Lunedì nell’Ottava di Natale

7° Giorno dell’Ottava di Natale

NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.

IL VANGELO DI LUNEDÌ 31 DICEMBRE:

In quel tempo. Il padre e la madre del Signore Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».” (Lc 2,33-35)

Stupore per un bambino che porterà una nuova idea, vivere con sincerità portando avanti con schiettezza il proprio pensiero perché è buono e non c’è nulla da nascondere. Quanto sarebbe in pace un mondo dove non si nascondono i pensieri ma si espongono e si confrontano.

don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedale di Rho, MI

(Spunto dal Vangelo secondo Luca 2,33-35 di lunedì 31 dicembre 2018 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

DOMENICA NELL’OTTAVA DEL NATALE DEL SIGNORE

6° Giorno dell’Ottava di Natale

NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.

IL VANGELO DI DOMENICA 30 DICEMBRE:

“In principio era il Verbo, / e il Verbo era presso Dio / e il Verbo era Dio. / Egli era, in principio, presso Dio: / tutto è stato fatto per mezzo di lui / e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita / e la vita era la luce degli uomini; / la luce splende nelle tenebre / e le tenebre non l’hanno vinta. / Venne un uomo mandato da Dio: / il suo nome era Giovanni. / Egli venne come testimone / per dare testimonianza alla luce, / perché tutti credessero per mezzo di lui. / Non era lui la luce, / ma doveva dare testimonianza alla luce. / Veniva nel mondo la luce vera, / quella che illumina ogni uomo. / Era nel mondo / e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; / eppure il mondo non lo ha riconosciuto. / Venne fra i suoi, / e i suoi non lo hanno accolto. / A quanti però lo hanno accolto / ha dato potere di diventare figli di Dio: / a quelli che credono nel suo nome, / i quali, non da sangue / né da volere di carne / né da volere di uomo, / ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne / e venne ad abitare in mezzo a noi; / e noi abbiamo contemplato la sua gloria, / gloria come del Figlio unigenito / che viene dal Padre, / pieno di grazia e di verità.” (Gv 1,1-14)

Il Verbo, per mezzo del quale tutto è stato creato, è luce che splende in queste notti natalizie con uno splendore che non è da cogliere con l’occhio ma è da sentire nella profondità del cuore. Il mistero dell’incarnazione del Verbo avvolge tutta l’umanità dispersa, distratta, lontana dall’amore affinché sia avvolta dall’intensità d’amore di Dio.

don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedale di Rho, MI

(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 1,1-14 di Domenica 30 dicembre 2018 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Sabato nell’Ottava di Natale

5° Giorno della Ottava di Natale

NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.

IL VANGELO DI SABATO 29 DICEMBRE:

In quel tempo. Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino». Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno»” (Mt 2,19-23)

Anche Giuseppe ebbe paura nonostante la sua fede nel seguire le indicazioni dell’angelo del Signore ricevute nei sogni. La paura ferma, immobilizza induce anche a scelte inappropriate. Il Signore interviene e mette Giuseppe a suo agio grazie alla sua umiltà e fede. Vi sarà dunque la possibilità alla sacra Famiglia dopo essere stati migranti, stranieri in terra straniera, di rientrare in patria e ritornare a Nazareth dove Gesù crescerà.

don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedale di Rho, MI

(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 2,19-23 di sabato 29 dicembre 2018 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

 

SANTI INNOCENTI MARTIRI – Festa

4° Giorno della Ottava di Natale

NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.

IL VANGELO DI VENERDI’ 28 DICEMBRE:

“In quel tempo. Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».
Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi. Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremia: «Un grido è stato udito in Rama, / un pianto e un lamento grande: / Rachele piange i suoi figli / e non vuole essere consolata, / perché non sono più».” (Mt 2,13b-18)

Erode aveva paura di quel neonato che gli prendesse il suo regno e il suo titolo. La paura fa agire in modo sconsiderato, non meditato, e se si ha della autorità su altre persone le conseguenze possono essere di una certa gravità. Erode fece uccidere dei bambini nel villaggio di Betlemme compiendo una strage di innocenti martiri non in grado ancora di dire una parola, non in grado di comprendere.
La paura dell’altro fa fare delle scelte a volte violente, di separazione o addirittura di eliminazione perché non lo si conosce. Superando la paura grazie anche alla fede nel Signore Gesù, è possibile con cautela ascoltare, tentare di capire e questo diventa quasi sempre apprendere, arricchirsi scoprire cose nuove.

don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedale di Rho, MI

(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 2,13b-18 di venerdì 28 dicembre 2018 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

SAN GIOVANNI APOSTOLO ED EVANGELISTA – Festa

3° Giorno della Ottava di Natale

NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.

IL VANGELO DI MERCOLEDÌ 27 DICEMBRE:

In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Pietro: «Seguimi». Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».
Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera.” (Gv 21,19c-24)

Giovanni il più giovane degli apostoli, voleva molto bene a Gesù ed era scelto assieme a Pietro e Giacomo come testimone di momenti importanti vissuti dal Signore.
Capita ancora oggi che qualcuno che segue il Signore con un certo fervore, provochi delle reazioni non belle come la curiosità, un giudizio superficiale e altro ancora. Ma che importa? Dovremmo imparare a essere noi stessi discepoli del Signore, seguirlo con fedeltà e non impicciarci dei percorsi altrui per mera curiosità.
E’ bello seguire il Signore Gesù con gioia nel cuore, perché è lui che la dona.

don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedale di Rho, MI

(Spunto dal Vangelo di Giovanni 15,18-22 di mercoledì 26 dicembre 2018 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

 

SANTO STEFANO PRIMO MARTIRE – Festa

2° Giorno della Ottava di Natale

NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.

