VIII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 31 Luglio

VANGELO
“In quel tempo. I farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo il Signore Gesù nei suoi discorsi. Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». A queste parole rimasero meravigliati, lo lasciarono e se ne andarono.” (Mt 22,15-22)

Uno dei segni più significativi dell’occupazione romana era il tributo da pagare a Cesare (lo stato) dovuto da tutte le persone, inclusi i servi. Gli uomini dai quattordici anni, le donne dai dodici, e tutti fino all’età di sessantacinque anni. L’introduzione della tassa romana aveva provocato la rivolta di Giuda il 6 d.C.
Però vi erano anche i sostenitori nel pagare il tributo poiché vi erano dei benefici portati dai romani stessi come l’acquedotto, un sistema postale efficiente. Da qui la domanda a Gesù perché si potesse schierare da una parte o dall’altra e in questo prenderlo in fallo. Se Gesù avesse dichiarato che è giusto pagare il tributo a Cesare sarebbe stato accusato di essere contro Dio, se avesse dichiarato di non pagare il tributo poteva essere accusato e arrestato dall’invasore romano.
Una domanda è rivolta a Gesù da quei farisei che lo volevano cogliere in fallo. Una domanda fatta non perché volevano capire ma costruita apposta per mettere in difficoltà l’interlocutore per poi poterlo accusare e condannare.
La risposta di Gesù saggia e ancora oggi insegna molto.
«Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio»
Gesù dice di restituire, non dice di dare, restituire a Cesare e a Dio. Si tratta di una restituzione poiché si è ricevuto qualche cosa.
Restituire alla stato (a Cesare) quello che si è ricevuto e, nonostante i molti lamentii, si è ricevuto e si riceve tantissimo dalla stato in cui si vive. E’ giusto restituire qualche cosa allo stato, il giusto senza fare i furbi a scapito del prossimo, perché lo stato continui la sua opera.
Restituire a Dio quel che è di Dio è più problematico perché la creazione è sua, ogni persona ha il dono della vita che viene da Dio e dunque? E’ impossibile restituire a Dio, sarebbe sempre insufficiente e poi con quale modalità? Forse una vita spesa bene è già un’ottima restituzione. Una vita in comunione con il Signore.
«Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 22,15-22 Domenica 31 Luglio 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della VII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Pietro Crisologo, vescovo e dottore della Chiesa
Sabato 30 Luglio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».” (Gv 8,1-11)

Un tradimento, l’adulterio era stato compiuto. Si tradisce la fiducia del coniuge e comunque si viola un patto di fedeltà imperitura. Così facendo si entra in un vicolo fatto di astuzie, bugie, tutto per nascondere l’amante e mortificando la dignità del coniuge, dell’amante e la propria-
. Una donna fu sorpresa in adulterio e fu condotta da Gesù perché la giudicasse. La pena era la lapidazione, un lancio di sassi fino alla morte del reo. Il motivo della richiesta a Gesù era per fargli violare la Legge mosaica che prevedeva tale pena e quindi smentirlo nel suo ruolo di maestro.
Ma Gesù è Dio e fa vivere la clemenza, la benignità la comprensione divina a tutte le persone presenti.
«Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei».
Ma tutti hanno il peccato, e forse quello più grande è nel essere soddisfatti nell’uccidere una persona che ha peccato piuttosto che esserne profondamente addolorati. Tutti se ne vanno e Gesù perdona questa donna:
«va’ e d’ora in poi non peccare più»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 8,1-11 Sabato 30 Luglio 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della VII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santi Marta, Maria e Lazzaro
Venerdì 29 Lugl

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa».” (Lc 10,1b-7a)

