Sabato della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Sabato, 26 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, il Signore Gesù disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà. Infatti quale vantaggio c’è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita? Che cosa potrebbe dare un uomo in cambio della propria vita? Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi».” (Mc 8,34-38)

Gesù da poco aveva moltiplicato i pani e i pesci, successivamente aveva guarito un cieco a Betsàida, e aveva parlato apertamente con i suoi discepoli preannunciando la sua passione in un clima di opposizione da parte dei capi dei sacerdoti, degli scribi, dei farisei.
Giunge un momento importante, Gesù stesso convoca la folla per dire la severità nel seguire il Vangelo, cioè cosa da non sottovalutare e considerare come la via importante per la conversione di ognuno.
«Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.»
Ognuno ha una croce, sua personale, da non scartare, da non far finta che non ci sia, ma da accettare e portare con se certi della presenza del Signore. Solo in questo modo si riesce a essere persone sincere che possono seguire Gesù in una strada che è conversione continua. Una strada che è gioia, speranza, futuro.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 8,34-38, Sabato 26, Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Venerdì, 25 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre Gesù camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?». Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi». Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Diciamo dunque: “Dagli uomini”?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose».” (Mc 11,27-33)

Gesù dopo aver liberato il tempio dal commercio cacciando via i venditori di animali per il sacrifici e i cambiamonete, ora è interrogato dai capi dei sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani, Si tratta di una rappresentanza di una certa importanza, rappresenta l’autorità e la presenza degli anziani è da considerarsi di un certo spessore.
«Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?»
La domanda che è posta a Gesù riguarda l’autorità, il fatto che si è sostituito alla loro autorità. Ma essi non hanno esercitato la loro autorità per pascere il popolo, per promuovere la carità e per indicare e rimediare se possibile quelle situazioni gravemente sbagliate come un commercio all’interno della casa di preghiera del Signore, il tempio.
Gesù svela il loro opportunismo, il fatto di agire non nella verità ma in base alle situazioni che si vengono a creare agendo o dicendo cose per avere il maggior consenso possibile oppure per limitare al più i danni come in questo caso. Essi non esprimono il loro pensiero ma rispondono a Gesù in modo da non infastidire la folla e per non dare ragione al Signore.
Una delle cose più meschine è vivere secondo opportunismi annichilendo se stessi e perdendo la dignità di persona. La verità, l’essere persone vere, sincere, schiette è una base per essere veri cristiani, è la base per essere persona.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 11,27-33, Venerdì 25 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Giovedì, 24 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù e i suoi discepoli giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, Gesù si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto:
“La mia casa sarà chiamata
casa di preghiera per tutte le nazioni”
?
Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».
Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città.” (Mc 11,15-19)

Gesù dopo aver visto l’albero di fichi senza frutti entra nel tempio di Gerusalemme e manda via il commercio che era presente nel cortile dei gentili appena dopo l’ingresso. Un commercio d’affari sulla pelle devozionale dei fedeli: il sacrificio da offrire per espiare i peccati doveva essere di qualche animale acquistato con la moneta del luogo, per questo c’erano sia i cambia monete, sia i venditori di animali da sacrificare. Questo purtroppo non era un servizio ma un vero commercio in accordo con la classe sacerdotale che probabilmente aveva i suoi interessi.
Gesù pone fine a questo commercio ricordando che il luogo è per la preghiera e non per il mercato.
La verità costa e ”i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire”
Gesù ha un grande dolore vedendo l’assenza di giustizia, un frutto molto amaro, Si aspettava equità, carità e trova interessi corporativi, fedeli come pecore senza pastore.
Oggi ogni fedele è chiamato a esprimere la fede, la speranza, la carità, perché per molte persone siano motivo di cambiamento di vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 11,15-19, Giovedì 24 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
san Policarpo, vescovo e martire
Mercoledì, 23 Febbraio

VANGELO
“La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, il Signore Gesù ebbe fame. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all’albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l’udirono.
La mattina seguente, passando, videro l’albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l’albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe».” (Mc 11,12-14.20-25)

Gesù aveva il desiderio di vedere dei frutti come la carità, ma non ne trovò. C’era apparenza ma non c’era la carità, c’erano i riti ma non c’era l’amore verso Dio e verso il prossimo. Questa situazione assomigliava ad un albero arido, senza alcun frutto. La presenza di foglie e l’assenza di frutti sono come la condizione del popolo d’Israele davanti a Dio: molti riti, ma vuoti e senza frutti di giustizia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 11,12-14.20-25, Mercoledì 23 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Martedì, 22 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada. ” (Mc 10,46b-52)

Gesù dopo l’insegnamento ai suoi apostoli riguardo all’essere a servizio si mette in partenza da Gerico per continuare la sua predicazione in altre città e villaggi.
Un cieco ad alta voce chiede pietà: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!
E insiste una seconda volta gridando poiché le altre persone volevano che tacesse. Grida per far sentire il suo dissenso su questo silenzio richiesto, grida per esprimere la sua fede nei confronti di Gesù, grida perché il Signore lo senta. E il Signore Gesù lo ascolta e gli ridona la vista.
«Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.
Quanta timidezza spesso è presente nelle persone che dicono d’essere cristiane. Alle prime difficoltà si nasconde la propria fede, si fa finta di nulla su quei discorsi fra colleghi, colleghe di lavoro, al mercato, a scuola e in tante altre occasioni. Il cieco di Gerico ci insegna che si può dire la fede, la si può svelare, certo costa ma con un esempio di mitezza, pacatezza tutto diventa sopportabile, tutto diventa testimonianza, si diventa persone vere.
«Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada..

