Venerdì della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
santa Giuseppina Bakhita
Venerdì 9 Febbraio 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre Gesù camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?». Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi». Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Diciamo dunque: “Dagli uomini”?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose».” (Mc 11,27-33)

Una delegazione importante rappresentativa del potere politico religioso di Israele si affianca a Gesù mentre camminava nel tempio. Viene domandato riguardo l’autorità, da chi ha avuto l’autorizzazione di essere persona autorevole nel tempio.
Gesù è autorevole e da Dio Padre ha ogni tipo di autorità. Conosce i cuori dei suoi interlocutori, conosce la loro fragilità e il fatto che difficilmente potrebbero dire la verità. Per una questione di opportunismo non dicono quello che pensano veramente riguardo al battesimo di Giovanni il Battista.
Vi è tristezza amara quando non si dice quello che si pensa veramente. Gesù ha certo vissuto il dolore nel suo cuore per queste persone. Almeno noi viviamo nella schiettezza della verità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 11,27-33 – Venerdì 9 Febbraio 2024 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
San Gerolamo Emiliani
Giovedì 8 Febbraio 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù e i suoi discepoli giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, Gesù si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo:«Non sta forse scritto:
“La mia casa sarà chiamata
casa di preghiera per tutte le nazioni”
?
Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».
Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città.” (Mc 11,15-19)

Gesù vuol far ritornare la sua casa, il tempio, casa di preghiera, casa dove le persone possono incontrare la misericordia di Dio, sentire la sua presenza dove vi è sconforto, disperazione, drammi, malattie. Quella casa non è un luogo di commercio per vendere e comprare degli animali per il sacrificio per il perdono dei peccati. Non è luogo di cambia valute poiché l’unica valuta accettata era quella del luogo con la quale si potevano comprare ivi gli animali per il sacrificio.
Quella casa è luogo di incontro con Dio, gratis.
«La mia casa sarà chiamata
casa di preghiera per tutte le nazioni»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 11,15-19 – Giovedì 8 Febbraio 2024 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
sante Perpetua e Felicita, martiri
Mercoledì 7 Febbraio 2024

“La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, il Signore Gesù ebbe fame. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all’albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l’udirono.
La mattina seguente, passando, videro l’albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l’albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe».” (Mc 11,12-14.20-25)

Un albero di fichi seccato fin dalle radici non potrà mai più dare frutti, è solamente un pezzo di legno da ardere. Gesù aveva fame di frutti di carità, solidarietà, generosità, bontà. Ma non li trovò e coloro che dovevano promuoverli al contrario approfittavano della loro posizione per torna conti personali o di corporazione. Trovò Israele come un albero completamente seccato.
Ma non c’è da perdersi d’animo, la preghiera è la via maestra che può ricondurre in una via dove rinasce la speranza e anche i frutti di carità.
«tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà.»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 11,12-14.20-25 – Mercoledì 7 Febbraio 2024 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
santi Paolo Miki e compagni, martiri
Martedì 6 Febbraio 2024

“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.” (Mc 10,46b-52)

Il cieco Bartimeo aveva sentito parlare riguardo a Gesù, nel cuore suo aveva inteso che potesse essere veramente la persona che toglieva le malattie, le infermità e portasse la salvezza all’uomo.
Il cieco grida a Gesù e dapprima non lo implora per la guarigione dalla cecità ma dice «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!»
E lo ripete perché altri volevano che tacesse. Gesù si accorge, ha pietà di Bartimeo e a questo punto lo guarisce dalla sua cecità.
Bartimeo ha il coraggio di dire ad alta voce la sua fede, forse anche oggi dovremmo avere il coraggio di dire la nostra fede.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 10,46b-52 – Martedì 6 Febbraio 2024 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
sant’Agata, martire
Lunedì 5 Febbraio 2024

“In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato? ». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».” (Mc 10,35-45)

Giacomo e Giovanni apostoli chiedono a Gesù di avere dei posti importanti accanto a lui nel Regno di Dio. Lo chiedono a scapito degli altri dieci e credendo che vi siano delle posizioni di importanza molto terrene anche nel Regno dei cieli cosa che forse non è proprio così.
La richiesta di per sé contiene un peccato, quello di prevalere sugli altri fratelli compagni di viaggio con Gesù. Se si è veramente in comunione non vi è nel cuore alcuna tendenza di prevalere gli uni sugli altri. Gesù esprime sempre la sua misericordia e rovescia il pensiero dei dodici Apostoli. Si trova la pienezza, la gioia di vivere, nel servire e non nell’essere servito.
«Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 10,35-45 – Lunedì 5 Febbraio 2024 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Domenica della divina clemenza

