III Domenica di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Domenica 1° Maggio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù parlò agli scribi e ai farisei e disse: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Gli dissero allora i farisei: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non è vera». Gesù rispose loro: «Anche se io do testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado. Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. E anche se io giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato. E nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera. Sono io che do testimonianza di me stesso, e anche il Padre, che mi ha mandato, dà testimonianza di me». Gli dissero allora: «Dov’è tuo padre?». Rispose Gesù: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio». ”(Gv 8,12-19)

La festa delle Capanne nella tradizione ebraica è piena di luce in ricordo della colonna di fuoco che era di riferimento della via da percorrere durante la notte per il popolo di Israele liberato alla schiavitù dell’Egitto.
Durante questa festa Gesù proclama di essere lui la vera luce che libera dalle tenebre. Si tratta di una luce interiore, forte, luce della vita e luce della fede.
Nelle tenebre può esservi una illusione di vita, una apparenza di vita fatta di cose sfuggevoli, temporanee e spesso con una caratteristica comune: l’egoismo, il procurarsi gioia effimera e cose per se. Questa non è la via dell’amore, è la via dell’oscurità dell’essere ciechi, di voler esserlo. Esiste un desiderio dell’uomo nella direzione tenebrosa e spesso rimane in questa condizione per sua scelta libera.
Per uscire da questa illusione vi è l’affidamento al Signore Gesù, luce del mondo. È universale, offerta a ogni persona che voglia uscire dalla sua pochezza ed essere finalmente illuminata dalla grazia del Signore. Qui le scoperte non hanno mai fine in un cammino fatto con perseveranza e umiltà, qui c’è il Signore che illumina la strada.
«Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita»
Quei scribi e quei farisei che contestano Gesù purtroppo sono fra quelle persone che decidono di rimanere nelle tenebre pur avendo visto i molti segni (miracoli) di Gesù. È una libera scelta che viene sostenuta vicendevolmente, l’un l’altro, è un rifiuto della evidenza che era davanti ai loro occhi. Gesù offre comunque luce anche per coloro che lo contestano o non credono in lui: «Io sono la luce del mondo»
È universale, offerta alle persone che sono nella cecità! Signore aiutaci a togliere le nostre piccole e grandi cecità, Luce del mondo aiutaci a percorrere luminosi cammini di pace.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 3,31-36, Domenica 1° Maggio 2022 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Sabato della II settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
san Pio V, papa
Sabato, 30 Aprile

VANGELO
“In quel tempo. Giovanni diceva: «Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito. Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui».”(Gv 3,31-36)

Il Padre ama il Figlio; chi crede nel Figlio ha la vita eterna.
Ognuno è libero di aderire o meno all’amore di Dio per il quale ha mandato l’amore in persona su questa terra, il Figlio. Se una persona aderisce all’amore di Dio credendo veramente con tutto il cuore al Figlio, Gesù, ha la vita eterna.
A parole sembra semplice ma vivere l’amore è difficile nel perdurare del tempo con tutte le sue sbavature, drammi, incertezze, molteplici prove. Si è tentati più volte di lasciare tutto quanto lasciando l’amore.
Gesù è rimasto su quella Croce fino alla fine della sua esperienza terrena donando amore ad ogni creatura. Ecco cosa significa amore, amare fino in fondo anche nel dramma più assurdo poiché c’è lo sguardo di Dio che accoglie e ridona vita piena.
«Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna;»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 3,31-36, Sabato 30 Aprile 2022 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Santa Caterina da Siena

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
patrona d’Italia, compatrona d’Europa – Festa
Venerdì, 29 Aprile

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».”(Mt 25,1-13)

Santa Caterina da Siena è l’amore pieno per il Signore Gesù. Saggia se pur illetterata, non aveva ricevuto alcuna istruzione, era in grado di rispondere a complesse questioni dottrinali. Aveva con se in abbondanza l’olio della fede, della speranza e della carità che si esprimeva anche con un totale e pieno affidamento al Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 25,1-13, Venerdì 29 Aprile 2022 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Giovedì della II settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Santa Gianna Beretta Molla
Giovedì, 28 Aprile

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Nicodèmo: «Dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».
Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro d’Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».”(Gv 3,7b-15)

Continua il colloquio con Nicodemo, e perché possa essere pienamente accolta la testimonianza di Gesù necessita una piena fiducia in Lui. Nicodemo è disposto all’ascolto ma per ora non riesce ad abbracciare con convinzione la novità che Gesù sta annunciando. Tuttavia lo seguirà con attenzione e sarà lui stesso testimone.
Solo con l’innalzamento del Figlio dell’uomo vi sarà una conversione verso l’annuncio della Buona Novella portata dall’Uomo-Dio Gesù. L’uomo nella sua durezza di cuore ha bisogno di un passaggio cruento: Passione, Morte e Risurrezione del Signore che porterà ad accettare cose nuove che portano alla vita eterna.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 3,7b-15, Giovedì 28 Aprile 2022 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della II settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
san Pietro Chanel, sacerdote e martire
Mercoledì, 27 Aprile

