenti. Non solo ma si diventa pieni di preoccupazioni per i beni posseduti con tutte le problematiche fra cui le dolorosissime discussioni e profonde divisioni che spesso si creano fra i discendenti. Assai meglio non accumulare ma condividere con gioia!
In questo c’è la semplicità, un occhio benevole che vuole il bene e allora tutta la persona diventa luce per le altre persone con quell’unico riferimento fondamentale che è il Signore.
ESERCIZI SPIRITUALI
Siamo Chiesa ricca di “ministeri”
per fare il bene comune

La carità di Cristo spinge a farci “servi”
e metterci a servire la Comunità:
chiamati personalmente ma per il bene di tutti.
Negli Esercizi Spirituali delle Parrocchie, nella terza giornata c’è un prendere coscienza d’essere chiamati da Gesù. Non si tratta di un compito eccezionale, si tratta d’essere a servizio gioioso per il bene di tutti.
Il ruolo dei laici, l’immensa maggioranza del popolo di Dio, dovrebbe essere in una maggiore partecipazione con una vera applicazione del Vangelo che diventa trasformazione della società. Si tratta quindi non di un compito relegato a qualche celebrazione o aiuti in parrocchia ma di un vero impegno ecclesiale nella quotidianità dove i valori del Vangelo sono considerati e applicati.
In questo ognuno ha un proprio carisma, la capacità di far bene qualche cosa di specifico, e questo dovrebbe essere ecclesiale cioè a disposizione per il bene di tutti, per il popolo di Dio. In questo c’è ricchezza di ministeri se tutti mettono a disposizione il proprio carisma, con gioia, con pazienza e sguardo benevolo.
A volte le diversità fra persone diventano fastidiose, ostacolo, di difficile risoluzione. Ma proprio dalla diversità si può trarre qualche cosa di buono, essa può essere riconciliata con l’aiuto dello Spirito Santo e diventare pluralità e nel contempo unità.
Un popolo in cammino dietro Gesù, è a servizio per il bene di tutti.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 6,19-24, Mercoledì 23 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Martedì della III settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Martedì, 22 Marzo

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».” (Mt 6,16-18)

Il digiuno è importante pratica da non sottovalutare. Un aspetto è quello di creare spazio nel proprio cuore e nel proprio tempo per le cose buone digiunando da quelle dispersive o cattive. Anche il digiuno da cibo può essere un buon veicolo se quello che si risparmia non mangiando poi lo si offre in carità, ad esempio con una corrispondente offerta.
Tutto ciò è buono se lo si fa per essere più vicini al Signore Gesù nella memoria della sua passione.
Tutto ciò diventa vano se lo si fa per farsi vedere dagli altri, diventa vanto, diventa cosa non buona.
Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà»
ESERCIZI SPIRITUALI
In comunione con Gesù e con altri fratelli e sorelle

Dall’Eucarestia nasce il nostro essere Chiesa:
Gesù “si spezza” per unirci a farci suo popolo
Negli Esercizi Spirituali delle Parrocchie, nella seconda giornata c’è un invito a entrare nella sinodalità, il camminare assieme, nella partecipazione, comunione e missione.
La condizione è l’umiltà che si esprime:
– nella partecipazione non delegando tutto ad altri ma mettendosi in gioco partecipando.
– nella comunione cristocentrica, mettendo al centro Cristo, e non fatta di opinioni di una certa maggioranza, fuggendo da comportamenti di complicità, compromessi, possessi, potere. Invece si custodisce il cuore dell’altro nel bene facendosi guidare dallo Spirito Santo.
– nella missione per essere in movimento mettendo da parte i propri interessi e rialzarsi se si è ripiegati su se stessi. La bellezza di dire qualche cosa di Dio con la semplicità in una quotidianità vissuta alla luce del Signore è già una grande missione.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 6,16-18, Martedì 22 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Lunedì della III settimana di Quarema

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Lunedì, 21 Marzo

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».” (6,7-15)

L’ostentazione della preghiera è da evitare. Da promuovere è la preghiera in comune e anche quella personale dove vi è possibilità di essere veritieri.
In questo, la santificazione del nome di Dio nella preghiera del Padre Nostro, tratta del riconoscimento di Dio nella vita della persona che sta pregando. Se la preghiera è sincera e non ostentata, quel riconoscimento che c’è Dio nella vita, “sia santificato il tuo nome”, è fondamento di ogni preghiera.
ESERCIZI SPIRITUALI
Gesù ci convoca per essere suo popolo.

