V Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Domenica, 6 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Quando il Signore Gesù fu entrato in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va’, avvenga per te come hai creduto». In quell’istante il suo servo fu guarito. ” (Mt 8,5-13)

Il capo di una centuria di soldati, circa un centinaio, è preoccupato per il suo servo, un suo attendente gravemente malato e sofferente. Il centurione è attento alle sorti del suo servo e anche di ogni sottoposto. L’attenzione è già un segno del desiderio di comunione, relazione con la sua truppa e il suo attendente.
Sentito parlare di Gesù chiede un suo intervento ma non vuole che Gesù vada a casa sua poiché si ritiene indegno. Considera Gesù persona importante, potente e che ha a che fare con Dio. È sicuro dell’azione benefica che Gesù potrebbe fare, ha grande fede nel Signore.
Oltre il desiderio di relazione con le persone, il centurione ha sentimento di compassione nei confronti di chi soffre e infine ha fede, molta fede in Gesù. Questo ha conseguenza di una particolare ammirazione del Signore che agisce e guarisce.
Una persona buona persegue le relazioni con le persone, non si sottrae se vi sono dei bisogni, delle sofferenze ma si mette in gioco per vedere cosa si può fare, ha un cuore aperto, che crede, e dalla fede attinge tanto della sua bontà.
Fede, speranza e carità. Sono le tre componenti che dovrebbero essere presenti in ogni persona credente, le virtù teologali.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 8,5-13, Domenica 6 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della IV Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
sant’Agata, martire
Sabato, 5 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Tommaso: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puòi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò».” (Gv 14,6-14)

Filippo come gli altri apostoli è con Gesù da tempo, e chiede un segno, una teofania, cioè la manifestazione di Dio convincente per l’uomo tramite una manifestazione sovra naturale.
«Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo?»
La manifestazione vera di Dio è la persona di Gesù. Si mostra in modo quotidiano, normale per gli apostoli, si tratta della persona in carne e ossa di Gesù che è con loro. Non c’è bisogno di un segno, di una teofania, di una manifestazione divina sovra naturale, c’è bisogno della fiducia, del credere veramente nel cuore che Gesù è il Signore, il Cristo mandato da Dio.
Oggi c’è bisogno di questa fiducia nel Signore Gesù, credere che lui sia veramente il nostro salvatore, non abbiamo bisogno di miracoli ma del miracolo della conversione a Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 14,6-14, Sabato 5 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della IV Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Venerdì, 4 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Si riunirono attorno al Signore Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?». Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto:
“Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.

Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. Mosè infatti disse: “Onora tuo padre e tua madre”, e: “Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte”. Voi invece dite: “Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è ‘korbàn’, cioè offerta a Dio”, non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre. Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte».” (Mc 7,1-13)

Per i farisei le azioni rituali di pulizia fanno parte di un importante bagaglio normativo per rimanere puri. Così facendo rischiano di essere in realtà l’opposto, impuri, poiché l’osservazione di tutto il bagaglio normativo per la purità non giustifica ad esempio la violazione del comandamento di Dio, onora tuo padre e tua madre.
L’astuzia sottile per queste persone è stata quella di comporre delle normative umane come ad esempio dire che è offerta a Dio il dovuto ai genitori.
Lo sguardo di una persona dovrebbe distogliersi dai propri egoisti interessi personali o corporativi, cioè che riguardano il gruppo a cui appartengo, ma dovrebbe essere verso una profonda gratuità eliminando quelle forme di egoismo che fanno il male.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 7,1-13, venerdì 4 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della IV Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
san Biagio, vescovo e martire
Giovedì, 3 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Molti videro partire il Signore Gesù e gli apostoli e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i suoi discepoli dicendo: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni, possano comprarsi da mangiare». Ma egli rispose loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Gli dissero: «Dobbiamo andare a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?». Ma egli disse loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». Si informarono e dissero: «Cinque, e due pesci». E ordinò loro di farli sedere tutti, a gruppi, sull’erba verde. E sedettero, a gruppi di cento e di cinquanta. Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero a loro; e divise i due pesci fra tutti. Tutti mangiarono a sazietà, e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci. Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.” (Mc 6,33-44)

Vi era il desiderio di Gesù e degli apostoli di stare un poco in disparte per riposarsi, si allontanarono dalla folla con la barca. «Molti videro partire il Signore Gesù e gli apostoli e capirono.»
Giunti a destinazione Gesù ebbe compassione della numerosa folla che li aveva preceduti, non si riposa e viene incontro alla grande fame della Parola del Signore che tutti avevano, ognuno aveva un grande desiderio di ascoltare Gesù.
Dopo una dose abbondante della Parola, Gesù viene incontro alla esigenza della fame del corpo, e chiede cosa c’è da mangiare per poter realizzare quel segno che dice la benevolenza di Dio verso l’uomo che ascolta. Duecento denari, corrispondenti al guadagno di duecento giorni di lavoro, forse sarebbero sufficienti a comprare il pane per tutti quanti i presenti. Ma Gesù vuol far capire ai suoi apostoli che c’è qualche cosa di grande, c’è l’amore di Dio e lo fa vedere con quei cinque pani e due pesci che bastano per tutti.
«Tutti mangiarono a sazietà, e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci.»
L’uomo che ascolta la Parola del Signore dovrebbe avere fiducia anche verso la provvidenza, anche oggi il Signore provvede alla povertà corporale in tante modalità differenti.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 6,33-44, Giovedì 3 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Presentazione del Signore

