Venerdì della IV settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
san Pietro Chanel, sacerdote e martire
Venerdì 26 Aprile 2024

“In quel tempo. Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia». Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».
Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora. Molti della folla invece credettero in lui, e dicevano: «Il Cristo, quando verrà, compirà forse segni più grandi di quelli che ha fatto costui?».” (Gv 7,25-31)

Alcuni credevano che Gesù fosse veramente il Cristo se non altro per i segni (miracoli) che compiva. Altri non credevano in lui poiché sapevano da dove veniva ma in realtà non lo sapevano poiché Gesù proveniva da Dio Padre mentre costoro lo consideravano figlio di Giuseppe e Maria da Nazareth.
Il tutto si basa sulla fiducia, sull’affidamento nel credere che veramente Gesù è il Figlio di Dio, il Cristo, inviato per riscattare l’umanità intera perduta nella sua fragilità.
«Molti della folla invece credettero in lui, e dicevano: «Il Cristo, quando verrà, compirà forse segni più grandi di quelli che ha fatto costui?».»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 7,25-31 – Venerdì 26 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

San Marco Evangelista

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Festa
Giovedì 25 Aprile 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».” (Lc 10,1-9)

S. Marco evangelista conobbe Pietro e Paolo e stette con loro per lunghi periodi. Non fu apostolo ma discepolo nella Chiesa di Gesù e scrisse il Vangelo. Operaio nella messe del Signore e contribuì alla edificazione della Chiesa.
«La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!»
Anche oggi c’è vero bisogno di persone umili che contribuiscono alla edificazione della Chiesa di Gesù per indirizzare l’umanità su percorsi di pace, riconciliazione, perdono. Non c’è armonia, non c’è edificazione, non c’è vera gioia senza la pace, non c’è pace senza giustizia, non c’è giustizia senza il perdono.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 10,1-9 – Giovedì 25 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della IV settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
san Fedele da Sigmaringen, sacerdote e martire
Mercoledì 24 Aprile 2024

“In quel tempo. Alcuni fra la gente dicevano: «Costui è davvero il profeta!». Altri dicevano: «Costui è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice la Scrittura: Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo?». E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui. Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!». Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!».” (Gv 7,40b-52)

Sorgono discussioni riguardo l’identità di Gesù, il profeta, il Cristo. Ma il Cristo doveva provenire da Betlemme e Gesù era conosciuto da Nazareth in Galilea. Ma non molti sapevano della sua nascita proprio a Betlemme di Giudea, probabilmente a causa del periodo in terra straniera d’Egitto.
Il giudizio si fa difficile e i colti sono certi che Gesù non può essere il Cristo ma non vanno oltre, non vogliono ascoltarlo. Nicodemo che voleva capire riflette e dice:
«La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,40b-52 – Mercoledì 24 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Martedì della IV settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
san Giorgio, martire
Martedì 23 Aprile 2024

“In quel tempo. Molti dei discepoli del Signore Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre». Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».” (Gv 6,60-69)

Le parole hanno importanza, hanno un grande potere di cambiare umore alle persone, di farle agire, parole efficaci convincenti. Se queste vengono pronunciate da una persona che ha buona intenzione, vuole dire sempre il vero, e ci tiene particolarmente ad ogni ascoltatore, allora sono parole edificanti.
In più se sono le Parole del Signore esse divengono spirito e vita.
«le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita.»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,60-69 – Martedì 23 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Lunedì della IV settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Lunedì 22 Aprile 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse alla folla: «Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».” (Gv 6,44-51)

« Chi crede ha la vita eterna.»
Gesù, il pane della vita, dona ad ogni credente se stesso per essere indirizzato verso l’eternità. Nella quotidianità dovremmo far memoria di essere persone perdonate e accompagnate dal Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,44-51 – Lunedì 22 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

IV Domenica di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Domenica 21 Aprile 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai Giudei: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».” (Gv 10,27-30)

Un’importante cosa è la conoscenza delle persone in qualsiasi ambito di vita. In famiglia si impara a conoscersi fra i coniugi, e se vi è stata la grazia dei figli c’è una continua scoperta di persone che crescono, si amano e si conoscono. Così accade in tantissimi ambiti, nello studio con i compagni e le compagne di classe, nel lavoro, nelle amicizie. Nasce un’opinione e nel caso una fiducia nelle persone conosciute.
«Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.»
Chi ascolta la Parola di Gesù lo segue, capendo che è conosciuto dal Signore e in modo molto approfondito. C’è dunque un rapporto personale e di conoscenza fra Gesù e la persona che ci crede. Ci si sente conosciuti, ci si sente amati.
In questo cammino c’è una garanzia data dalla abbondante misericordia del Signore Gesù perché conosce le sue pecore, conosce oggi i fedeli cristiani e sa che abbiamo bisogno molto della sua infinita pazienza e comprensione.
« Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano.»
Un’abbondante speranza di vita eterna è data ad ogni credente cristiano.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 10,27-30 – Domenica 21 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Sabato della III settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Sabato 20 Aprile 2024

