San Bartolomeo, apostolo

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Festa
Martedì 24 Agosto

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaele gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi». Il Signore Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».” (Gv 1,45-51)

San Bartolomeo apostolo nel Vangelo secondo Giovanni è indicato con il nome di Natanaele “dono di Dio”. A differenza degli altri apostoli, rimane perplesso dopo che Gesù ha svelato il suo pensiero nei suoi riguardi:
«Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità»
Natanaele vuole capire e Gesù svela che lo aveva visto, con una vista che va oltre quella naturale di ogni uomo e a causa di questo Natanaele subito dichiara la sua fede:
«Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!»
Natanaele usa la ragione per capire, approfondire, e per lui diventa importante avere dei colloqui con Gesù, questo non sarà l’unico.
L’adesione alla fede è cosa bella e ancora più profonda quando ci si fa delle domande cui il Signore Gesù risponde magari tramite qualche persona che si incontra anche in modo inconsapevole, o attraverso l’ascolto della Messa, oppure grazie a una brava guida spirituale.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 1,45-51 di Martedì 24 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della XIII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santa Rosa da Lima

Lunedì 23 Agosto

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato. C’era là una donna che uno spirito teneva inferma da diciotto anni; era curva e non riusciva in alcun modo a stare diritta. Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei liberata dalla tua malattia». Impose le mani su di lei e subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.
Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, prese la parola e disse alla folla: «Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi guarire e non in giorno di sabato». Il Signore gli replicò: «Ipocriti, non è forse vero che, di sabato, ciascuno di voi slega il suo bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che Satana ha tenuto prigioniera per ben diciotto anni, non doveva essere liberata da questo legame nel giorno di sabato?». Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.” (Lc 13,10-17)

Gesù guarisce nel giorno del riposo sabbatico una donna inferma da diciotto anni. La Legge proibisce il lavoro nel giorno del riposo e non contempla le guarigioni come eccezione alla regola. Come eccezione fra le altre c’è ad esempio il permesso di abbeverare gli animali.
Ora, qualsiasi sacerdote, in questo caso il capo della sinagoga (corrisponde al parroco), dovrebbe esso stesso cogliere quella guarigione come una bella eccezione alla regola, il fatto che una donna gli rivenga donato il movimento, la possibilità di vivere la sua vita. Questo lo comprende bene la folla, che capisce il gesto di Gesù e la certa eccezione della regola, mentre i dotti e sapienti troppo formali e rigidi sulle normative della Legge non riescono a fare un passo avanti.
A volte la rigidità umana impedisce di gioire e vedere la grazia di Dio che si compone davanti agli occhi. Signore donaci la grazia di essere persone che si accorgano di te, della tua presenza benefica lungo la giornata.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 13,10-17 di Lunedì 23 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

XII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 22 Agosto

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù entrò in Cafàrnao. Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l’aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. Costoro, giunti da Gesù, lo supplicavano con insistenza: «Egli merita che tu gli conceda quello che chiede – dicevano –, perché ama il nostro popolo ed è stato lui a costruirci la sinagoga». Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa, quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: «Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito. Anch’io infatti sono nella condizione di subalterno e ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». All’udire questo, Gesù lo ammirò e, volgendosi alla folla che lo seguiva, disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!». E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.” (Lc 7,1b-10)

Un centurione, un capo di una centuria circa cento soldati, che oggi corrisponderebbe al grado di capitano che coordina una compagnia di soldati, chiede la guarigione di un suo servo. Questi era a suo diretto servizio, oggi nell’esercito potrebbe essere un attendente, un aiuto diretto al capitano.
Il centurione ci tiene alla vita del suo servo, ha una attenzione della sua salute e una attenzione anche verso i civili dove era di servizio, infatti aveva fatto costruire per loro una sinagoga.
Inoltre il centurione crede in Gesù, tanto che invia alcuni anziani dei giudei per chiedere la guarigione. La sua fede è qui già presente, crede che Gesù abbia il potere di guarire.
Ma la fede del centurione è ampia, a tal punto di non ritenersi degno della richiesta della convocazione di Gesù sotto il suo tetto e nella considerazione della onnipotenza della parola del Signore Gesù:
«di’ una parola e il mio servo sarà guarito».
Gesù per via della fede del centurione guarisce subito il suo servo.
Il centurione aveva uno sguardo nel bene dei suoi sottoposti, dei civili dove abitava ed aveva una grande fede.
Aiuta Signore a essere persone di sguardo benevole verso il prossimo, di fede certa, saldi nella speranza non dubitando mai di te e confidando sempre nella tua misericordia e nella tua Parola. Dona gioia e pace a chi vuole credere alla tua Parola.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 7,1b-10 di Domenica 22 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della XII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Pio X, papa
Sabato 21 Agosto

