Venerdì della settimana della X Domenica dopo Pentecoste

B.V. Maria Regina
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 22 Agosto 2025

“In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».” (Lc 1,26-33)

Oggi ricordiamo la memoria della beata Vergine Maria Regina. Maria è Regina perché è Madre di Dio, Madre di Cristo Re. Maria è Regina perché è stata la creatura santa per eccellenza, Regina della Chiesa.
Nel Vangelo vi è l’annunciazione il suo diventare Madre di Cristo, Regina per la sua maternità. Questa festa è un prolungamento dell’Assunzione di Maria assisa acconto al suo Signore nella sua regalità, appunto Regina sia dell’umanità, sia di ogni creatura celeste.<br<Maria Regina, ascolta la preghiera dei tuoi fedeli per la pace perché le armi possano tacere e gli uomini incomincino a parlarsi e a perdonarsi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,37-44 – Giovedì 21 Agosto 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della X Domenica dopo Pentecoste

san Pio X, papa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 21 Agosto 2025

“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro. Ma guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».” (Lc 11,37-44)

Per alcuni farisei era importante rispettare con estrema formalità le norme fra cui quelle della pulizia rituale. Ma questa pulizia non puliva l’interiorità dell’uomo, non eliminava le iniquità compiute e non garantiva la non ripetizione di comportamenti gravi.
Lo stile proposto da Gesù è in contrasto da quello dei farisei che amano i primi posti, i saluti vistosi nelle piazze, stando attenti a cose superficiali come pagare la decima parte su tutte le erbe. Così facendo pensavano di essere giustificati ma lasciavano da parte la giustizia e l’amore di Dio.
«Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle.»
Sono da osservare prima le cose importanti, la giustizia e l’amore di Dio, poi si osservano anche quelle più minuziose come pagare le decime su tutte le erbe.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,37-44 – Giovedì 21 Agosto 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della X Domenica dopo Pentecoste

san Bernardo, abate e dottore della Chiesa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì 20 Agosto 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Ninive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona. Nessuno accende una lampada e poi la mette in un luogo nascosto o sotto il moggio, ma sul candelabro, perché chi entra veda la luce. La lampada del corpo è il tuo occhio. Quando il tuo occhio è semplice, anche tutto il tuo corpo è luminoso; ma se è cattivo, anche il tuo corpo è tenebroso. Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebra. Se dunque il tuo corpo è tutto luminoso, senza avere alcuna parte nelle tenebre, sarà tutto nella luce, come quando la lampada ti illumina con il suo fulgore».” (Lc 11,31-36)

Salomone fu grande per la sua sapienza, Giona lo fu per la sua predicazione che convertì la vasta popolazione di Ninive. Con un minimo di osservazione si poteva capire da parte degli studiosi, dotti e sapienti che Gesù aveva delle caratteristiche superiori a entrambi.
«Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. (…) Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona.»
Ma la cecità è sempre in agguato quando si è su percorsi di superbia, di pretesa d’avere la chiave della conoscenza. L’ego prevale e non lascia spazio all’umiltà necessaria per cogliere la vicinanza di Dio, il Cristo in mezzo agli uomini.
La semplicità è la via della umiltà e da la possibilità di accorgersi quando si è di fronte a una grande persona non di valori terreni ma cristiani. Se si è semplici si diventa luminosi per altre persone che riescono a vedere una speranza di una vita che può essere nella pienezza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,31-36 – Mercoledì 20 Agosto 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della X Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 19 Agosto 2025

“In quel tempo. Mentre le folle si accalcavano, il Signore Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Ninive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione».” (Lc 11,29-30)

La ricerca del Signore può essere confusa con la sola ricerca di un segno, di un miracolo. Una volta trovato se ne chiedendo e cercano sempre di più. Gesù ha fatto molti segni, eventi sovrannaturali per indicare l’esistenza di un Dio che vuole essere vicino all’uomo per la sua salvezza. I segni non sono l’obiettivo del credente ma servono per indirizzarlo. In un percorso di fede, i segni se pur inizialmente molto significativi, con il passare del tempo dovrebbero essere non più ricercati perché la fede dovrebbe mano a mano maturare credendo veramente nel Signore e non più bisognosa dei miracoli.
Per coloro che continuavano a criticare Gesù e a chiedergli un segno per provare la sua divinità, il Signore Gesù non lo negherà, vi sarà comunque un segno, quello della passione, morte e risurrezione.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,29-30 – Martedì 19 Agosto 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)


Lunedì della settimana della X Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 18 Agosto 2025

“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù parlava, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».” (Lc 11,27-28)

Gesù aveva appena scacciato via un demonio che rendeva muto un uomo. Questo aveva provocato stupore ma anche polemiche fra la folla che lo ascoltava. Gesù mentre parlava di questo, viene interrotto da una donna che dice una beatitudine che però può riguardare solo Maria, la madre di Gesù:
«Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!»
Gesù risponde con un’altra beatitudine alla quale può accedervi chiunque:
«Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,27-28 – Lunedì 18 Agosto 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

X Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 17 Agosto 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio. È più facile infatti per un cammello passare per la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio!». Quelli che ascoltavano dissero: «E chi può essere salvato?». Rispose: «Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio».
Pietro allora disse: «Noi abbiamo lasciato i nostri beni e ti abbiamo seguito». Ed egli rispose: «In verità io vi dico, non c’è nessuno che abbia lasciato casa o moglie o fratelli o genitori o figli per il regno di Dio, che non riceva molto di più nel tempo presente e la vita eterna nel tempo che verrà».” (Lc 18,24b-30)

