Sabato della settimana della XIII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
sant’Agostino, vescovo e dottore della Chiesa
Sabato 28 Agosto

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù convocò i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demòni e di guarire le malattie. E li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi. Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche. In qualunque casa entriate, rimanete là, e di là poi ripartite. Quanto a coloro che non vi accolgono, uscite dalla loro città e scuotete la polvere dai vostri piedi come testimonianza contro di loro». Allora essi uscirono e giravano di villaggio in villaggio, ovunque annunciando la buona notizia e operando guarigioni.” (Lc 9,1-6)

Agli Apostoli viene donata la forza e il potere sui demòni, sul male, e anche di guarire le malattie.
Viene data fiducia ai Dodici e sono chiamati ciascuno alla responsabilità di gestione del potere benefico che gli è stato donato. La semplicità accompagna la testimonianza dei Dodici, con poche cose addietro la rende più vera, e si evidenzia la cosa importante, l’annuncio della buona notizia accompagnandola con alcune guarigioni nello spirito e nel corpo.
La direzione del Signore è la salvezza dell’uomo, e vuole che vi siano dei discepoli che inizino e poi continuino l’opera di salvezza. Il Signore vuole che l’uomo sia parte attiva nella storia della salvezza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 9,1-6 di Sabato 28 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della XIII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santa Monica
Venerdì 27 Agosto

VANGELO DEL GIORNO
“Un sabato il Signore Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare e disse agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cedigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».” (Lc 14,1a.7-1)

Gesù è sempre nella casa di un capo dei farisei, persona influente. Vedendo la ricerca degli invitati dei posti a tavola fra i migliori riservati alle persone importanti, Gesù fa un’osservazione con una parabola.
Si tratta di non cercare mai i primi posti, tuttalpiù di farsi indicare da chi ha il compito di assegnare il posto dove sedersi. Ma non è solo una indicazione pratica, è spirituale, non doverebbe essere presente alcun tipo di queste preoccupazioni tutte mirate ad una glorificazione personale rispetto alle altre persone presenti. Un buon testimone della Legge, della società in cui vive dovrebbe avere sempre uno spirito di sevizio nell’umiltà, questo sì che sarebbe un qualche cosa di grande nei confronti del prossimo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 14,1a.7-1 di Venerdì 27 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della XIII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
sant’Alessandro, martire
Giovedì 26 Agosto

VANGELO DEL GIORNO
“Un sabato il Signore Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Ed ecco, davanti a lui vi era un uomo malato di idropisìa. Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: «È lecito o no guarire di sabato?». Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò. Poi disse loro: «Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?». E non potevano rispondere nulla a queste parole.” (Lc 14,1-6)

I farisei avevano molto ascolto ed erano considerati come il principale riferimento politico e religioso, essi interpretavano la Legge assieme ai dottori ed erano ascoltati.
Gesù è a casa di uno dei capi ed ecco si presenta la questione della guarigione che non è elencata nelle eccezioni per il riposo sabbatico ed è da considerare dunque un lavoro. Gesù fa la domanda diretta:
«È lecito o no guarire di sabato?»
Forse la risposta corretta sarebbe stata del tipo “Non è permesso dalla Legge ma vedendo il grande segno di guarigione e la ripresa della salute delle persone potrebbe essere un’eccezione da aggiungere anche perché se accadesse qualche cosa a un nostro figlio il giorno di sabato faremmo qualsiasi cosa per poterlo salvare.”
Ma non ci fu risposta.
Forse più che rigidità nei cuori vi è il timore di riconoscere Gesù davanti a tutti, e vi è la poca umiltà che permetterebbe questo grande salto di qualità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 14,1-6 di Giovedì 26 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della XIII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Luigi
Mercoledì 25 Agosto

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te: quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa è abbandonata a voi! Vi dico infatti che non mi vedrete, finché verrà il tempo in cui direte: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”».” (Lc 13,34-35)

Gesù amava e ama Gerusalemme. Voleva esserle vicino, voleva custodirla e condurla verso una pienezza di gioia nella venuta di Dio fra la sua gente.
«e voi non avete voluto!»
La sua gente non lo ha voluto riconoscere, ognuno rimane nella pienezza della sua libertà e delle sue decisioni che ha preso nei suoi riguardi, e questo dice molto del nostro Signore Gesù Cristo che vuole essere scelto liberamente e non tramite costrizioni o obblighi.
Tuttavia sarà riconosciuto in quei giorni della sua Passione quando entrerà nella sua città amata per poi essere rifiutato finché non sarà innalzato sulla Croce. Da qui scaturisce tutt’oggi la nostra salvezza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 13,34-35 di Mercoledì 25 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Bartolomeo, apostolo