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me»” (Gv 12,44-50)

Gesù, venuto per salvare il mondo, dare la possibilità di uscire dalle tenebre, di procedere verso la vita eterna. La missione del Signore è ampia ed è stata realizzata come uomo fra gli uomini con la potenza di Dio usata solo per il bene.
La condanna del mondo sarebbe stata una chiusura verso qualsiasi possibilità di conversione e riscatto. Invece la scelta di Dio è stata quella della possibilità di salvezza per ogni uomo, per ogni donna con quella nuova alleanza nella remissione dei peccati che sarà sigillata dal Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 12,44-50 di Sabato 21 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della XII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Bernardo, abate e dottore della Chiesa

Venerdì 20 Agosto

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Taglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».” (Lc 13,6-9)

Un padrone si aspettava dei frutti dall’albero di fichi che aveva piantato nel suo terreno. Ma quell’albero per tre anni consecutivi non diede alcun frutto. Sarebbe stato da tagliare ma il contadino propone al padrone di dare ancora una possibilità all’albero mettendolo nelle migliori condizioni possibili, arando la terra attorno e concimandola.
I frutti sarebbero la giustizia, l’equità, la carità, tutte quelle opere spirituali e materiali dove si vive un amore nel dono. Il Signore si aspettava frutti da Israele che era stato messo nelle migliori condizioni per poterli ottenere, ma purtroppo all’arrivo del Signore Gesù questi non c’erano o erano solo in alcune sacche della popolazione, non certo fra i responsabili.
Anche oggi siamo nelle condizioni migliori per tentare di fare opere di carità spirituali e/o corporali, (materiali). Dovremmo essere sempre dei piccoli ma grandi testimoni del Signore Gesù.
Basterebbe tentare una delle seguenti opere di misericordia:
LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA SPIRITUALE
1 – Consigliare i dubbiosi
2 – Insegnare agli ignoranti
3 – Ammonire i peccatori
4 – Consolare gli afflitti
5 – Perdonare le offese
6 – Sopportare pazientemente le persone moleste
7 – Pregare Dio per i vivi e per i morti
LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA CORPORALE
1 – Dar da mangiare agli affamati
2 – Dar da bere agli assetati
3 – Vestire gli ignudi
4 – Alloggiare i pellegrini
5 – Visitare gli infermi
6 – Visitare i carcerati
7 – Seppellire i morti
Basterebbe tentare una di queste opere di misericordia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 13,6-9 di Venerdì 20 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della XII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Giovanni Eudes, sacerdote

Giovedì 19 Agosto

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ancora alle folle: «Perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto? Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo».
In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».” (Lc 12,54a.57 –13,5)

Nel Vangelo odierno troviamo l’importanza della conciliazione, e una indicazione riguardo al collegamento del peccato con una sorte drammatica come una uccisione o un disastro.
È importante trovare una conciliazione su un terreno precedente fatto di litigio, e come conseguenza di probabile giudizio in tribunale con tutte le conseguenze drammatiche di pesantezza spirituale, di spesa economica, e il rischio di ricevere una pena. Necessita uscire dalla dinamica del “io ho assolutamente ragione!” e incominciare a guardare l’avversario non più come il nemico ma come persona, tentando di capirlo e tentare di trovare un accordo soddisfacente. Questa è una dinamica che inizia a essere di carità perché si innalza lo sguardo verso una persona nel tentativo di costruire una vera pace.
Nella seconda parte del Vangelo, Gesù slega la certezza dell’epoca riguardo il collegamento del peccato con una sorte nefasta come una uccisione, un incidente grave e, sappiamo, anche con una malattia. Non è detto che quell’evento nefasto sia conseguenza del peccato, molte altre persone peccatrici non subiscono la stessa sorte. Dunque Gesù afferma che non c’è una conseguenza diretta di un peccato con una morte accidentale o ingiusta su questa terra, poiché molti altri peccatori non subiscono tali conseguenze.
Però, chi vive in una costante situazione di peccato è morto dentro, cioè ha distolto da se per sua scelta la vera gioia che il Signore vorrebbe donare.
Gesù aiutaci a essere persone che abbiano nel cuore l’intenzione di mettere da parte il proprio peccato, e con una buona volontà e con il tuo aiuto misericordioso potrebbe essere possibile l’impossibile.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,54a.57–13,5 di Giovedì 19 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della XII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano