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Festa del Signore
Mercoledì, 2 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio «una coppia di tortore o due giovani colombi», come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puòi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.” (Lc 2,22-40)

Il piccolo bambino Gesù di quaranta giorni è portato al Tempio per la sua presentazione, si tratta del riscatto rituale poiché ogni primogenito maschio è consacrato al Signore Dio. In più c’era la purificazione della donna che aveva partorito il bimbo.
Giuseppe e Maria da fedeli ebrei fanno tutto ciò come prescrive la Legge, e qui incontrano Simeone.
Simeone era in attesa della consolazione per Israele, ispirato dallo Spirito Santo vede il bambino Gesù, e capisce subito che è lui il Cristo Signore tanto atteso. Non può che esserci una lode di ringraziamento, Dio è vicino, piccolo bambino infante. Ma c’è un futuro legato anche alla durezza dei cuori di tante persone che non vorranno accogliere Gesù e questo provocherà dolore intenso a Maria
«anche a te una spada trafiggerà l’anima»
Gioia e sofferenza, una combinazione spesso presente, vi saranno sempre coloro che non vogliono accogliere la gioia e rimanere su se stessi perdendo l’amore del Signore Gesù.
La luce del Signore scende particolarmente in questa giornata, vuole rivelarsi nelle vite delle persone donando speranza e futuro.
«luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 2,22-40, Mercoledì 2 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della IV Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
beato Andrea Carlo Ferrari, vescovo
Martedì, 1° Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù partì di là e venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.” (Mc 6,1-6)

Il rifiuto degli abitanti di Nazareth nei confronti di Gesù è tale che impedisce l’azione del Signore nel villaggio. Gesù fa alcuni miracoli di guarigione ma a causa della incredulità non va oltre poiché un segno, un miracolo, non può essere accolto come misericordia, vicinanza di Dio all’uomo se non c’è fede.
Il miracolo è un segno, indica qualche cosa di sovra naturale e dovrebbe risvegliare le coscienze in un cammino di approfondimento verso la figura di Gesù e non verso la ricerca di altri miracoli.
Nel villaggio c’era la difficoltà di credere Gesù come persona che avesse a che fare con Dio, perché lo avevano visto crescere da bambino per diventare adolescente, ragazzo, adulto. Non si capacitavano come possa ora essere così diverso, sapiente, importante. Da qui il rifiuto.
Accettare un cambiamento così profondo è difficile all’uomo, difficile uscire da quel giudizio collettivo che faceva Gesù un bravo uomo ma non di più. Anche oggi per molti è estremamente difficile cambiare in meglio un giudizio di una persona, modificare l’idea alla luce di quello si vede trascurando i golosi pettegolezzi che girano tutt’intorno.
Siamo chiamati a essere cristiani, benevolenti, e con gioia e stupore accogliere quella grande trasformazione in meglio di una persona.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 6,1-6a, Martedì 1° Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della IV Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
san Giovanni Bosco, sacerdote
Lunedì, 31 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Molta folla seguiva il Signore Gesù e gli si stringeva intorno.
Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.
E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male». ” (Mc 5,24b-34)

Una donna con delle perdite di sangue viveva in uno stato di segregazione sociale e religiosa poiché secondo la legge era da considerarsi impura. Questa donna lo era in modo continuo a causa della sua malattia e non avrebbe dovuto essere in contatto con altre persone.
La fede in Gesù è il motore per questa donna per vincere la barriera sociale religiosa cui si doveva attenere. Ha molto coraggio e osa andare in una situazione dove c’è molta folla rischiando la lapidazione se scoperta. Il toccare Gesù le è fonte di guarigione. Questa donna è prima guarita nel corpo, le sue continue perdite di sangue si arrestano, e poi viene guarita anche nell’anima.
Infatti Gesù sente quella forza di guarigione che esce da lui ma non riesce a capire dove è indirizzata. Anche qui la donna continua con il suo coraggio e, impaurita e tremante, dichiara tutta la situazione a Gesù. Poteva a questo punto essere condannata in violazione della Legge, ma c’è la carità, l’amore che guarisce e non condanna.
«Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 5,24b-34, Lunedì 31 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Festa del Signore
Domenica, 30 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino». Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».” (Mt 2,19-23)