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Festa
Martedì 24 Agosto

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaele gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi». Il Signore Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».” (Gv 1,45-51)

San Bartolomeo apostolo nel Vangelo secondo Giovanni è indicato con il nome di Natanaele “dono di Dio”. A differenza degli altri apostoli, rimane perplesso dopo che Gesù ha svelato il suo pensiero nei suoi riguardi:
«Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità»
Natanaele vuole capire e Gesù svela che lo aveva visto, con una vista che va oltre quella naturale di ogni uomo e a causa di questo Natanaele subito dichiara la sua fede:
«Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!»
Natanaele usa la ragione per capire, approfondire, e per lui diventa importante avere dei colloqui con Gesù, questo non sarà l’unico.
L’adesione alla fede è cosa bella e ancora più profonda quando ci si fa delle domande cui il Signore Gesù risponde magari tramite qualche persona che si incontra anche in modo inconsapevole, o attraverso l’ascolto della Messa, oppure grazie a una brava guida spirituale.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 1,45-51 di Martedì 24 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della XIII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santa Rosa da Lima

Lunedì 23 Agosto

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato. C’era là una donna che uno spirito teneva inferma da diciotto anni; era curva e non riusciva in alcun modo a stare diritta. Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei liberata dalla tua malattia». Impose le mani su di lei e subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.
Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, prese la parola e disse alla folla: «Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi guarire e non in giorno di sabato». Il Signore gli replicò: «Ipocriti, non è forse vero che, di sabato, ciascuno di voi slega il suo bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che Satana ha tenuto prigioniera per ben diciotto anni, non doveva essere liberata da questo legame nel giorno di sabato?». Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.” (Lc 13,10-17)

Gesù guarisce nel giorno del riposo sabbatico una donna inferma da diciotto anni. La Legge proibisce il lavoro nel giorno del riposo e non contempla le guarigioni come eccezione alla regola. Come eccezione fra le altre c’è ad esempio il permesso di abbeverare gli animali.
Ora, qualsiasi sacerdote, in questo caso il capo della sinagoga (corrisponde al parroco), dovrebbe esso stesso cogliere quella guarigione come una bella eccezione alla regola, il fatto che una donna gli rivenga donato il movimento, la possibilità di vivere la sua vita. Questo lo comprende bene la folla, che capisce il gesto di Gesù e la certa eccezione della regola, mentre i dotti e sapienti troppo formali e rigidi sulle normative della Legge non riescono a fare un passo avanti.
A volte la rigidità umana impedisce di gioire e vedere la grazia di Dio che si compone davanti agli occhi. Signore donaci la grazia di essere persone che si accorgano di te, della tua presenza benefica lungo la giornata.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 13,10-17 di Lunedì 23 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

XII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 22 Agosto

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù entrò in Cafàrnao. Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l’aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. Costoro, giunti da Gesù, lo supplicavano con insistenza: «Egli merita che tu gli conceda quello che chiede – dicevano –, perché ama il nostro popolo ed è stato lui a costruirci la sinagoga». Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa, quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: «Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito. Anch’io infatti sono nella condizione di subalterno e ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». All’udire questo, Gesù lo ammirò e, volgendosi alla folla che lo seguiva, disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!». E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.” (Lc 7,1b-10)

Un centurione, un capo di una centuria circa cento soldati, che oggi corrisponderebbe al grado di capitano che coordina una compagnia di soldati, chiede la guarigione di un suo servo. Questi era a suo diretto servizio, oggi nell’esercito potrebbe essere un attendente, un aiuto diretto al capitano.
Il centurione ci tiene alla vita del suo servo, ha una attenzione della sua salute e una attenzione anche verso i civili dove era di servizio, infatti aveva fatto costruire per loro una sinagoga.
Inoltre il centurione crede in Gesù, tanto che invia alcuni anziani dei giudei per chiedere la guarigione. La sua fede è qui già presente, crede che Gesù abbia il potere di guarire.
Ma la fede del centurione è ampia, a tal punto di non ritenersi degno della richiesta della convocazione di Gesù sotto il suo tetto e nella considerazione della onnipotenza della parola del Signore Gesù:
«di’ una parola e il mio servo sarà guarito».
Gesù per via della fede del centurione guarisce subito il suo servo.
Il centurione aveva uno sguardo nel bene dei suoi sottoposti, dei civili dove abitava ed aveva una grande fede.
Aiuta Signore a essere persone di sguardo benevole verso il prossimo, di fede certa, saldi nella speranza non dubitando mai di te e confidando sempre nella tua misericordia e nella tua Parola. Dona gioia e pace a chi vuole credere alla tua Parola.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 7,1b-10 di Domenica 22 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della XII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Pio X, papa
Sabato 21 Agosto