Mercoledì 18 Agosto

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ancora alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo?».” (Lc 12,54-56)

La vita potrebbe avere una maggiore pienezza con uno sguardo che si allarga dalle solite considerazioni, osservazioni. Si tratterebbe di andare oltre le cose più comuni come quelle della temperatura, della pioggia, del bel tempo, delle amicizie e così via.
È l’accorgersi di cose prese poco in considerazione e che potrebbero dare una mano a capire dove si sta andando, in quale direzione siamo indirizzati. È come uno sguardo che si alza verso l’orizzonte che è sempre stato lì ma purtroppo poco guardato. E dunque si inizia a cogliere qualche cosa di nuovo come i profondi cambiamenti di tante persone, e si attiva un’attenzione che potrebbe cogliere delle novità inaspettate.
L’ascolto è senz’altro uno degli aspetti importanti per comprendere la realtà che ci circonda, e lo si può fare solo con un atteggiamento umile che permette di cogliere senza pregiudizio.
Gesù, aiutaci a essere persone vive che vogliono capire e cogliere sempre più profondamente la realtà e la tua verità, persone che ritornano a stupirsi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,54-56 di Mercoledì 18 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della XII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Massimiliano Maria Kolbe, sacerdote e martire

Martedì 17 Agosto

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».” (Lc 12,49-53)

La verità portata da Gesù ha un impatto tale da portare degli scompensi anche all’interno delle famiglie dove vengono alla luce le contraddizioni, le cose non dette, i sotterfugi, gli inganni, le falsità.
Ogni crisi però diventa occasione di crescita e di cambiamento. Si tratta di diventare persone diverse che amano la verità e non sono più disposte a vivere qualche forma di menzogna. Il cristiano dovrebbe sempre avere nel cuore la ricerca della verità in tutte le cose e soprattutto l’ascolto di quella portata da Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,49-53 di Martedì 17 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della XII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano

Lunedì 16 Agosto

VANGELO DEL GIORNO
“Il Signore Gesù disse: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire” e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più.»” (Lc 12,42b-48)

Vi è un padrone che vuole dare responsabilità al suo servo affinché possa gestire bene tutta la servitù in modo onesto e premuroso. Questo padrone lascia la completa libertà di azione al suo servo il quale può liberamente agire secondo la sua volontà.
Vi sono due strade, quella della memoria fedele delle istruzioni ricevute oppure quella del dimenticatoio infedele dove il padrone viene sostituito dal servo.
Il servo fedele riceverà una buona gratificazione dal padrone mentre quello infedele riceverà una severa punizione.
Forse nella vita di ognuno è un bene l’essere fedeli, non tradire le persone care e soprattutto non dimenticarsi mai di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,42b-48 di Lunedì 16 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Assunzione della B.V. Maria

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Solennità

Domenica 15 Agosto

VANGELO DEL GIORNO
“In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».” (Lc 1,39-55)

L’Assunzione della Beata Sempre Vergine Maria è un dogma della Chiesa, deve essere ritenuta vera da ogni cristiano cattolico e non è opinabile. Ogni fedele è dunque chiamato a considerare vera, l’Assunzione della Beata Vergine Maria in anima e corpo alla gloria del cielo, al termine della sua vita terrena.
Al contrario di quanto si pensi, questo dogma non è stato pensato da teologi o studiosi o cardinali o vescovi, bensì è una antica devozione popolare che la Chiesa ha deciso di trasformarla in una verità per ogni cristiano cattolico.
Dopo la risurrezione di Gesù, la sua mamma viene assunta in cielo, è la conseguenza della passione, morte e risurrezione del Figlio di Dio. C’è una strada che si apre nella speranza, è la beatitudine nel cielo che è aperta a tutte le persone. Maria attraverso Gesù ci dà la strada con la sua Assunzione, e noi poveri mortali siamo pieni di gioia con uno sguardo che va oltre alla morte verso una eternità. Maria è la primizia, noi il popolo che spera un giorno di essere non troppo lontani nella beatitudine celeste.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,39-55 di Domenica 15 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)