Attraverso il Vangelo il Padre ci unisce a Gesù con lo Spirito:
è una grazie essere Chiesa!
Negli Esercizi Spirituali delle Parrocchie, nella prima giornata c’è un invito a essere Chiesa nella misericordia di Gesù. Si tratta di vedere nel volto di Cristo umile e abbandonato il nostro volto in questa situazione difficile. Servire il Signore Gesù è prima cosa affidarsi alla forza e gioia del Vangelo. Così nasce la convocazione di Gesù per essere suo popolo in cammino.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 6,7-17, Lunedì 21 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

III Domenica di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Domenica di Abramo
Domenica, 20 Marzo

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. Per quale motivo non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alla mia parola. Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli era omicida fin da principio e non stava saldo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna. A me, invece, voi non credete, perché dico la verità. Chi di voi può dimostrare che ho peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non ascoltate: perché non siete da Dio».
Gli risposero i Giudei: «Non abbiamo forse ragione di dire che tu sei un Samaritano e un indemoniato?». Rispose Gesù: «Io non sono indemoniato: io onoro il Padre mio, ma voi non onorate me. Io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca, e giudica. In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.” (Gv 8,31-59)

Se fossero veramente figli di Abramo, sarebbero persone che vorrebbero cercare sempre la verità e non essere persone che hanno la pretesa di avere la verità dalla loro parte. Vi è qui la sofferenza del Signore Gesù che non riesce a entrare in sintonia con questi giudei che credettero in lui almeno per un momento. Questi giudei si sono chiusi nella loro ferma comprensione che Gesù è persona da mandare via, non è dalla parte di Dio perché loro sono figli di Dio e non Gesù. Ma questi giudei vivono nell’illusione di essere persone libere dal peccato, non peccatori, ma loro stessi, come tutti ad eccezione di Gesù, sono peccatori e quindi persone che hanno continuamente bisogno di essere liberate dal Signore Gesù dalla schiavitù del peccato.
La superbia sembra essere la via di questi giudei che mano a mano svelano la loro identità che si è inclinata sulla menzogna. Ma essi stessi avranno la possibilità di essere salvati da Gesù stesso.
Per essere Comunità in cammino dietro Gesù bisogna vincere la menzogna, la superbia, sentire che c’è veramente l’esigenza di essere perdonati per diventare peccatori liberati. Questo lo può fare il Signore se ciascuno glielo permette. Se ognuno è in cammino assieme se depone la menzogna, la superbia, se elimina l’essere superiore agli altri ad ogni costo. Allora c’è un cammino assieme, c’è una Comunità di peccatori perdonati che cammina dietro Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 8,31-59, Domenica 20 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

San Giuseppe, sposo della B.V. Maria

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Solennità
Sabato, 19 Marzo

VANGELO
“In quel tempo. Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino». Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».” (Mt 2,19-23)

La festa di san Giuseppe, lo sposo di Maria, cade durante la Quaresima e vuole essere anche un momento di festa per i papà. Il compito di Giuseppe è fra gli altri quello di condurre la santa Famiglia seguendo con fedeltà le indicazioni del Signore attraverso un angelo.
Queste indicazioni per Giuseppe sono sempre date in sogno a differenza di Maria che le sono state date con l’apparizione dell’Arcangelo Gabriele. Le manifestazioni del Signore non hanno uno schema ma sono proprie per ogni persona come se si adattasse alle esigenze e caratteristiche di ognuno. Non dovremmo mai mancare di fiducia su un Signore che vuole manifestarsi ad ognuno di noi e in modo unico.
Giuseppe compie la sua missione e conduce a Nazareth la santa Famiglia. Ogni papà ha una missione importante verso la famiglia, con quel compito d’amore perché i figli possano crescere trovando la propria via.
Aiuta Signore tutti i papà perché possano essere buone persone nel grave compito di educazione verso i fgili trasmettendo anche la fede.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 2,19-23, Sabato 19 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)