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 10,46b-52, Martedì 22 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
san Pier Damiani, vescovo e dottore della Chiesa
Lunedì, 21 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».” (Mc 10,35-45)

C’è un battesimo cui il Signore sarà sottoposto in una vera immersione nella sofferenza per la salvezza dell’uomo. Questo battesimo sarà anche per gli apostoli che berranno il calice che beve il Signore Gesù. È un calice di incomprensioni, opposizioni, umiliazioni, false testimonianze e di offerta completa di se per la salvezza dell’umanità.
Due degli apostoli chiedono che questo sia anche per loro per avere i posti migliori nel regno di Dio. È certo una pretesa, una fragilità umana nel pensare che così agendo si possa ottenere un privilegio rispetto agli altri.
La vera strada per essere grandi è quella di servire come Gesù che è venuto
«per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 10,35-45, Lunedì 21 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Domenica della Divina Clemenza

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Penultima Domenica dopo l’Epifania
Domenica, 20 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangià e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».” (Mc 2,13-17)

Le ultime due Domeniche prima dell’inizio della Quaresima, sono quella d’oggi detta «della divina Clemenza» e la prossima detta «del perdono». L’invito è quello di accorgersi di un Dio misericordioso che vuole perdonare dove questo è accolto dall’uomo. È anche un accorgersi che sta per giungere il periodo prezioso, la Quaresima, occasione di una più profonda conversione personale in un cammino che diventa assieme, non isolato dalle altre persone ma con le altre persone che diventano “noi”, diventiamo “noi”.
Gesù chiama un pubblicano, un noto peccatore, benestante in modo non onesto. Matteo si alza subito, è chiamato dalla misericordia di Dio e da seduto che era ora è in piedi pronto a donarsi e non più a prendere.
Gesù poi è in mezzo ai pubblicani e peccatori motivo di scandalo per i presunti perfetti e onesti scribi dei farisei. L’essere in mezzo ai peccatori è il motivo della presenza di Gesù, fa parte della sua missione quella di guarire e liberare dalle schiavitù dei peccati.
La Clemenza di Dio, è il volere perdonare, essere benigno nell’accogliere le preghiere, essere indulgente. Oggi ricordiamo che Dio ascolta sempre quelle preghiere fatte con sincerità e la sua clemenza certo non verrà meno.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 2,13-17, Domenica 20 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della VI Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Sabato, 19 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai Giudei: «Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».” (Gv 6,45b-51)

«questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.»
Dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci, Gesù parla a più riprese del pane poiché nessuno aveva compreso il significato di quel miracolo. Il pane vivo disceso dal cielo, vero cibo, è Gesù, chi ne magia non muore. È la promessa del Signore: l’essere in comunione con Gesù, il mangiare quel pane vivo è porre una forte unione con Gesù con affidamento e fede. Si tratta d’essere dalla parte di Gesù, vedere con i suoi occhi la realtà che circonda, occhi di carità, di benevolenza, di fortezza, e molto altro ancora che trasformano una persona in un continuo cammino di conversione.
Il pane vivo disceso dal cielo è il grande dono di Dio per ognuno oggi, è la presenza reale del Signore. Questo dono è la grande misericordia di Dio per ognuno: perdona, salva, indirizza di nuovo sulla strada buona rilanciando ognuno verso strade di carità e gioia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,45b-51, Sabato 19 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della VI Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
san Patrizio, vescovo
Venerdì, 18 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue. Ognuno infatti sarà salato con il fuoco. Buona cosa è il sale; ma se il sale diventa insipido, con che cosa gli darete sapore? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri». ” (Mc 9,42-50)

I piccoli sono coloro che hanno iniziato un cammino nella Chiesa di Gesù, sono neofiti, da poco tempo si sono affacciati alla novità della buona notizia. Sono persone che iniziano a edificare la fede, e le fondamenta sono tutte da costruire, basta uno scandalo per farle scappare via.
Ad esempio un comportamento sbagliato, violento, di arrabbiatura potrebbe essere di scandalo per un piccolo nella fede ed esso potrebbe andarsene via trovando nelle persone qualche cosa di cattivo che non c’entra nulla con il Vangelo. Come è possibile predicare bene il Vangelo, promuovere la carità, la pace se poi ci si arrabbia in malo modo con il fratello o la sorella? Questo è motivo di inciampo, di caduta per il piccolo che se ne va via.
Il Vangelo va sempre custodito nella vita, nella quotidianità ed è necessario avere molta attenzione e delicatezza per chi si affaccia o si riaffaccia alla fede! Dovremmo essere sempre consci che un comportamento sbagliato può avere conseguenze che vanno ben oltre a quello si riesce a valutare.
Essere persone attente ai piccoli nella fede, che portano colore e gusto, che hanno sale in se stesse, è motivo di bellezza comunitaria che invita ad andare e a restare nella Chiesa di Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco, 9,42-50, Venerdì 18 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della VI Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Giovedì, 17 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Giovanni disse al Signore Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.
Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa».” (Mc 9,38-41)

Uno che scaccia via il male nel nome di Gesù è un esorcista. Lo fa in nome di Gesù e dunque in qualche modo crede nell’efficacia dell’azione del Signore.
Gesù invita i suoi discepoli ad imparare la tolleranza con coloro che non sono nel seguito e compiono azioni di carità nel suo nome. Vuol dire che c’è una azione viva del Signore Gesù nel loro operato e quindi non sono da condannare ma essere tolleranti nei loro confronti.
Se poi in seguito queste persone agiranno al di fuori della carità per loro esclusivi interessi personali, allora non saranno più nella grazia del Signore.
La carità dunque è la forma importante nelle azioni di un cristiano e Gesù la promuove:
«Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco, 9,,33-37, Mercoledì 16 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)