La missione dei settantadue discepoli, inviati due a due, riguarda la testimonianza della venuta del Signore, l’annuncio della salvezza portata da Dio. Questo i settantadue discepoli lo devono fare con semplicità, eliminando quei impedimenti come il portare con se un eccessivo bagaglio, somme di denaro ma confidando nella provvidenza divina.
Una persona che testimonia Gesù lo fa con efficacia se vi è una piena adesione che si vede relativizzando ogni altro tipo di attaccamento come il denaro, il potere, il dominio sugli altri, i possedimenti e altro ancora. Questo fa trasparire la verità che è nel cuore, una adesione vera al Signore Gesù.
Gesù chiede questa semplicità e questo distacco da ogni forma di possedimento, è l’allontanarsi dell’egoismo fonte di ogni allontanamento da Dio, fonte di guerre, di divisioni, di maldicenze. La semplicità e l’umiltà, invece, sono strade che portano verso la pace.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 10,1b-7a Venerdì 29 Luglio 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della VII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santi Nazàro e Celso, martiri
Giovedì 28 Luglio

VANGELO
“In quel tempo. Mentre camminavano per la strada, un tale disse al Signore Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».” (Lc 9,57-62)

Gesù non aveva un luogo dove posare il capo, non possedeva nulla di questo mondo neanche un giaciglio. Con la sua vita dice una cosa importante per chi lo vuole seguire.
Sono delle condizioni di povertà terrena perché la ricchezza sarebbe d’impaccio se il cuore rimane attaccato ai beni terreni. Il distacco dai beni è una delle condizioni per seguire Gesù, si possono possedere ma il cuore dev’essere verso il Signore Gesù e non attaccato ai beni. Così anche le affettività con propri genitori potrebbero essere un problema se sono eccessive e spegnerebbero la sequela verso il Signore. Bisogna a un certo punto staccare il cordone ombelicale per realizzare la propria vocazione.
“Figlio, se ti presenti per servire il Signore,
prepàrati alla tentazione.
Abbi un cuore retto e sii costante ,
non ti smarrire nel tempo della prova.”
(Siracide 2,1s)

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 9,57-62 Giovedì 28 Luglio 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della VII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Pantaleone, martire
Mercoledì 27 Luglio

VANGELO
“In quel tempo. Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, il Signore Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.” (Lc 9,51-56)

Gesù si dirige in modo determinato verso il compimento della sua missione e va deciso verso Gerusalemme. Sa che avrebbe trovato oppositori e quelli che lo volevano uccidere; per poter dare un messaggio di salvezza anche a costoro rimarrà nella verità fino in fondo a costo della sua vita.
Gesù non usa mai la violenza, la coercizione e rimprovera i suoi discepoli che volevano un fuoco dall’alto per consumare coloro che non lo volevano accogliere.
Si tratta di un nuovo modo d’agire quello dell’essere sempre nella verità non usando mezzi di potere e coercitivi. La via della pace lascia il bene, la via della violenza lascia il male e il rancore. Gesù usa il suo amore per ogni creatura. Gesù usa il suo amore per ognuno di noi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 9,51-56 Mercoledì 27 Luglio 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della VII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santi Gioacchino e Anna, genitori della B.V. Maria
Martedì 26 Luglio

VANGELO
“In quel tempo. Nacque una discussione tra i discepoli, chi di loro fosse più grande. Allora il Signore Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande». Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».” (Lc 9,46-50)

«Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande»
Il Vangelo rovescia le convinzioni comunemente condivise, ad esempio una persona che ha realizzato la propria posizione sociale con una buona carriera e ricchezza è considerata grande da tutti.
La grandezza del Vangelo è differente: l’attenzione verso i più piccoli, verso le persone che sono poco considerate, diventa cosa grande. Una persona che accoglie i piccoli è grande, una persona che accoglie gli emarginati, i poveri, i disadattati, è grande.
La grandezza evangelica è interiore, si trova bene nella semplicità e nell’umiltà, vale più di ogni arrivismo, di ogni posizione di potere. Si è grandi quando il cuore è lontano dal potere, dal voler dominare gli altri, invece è al servizio e disponibile per le altre persone.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 9,46-50 Martedì 26 Luglio 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Giacomo, apostolo

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Festa
Lunedì 25 Luglio

VANGELO
“In quel tempo. Si avvicinò al Signore Gesù la madre dei figli di Zebedeo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dóminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».” (Mty 20,20-28)

