Martedì della Settimana autentica

Settimana Autentica (Santa)
Tempo di Quaresima

Rito Ambrosiano
Martedì 31 Marzo 2026

In quel tempo. Terminati tutti questi discorsi, il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi sapete che fra due giorni è la Pasqua e il Figlio dell’uomo sarà consegnato per essere crocifisso». Allora i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo si riunirono nel palazzo del sommo sacerdote, che si chiamava Caifa, e tennero consiglio per catturare Gesù con un inganno e farlo morire. Dicevano però: «Non durante la festa, perché non avvenga una rivolta fra il popolo».” (Mt 26,1-5)

Inizia il racconto della Passione e Morte del Signore. Gesù ha bene in mente quello che sta per accadere. La Pasqua del Giudei è vicina, i capi dei sacerdoti, gli anziani del popolo con il sommo sacerdote Caifa decidono la cattura e la morte di Gesù prima della festa pasquale.
La consapevolezza di Gesù è drammatica, sa esattamente cosa gli aspetta, la falsità dei potenti, l’abbandono di tutti, il processo farsa, l’umiliazione, la Croce. «Voi sapete che fra due giorni è la Pasqua e il Figlio dell’uomo sarà consegnato per essere crocifisso»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 26,1-5 – Martedì 31 Marzo 2026 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)


Lunedì della Settimana autentica

Settimana Autentica (Santa)
Tempo di Quaresima

Rito Ambrosiano
Lunedì 30 Marzo 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».” (Lc 21,34-36)

Le dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita, distolgono dalla cosa importante da vivere in coscienza durante la Settimana Autentica, la più importante settimana cristiana. Si tratta di fare memoria durante la giornata lavorativa, o di studio, o di faccende, del percorso che Gesù fece duemila anni fa in quella settimana dopo l’ingresso gioioso a Gerusalemme fra la folla con rami d’ulivo e palme.
Come proposto dal Vangelo si tratta di avere una attenzione e vigilanza, attuando anche momenti di preghiera e di riflessione anche se brevi.
“Padre di misericordia, concedi al tuo popolo, chiamato a meditare sui misteri della passione redentrice, di contemplare con occhi pietosi la scena del Golgota e di sentire più vivo in cuore l’affetto per il Signore Gesù crocifisso, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen” (orazione finale dell’Ufficio delle Letture del giorno)

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 21.34-36 – Lunedì 30 Marzo 2026 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Domenica delle Palme

Settimana Autentica (Santa)
Tempo di Quaresima

Rito Ambrosiano
Domenica 29 Marzo 2026

“In quel tempo. Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?». Intanto i capi dei sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che chiunque sapesse dove si trovava lo denunciasse, perché potessero arrestarlo.
Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».
Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Lazzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.” (Gv 11,55-12,11)

Inizia l’ultima parte del cammino quaresimale con la celebrazione della Domenica delle Palme con la quale si apre la Settimana Autentica (Santa), la più importante settimana di tutto l’anno liturgico.
Molti Giudei prima della imminente Pasqua si recavano a Gerusalemme per la purificazione rituale e cercavano Gesù nel tempio. Altri, i capi dei sacerdoti e i farisei, invece lo cercavano per poterlo arrestare.
Gesù si trova a Betània con, Lazzaro, Marta, e Maria. Gesù è in partenza per avviarsi verso la sua Passione, Morte e Risurrezione. Prima della conclusione della sua missione sapendo della sofferenza cui andava incontro, vuole incontrare le persone a lui più care per l’ultima volta.
È come una persona in partenza per un lungo viaggio che partecipa con i suoi più cari amici a una cena di saluto e ringraziamento per tutto quello che è stato fatto, donato e ricevuto. Gli viene consegnato un regalo prezioso da portare con se nel cuore, quello fatto da Maria sorella di Marta, un profumo non in bottiglietta e ben confezionato ma sparso sui piedi di Gesù usando i capelli come asciugamano.
È l’unzione di Betania, l’espressione di un cuore che ama Gesù, che lo ammira non per la sua grandezza terrena ma per il suo abbassarsi ed essere vicino all’uomo, a servizio dell’umanità perché possa salvarsi.
Quello di Maria è un cuore che arde perché è ai piedi di Gesù. Il cuore di Gesù arde perché pronto a vivere la sua Passione, Morte e Risurrezione, pronto a perdonare quanti lo condanneranno, lo abbandoneranno, lo uccideranno.
Un segno d’amore che prosegue poi con l’ingresso solenne a Gerusalemme nella sua regale mitezza, lui è il vero re seduto su un puledro d’asina