IL VANGELO DI MERCOLEDÌ 26 DICEMBRE:

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato. Se io non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato».” (Gv 15,18-22)

Stefano primo martire della Chiesa di Gesù, si offre per non rinunciare alla fede che ha dato senso, significato alla sua esistenza e di tante persone da lui incontrate. Piuttosto che rinunciare alla fede decide di perdere la sua vita per guadagnarla nell’eternità.

don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedale di Rho, MI

(Spunto dal Vangelo di Giovanni 15,18-22 di mercoledì 26 dicembre 2018 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

NATALE DEL SIGNORE

NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.

IL VANGELO:

“In quel tempo. / Veniva nel mondo la luce vera, / quella che illumina ogni uomo. / Era nel mondo / e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; / eppure il mondo non lo ha riconosciuto. / Venne fra i suoi, / e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto / ha dato potere di diventare figli di Dio: / a quelli che credono nel suo nome, / i quali, non da sangue / né da volere di carne / né da volere di uomo, / ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne / e venne ad abitare in mezzo a noi; / e noi abbiamo contemplato la sua gloria, / gloria come del Figlio unigenito / che viene dal Padre, / pieno di grazia e di verità.” (Gv 1,9-14)

Benvenuto piccolo Gesù in questo mondo così martoriato, così assetato di te anche se spesso non lo sa.

Benvenuto piccolo Gesù per ogni persona che non crede in te ma crede solo nel caso e in un incerto destino di oblio, nel nulla che verrà dopo.

Benvenuto piccolo Gesù, per coloro che solo al sentir il tuo nome scuotono la testa per quei creduloni cristiani per un Dio che si fa crocifiggere.

Benvenuto piccolo Gesù, per chi non sa dove posare il capo povero fra i poveri.

Benvenuto piccolo Gesù, per i malati quando la speranza e il conforto diventano parole lontane quasi prive di significato.

Benvenuto, per chi è morto dentro, vivo nel corpo e magari anche in salute ma mortificato da continue ingiustizie, angherie, calunnie, ruberie.

Benvenuto piccolo Gesù per quella persona da tutti dimenticata.

don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedale di Rho, MI

(Spunto dal Vangelo di Giovanni 1,9-14 di martedì 25 dicembre 2018 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

 

LUNEDÌ 24 DICEMBRE NELL’ATTESA DEL NATALE

9° e ultimo giorno della Novena in attesa del Natale

LETTERA AGLI EBREI AL MATTINO DELLA VIGILIA DI NATALE

“Fratelli, ancora un poco, un poco appena, / e colui che deve venire, verrà e non tarderà. / Il mio giusto per fede vivrà; / ma se cede, non porrò in lui il mio amore. / Noi però non siamo di quelli che cedono, per la propria rovina, ma uomini di fede per la salvezza della nostra anima.” (Eb 10,37-39)

Uomini e donne di fede nell’attesa della venuta del Signore, nell’attesa della nascita del Salvatore che è Cristo Signore. Un poco, e il Natale si compone per chi vuole aprirsi alla venuta di quel piccolo bambino, fragile bisognoso di tutto, un Dio che si fa uomo e vuole dall’uomo l’affetto, l’attenzione, il nutrimento, tutto quello che serve per iniziare l’esistenza come qualsiasi bambino.

don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedale di Rho, MI

(Spunto dalla lettera agli Ebrei 10,37.39 di lunedì 24 dicembre 2018 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

DOMENICA DELL’INCARNAZIONE

8° Giorno della Novena in attesa del Natale

NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.

IL VANGELO DI DOMENICA 23 DICEMBRE:

“In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».” (Lc 1,26-38a)

L’annunciazione. Maria accetta che la parola del Signore agisca in lei, è la stessa parola che agì quando fu creato l’universo. La parola creatrice si esprime tramite lo Spirito Santo dove la potenza dell’Altissimo copre la Beata vergine Maria. Colei che è ricolma dei favori di Dio dice il suo sì affinché possa realizzarsi il progetto di Dio.

don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedale di Rho, MI

(Spunto dal Vangelo secondo Luca 1,26-38a di Domenica 23 dicembre 2018 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

VI FERIA PRENATALIZIA “dell’Accolto” – Sabato

7° Giorno della Novena in attesa del Natale

NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.

IL VANGELO DI SABATO 22 DICEMBRE:
“In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.” (Lc 2,1-5)

Gli eventi vanno verso la realizzazione della Parola di Dio, con quel viaggio verso il villaggio di Betlemme dove secondo la scrittura verrà l’atteso di Israele, il Cristo.
Giuseppe e Maria nella loro umiltà seguono il dettato del decreto di Cesare Augusto coscienti della realizzazione del progetto misterioso di Dio. Non sanno come si realizzerà ma sanno che avverrà grazie alla loro fede e affidamento al Signore.

don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedale di Rho, MI

(Spunto dal Vangelo secondo Luca 2,1-5 di sabato 22 dicembre 2018 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)