Giovedì dell’ultima settimana dell’anno liturgico

Tempo dopo la Pentecoste
Giovedì 12 novembre
san Giosafat, vescovo e martire

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì. Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”. Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».” (Mt 25,14-30)

Il servo che aveva ricevuto un solo talento ha avuto paura, e a causa di questo agisce in modo poco saggio nascondendo il talento affidatogli senza utilizzarlo. Avrebbe dovuto invece usarlo, rischiare perché portasse in futuro qualche frutto. Così facendo avrebbe anche vissuto nella speranza e non nell’incertezza dello stare fermo senza nulla fare. Probabilmente siamo tutti invitati a non essere persone che seppelliscono possibilità, ma al contrario che le favoriscano, persone che sono in movimento e vogliono promuovere il bene. La paura del servo è stata anche una conseguenza dello considerare il padrone come persona severa, dura. A causa di questa idea che si era fatto ha avuto paura e si è nascosto. Quale idea di Dio mi sono fatto? Severo, duro? Oppure una idea differente? L’idea di Dio che ho mi convince ad andare avanti approfondendo la fede oppure mi allontana? Ma quale idea di Dio ho? Forse dovrei affidarmi al Signore non dubitando di lui ma credendo in una persona che è fedele. Aiuta la fede, aiuta la solidarietà in questo periodo di epidemia, vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 25,14-30 di Giovedì 12 novembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Martino di Tours, vescovo

Tempo dopo la Pentecoste
mercoledì 11 novembre
San Martino di Tours, vescovo – Festa

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”».” (Mt 25,31-40)

Un giudizio corretto senza alcuna sbavatura e senza alcun errore è impossibile all’uomo ma non al Signore. Quello che attende ognuno di noi al termine del passaggio terreno è l’essere instradati verso una delle tre direzioni possibili: verso l’Inferno (vediamo di non andarci affatto), oppure verso il Purgatorio o il Paradiso, tenendo presente che se si è nello stato di vita del Purgatorio, esso è provvisorio in vista del Paradiso. Ci sarà dunque un giudizio e la garanzia di una beatitudine eterna priva del male se non si vuole andare all’Inferno. La differenza è enorme perché qui viviamo l’esperienza del male che affascina e distorce la buona vita e allontana dalla gioia. Nella speranza del Signore Gesù misericordioso, un giorno saremo privati del male e potremmo finalmente essere nella pienezza della gioia e della pace. San Martino divise quel mantello per coprire chi aveva freddo e si pose in un cammino di fede e di gioia nel bene della carità che continuerà per tutta la sua vita. Un piccolo gesto di vicinanza oggi lo possiamo fare ad esempio con la solidarietà in questo tempo di epidemia, con parole buone e di speranza. Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo Mt 25,31-40 di Mercoledì 11 novembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì dell’ultima settimana dell’anno liturgico

Tempo dopo la Pentecoste
Martedì 10 novembre
san Leone Magno, papa e dottore della Chiesa

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chi è dunque il servo fidato e prudente, che il padrone ha messo a capo dei suoi domestici per dare loro il cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così! Davvero io vi dico: lo metterà a capo di tutti i suoi beni. Ma se quel servo malvagio dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda”, e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a mangiare e a bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli ipocriti: là sarà pianto e stridore di denti».” (Mt 24, 45-51)

Nell’ultima settimana dell’Anno liturgico 2019-2020, ci accompagna il Vangelo secondo Matteo anche con la festa di san Martino che sarà mercoledì 11 novembre. L’essere pazienti e perseveranti è forse l’invito del Vangelo di oggi, in quell’attesa del ritorno del Signore Gesù che non farà mancare certo la sua presenza. Ma la fragilità di ogni uomo e di ogni donna è sempre presente, e quella che viene percepita come assenza del Signore provoca quei atteggiamenti che non sono cristiani, come ad esempio l’approfittarsi delle altrui persone. Dovremo essere sempre certi di un Signore che c’è, ma che noi a volte non riusciamo a percepire nella nostra storia e in quella che ci ha preceduto. Signore Gesù aumenta la nostra fede, fa che non manchiamo di sperare in te. Donaci in questo periodo di piena epidemia la perseveranza della preghiera e della speranza, solidali, vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 24, 45-51 di Martedì 10 novembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Dedicazione della Basilica romana lateranense

