Tempo dopo Pentecoste san Gaetano, sacerdote Rito ambrosiano Mercoledì 7 Agosto 2024
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio;ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio. Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato. Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».” (Lc 12,8b-12)
Chiunque crede veramente nel Signore Gesù lo dovrebbe fare senza nascondersi o far finta di nulla quando vi sono altre persone che dicono il contrario. Testimoniare la propria fede con mitezza è essere discepoli di Gesù. Riconoscere Gesù senza paura ne ipocrisia è la via per essere veramente cristiani. Lo Spirito Santo aiuta a immergersi nel mistero e dona quelle giuste parole che possono stimolare alcune persone nel approfondire un ritorno al cristianesimo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. (Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,8b-12 – mercoledì 7 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo Pentecoste Festa Rito ambrosiano Martedì 6 Agosto 2024
“In quel tempo. Il Signore Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro. Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.” (Mc 9,2-10)
Su un alto monte Gesù fu trasfigurato, cambiò d’aspetto apparendo luminoso assieme a Mosè e Elia. Poi una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». Si presenta Gesù: l’amato da Dio, Colui che è da sempre per mezzo del quale tutto è stato creato. E’ la speranza del destino del credente che vede nella trasfigurazione di Gesù una possibilità di un futuro trasformato in bene nella vita eterna. Una speranza d’amore.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. (Spunto dai Vangelo secondo Marco 9,2-10 – Martedì 6 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo Pentecoste Dedicazione della basilica romana di santa Maria Maggiore Rito ambrosiano Lunedì 5 Agosto 2024
“In quel tempo. Si erano radunate migliaia di persone, al punto che si calpestavano a vicenda, e il Signore Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli: «Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze».” (Lc 12,1-3)
Un atteggiamento di recitazione, ottimo nel teatro, diventa non vita se vissuto nella quotidianità. Si tratta dell’ipocrisia, di non esprimere se stessi costruendo una maschera di apparenza facendo finta di essere un’altra persona. Questa è una non vita, e il tempo passa via sotto un velo di recitazione e di falsità. L’essere veri in una vita che non è fatta di recitazione, significa riconquistare se stessi e essere in relazione con le altre persone nella verità alla luce del Signore.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. (Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,1-3 – Lunedì 5 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo». E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”? Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti. Chi cadrà sopra questa pietra si sfracellerà; e colui sul quale essa cadrà, verrà stritolato». Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.” (Mt 21,33-46)
Nella parabola vi è una vigna che è il popolo d’Israele, il padrone che è il Signore e i contadini, gli scribi, farisei, i capi dei sacerdoti, che sono coloro che dovevano curare la vigna nel rispetto delle indicazioni del padrone, cioè del Signore Dio. Il Padrone dà piena fiducia ai contadini. Essi nel tempo non rispettano quanto detto dal padrone e fanno della vigna un loro possedimento uccidendo tutti gli emissari del padrone e anche il suo figlio. Il figlio, Gesù, non è accolto e viene scartato, viene indicato come colui che è da uccidere. “La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
La pietra scartata è il Signore Gesù rifiutato dai costruttori cioè dalla nomenclatura di Israele, scribi, farisei, capi dei sacerdoti, in sostanza chi aveva il governo politico e religioso. Questo atteggiamento di rifiuto fa del Signore Gesù una pietra d’angolo. La pietra d’angolo (detta anche chiave di volta, quest’ultima serve per reggere un arco), aveva il ruolo di reggere stabilmente due muri assicurandone la stabilità. Senza la pietra d’angolo l’edificio sarebbe instabile e esposto facilmente a danni o crolli. Gesù è la pietra d’angolo che reggerà stabilmente il nuovo popolo dopo la sua passione morte e risurrezione. Gesù è la pietra d’angolo per ogni cuore che vuole aderirvi, è la fonte della forza spirituale che è d’amore. Una forza che dà luce, aiuta a attraversare momenti di crisi,e dà speranza di vita eterna. “La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. (Spunto dai Vangelo secondo Matteo 21,33-46 – Domenica 4 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo Pentecoste sant’Eusebio di Vercelli, vescovo Venerdì 2 Agosto 2024
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito! Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite. Per questo la sapienza di Dio ha detto: “Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno”, perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione. Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito». Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.” (Lc 11,46-54)
Imporre pesi insopportabili, eliminare chi dà fastidio, impedire la conoscenza. Sono i cardini di una dittatura che vuole mantenere il potere. Il popolo è sottoposto senza alcuna possibilità di evolvere, di crescere. Ma dove c’è la distribuzione dei pesi con una equa distribuzione dei compiti sociali, e si promuove la conoscenza, quella non ideologica di una parte intellettuale della società, ma quella vera compatibile con l’amore di Cristo, allora si inizia a costruire le fondamenta per qualcosa di più giusto.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. (Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,37-44 – Venerdì 2 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo Pentecoste sant’Alfonso Maria de’ Liguori, vescovo e dottore della Chiesa Rito ambrosiano Giovedì 1° Agosto 2024