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Penultima dopo l’Epifania
Domenica 4 Febbraio 2024

“In quel tempo. Uno dei farisei invitò il Signore Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo. Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!».
Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di’ pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene». E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco». Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».” (Lc 7,36-50)

«sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato.»
L’amore cancella il peccato. I molti peccati vengono sommersi e perdonati da un nuovo movimento d’amore. Così questa donna ha avuto la grazia della divina clemenza dove l’amore vince su tutto. Il male è sconfitto la direzione della vita può cambiare, può rinascere.
Nella giornata dedicata al vita nascente un atto d’amore è accettare quella piccola nuova vita perché possa nascere, sperimentare la vita dall’infanzia fino alla vecchiaia. E quando si dona amore lo si riceve, si riceve moltissimo.«La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 7,36-50 – Domenica 4 Febbraio 2024 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della IV Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
san Biagio, vescovo e martire
Sabato 3 Febbraio 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Tommaso: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò».” (Gv 14,6-14)

«Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.»
Gesù è deluso dalla non comprensione dei suoi discepoli che da tre anni sono con lui. Non avevano capito in profondità chi è Gesù. Ma la domanda potrebbe essere fatta oggi, ad ogni credente: “chi è Gesù”? Non è scontata la risposta riguardo la sua divinità, spesso è l’uomo dei miracoli, un uomo importante ma dimentichi della divinità. Eppure Dio è venuto fra le sue creature e vuole anche oggi essere in mezzo a noi, lui che è Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 14,6-14 – Sabato 3 Febbraio 2024 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Presentazione del Signore

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Festa del Signore
Venerdì 2 Febbraio 2024

“In quel tempo. Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio «una coppia di tortore o due giovani colombi», come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.” (Lc 2,22-40)

Dopo la sua nascita ecco una altra manifestazione del Signore grazie a due persone: il vecchio Simeone e la profetessa Anna. Entrambi ispirati dallo Spirito Santo incontrano il Redentore di Gerusalemme.
Simeone lo accoglie fra le sue braccia, accoglie Dio fra le sue braccia e non può che dire il suo cantico:«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola»
Immediatamente dopo dice a maria che vi sarà anche sofferenza «anche a te una spada trafiggerà l’anima».
La gioia è accompagnata anche da un annuncio che dice la fragilità umana dove il Redentore non sarà accolto.
Anche la profetessa Anna benedice Dio per il piccolo Gesù e si mette subito in missione parlando «del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme»
Oggi è la festa della luce perché Gesù è la luce che vuole illuminare gli uomini e le donne con la sua grazia che salva.
«Luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 2,22-40 – Venerdì 2 Febbraio 2024 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della IV Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Beato Andrea Carlo Ferrari, vescovo
Giovedì 1° febbraio 2024

“In quel tempo. Molti videro partire il Signore Gesù e gli apostoli e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i suoi discepoli dicendo: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni, possano comprarsi da mangiare». Ma egli rispose loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Gli dissero: «Dobbiamo andare a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?». Ma egli disse loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». Si informarono e dissero: «Cinque, e due pesci». E ordinò loro di farli sedere tutti, a gruppi, sull’erba verde. E sedettero, a gruppi di cento e di cinquanta. Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero a loro; e divise i due pesci fra tutti. Tutti mangiarono a sazietà, e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci. Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.” (Mc 6,33-44)

Gesù insegnò, predicò la folla che si era radunata attorno a lui e si fece tardi. Le persone ascoltandolo furono dimentiche del cibo e ormai era tardi per riuscire ad approvvigionarsi.
Questa fu una occasione per un grande segno e una espressione di profonda compassione di Gesù verso la folla. I cinque pani e due pesci bastarono per migliaia di persone. Tutti furono saziati e l’avanzo di dodici ceste dice anche l’attenzione del Signore verso il suo popolo amato, le dodici tribù di Israele.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 6,33-44 . Giovedì 1° febbraio 2024 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della IV Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
san Giovanni Bosco, sacerdote
Mercoledì 31 Gennaio 2024

“In quel tempo. Gli apostoli si riunirono attorno al Signore Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.” (Mc 6,30-34)

«erano come pecore che non hanno pastore»
Gesù si era appartato con i suoi discepoli in un luogo deserto ma la folla li precedettero.
L’amore di Dio è instancabile e Gesù nonostante il desiderio di essere in disparte con i suoi discepoli, inizia a insegnare molte cose. L’amore è instancabile, ha una infinita riserva di energia di bene.
Chi ama veramente si spende con tutto il cuore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 6,30-34 – Mercoledì 31 Gennaio 2024 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)