Tempo dopo la Pentecoste
Lunedì 9 novembre
Festa del Signore

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. La donna Samaritana dice al Signore Gesù: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità».” (Gv 4,19-24)

È la festa di tute le Chiese cattoliche nel mondo. San Giovanni in Laterano è la madre di tutte le chiese cattoliche dell’urbe e dell’orbe, della città di Roma e di tutto il mondo. Vi era la necessità nei primi secoli della Chiesa di ritrovarsi in un luogo comune dove poter assieme pregare. La Basilica Lateranense rappresenta questo aspetto ed è per questo che la sua festa è quella di tutte le chiese cattoliche nel mondo. Poter avere la libertà di culto e di celebrare assieme la liturgia cristiana è una grande cosa anche se oggi siamo impediti dalla epidemia dilagante e la prudenza vuole di porre molta attenzione agli incontri dal vivo favorendo invece quelli con l’ausilio di apparecchiature tecniche. I veri adoratori della Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, lo fanno in spirito e verità ed anche dalle proprie case si può adorare il Signore sperando in una sua presenza di grazia e di sostegno. Signore, aiutaci a essere sempre in comunione con te, solidali, vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 4,19-24 di Lunedì 9 novembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Nostro Signore Gesù Cristo, re dell’universo

Tempo dopo la Pentecoste
Domenica 8 novembre
Nostro Signore Gesù Cristo, re dell’universo – Ultima Domenica dell’Anno liturgico 2019-2020

Lettura a commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Pilato disse al Signore Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».” (Gv 18,33c-37)

La domanda di Pilato a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». La risposta di Gesù a Pilato: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Gesù con la sua domanda vuol far percepire, prendere coscienza al governatore Pilato se la sua domanda che ha fatto è frutto di un suo pensiero, oppure è solo un atteggiamento politico per gestire una situazione secondo le opportunità e le situazioni che mano a mano si vengono a creare. Pilato sta agendo secondo le opportunità e non secondo quello che lui pensa veramente. Da questa debolezza Gesù gli dice che è re, ma il suo regno non è di questo mondo. Un regno molto differente quello del Signore Gesù, e in questa Domenica, ultima dell’Anno liturgico in piena epidemia, proclamiamo dirittura Nostro Signore Gesù Cristo, re dell’universo. Con questo consideriamo la signoria di Gesù su tutto il creato, non solo sulla terra ma di tutto l’infinito. Tutto è stato creato per mezzo di lui. Re dunque, di verità. L’epidemia ci accompagna in questo periodo, il Nostro Signore Gesù Cristo, re dell’universo, accompagna ognuno con la sua pace, la sua parola, la sua presenza. Aiutaci a essere sempre solidali, vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 18,33c-37 di Domenica 8 novembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della II Domenica dopo la Dedicazione

Tempo dopo la Pentecoste
Sabato 7 novembre
Feria

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».” (Mt 11,25-27)

Gesù rende lode a Dio Padre, si accorge che il disegno è quello di considerare per prima le persone piccole, quelle che non hanno un bagaglio intellettuale e spesso sono più libere da condizionamenti. Persone che credono con il cuore, che si fidano di Gesù, non fanno polemiche perché vedono nel Signore la via giusta per andare avanti nella vita certi della sua Parola e della sua testimonianza. A volte i troppi ragionamenti portano a una distanza dal Signore, a un non fidarsi completamente di lui. Questo accade anche oggi nella Chiesa anche nelle persone consacrate. Signore aiutaci nella semplicità, nell’affidamento a te, specialmente in questo momento di epidemia. Aiutaci a essere sempre solidali, vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 11,25-27 di Sabato 7 novembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della II Domenica dopo la Dedicazione