Giacomo è uno dei due figli di Zebedeo, la madre vuole raccomandare entrambi i figli per un futuro come uomini di alto rango nel regno di Gesù. La richiesta è umana, e in questo la madre vedeva la possibilità di sistemare bene i suoi due figli, in realtà non sapeva quello che stava chiedendo. La madre, i due figli e tutti gli altri apostoli non sapevano che cosa voleva dire accedere al regno di Dio.
Infatti c’è un sacrificio che dovranno subire i due figli di Zebedeo e non solo loro ma anche tutti gli altri apostoli. Questo è il calice che dovranno bere, amaro in nome della fede nel Signore Gesù Cristo.
L’offerta della propria vita a guadagno della salvezza di altre persone nel Signore Gesù è cosa gradita a Dio, e esprime la fedeltà del credente.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 20,20-28 Lunedì 25 Luglio 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

VII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 24 Luglio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao. Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il santo di Dio».” (Gv 6,59-69)

L’essere cristiano, diventarlo è a volte entusiasmante, vi è la scoperta di un Signore che vuole essere vicino, solidale e coinvolgere in qualche cosa di speciale. Sì, Gesù fa così, ti fa capire che ti ama, e se sei disponibile diventi un piccolo importante annunciatore della sua Parola.
Tutto ciò non è privo di difficoltà e a volte le stesse persone che dovrebbero essere brave annunciatrici del Vangelo, diventano di scandalo, oppure immersi nelle vicende della vita si perde il contatto con Gesù e la Parola del Signore si fa sempre più dura e di difficile comprensione. La tentazione è quella di andarsene via, di non seguire più questa strada, di non seguire più Gesù.
«Volete andarvene anche voi?»
Ma se lo sguardo continua a essere diretto verso Gesù, si scopre che lì c’è l’eternità, li c’è la verità.
Solo Gesù ha parole di vita eterna; quelle vere, quelle che non ti prendono in giro, quelle che dicono la verità, proprio quelle che a volte non vorresti sentire ma contengono una intensità d’amore per te.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,59-69 Domenica 24 Luglio 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santa Brigida, religiosa, patrona d’Europa

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Festa
Sabato 23 Luglio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».” (Mt 5,13-16)

Santa Brigida dedicò la sua attenzione agli infermi, una volta rimasta rimasta vedova, si dedicò completamente al Signore Gesù nel servizio, nella meditazione della Passione. Fu coinvolta nella soluzione di problemi politici e della riforma della Chiesa e si adoperò per il ritorno del Papa da Avignone a Roma.
Santa Brigida rappresenta il sale della terra che da sapore alla vita, la luce che illumina ogni uomo grazie alla sua testimonianza d’amore per il Signore.
Oggi abbiamo bisogno di sante così che si impegnino anche nella soluzione politica del paese con un alto senso di servizio, senza alcun interesse personale e di parte.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,13-16 Sabato 23 Luglio 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santa Maria Maddalena

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Festa
Venerdì 22 Luglio

VANGELO
“In quel tempo. Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!» –. Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.” (Gv 20,1.11-18 )

Maria Maddalena secondo il Vangelo di Giovanni è la prima persona che vede il Signore Risorto. Il Signore sembra abbia una predilezione per le persone che lo amano con la passione nel cuore, con il desiderio di porlo come principio della propria esistenza.
Maria non era perfetta, umanamente potremmo pensare che Gesù una volta risorto si facesse vedere per prima da una persona con una vita casta, buona, senza macchie.
Maria Maddalena prima dell’incontro con Gesù aveva una vita di prostituzione che la teneva schiava del peccato. Con l’incontro di Gesù Maria Maddalena è salvata dal male e volge il suo cuore al Signore. Quest’incontro trasforma la vita di Maria Maddalena, nasce la passione, il suo amore per Gesù e la fanno diventare colei che per prima vedrà il Gesù Risorto.
Gesù non è venuto per chiamare i giusti ma per salvare i peccatori. Non è venuto per condannare, ma per salvare.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 20,1.11-18 Venerdì 22 Luglio 2022 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)