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me»” (Gv 12,44-50)

Gesù, venuto per salvare il mondo, dare la possibilità di uscire dalle tenebre, di procedere verso la vita eterna. La missione del Signore è ampia ed è stata realizzata come uomo fra gli uomini con la potenza di Dio usata solo per il bene.
La condanna del mondo sarebbe stata una chiusura verso qualsiasi possibilità di conversione e riscatto. Invece la scelta di Dio è stata quella della possibilità di salvezza per ogni uomo, per ogni donna con quella nuova alleanza nella remissione dei peccati che sarà sigillata dal Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 12,44-50 di Sabato 21 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della XII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Bernardo, abate e dottore della Chiesa

Venerdì 20 Agosto

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Taglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».” (Lc 13,6-9)

Un padrone si aspettava dei frutti dall’albero di fichi che aveva piantato nel suo terreno. Ma quell’albero per tre anni consecutivi non diede alcun frutto. Sarebbe stato da tagliare ma il contadino propone al padrone di dare ancora una possibilità all’albero mettendolo nelle migliori condizioni possibili, arando la terra attorno e concimandola.
I frutti sarebbero la giustizia, l’equità, la carità, tutte quelle opere spirituali e materiali dove si vive un amore nel dono. Il Signore si aspettava frutti da Israele che era stato messo nelle migliori condizioni per poterli ottenere, ma purtroppo all’arrivo del Signore Gesù questi non c’erano o erano solo in alcune sacche della popolazione, non certo fra i responsabili.
Anche oggi siamo nelle condizioni migliori per tentare di fare opere di carità spirituali e/o corporali, (materiali). Dovremmo essere sempre dei piccoli ma grandi testimoni del Signore Gesù.
Basterebbe tentare una delle seguenti opere di misericordia:
LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA SPIRITUALE
1 – Consigliare i dubbiosi
2 – Insegnare agli ignoranti
3 – Ammonire i peccatori
4 – Consolare gli afflitti
5 – Perdonare le offese
6 – Sopportare pazientemente le persone moleste
7 – Pregare Dio per i vivi e per i morti
LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA CORPORALE
1 – Dar da mangiare agli affamati
2 – Dar da bere agli assetati
3 – Vestire gli ignudi
4 – Alloggiare i pellegrini
5 – Visitare gli infermi
6 – Visitare i carcerati
7 – Seppellire i morti
Basterebbe tentare una di queste opere di misericordia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 13,6-9 di Venerdì 20 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della XII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Giovanni Eudes, sacerdote

Giovedì 19 Agosto

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ancora alle folle: «Perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto? Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo».
In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».” (Lc 12,54a.57 –13,5)

Nel Vangelo odierno troviamo l’importanza della conciliazione, e una indicazione riguardo al collegamento del peccato con una sorte drammatica come una uccisione o un disastro.
È importante trovare una conciliazione su un terreno precedente fatto di litigio, e come conseguenza di probabile giudizio in tribunale con tutte le conseguenze drammatiche di pesantezza spirituale, di spesa economica, e il rischio di ricevere una pena. Necessita uscire dalla dinamica del “io ho assolutamente ragione!” e incominciare a guardare l’avversario non più come il nemico ma come persona, tentando di capirlo e tentare di trovare un accordo soddisfacente. Questa è una dinamica che inizia a essere di carità perché si innalza lo sguardo verso una persona nel tentativo di costruire una vera pace.
Nella seconda parte del Vangelo, Gesù slega la certezza dell’epoca riguardo il collegamento del peccato con una sorte nefasta come una uccisione, un incidente grave e, sappiamo, anche con una malattia. Non è detto che quell’evento nefasto sia conseguenza del peccato, molte altre persone peccatrici non subiscono la stessa sorte. Dunque Gesù afferma che non c’è una conseguenza diretta di un peccato con una morte accidentale o ingiusta su questa terra, poiché molti altri peccatori non subiscono tali conseguenze.
Però, chi vive in una costante situazione di peccato è morto dentro, cioè ha distolto da se per sua scelta la vera gioia che il Signore vorrebbe donare.
Gesù aiutaci a essere persone che abbiano nel cuore l’intenzione di mettere da parte il proprio peccato, e con una buona volontà e con il tuo aiuto misericordioso potrebbe essere possibile l’impossibile.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,54a.57–13,5 di Giovedì 19 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)