“In quel tempo. La folla disse al Signore Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».” (Gv 6,30-35)

La folla che aveva mangiato di quei pani e pesci moltiplicati da Gesù, rimane perplessa e non riesce a entrare in una dimensione di fiducia nei confronti del Signore. Chiede un segno, ma ne ha già ricevuti ben più consistenti della manna del deserto che i loro padri ricevettero. C’è «il pane del cielo, quello vero» quel pane che dà la vita al mondo. È Gesù stesso il pane della vita, colui che è datore di vita per mezzo del quale tutto è stato creato. Ecco perché chi crede in Gesù ha la vita eterna.
«Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,30-35 – Sabato 20 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Venerdì della III settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Venerdì 19 Aprile 2024

“In quel tempo. La folla, rimasta dall’altra parte del mare, vide che c’era soltanto una barca e che il Signore Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma i suoi discepoli erano partiti da soli. Altre barche erano giunte da Tiberìade, vicino al luogo dove avevano mangiato il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie. Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».” (Gv 6,22-29)

Gesù aveva moltiplicato dei pani d’orzo e alcuni pesci sfamando una grande folla. Dopo questo i suoi discepoli partono per l’altra riva del lago verso Cafarnao ma senza Gesù il quale viene trovato dalla folla a Cafarnao.
La folla lo cercava perché aveva avuto con semplicità e gratuità del cibo in abbondanza e voleva che questo si perpetuasse nel tempo. Questa diventa un’occasione per indirizzare tutti non alla ricerca dei beni materiali ma a quelli durevoli della vita eterna.
La cosa centrale è credere in Gesù anche a causa dei segni (miracoli) e della moltiplicazione dei pani e dei pesci da lui compiuti, e così facendo ci si indirizza verso la vita eterna.
«Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,22-29– Venerdì 19 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Giovedì della III settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
san Galdino, vescovo
Rito Ambrosiano
Giovedì 18 Aprile 2024

“In quel tempo. Venuta la sera, i suoi discepoli scesero al mare, salirono in barca e si avviarono verso l’altra riva del mare in direzione di Cafàrnao. Era ormai buio e Gesù non li aveva ancora raggiunti; il mare era agitato, perché soffiava un forte vento. Dopo aver remato per circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Sono io, non abbiate paura!». Allora vollero prenderlo sulla barca, e subito la barca toccò la riva alla quale erano diretti.” (Gv 6,16-21)

«Sono io, non abbiate paura!»
Dapprima i discepoli sulla barca ebbero paura di Gesù, turbava l’averlo visto camminare sulle acque e per aggiunta agitate dal forte vento. Nulla di strano, è Colui che ha il dominio sulla sua creazione e può farne quello che vuole anche camminare sull’acqua.
Una volta messa da parte la paura nella certezza che la persona vista camminare sul mare era veramente Gesù, i discepoli «Allora vollero prenderlo sulla barca.»
La certezza dei discepoli dovrebbe esserci anche in ognuno, quella certezza che c’è il Signore Gesù ed è possibile accoglierlo nella propria esistenza. Come la barca che approda alla destinazione velocemente perché i discepoli hanno accolto Gesù, così chi accoglie Gesù inizia a chiarirsi quale sia la destinazione della propria esistenza e dirigerla nella giusta direzione.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 3,1-7 – Giovedì 18 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della III settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Mercoledì 17 Aprile 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.” (Gv 6,1-15)

«Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».
Un denaro era la paga giornaliera di un lavoratore ai tempi di Gesù. Duecento denari non bastavano per comprare pane a sufficienza per la grande folla venuta ad ascoltarlo.
Gesù compie il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci e la folla viene saziata, l’avanzo dei pani viene raccolto in dodici canestri. L’avanzo contenuto considerando la folla numerosa fa parte del segno che Gesù ha voluto dare, rappresenta il fatto che tutti sono stati saziati perché c’è stato questo piccolo avanzo. Inoltre i dodici canestri rappresentano le dodici tribù di Israele che Gesù vuole continuamente saziare con la sua Parola e con la speranza che qualcuno la accolga per cambiare la vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,1-15 – Mercoledì 17 Aprile 2024 Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)