“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro. Ma guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».” (Lc 11,37-44)
Vi sono dei “guai” elencati da Gesù nei confronti di alcuni farisei: «Lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo.» Questa raccolta di “guai” condanna il formalismo e la pretesa di essere conoscitori di Dio e di averne il monopolio assoluto. Nessuno può essere conoscitore di Dio, nessuna persona può pretendere di averne l’esclusività, sarebbe considerare le altre persone come inferiori che non possono avvicinarsi più di tanto a Dio. Umiltà e affidamento al Signore Dio sono atteggiamenti migliori nei confronti del Signore e del prossimo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. (Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,37-44 – Giovedì 1° Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo Pentecoste sant’Ignazio di Loyola, sacerdote Rito ambrosiano Mercoledì 31 Luglio 2024
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Ninive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona. Nessuno accende una lampada e poi la mette in un luogo nascosto o sotto il moggio, ma sul candelabro, perché chi entra veda la luce. La lampada del corpo è il tuo occhio. Quando il tuo occhio è semplice, anche tutto il tuo corpo è luminoso; ma se è cattivo, anche il tuo corpo è tenebroso. Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebra. Se dunque il tuo corpo è tutto luminoso, senza avere alcuna parte nelle tenebre, sarà tutto nella luce, come quando la lampada ti illumina con il suo fulgore».” (Lc 11,31-36)
La popolazione di Ninive si convertì grazie all’annuncio del profeta Giona. Molti in Israele non si convertirono alla predicazione di Gesù rimanendo rigidi sulle loro posizioni. Ma Gesù è il Figlio unigenito di Dio Padre mentre Giona è un profeta di Dio, vi è differenza come quella fra la divinità e la sua creatura. Gesù è infinitamente più grande di Giona ma incompreso a causa della durezza del cuore di persone che si consideravano sapienti e dotti. L’occhio è tenebroso perché diventa cattivo quando si è arroccati su convinzioni rifiutando la presenza del Signore che vuole regalare il suo amore, la misericordia.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. (Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,31-36 – Mercoledì 31 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo Pentecoste san Pietro Crisologo, vescovo e dottore della Chiesa Rito ambrosiano Martedì 30 Luglio 2024
“In quel tempo. Mentre le folle si accalcavano, il Signore Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Ninive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione».” (Lc 11,9-30)
In Matteo troviamo la citazione riguardo Giona il profeta: «Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra.» Giona rimase per tre giorni nascosto per poi andare a Ninive e annunciare la distruzione se non vi fosse stata la conversione della città. Così anche Gesù sarà un segno per le persone nascondendosi per tre giorni dopo la sua morte per poi risorgere da morte. La Risurrezione è segno universale di salvezza.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. (Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,29-30 – Martedì 30 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo Pentecoste santi Marta, Maria e Lazzaro Rito ambrosiano Lunedì 29 Luglio 2024
“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù parlava, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».” (Lc 11,27-28)
Gesù viene interrotto da una voce che si innalza. Non vuole contraddirlo o fare della polemica cui Gesù era continuamente oggetto da persone che si ritenevano sapienti e giuste. È una donna che pensa alla mamma di Gesù, beata perché lo ha portato in grembo e lo ha svezzato come qualsiasi bimbo. L’eccezionalità è Gesù bambino. Gesù chiarisce che la vera beatitudine è quella dell’ascolto della Parola di Dio e il tentativo di metterla in pratica.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. (Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,27-28 – Lunedì 29 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo Pentecoste Rito ambrosiano Domenica 28 Luglio 2024
“In quel tempo. Il Signore Gesù entrò nel tempio e scacciò tutti quelli che nel tempio vendevano e compravano; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: «Sta scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera”. Voi invece ne fate un covo di ladri». Gli si avvicinarono nel tempio ciechi e storpi, ed egli li guarì. Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che aveva fatto e i fanciulli che acclamavano nel tempio: «Osanna al figlio di Davide!», si sdegnarono, e gli dissero: «Non senti quello che dicono costoro?». Gesù rispose loro: «Sì! Non avete mai letto: “Dalla bocca di bambini e di lattanti hai tratto per te una lode”?».” (Mt 21,12-16)
I capi dei sacerdoti e gli scribi presenti nel Tempio non credono al Signore Gesù ma c’è chi è suo testimone: sono i ciechi, gli storpi e i fanciulli. La verità vince sempre sulla menzogna. La verità è proclamata dalle persone schiette che non hanno paura e così scelte da Dio. Spesso sono persone semplici, pulite come i fanciulli, oppure quelle che avevano colto il dito di Dio nel Signore Gesù come gli storpi e i ciechi.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. (Spunto dai Vangelo secondo Matteo 21,12-16 – Domenica 28 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)