Gesù esprime la sua delusione per via di un uomo con molte ricchezze che rinuncia a seguirlo. Preferisce rimanere con i suoi molti beni che però lo tengono legato, quasi in una forma di incosciente schiavitù, una rinuncia alla pienezza d’amore che quell’umo stava cercando.
«Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio.»
Difficile ma non impossibile quando ci si rende conto che ogni bene terreno è solo un mezzo per vivere e non il fine per cui si vive. Non vivo per espandere i miei possedimenti e accumulare ricchezze, non è lo scopo della esistenza ed è la strada per non essere felici.
Tutti abbiamo bisogno di felicità, questa non si trova nelle ricchezze terrene. Si torva nel rischiare l’amore.
La via è quella di mettere in primo piano l’amore per Dio e per il prossimo mettendo le ricchezze in secondo piano e condividendo le stesse con i poveri. È il rischio dell’amore per cui ci si gioca, ci si espone ma si trova la pienezza della vita.
È la ricchezza che non può essere acquistata e che rende l’uomo felice: amare e essere amati, aver fede, vivere veramente i valori cristiani.
Non è la ricchezza delle cose, dei possedimenti che rende felice l’uomo, è l’amore che rende felice l’uomo, è la sequela dietro a Gesù che rende felice l’uomo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 18,24b-30 – Domenica 17 Agosto 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della IX Domenica dopo Pentecoste

San Rocco
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 16 Agosto 2025

“In quel tempo. Partito di là, il Signore Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidone. Ed ecco, una donna cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.” (Mt 15,21-28)

«Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri».
La fede di una donna straniera stupisce e convince Gesù riguardo la sua missione riservata inizialmente «alle pecore perdute della casa d’Israele».
Gesù prosegue la sua missione di redenzione dell’uomo ampliandola fino a diventare universale. La redenzione diventa disponibile per ogni uomo, per ogni donna di qualsiasi nazione, tribù, lingua. La speranza si riaccende.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 15,21-28 – Sabato 16 Agosto 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Assunzione della B.V. Maria

Solennità
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Venerdì 15 Agosto 2025

“In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».” (Lc 1,39-55)

La solennità di oggi della Beata Vergine Maria, ricorda che fu assunta in cielo in anima e corpo. L’Immacolata cioè preservata da ogni macchia di peccato originale, la sempre Vergine, la Madre di Dio, fu assunta in cielo. Questi sono i quattro dogmi della Chiesa cattolica che ogni fedele deve ritenere veri ma essi provengono dalla fede del popolo di Dio. Oggi in particolare festeggiamo l’Assunzione della Beata Vergine Maria.
Maria visitando Elisabetta si rende sempre più conto della grazia ricevuta dal Signore.
Elisabetta e Maria sono state entrambe visitate da Dio e vi è una profonda gioia nei loro cuori.
A Elisabetta è stato donato un figlio che diventerà colui che prepara le strade al Signore.
A Maria è donato l’essere la Madre di Dio, un servizio per la salvezza dell’umanità perduta.
La gioia di Maria e Elisabetta è intensa, il Signore Dio ha deciso di essere presente nella sua creazione accanto all’uomo non come un Dio lontano e irraggiungibile ma vicino, un compagno di viaggio grazie al suo unico figlio incarnato per mezzo della Madre di Dio.
Il Signore non vuole disfarsi della sua creazione ma la ama talmente che l’unico suo figlio sarà presente compiendo interamente la vita di un uomo: dal concepimento, alla nascita, fino alla morte. Il sì di Maria è il permesso che Gesù si incarnasse in lei senza che ella dubitasse dell’Annunciazione.
Per questo la Madonna al termine della suo passaggio terreno fu assunta in cielo in anima e corpo ed ora è la Regina dell’universo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,39-55 – Venerdì 15 Agosto 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della IX Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 14 Agosto 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle furono prese da stupore. Ma alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo. Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche Satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio»” (Lc 11,14-20)

«Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio»
Per noi qui nel passaggio terreno non possiamo immaginare il regno di Dio ma possiamo dire l’assenza di quello che si oppone al regno di Dio: il male, l’egoismo, il non amore. Il regno di Dio è anche un nuovo stato di vita dove si è liberati dal male, si vive la propria libertà senza egoismi e si scopre la profondità dell’amore.
Gesù è giunto in mezzo alle sue creature per questo, per l’annuncio di liberazione, di redenzione, di amore di Dio per l’uomo che, a causa del proprio egoismo, si è perduto nelle vicende della vita terrena in percorsi a volte oscuri. Gesù dà òa possibiltà di essere nuovamente creature che vivono l’amore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,14-20 – Giovedì 14 Agosto 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della IX Domenica dopo Pentecoste

san Ponziano, papa e Ippolito, sacerdote, martiri
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì 13 Agosto 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù aggiunse: «Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!». ” (Lc 11,9-13)

Nella relazione con il Signore Gesù oltre a essere insistenti nella preghiera, bisogna anche osare nella preghiera. Capire che cosa chiedere, cercare, e bussare. Se si riesce ad andare oltre, se ci si impegna a capire che cosa chiedere, a capire che cosa manca e a cercarla, a capire che non siamo soli ma abbiamo bisogno di aiuto e quindi bussare a quella persona, allora si aggiunge qualche cosa ancor più profondo.
La vita potrebbe diventare un rendimento di grazie, la relazione con il Signore si approfondisce e si incomincia a capire i valori cristiani e la presenza concreta del Signore che accompagna la propria esistenza.
«chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,9-13 – Mercoledì 13 Agosto 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)