Padre, madre con una storia d’amore. Sì sono assieme per via di un incontro d’amore con una viva speranza e luce intravista verso il futuro che può donare anche figli. «a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò»(Genesi 1,27)
La bellezza di un incontro con un progetto che diventa coraggioso, la famiglia. Con quei occhi negli occhi dove ci si capisce in un dialogo che può diventare silenzioso; il silenzio a volte è più eloquente delle parole.
Giuseppe ha la responsabilità della Famiglia, della santa Famiglia con tutti i suoi limiti come tutte le famiglie. La santa Famiglia non vuol dire la perfetta Famiglia, ma santa nell’affrontare le proprie mancanze, errori, dubbi, paure. Giuseppe ebbe paura di condurre Maria e Gesù nella terra di Israele perché nella Giudea regnava Archelao. Il Signore viene incontro a Giuseppe e lo indirizza a Nàzaret dove potrà far crescere Gesù in un ambiente semplice, sano, di amore familiare e di lavoro.
Santo dunque non perfezione, ma vuol dire tentare di vivere le varie dimensioni dell’amore quando c’è gioia, letizia, armonia, comprensione e soprattutto quando c’è il dramma, l’incomprensione, la sofferenza, la difficoltà nel crescere, capire e fare scelte giuste per i figli, e la difficoltà di ascoltare e capire i genitori.
Giuseppe assieme a Maria compie quell’azione educativa per Gesù, ricordiamoci sempre che Gesù è uomo-Dio. In quanto uomo vive pienamente l’esperienza umana partendo dal concepimento e poi da neonato, bambino, adolescente, ragazzo, adulto. Ha bisogno di essere educato, di vivere questa esperienza che Giuseppe e Maria gli donano. Gesù si sottometterà a tutto ciò con pazienza onorando i genitori.
Oggi ci dovrebbe essere la rinascita dell’azione educativa: i papà dovrebbero tornare a fare i papà, le mamme le mamme. C’è un ruolo importante educativo con non è ruolo alla pari ma ruolo di rapporto d’amore fra genitori e figli.
Ogni famiglia come quella di Gesù, Maria e Giuseppe, è chiamata alla capacità d’amare con un graduale sviluppo nel tempo, non c’è un amore fisso e omologato ma cambia sempre col passare dei giorni. Accettare questo vuol dire crescere assieme nella famiglia in una comunione fra i componenti e con il Signore.
«Non perdiamo la speranza a causa dei nostri limiti, ma neppure rinunciamo a cercare la pienezza di amore e di comunione che ci è stata promessa.» (Amoris Laetitia 325)
Viviamo l’amore nella famiglia non rinunciamoci!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 2,19-23, Domenica 30 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della III domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
sant’Aquilino, vescovo
Sabato, 29 Gennaio

VANGELO
In quel tempo. Il Signore Gesù disse alla folla: «Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.
Allora la folla gli rispose: «Noi abbiamo appreso dalla Legge che il Cristo rimane in eterno; come puoi dire che il Figlio dell’uomo deve essere innalzato? Chi è questo Figlio dell’uomo?». Allora Gesù disse loro: «Ancora per poco tempo la luce è tra voi. Camminate mentre avete la luce, perché le tenebre non vi sorprendano; chi cammina nelle tenebre non sa dove va. Mentre avete la luce, credete nella luce, per diventare figli della luce».” (Gv 12,31-36a)

«Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me»
Il principe di questo mondo è Satana. Grazie a Gesù c’è un ridimensionamento di Satana per quel innalzamento, un movimento di ascesa, di vittoria di Cristo: è la Croce. A questo corrisponde un movimento di discesa, di sconfitta di Satana.
Il bene (Gesù) e il male (Satana) non possono convivere, stare assieme. Ma bisogna sempre ricordare che se una persona fa il male essa stessa non è il male, è certamente in una direzione sbagliata che può essere corretta verso il bene. Se il bene e il male non possono convivere, una persona ha comunque la possibilità di passare dal male al bene.
La luce offerta dal Signore mentre è presente è l’invito ad abbandonare le tenebre, le oscurità che conducono al male ed è possibile diventare figli della luce, persone luminose che non hanno intenzioni malvagie nel cuore ma vogliono ed esprimono il bene.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 12,31-36a, Sabato 29 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della III domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
san Tommaso d’Aquino, sacerdote dottore della Chiesa
Venerdì, 28 Gennaio

VANGELO
“In quel tempo. Essendo il Signore Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva ». Andò con lui.
Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.” (Mc 5,21-24a.35-43)

«Talità kum»
All’epoca di Gesù si parlava l’aramaico che troviamo nel Vangelo quando Gesù fa ritornare in vita la fanciulla dodicenne. Ritorna la vita, l’alzarsi e il movimento. È cosa importante tanto che l’evangelista Marco ha voluto scrivere quello detto da Gesù, «Talità kum»
Anche oggi Gesù vuole togliere quell’immobilismo, quel stare fermo quel non mettersi in gioco, ed è come essere un po’ morti nello spirito. Con la fede e l’affidamento al Signore diventa possibile rialzarsi e mettersi in gioco.
Essi furono presi da grande stupore.
Come per la bambina cui è ritornata la vita, così a chi ritorna la vitalità potrà stupire molte persone donando un messaggio di speranza e di vita.
«Fanciulla, io ti dico: àlzati!»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco, 5,21-24a.35-43, Venerdì 28 Gennaio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)