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 11,55-12,11 – Domenica 29 Marzo 2026 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Sabato della V settimana di Quaresima

In Traditione Symboli
Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Sabato 28 Marzo 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, “e troverete ristoro per la vostra vita”. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».” (Mt 11,25-30)

I piccoli nel Vangelo sono persone poco o per nulla istruite, semplici di cuore, aperte all’ascolto e alla novità portata da Gesù. Esse superano i dotti e i sapienti istruiti nelle più rinomate scuole. Quest’ultimi si credono superiori e in realtà sono ignoranti a causa della loro superbia.
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.»
Sta per iniziare la Settimana Autentica (Santa), come “piccoli”, bisognosi e assetati della Parola del Signore, della sua azione di salvezza, potremmo essere con il Signore nel cammino della salvezza.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 11,25-30 – Sabato 28 Marzo 2026 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Venerdì della V settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Venerdì 27 Marzo 2026

VENERDÌ DI QUARESIMA IN RITO AMBROSIANO
Nel Rito Ambrosiano la Quaresima dura 40 giorni dalla 1° Domenica di Quaresima (22 febbraio 2026) a Giovedì Santo (2 aprile 2026). I Venerdì di Quaresima sono senza l’Eucarestia (aliturgici o anaeucarisitci, non vengono celebrate Messe e non si distribuisce la Comunione) per vivere in modo profondo la Passione e morte del Signore. Vengono di norma celebrate comunitariamente una o più VIA CRUCIS e si prega davanti alla Croce del Signore.

PREGHIERA A GESÙ CROCIFISSO
Eccomi, o mio amato e buon Gesù che alla tua Santissima presenza prostrato, ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati, e di proponimento di non offenderti, mentre io con tutto l’amore e la compassione vado considerando le tue cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di Te, o Gesù mio, il santo profeta Davide: «Hanno trapassato le mie mani e i miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa».

In questo tempo di Quaresima sono rimasto chiuso nei bisogni personali costruendo una cortina di preghiera che mi assolvesse la coscienza?
Sono rimasto chiuso in me stesso?
Non ho di fatto realizzato delle azioni di carità con uno sguardo che si accorge del vicino?
Non ho visitato una persona anziana o malata?
Non ho tentato di abbattere il muro di divisione con un mio parente con il quale non riesco più a parlare?
Quante cose potevo realizzare e magari sono rimasto fermo. Ma in questa Settimana Autentica (Santa) che si apre con la Domenica delle Palme ho la possibilità ancora di accorgermi dello sguardo di misericordia del Signore che è per me. Posso partecipare con gioia alle funzioni religiose aprendo il mio cuore a Dio e al prossimo.

A cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Venerdì 27 marzo 2026 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Giovedì della V settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Giovedì 26 Marzo 2026

“In quel tempo. Tra la gente nacque un dissenso riguardo al Signore Gesù. Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!». Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!». E ciascuno tornò a casa sua.” (Gv 7,43-53)

Verso la Settimana Autentica, Santa, i Vangelo ci premettono alla passione di Gesù.
Le guardie mandate dai farisei per arrestare Gesù rimasero stupite delle sue parole, troppo diverse da quelle dei farisei.
“Mai un uomo ha parlato così!”.
Avevano capito che c’era qualche cosa di vero in quelle parole mentre i farisei ormai non erano più capaci di intendere nulla riguardo a Gesù, il cuore era ormai indurito.
Nicodemo, un fariseo, ha però uno stile onesto e cita la Legge su come si deve agire nei confronti di una persona da giudicare.
«La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?»
Ma i farisei avevano già deciso riguardo a Gesù e offendono il sapiente Nicodemo. Tutto è nella direzione già decisa nei cuori induriti.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 7,43-53 – Giovedì 26 Marzo 2026 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Annunciazione del Signore

Solennità
Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Mercoledì 25 Marzo 2026

“In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.” (Lc 1,26b-38)

«Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te»
L’annuncio della gioia del Signore che vuole essere uomo fra gli uomini arriva alla prescelta, colei che è ricolma dei favori di Dio. Un compito importante dato a Maria che dovrà portare nel suo grembo il suo Signore. Maria dice il suo sì e concepisce Gesù:
«Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola»
La salvezza dell’umanità inizia con un sì, con una speranza di un Dio che vuole essere con le sue creature.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,26b-38 – Mercoledì 25 Marzo 2026 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Martedì della V settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Martedì 24 Marzo 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio». Gesù riprese: «Non sono forse io che ho scelto voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!». Parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: costui infatti stava per tradirlo, ed era uno dei Dodici.” (Gv 6,63b-71)

«Le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita.»
Le parole del Signore sono Spirito, hanno un significato che diventa profondo e sempre nuovo grazie all’azione dello Spirito Santo. Questo dona vita, dona vivacità alla esistenza. Si inizia a vedere, a capire nella speranza di un futuro con movimenti d’amore.
«Le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita.»
Ma la fragilità umana consiste nel dubbio, nel diffidare, nel dubitare degli altri del gruppo degli Apostoli, nell’avere fiducia limitata nel Signore. Questo porta all’incredulità rispetto alle parole del Signore.
Necessita quella spinta che solo una fede bella può dare, e questa viene da Dio nel suo profondo desiderio della salvezza di ognuno: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».
I discepoli lasciano Gesù, troppo forte il peso della Verità, solo i suoi Apostoli rimangono con lui con quella differenza: Pietro esprime la fede, la piena fiducia nel Signore, e uno di loro è un diavolo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,63b.71 – Martedì 24 Marzo 2026 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Lunedì della V settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Lunedì 23 Marzo 2026

“In quel tempo. Il Signore Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia e altri uno dei profeti». Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno. E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».” (Mc 8,27-33)

Pietro ha le idee chiare, dice con schiettezza a Gesù: «Tu sei il Cristo»
Ma al primo annuncio della passione e morte di Gesù, Pietro si comporta come qualsiasi uomo su questa terra non volendo che Gesù possa soffrire ma questo che sembra cosa buona in realtà è satanica, «Va’ dietro a me, Satana!» gli dice Gesù perché Pietro avrebbe voluto per Gesù un cammino senza condanna, senza morte che non potevano appartenere al Messia. Ma questo pensiero, era lontano da quello di Dio. Pietro e i discepoli comprenderanno dopo la passione morte e risurrezione di Gesù alla Pentecoste.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 8,27-33 – Lunedì 23 Marzo 2026 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

V Domenica di Quaresima

Domenica di Lazzaro
Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Domenica 22 Marzo 2026

“In quel tempo. Un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».
All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».
Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, si è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto.
Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione». Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.” (Gv 11,1-53)

Dio è vita e dona vita, è il Dio dei viventi, e si fa carico del dramma della morte. Gesù avrebbe potuto evitare la morte dell’amico Lazzaro, ma ha voluto fare suo il nostro dolore per la morte delle persone care, lo ha vissuto come uomo, come ognuno di noi vive il lutto. Soprattutto ha voluto mostrare il dominio di Dio sulla morte, la gloria di Dio.
«Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio»
Papa Francesco:”In questo passo del Vangelo vediamo che la fede dell’uomo e l’onnipotenza di Dio, dell’amore di Dio si cercano e infine si incontrano. È come una doppia strada: la fede dell’uomo e l’onnipotenza dell’amore di Dio che si cercano e alla fine si incontrano. Lo vediamo nel grido di Marta e Maria e di tutti noi con loro: “Se tu fossi stato qui!…”. E la risposta di Dio non è un discorso, no, la risposta di Dio al problema della morte è Gesù: “Io sono la risurrezione e la vita… Abbiate fede! In mezzo al pianto continuate ad avere fede, anche se la morte sembra aver vinto. Togliete la pietra dal vostro cuore! Lasciate che la Parola di Dio riporti la vita dove c’è morte”. (Papa Francesco, Angelus marzo 2020)
L’opera di Gesù, forte nella risurrezione di Lazzaro, è un segno. Lazzaro dovrà comunque morire alla vita terrena. La speranza della vittoria sulla morte è data, dove c’è il dolore, la tristezza, la paura della morte c’è la vita anche se si è mortali a questo mondo. Gesù è la risposta alla morte:
«Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno.»C’è qualche cosa che non morrà mai, c’è una immortalità insita in ogni uomo, c’è l’immortalità dell’anima di ognuno e con Gesù rimane aperta alla vita, alla pienezza di vita. Tutto ciò viene donato credendo veramente nel Signore, per sempre.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 11,1-53 – Domenica 22 Marzo 2026 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)