San Luca evangelista

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Festa
Lunedì 18 Ottobre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».” (Lc 10,1-9)

La missione dei settantadue discepoli ha una grande importanza: non sono solo gli Apostoli ad aver ricevuto il mandato per diffondere il Vangelo, anche altre persone non citate dai Vangeli hanno ricevuto una missione importante, diffondere il Vangelo, dare la possibilità di guarire.
Anche oggi ognuno dovrebbe sentirsi coinvolto in una imporporante missione di diffusione di uno stile di vita differente da quello proposto, uno stile di vita dove il servizio gratuito diventa motivo di gioia, pace e predomina sul possedere cose e persone.
Gesù aiutaci a essere persone semplici con una fede forte che induce gioia nel servizio e nell’attenzione verso i fratelli e le sorelle.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 10,1-9 di Lunedì 18 Ottobre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Dedicazione del Duomo di Milano

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Duomo di Milano chiesa madre di tutti i fedeli ambrosiani
Domenica 17 Ottobre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Ricorreva a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente». Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».” (Gv 10,22-30)

Dedicare, fare una dedicazione, è partecipare a una cerimonia per una consacrazione, in questo caso del Duomo di Milano, per dire che non è un edificio come gli altri, ma è riservato per il culto, la preghiera personale, le Messe. Si intuisce in questo edificio qualche cosa di particolare, non solo per le sue architetture ma soprattutto per come viene visitato dai fedeli in un clima di silenzio, preghiera personale, celebrazioni religiose.
Il Duomo di Milano è la Chiesa madre di tutti i fedeli ambrosiani. Qui c’è la cattedra del Arcivescovo di Milano, dalla quale presiede le celebrazioni e esercita il suo ministero di pastore e maestro per tutti i fedeli ambrosiani sacerdoti compresi.
Nel Vangelo c’è la ricorrenza della festa della Dedicazione del tempio di Gerusalemme in cui si ricorda la riconquista e la sua consacrazione accaduta verso il 165 a.C.
Gesù è nel tempio durante questa festa ma per alcuni Giudei è occasione per provare a prenderlo in fallo su alcune affermazioni. Questi non credono a Gesù e non sono sue pecore, e così perdono la possibilità di parlare veramente con il Cristo atteso da loro stessi e presente in carne e ossa di fronte a loro.
Chi crede ascolta e guarda Gesù come esempio. Gesù assicura la sua presenza in una profonda comunione per ogni credente e vorrebbe fosse come quella fra lui e il Padre suo, Padre nostro.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 10,22-30 di Domenica 17 Ottobre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato prima della Dedicazione

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
beato Contardo Ferrini
Sabato 16 Ottobre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e il Signore Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.” (Gv 2,13-22)

La vigilia della Dedicazione del Duomo di Milano, è proposto un brano del Vangelo secondo Giovanni dove Gesù dice dell’importanza della casa di preghiera, il tempio. Questo luogo rea diventato un luogo commercio, guadagno economico con interessi dei Giudei. Veniva a mancare lo scopo, una casa dove si poteva pregare il Signore e partecipare al culto.
Gesù manda via il commercio e anticipa la sua passione dove darà a ogni uomo e donna la possibilità di salvezza. Il tempio diventa la persona di Gesù.
«Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 2,13-22 di Sabato 16 Ottobre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santa Teresa di Gesù, dottore della Chiesa
Venerdì 15 Ottobre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».
Durante il giorno insegnava nel tempio; la notte, usciva e pernottava all’aperto sul monte detto degli Ulivi. E tutto il popolo di buon mattino andava da lui nel tempio per ascoltarlo.” (Lc 21,34-38)

