Giovedì della settimana dopo la seconda Domenica dopo la Dedicazione

IL VANGELO DI GIOVEDI’ 8 NOVEMBRE

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite».
A queste sue parole, molti credettero in lui.” (Gv 8,28-30)

Quando una persona non c’è più allora si comprende quanto era il suo valore, quanto influiva nella quotidianità, quanto la sua presenza era importante. Gesù per completare la sua missione doveva essere innalzato, doveva andare via offrendo se stesso nella umiltà. Solo dopo si comprese quanto era grande la sua presenza fra gli uomini, e dopo ancora che veramente era Dio fatto uomo in mezzo alle sue creature.

(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 8,28-30 di giovedì 8 novembre 2018 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana dopo la seconda Domenica dopo la Dedicazione

IL VANGELO DI MERCOLEDI’ 7 NOVEMBRE

“In quel tempo. Di nuovo il Signore Gesù parlò agli scribi e ai farisei e disse: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Gli dissero allora i farisei: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non è vera». Gesù rispose loro: «Anche se io do testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado. Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. E anche se io giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato. E nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera. Sono io che do testimonianza di me stesso, e anche il Padre, che mi ha mandato, dà testimonianza di me». Gli dissero allora: «Dov’è tuo padre?». Rispose Gesù: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio»” (Gv 8,12-19)

La luce ha effetto se viene accolta. E’ possibile essere la persona più luminosa dell’intero mondo e essere lasciata fuori di casa perché rifiutata. C’è la libertà di ognuno se accogliere o meno quello che viene espresso da un’altra persona. Questo vale anche per persone molto importanti dove i media sono protagonisti nel far accettare opinioni e stili di vita. Ma c’è comunque sempre l’accettazione dell’ascoltatore e la scelta di non abdicare alla propria intelligenza. Gesù, luce per ogni credente, può essere lasciato fuori casa, fuori dalla propria vita per pura distrazione, perché presi dalle molte cose da fare, o per scelta. La Luce, quella vera, quella che induce amore, per illuminare ha bisogno di essere accolta.

(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 8,12-19 di mercoledì 7 novembre 2018 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana dopo la seconda Domenica dopo la Dedicazione

IL VANGELO DI MARTEDI’ 6 NOVEMBRE

“In quel tempo. Il Signore Gesù esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».” (Gv 12,44-50)

Non una condanna ma la possibilità della salvezza. E’ quello che porta il Signore Gesù tutt’oggi a coloro che credono in lui. Non vi è dunque un atteggiamento inquisivo ma la ricerca di quelle cose buone da valorizzare per creare una situazione di salvezza e redenzione.

(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 12,44-50 di martedì 6 novembre 2018 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

SAN CARLO BORROMEO VESCOVO – SOLENNITÀ

IL VANGELO DI LUNEDI’ 5 NOVEMBRE

“In quel tempo. Diceva il Signore Gesù ai farisei: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e dò la mia vita per le pecore».” (Gv 10,11-15)

Un bravo pastore fa bene alle persone, è vera guida senza interessi personali. Il suo interesse è essere solidale, conoscere e farsi conoscere per poter realizzare, dove possibile, una vera e profonda relazione e indicare la via della salvezza. Un bravo pastore fa bene alla società, fa rifiorire quei valori che permettono il proseguo di un progresso civile contro le sacche d’egoismo e individualismo. Un bravo pastore da la propria vita per le pecore.

(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 16,24-27 di sabato 3 novembre 2018 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

II DOMENICA DOPO LA DEDICAZIONE

IL VANGELO DI DOMENICA 4 NOVEMBRE

“Un sabato il Signore Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei. Uno dei commensali gli disse: «Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!». Gli rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: “Venite, è pronto”. Ma tutti, uno dopo l’altro, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: “Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Mi sono appena sposato e perciò non posso venire”. Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al suo padrone. Allora il padrone di casa, adirato, disse al servo: “Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi”. Il servo disse: “Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto”. Il padrone allora disse al servo: “Esci per le strade e lungo le siepi e costringili a entrare, perché la mia casa si riempia. Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena”»” (Lc 14.1a.15-24)

Un uomo fece molti inviti perché aveva preparato un grande banchetto. Ma nessuno degli invitati volle andarvi. Era un invito alla gioia e invece hanno preferito rimanere nel loro piccolo mondo fatto di temporaneità e ben poca felicità. Quell’uomo allora aprì l’invito a tutte le persone. La gioia non può aspettare i capricci di alcuni che avevano il diritto e la precedenza a quell’invito. La gioia, l’amore non può rimanere senza i destinatari e allora a tutti ma proprio tutti è data la possibilità di accedervi.