Tempo dopo la Pentecoste
Venerdì 6 novembre
Feria

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». ” (Gv 14,2-7)

«Verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi». L’essere assieme nello stesso luogo, nello stesso stato di vita è il desiderio di Gesù. Vuole che i suoi apostoli un giorno siano con lui, nella novità di un rapporto nuovo nella eternità. Questo desiderio del Signore sembra essere presente anche oggi per tutti i fedeli che hanno questo nel profondo del cuore. lo scopo, il fine del fedele è quello di una profonda comunione nella beatitudine celeste, e questa si realizza conoscendo la giusta via: Gesù stesso, «Io sono la via, la verità e la vita». Gesù è presente come aiuto importante e amico vero, quello che non tradisce mai, e accompagna ognuno in questo periodo di epidemia. Signore Gesù aiutaci a essere solidali, vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 14,2-7 di Venerdì 6 novembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della II Domenica dopo la Dedicazione

Tempo dopo la Pentecoste
Giovedì 5 novembre
Feria

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui.” (Gv 8,28-30)

Molti credettero al Signore Gesù, alla sua profonda comunione con il Padre perché agisse sempre in concordia e armonia. Vi è quest’unione forte che testimonia come uno spirito da solo può fare poco e rischia di perdersi, mentre se è in comunione con il Padre riesce a camminare in percorsi buoni, e aumenta la sua spiritualità. Gesù non aveva bisogno in se di essere corretto mentre noi, comuni mortali, ne abbiamo bisogno in continuazione e l’essere in comunione con la Chiesa aiuta a non perdersi in percorsi sbagliati, e aumenta la fede, la certezza di un Dio che vuole la nostra salvezza grazie alla venuta di Gesù Cristo fra noi. Sempre in questo periodo epidemico guardiamo Gesù su quella Croce dove è stato innalzato e chiediamogli di essere sempre solidali, vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 8,28-30 di Giovedì 5 novembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

S. Carlo Borromeo

Tempo dopo la Pentecoste
Mercoledì 4 novembre
S. Carlo Borromeo – solennità

Lettura e commento del Vangelo
Vita di S. Carlo Borromeo scritta da Carlo Bascapè, vescovo.

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Diceva il Signore Gesù ai farisei: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore».” (Gv 10,11-15)

San Carlo fu un sacerdote e cardinale per la gente. Non si risparmiò mai nelle fatiche. Un esempio per ogni fedele e non solo. Volere bene alle persone e con passione. Il suo motto ancora scritto nei seminari della Diocesi milanese è “Humilitas” . L’umiltà come prima cosa che orienta, non fa insuperbire anche se si ricopre una importantissima posizione religiosa e sociale come fu per san Carlo. Con questo stile san Carlo è riuscito a offrirsi completamente alle persone e anche durante la peste dove in prima persona si occupò dei malati. San Carlo è esempio per noi anche oggi durante questa epidemia dove dobbiamo agire con molta prudenza e nel contempo senza richiuderci in noi stessi, offrendo la speranza, parole buone e diradando il pessimismo che ahimè è diradante. Signore aiutaci a essere discepoli di fede, solidali, vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 10,11-15 novembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della II Domenica dopo la Dedicazione

Tempo dopo la Pentecoste
Martedì 3 novembre
san Martino di Porres

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».” (Gv 12,44-50)

Come la luce Gesù è venuto nel mondo. La luce dirada l’oscurità, mette in chiaro la coscienza e a volte può essere anche dolorosa per le molte azioni non belle cui difficilmente qualche d’uno ne è esente. Gesù fa rendere conto di cose che magari prima erano nascoste, non chiare e non percepite come errori o sbagli. Questa luce rischiara e da quella opportunità di ravvedersi e mettere in pace l’anima in un perdono che il Signore elargisce a piene mani per chi si pente. «Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre.». In questo momento storico epidemico, Gesù aiuta tutti noi con la tua luce per essere saldi nella fede, forti nella speranza, datori di parole buone, solidali, vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 12,44-50 di Martedì 3 novembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)