Il brano del Vangelo sempre calato in una prospettiva apocalittica della fine dei tempi, propone suggerimenti anche per la vita quotidiana:
«State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita»
L’attenzione viva verso atteggiamenti che sono di dispersione come dissipazioni, ubriachezze e affanni, è una via per rimanere saldi nella speranza, nella fede e nella carità.
«Vegliate in ogni momento pregando»
La preghiera rafforza il legame con il Signore e aiuta a discernere le cose importanti della vita e a fuggire da quelle di poco valore alcune delle quali potrebbero essere di allontanamento dalla fede e quindi anche dalla speranza e da quei atteggiamenti benevoli verso il prossimo. Aiuta anche in momenti particolarmente intensi e drammatici
Gesù, aiutaci a essere persone di preghiera e di affidamento a te.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 21,34-38 di Venerdì 15 Ottobre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Callisto I, papa e martire
Giovedì 14 Ottobre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».
E disse loro una parabola: «Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno»” (Lc 21,25-33)

Il brano di oggi si riferisce alla fine dei tempi che sarà evidente, un vero e proprio stravolgimento universale cui tutti potranno capire senza alcun dubbio.
Non è dato il tempo in cui avverrà il termine del tempo, la fine dei tempi. Il giorno cui avverrà non è dato ad alcuno saperlo. Su questo dovremmo essere sempre molto prudenti soprattutto nei confronti di chi prevede qualche data o chi fa capire che fra poco ci sarà. La prudenza consiste di considerare queste affermazioni non vere senza condannare chi le afferma.
Viviamo il tempo che c’è stato donato senza questa preoccupazione e con l’amore del Signore, rimanendo sempre collegati a Lui con la preghiera, perché tutto passerà, ma le parole del Signore Gesù non passeranno, saranno sempre presenti.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 21,25-33 di Giovedì 14 Ottobre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santa Margherita Maria Alacoque
Mercoledì 13 Ottobre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti». ” (Lc 21,20-24)

Gesù profetizza l’assedio di Gerusalemme (67 d.C.) e la sua caduta (70 d.C.). Giorni terribili dove si può essere sostenuti solo dalla grazia del Signore. L’assedio toglie libertà di azione e priva di beni quelli fondamentali per sostenere la propria esistenza.
C’è anche un altro tipo di assedio, quello del peccato che non si riesce a domare perché è nella abitudine radicato da molto tempo. L’anima è assediata e fa fatica a esprimere la sua bellezza, è come assopita, assediata. Con la forza di volontà unita alla preghiera e a un buon aiuto fraterno, si può sconfiggere l’assedio dell’anima.
Signore aiutaci a prendere percorsi verso una rinnovata libertà di ogni anima per rinnovarci in una fede sempre più viva.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 21,21-24 di Mercoledì 13 Ottobre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
santa Edvige, religiosa
Martedì 12 Ottobre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».” (Lc 21,10-19)

Se una persona rimane salda nella fede anche quando vi sono periodi di prova, di ingiustizia, persino di violenza, allora è veramente un testimone del Signore. Se in questo stato di cose si riesce a rimanere nella fede, rimane accesa anche una luce nel cuore nonostante tutto quello che accade. La speranza non viene mai meno e ancor di più c’è il riferimento e affidamento al Signore Gesù.
Dovremmo ricordarci che vi è la persona importante, il Signore, che ci accompagna anche nei periodi più bui, nelle situazioni estreme dove umanamente non si vede alcuna soluzione ne alcuna via di scampo.
Con la fede rimane accesa la vita e lo sguardo a chi fa del male diventa di pietà e misericordia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 21,10-19 di Martedì 12 Ottobre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Giovanni XXIII, papa
Lunedì 11 Ottobre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, il Signore Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».” (21,5-9)

La settimana che precede la solennità della Dedicazione del Duomo di Milano, si apre con una parte apocalittica del Vangelo di Luca, si tratta di rivelazioni riguardanti la caduta di Gerusalemme, della distruzione del suo tempio che avverrà nel 70 dopo Cristo, ed anche riguardanti la fine dei tempi.
Il tempio era una costruzione grandiosa e più grande del primo che fu distrutto nel 586 a.C. All’epoca di Gesù doveva ancora essere completato e lo sarà solamente nel 66 d.C. Poco dopo, nel 70 d.C sarà distrutto dai romani. Gesù prevede questa distruzione causata più che altro dalla chiusura di cuori che cercano rivendicazione, rivalsa, primazia, vendetta. Tutto ciò crea divisione e tensioni poco governabili portando a probabili guerre con esiti molto incerti. Gerusalemme sarà assediata e del suo tempio «non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Dipende sempre da scelte sbagliate la distruzione, la perdita di persone e cose. Se non si cammina con un cuore che vuole veramente la pace e quindi in un percorso di giustizia e perdono, difficilmente potrà esserci armonia, solidarietà.
Signore, aiutaci a essere datori di pace.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 21,5-9 di Lunedì 11 Ottobre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 10 Ottobre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».” (Mt 20,1-16)

