Mercoledì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

.

Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI MERCOLEDÌ 22 GENNAIO 2020
“In quel tempo. Giunsero la madre e i fratelli del Signore Gesù e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».” (Mc 3,31-35)

La madre e i fratelli di Gesù, qui per fratelli si intende cugini, in ogni caso non fratelli di sangue, erano probabilmente preoccupati dalle molte persone che circondavano Gesù a tal punto di non poterlo raggiungere. Vi era forse anche una preoccupazione riguardo l’attività di Gesù, pensavano che stesse esagerando o che le sue forze erano messe a dura prova dalle molte richieste delle persone. Per questo lo fecero chiamare.
Gesù capisce bene la situazione e manda un messaggio chiaro, sa badare a se stesso e la sua missione è slegata dai rapporti di parentela. Gesù non va da sua madre. Ma questo non è uno sgarbo, anzi, afferma che ha iniziato la sua missione e sa benissimo che sua madre sarà con lui.
I fratelli, le sorelle e la madre di Gesù sono coloro che fanno la volontà di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 3,31-35 di mercoledì 22 gennaio 2020, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

.

Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI MARTEDÌ 21 GENNAIO 2020
“In quel tempo. Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni». Ma il Signore Gesù li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».” (Mc 3,22-30)

Esiste una grave mancanza fra le altre. Si tratta di un peccato nel negare la provenienza del bene. Gesù aveva compiuto molte azioni e ognuna era solo indirizzata per la salvezza del’uomo. La provenienza di queste azioni non poteva che essere da una fonte buona data anche dalla loro numerosità e qualità. Ma gli scribi, coloro che avevano la conoscenza approfondita della legge, delle regole, delle dottrine ebraiche, negavano che la provenienza di queste buone azioni potesse avere origine divina e dicevano che invece aveva origine demonica.
Oggi useremmo forse il termine “disonestà intellettuale” per questi scribi, cioè portare a proprio vantaggio una situazione che altrimenti sarebbe molto difficile da giustificare. È una tecnica usata anche oggi nelle discussioni nei media. È più sottile della notizia falsa, non si mette in dubbio la notizia, il fatto accaduto che quindi viene considerato vero, si dice il falso riguardo l’origine del fatto accaduto, si afferma che chi ha commesso il fatto aveva uno scopo molto negativo anche se ciò che è falso.
La bestemmia conto lo Spirito Santo ha questo tipo di dinamica, si tratta di considerare che la grazia non è proveniente da Dio. In definitiva consiste nel rifiutare il perdono di Dio. Nella formula dell’assoluzione della Chiesa c’è la seguente frase: “Dio Padre onnipotente (….) e ha effuso lo Spirito Santo per il perdono dei peccati, (…)”, dove lo Spirito Santo è la persona della Santissima Trinità per cui giunge il perdono. Rifiutare il perdono è scelta dell’uomo. Bestemmiare contro lo Spirito Santo equivale a rifiutare il perdono e ciò non può essere perdonato; perché si rifiuta il perdono stesso.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 3,22-30 di martedì 21 gennaio 2020, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

.

Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI LUNEDÌ 20 GENNAIO 2020
“In quel tempo. Il Signore Gesù con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidone, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui. Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo. Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.” (Mc 3,7-12)

Incominciano ad affluire molte persone da regioni più lontane verso Gesù a causa della sua fama. Cercavano la guarigione, la liberazione dal male e Gesù la donava.
La ricerca della liberazione dalle malattie e dal male è sempre presente nell’uomo. Si cerca di liberarsi da ogni forma di malattia per aumentare la qualità della vita ma meno spesso si cerca la guarigione dell’anima, la liberazione dal male che è cosa fondamentale per poter essere felici.
Una persona sana nel corpo ma mortificata nell’anima è una persona infelice e della salute del corpo se ne fa poca cosa.
Una persona con problemi di salute ma con un’anima curata e salvata da Gesù, è una persona che può essere felice nonostante la malattia del corpo.
Il detto che la cosa più importante è la salute, diventa vero solo se si intende la salute dell’anima. La cosa più importante è la fede nel Signore Gesù Cristo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 3,7-12 di lunedì 20 gennaio 2020, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

II Domenica dopo l’Epifania

.

Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI DOMENICA 19 GENNAIO 2020
“In quel tempo. Vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora». Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.” (Gv 2,1-11)

Secondo il Vangelo di Giovanni, l’inizio dei segni compiuti da Gesù è l’acqua trasformata in ottimo vino alle nozze di Cana di Galilea. La particolarità del primo segno è il ruolo della madre di Gesù, Maria. È lei che si accorge della mancanza del vino e questo avrebbe certamente rovinato la festa delle nozze. Chiede in modo deciso a Gesù di risolvere la situazione. Gesù se pur riluttante, sembra che non voglia farlo, ascolta la madre e agisce. Gesù obbedisce a Maria.
Maria ha un ruolo importante a tal punto che convince Gesù a venire allo scoperto e di agire con la sua potenza divina d’amore. Maria non ha a che fare con il segno, ella è una creatura anche se molto speciale, chi compie i segni, i miracoli, è sempre Dio, è Gesù. Questo aspetto è importante, l’azione delle grazie è da Dio. Maria intercede perché Dio agisca. E Maria è sempre ascoltata.
La festa continua grazie all’ottimo vino. La presenza di Gesù alle nozze fa che l’acqua, la tiepidezza, la routine, il grigiore, sia trasformata in ottimo vino, in calore, in novità, nel colore della gioia.
L’ingresso di Gesù nella esistenza può trasformare la vita in modo nuovo, da una esistenza dove si vivacchia a una esistenza viva e gioiosa.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 2,1-11 di Domenica 19 gennaio 2020, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Cattedra di S. Pietro apostolo – Festa

.

Inizio della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.

.

Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI SABATO 18 GENNAIO 2020
“In quel tempo. Il Signore Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».” (Mt 16,13-19)

La Cattedra di San Pietro vuole fare memoria della missione che è stata affidata a Pietro da Gesù. Pietro e i suoi successori rappresentano il principio e fondamento visibile dell’unità della Chiesa. Per questa ragione, la festa della Cattedra di San Pietro coincide con l’inizio della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.
A Pietro fu concessa l’intuizione di chi era veramente Gesù: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».A Pietro viene affidato il grave compito del governo della Chiesa, ben oltre a quello organizzativo e funzionale. Pietro dovrà pascere il gregge di Gesù, guidare il popolo di Dio. E così i suoi successori.
Oggi il successore di Pietro, Papa Francesco, ha questo grave compito di governo della Chiesa di Gesù con tutte le incomprensioni e opposizioni spesso gratuite anche di una parte di fedeli cattolici. La preghiera per il Papa è cosa importante e il sostegno deve partire dal cuore perché possa sempre essere esempio per ogni credente e non credente.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 16,13-19 di sabato18 gennaio 2020, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

.

Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI VENERDÌ 17 GENNAIO 2020
“In quel tempo. Il Signore Gesù uscì lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Avvenne che di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe. I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame?
Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!». E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato».” (Mc 2,13-14.23-28)

Vengono proposti due episodi su quattro all’inizio del capitolo 2 del Vangelo secondo Marco.
Il primo riguarda la chiamata di un peccatore, Levi, esattore delle tasse, il secondo il riguarda il giorno del riposo del Sabato.
Nel primo episodio stupisce la chiamata di un uomo peccatore visto che Gesù doveva diffondere la buona novella e allontanare il male. Ma la completezza della missione consisteva anche nel dare speranza ai peccatori più gravi con un messaggio di misericordia e di carità, da cui la chiamata di Levi.
Nel secondo episodio riguarda la non sottomissione dell’uomo a leggi e normative in quanto tali: la norma afferma che il giorno di sabato non bisogna lavorare tranne per quello che è scritto nella legge. Gesù supera questo e fa capire che dove c’è la carità c’è anche il superamento della legge. Se una persona ha fame può fare un lavoro per procurarsi da mangiare anche se viola la legge.
Usare la mente e il cuore senza mai dissociarli, essere compassionevoli, caritatevoli, non formali, giusti. Sono solo alcuni ingredienti spirituali che ogni cristiano dovrebbe tentare di vivere.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 2,13-14.23-28 di venerdì 17 gennaio 2020, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

.

Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI GIOVEDÌ 16 GENNAIO 2020
“In quel tempo. Al mattino presto il Signore Gesù si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni. Venne da lui un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.” (Mc 1,35-45 )

Gesù non era venuto per portare miracolosamente la guarigione da malattie, la liberazione dal male a tutti gli uomini e a tutte le donne del mondo, non era questo il suo scopo ma con quei miracoli fatti ad alcune persone voleva annunciare una realtà superiore priva di malattie e senza il male: il regno dei cieli. Per questo vuole lasciare Cafàrnao per predicare e annunziare la buona novella in altre località.
L’insegnamento di Gesù non è distaccato dalle persone che incontra cui prova una profonda compassione per le varie sofferenze. Gesù è solidale con le sue creature ma mai con il male. Così guarisce dalla lebbra una persona che non potrà che divulgare questo a tutte le persone che incontrerà. Gesù inizia a essere conosciuto per essere un bravo predicatore e guaritore, per molti questo inizia a indicare che ha a che fare con Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 1,35-45 di giovedì 16 gennaio 2020, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

.

Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI MERCOLEDÌ 15 GENNAIO 2020
“In quel tempo. A Cafàrnao, il Signore Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.
E subito, usciti dalla sinagoga, andarono nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.” (Mc 1,21-34)

Gesù inizia la sua missione con la presenza di Simone, Andrea, Giacomo e Giovanni che lo avevano iniziato a seguire. Nella Sinagoga di Cafàrnao guarisce una persona liberandola dalla schiavitù del male mostrando la sua potenza contro gli spiriti impuri. Lo stupore della popolazione è grande, è arrivata una persona che riesce ad avere autorità anche sugli spiriti impuri.
I demòni lo conoscevano, e recano una testimonianza involontaria e dicono che Gesù ha a che fare con Dio: “Io so che tu sei: il santo di Dio!”. Essi normalmente sono menzogneri, però difronte alla autorità di Gesù non possono nascondersi e si rivelano per quello che sono.
Noi creature di Dio dobbiamo stare sempre lontano dagli spiriti perché non possediamo la capacità di capire se essi dicono la verità oppure vi è un inganno. Solo persone di solito consacrate e autorizzate dalla Chiesa possono approfondire fenomeni che sono sovrannaturali, ad esempio un veggente che riceve messaggi o parla con qualche santo o con la Madonna. Ma attenzione, se è provata la soprannaturalità di un fenomeno, ad esempio con informazioni attendibili e conosciute solo da alcune importanti persone, esso non vuol dire che sia buono, che provenga da qualche santo o dalla Madonna ma potrebbe provenire da qualche maligno, cioè essere un inganno dipinto di bene. Ecco perché ci vuole molta prudenza e bisogna sempre affidarsi alla Chiesa.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 1,21-34 di mercoledì 15 gennaio 2020, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

.

Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI MARTEDÌ 14 GENNAIO 2020
“In quel tempo. Dopo che Giovanni fu arrestato, il Signore Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.” (Mc 1,14-20)

Giovanni Battista fu arrestato e Gesù inizia il suo ministero proclamando che è giunta la pienezza dei tempi: le scritture si sono realizzate ed è lui il Cristo atteso da Israele. La vicinanza del Regno dei Cieli è intuibile dalla venuta del Cristo, una vicinanza che d’ora in poi sarà raggiungibile ad ogni credente cristiano.
Vi è un’urgenza nella proclamazione e nella diffusione della buona notizia, il Vangelo, e Gesù chiama a se i primi discepoli che saranno Apostoli. Simone e Andrea accolgono la chiamata e subito seguono Gesù e così anche Giacomo e Giovanni. L’urgenza dell’evangelizzazione è presente e Gesù inizia a raccogliere attorno a se i testimoni e coloro che dovranno fondare la sua Chiesa.
Anche oggi c’è urgenza nella evangelizzazione, quella vera fatta di testimoni credenti che vogliono diffondere la speranza invece la disperazione, la gioia invece della strisciante tristezza e costruire un futuro diverso basato su valori buoni e veri.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 1,14-20 di martedì 14 gennaio 2020, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della I Domenica dopo l’Epifania

.

Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI LUNEDÌ 13 GENNAIO 2020
“Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaia: «Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri», vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».” (Mc 1,1-8)

Inizia il Tempo dopo l’Epifania. Nelle prossime Domeniche avremo infatti Vangeli sul tema della manifestazione,dell’Epifania del Signore:
– Il primo segno di Gesù secondo Giovanni, l’acqua tramutata in vino dove manifesta la sua divinità ai discepoli,
– Gesù ritrovato nel Tempio che manifesta la sua paternità a Dio,
– la presentazione al Tempio del Signore con gli incontri di Simeone e la profetessa Anna che rendono gloria a Dio per via del bambino Gesù,
– la guarigione del figlio del funzionario del Re.
Seguono poi la Domenica della divina Clemenza e quella del Perdono, sono le due Domeniche prima dell’inizio della Quaresima che inizierà Domenica 1° marzo.
Nei giorni feriali da lunedì a venerdì del Tempo dopo l’Epifania sarà presente la lettura continua del Vangelo secondo Marco.
L’inizio del Vangelo secondo Marco riporta la testimonianza di san Giovanni Battista intento a preparare un popolo ben disposto per l’accoglienza del Signore Gesù. Ci tiene a non essere confuso con il Cristo per rimanere nel suo ruolo di ultimo profeta prima della manifestazione di Gesù Cristo. Preannuncia un Battesimo in Spirito Santo che sarà esclusivo del Signore Gesù e accompagnerà ogni cristiano nella sua vita di fede.
In questo tempo di ordinarietà appena iniziato, facciamo vivere lo Spirito del Signore che è già presente in ogni battezzato per trasformare la vita in un annuncio di gioia e di speranza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Marco 1,1-8 di lunedì 13 gennaio 2020, – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)