(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 16,24-27 di sabato 3 novembre 2018 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana dopo la prima Domenica dopo la Dedicazione

IL VANGELO DI SABATO MATTINA 3 NOVEMBRE

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».” (Mt 16,24-27)

Nell’umiltà si scoprono molte cose che altrimenti sarebbero ignorate. L’umile prende e sopporta la sua croce i suoi problemi e drammi della vita. Il Signore Gesù la rende trasportabile. In questo trasporto ci si perde spesso per altre persone perché gli si vuole bene e c’è la volontà di fare un qualche cosa per loro. E’ come rinnegare se stessi ma questo fa ritrovare se stessi come mai prima.

(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 16,24-27 di sabato 3 novembre 2018 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI

VERSETTI DAI VANGELI DELLE TRE MESSE DI VENERDI’ 2 NOVEMBRE

“«Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna»” (Gv 5,29 dalla prima Messa)

“«In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna».” (Gv 6,47 dalla seconda Messa)

“«Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».” (Gv 6,40 dalla terza Messa)

Un uomo si condanna da solo se non crede alla eternità della propria vita, se crede che tutto termini con la morte del suo corpo. Qui c’è l’oblio, il nulla.
Un uomo si apre alla misericordia di Dio se crede alla eternità della propria anima, crede in quella risurrezione di vita promessa a quanti fanno il bene.
La commemorazione dei Fedeli defunti è una festa di vita dove si innalza la preghiera perché i propri cari possano accedere al più presto alla risurrezione di vita, dove c’è la pienezza di giustizia, di pace, di gioia.

(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni di venerdì 2 novembre 2018 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

TUTTI I SANTI

IL VANGELO DEL 1° NOVEMBRE 2018

“In quel tempo. Vedendo le folle, il Signore Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».” (Mt 5,1-12a)

Tutti i Santi, festa di gioia e di vita tutt’altra cosa rispetto alla tristezza macabra della non festa di Halloween.
Santi come i poveri di spirito che possiedono il regno dei cieli. Un povero in spirito è disposto a arricchirsi con la Parola di Dio, è disposto ad accogliere l’annuncio di salvezza di Gesù. Non vi sono cose e idee ingombranti in queste anime ma vi è la semplicità e la gioia che anticipa il regno dei cieli. E così anche i perseguitati per la giustizia. Anche loro possiedono il regno dei cieli perché non sopportano l’ingiustizia.
Per le persone sofferenti espresse nel pianto, ci sarà la consolazione,
Poi vi sono delle qualità importanti, fondamentali per il credente:
la mitezza,
la misericordia,
la purezza del cuore dove non c’è malizia, astuzia, inganno,
la pace, gli operatori della pace.
Un cristiano lo è veramente se vive una di queste qualità.

(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 5m1-12a di giovedì 1° novembre 2018 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

AUDIO SANTE MESSE IN OSPEDALE IN RITO AMBROSIANO

Con la seconda metà di aprile 2018, è iniziato un nuovo servizio dedicato a chi non può recarsi in Chiesa per seguire una Santa Messa.
Il servizio è nella sua prima fase di realizzazione ed è a cura della Cappellania Santa Maria della Pace nell’ospedale “DI CIRCOLO” di RHO in provincia di Milano.

Le Messe registrate (almeno una al giorno a volte entrambe):
Da Lunedì a Venerdì: ore 8.00 e ore 16.00
Sabato ore 8.00 e Messa Vigiliare (prefestiva) ore 17.30
Domenica ore 10.30 e ore 19.30

L’audio delle e Messe è posto on line in formato mp3  di solito entro una ora circa dal loro termine.

Venerdì della V settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Commemorazione dell’annuncio a san Giuseppe
Venerdì 16 Dicembre

“In quel tempo. Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.” (Mt 1,18b-24)

Il Signore comunica a Giuseppe, lo sposo di Maria, attraverso l’annuncio di un angelo e sempre in sogno. Giuseppe nella sua fedeltà e fiducia crede all’annuncio dell’angelo e prende come sua sposa Maria rimasta incinta per opera dello Spirito Santo.
Questa giornata è dedicata alla commemorazione dell’annuncio a san Giuseppe, si ricorda che l’opera fedele e silenziosa dello sposo di Maria si basa sulla fiducia e sula fede salda nel Signore Dio.
Giuseppe ascolta con attenzione e obbedisce ai comandi del Signore perché sono parole d’amore. Così anche attraverso l’opera di san Giuseppe si compie l’idea di Dio, il suo unico Figlio che si incarna per noi.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 1,18b-24 Venerdì 16 Dicembre 2022 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)