Alcuni lavoratori sono presi a giornata, altri a mezza giornata e infine gli ultimi solo per poco tempo. Ai primi, quelli che lavoreranno per tutta la giornata, fu garantita la paga di un denaro. Ai secondi quello che è giusto, e poi altri ancora, fino agli ultimi semplicemente chiamati per lavorare nella vigna del datore di lavoro.
A tutti viene riconosciuto un denaro, sia a chi ha lavorato tutta la giornata, sia a chi ha lavorato solo per poco tempo, gli ultimi. Come giudicare questo comportamento di quest’uomo che ha assunto questi lavoratori a giornata?
Sembra che vi sia una ingiustizia, poiché chi ha sgobbato per tutta la giornata ha guadagnato quanto coloro che hanno lavorato solo un’ora, gli ultimi chiamati. Vi sarebbe una palese ingiustizia se non si considera il pattuito dai lavoratori che hanno lavorato per tutta la giornata pari a un denaro.
Il padrone della vigna ha assolto correttamente quello che è stato stabilito e ha voluto dare con molta generosità lo stesso a chi ha lavorato meno fino a chi ha lavorato solo un’ora. La paga giusta di una intera giornata è stata data a tutti. Non si tratta di ingiustizia ma di un comportamento corretto del datore di lavoro per i primi che hanno sgobbato tutto il giorno e di una generosità sempre più grande per tutti gli altri.
Il Signore vuole fare così anche con chi arriva per ultimo alla fede godendo della sua generosità, della sua misericordia in un profondo abbraccio di gioia del Signore. La retribuzione sarà grande anche per gli ultimi arrivati, e i primi, coloro che da sempre sono nella fede con fatica ma anche con gioia, non dovrebbero avere ne invidia, ne rivendicazioni, perché altre persone si sono salvate in quell’amore che il Signore vorrebbe fosse condiviso fra tutti.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 20,1-16 di Domenica 10 Ottobre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della V Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
san Dionigi, vescovo e Compagni, martiri
Sabato 9 Ottobre

VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Venne il giorno degli Azzimi, nel quale si doveva immolare la Pasqua. Il Signore Gesù mandò Pietro e Giovanni dicendo: «Andate a preparare per noi, perché possiamo mangiare la Pasqua». Gli chiesero: «Dove vuoi che prepariamo?». Ed egli rispose loro: «Appena entrati in città, vi verrà incontro un uomo che porta una brocca d’acqua; seguitelo nella casa in cui entrerà. Direte al padrone di casa: “Il Maestro ti dice: Dov’è la stanza in cui posso mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una sala, grande e arredata; lì preparate». Essi andarono e trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.
Quando venne l’ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse loro: «Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, perché io vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio»” (Lc 22,7-16)

C’è quel desiderio del Signore Gesù di celebrare la Pasqua con i suoi apostoli prima della sua passione. Vuole essere in comunione con loro in modo solidale, vicino.
Questo è quello che vorrebbe Gesù da ogni fedele, l’essere vicino, solidale nella certezza che guardi la persone, il cuore e non il peccato. Questa vicinanza di Gesù è oggi possibile grazie alla sua Pasqua, nell’Eucarestia, in una profonda comunione per indirizzare la vita verso una nuova pienezza un po’ lontana da tutti quei valori terreni e un po’ vicina all’amore e alla cura reciproca.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 22,7-16 di Sabato 9 Ottobre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)