VANGELO
“In quel tempo. Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò dal Signore Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio».
Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto».”(Gv 3,1-7)

I Giudei avevano visto almeno alcuni segni (miracoli) compiuti da Gesù, e nonostante la loro sapienza non riescono a comprendere, molti di essi si arroccano nella convinzione che Gesù è un falso profeta.
Nicodèmo è uno dei Giudei ma c’è la differenza, vuole capire ma ha paura di essere visto e per questo si reca da Gesù di notte.
«Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui»
Nicodèmo aveva ben compreso che nessuna persona poteva agire come Gesù se non per una potenza sovrannaturale, divina. Gesù nella sua risposta propone una forte conversione spirituale, una nuova nascita dall’alto, una nascita da acqua e Spirito,
Si tratta del Battesimo, diventare cristiani e esserlo veramente per introdursi in una vera e nuova dimensione d’esistenza, dove si sceglie il bene che scaturisce dal cuore anche in mezzo a molte difficoltà. Si sceglie d’amare rinunciando ad egoismi, si sceglie una direzione di gioia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 3,1-7, Mercoledì 27 Aprile 2022 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Martedì della II settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
san Pietro Chanel, sacerdote e martire
Martedì, 26 Aprile

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo e gli disse: «Seguimi!». Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro. Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaele gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi». Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo». ”(Gv 1,43-51)

Filippo riferisce a Natanaele dell’incontro con il Messia che è il figlio (legale) di Giuseppe di Nàzaret. Il villaggio di Nàzaret non è citato neanche una volta nell’antico Testamento e aveva poca rilevanza da cui l’obiezione di Natanaele: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?»
Comunque Natanaele segue Filippo perché voleva comprendere nonostante la sua convinzione condivisa anche dai suoi amici giudei. È l’atteggiamento giusto, vuole prima indagare e vedere per capire e giudicare bene, cosa purtroppo abbandonata da coloro che giudicheranno Gesù
Natnaele rimane stupito di Gesù, intuisce che potrebbe essere veramente colui cui si riferiscono le scritture, il Messia : «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!»
Il Signore apre il cuore di chi vuole veramente capire.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 1,43-51, Martedì 26 Aprile 2022 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

San Marco evangelista

Tempo di Pasqua
Festa
Rito Ambrosiano
Lunedì, 25 Aprile

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».”(Lc 10,1-9)

La missione dei settantadue discepoli è un invio ampio che supera l’esclusività del Dodici apostoli. Non sono solo loro ad essere inviati ma molti altri discepoli che credono in Gesù. La missione non è riservata solo per alcune persone specialmente consacrate, è aperta ad ogni credente laico che voglia esprimere in pienezza la fede nell’incontro con fratelli e sorelle.
La semplicità è una delle linee richieste da Gesù, così la testimonianza è vera, vissuta in prima persona dando importanza alle cose essenziali. È la linea della gioia quando si riesce a esprimere nella pienezza l’essere cristiano.
Nella festa di San Marco evangelista, Signore dona la gioia pasquale a chi crede in te.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 10,1-9, Lunedì 25 Aprile 2022 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Domenica in Albis depositis

Tempo di Pasqua
Domenica della Divina Misericordia
Rito Ambrosiano
Domenica, 24 Aprile

VANGELO
“In quel tempo. La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.” (Gv 20,19-31)

«Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo»
La pretesa di Tommaso, uno dei Dodici apostoli, è quella di prove tangibili viste in prima persona. Non si fida degli altri apostoli con i quali ha vissuto assieme tre anni seguendo Gesù. Poteva fidarsi di loro ed è quanto meno strana questa fiducia non riposta. Avrebbe dovuto fidarsi poiché la testimonianza è quel veicolo fondamentale per trasmettere la fede nel Signore Gesù, cosa che farà anche Tommaso, chiedendo a chi lo ascolterà di fidarsi delle sue parole. Se non c’è fiducia in un testimone credibile come gli Apostoli, di chi mai ci si potrà fidare?
Viene in soccorso con la sua divina misericordia il Signore Gesù esaudendo le richieste di Tommaso:
«Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!»
Tommaso crede. Vede il Signore Gesù con le ferite subite nella Passione, anche di grande misericordia per il discepolo incredulo. Questa espressione di vicinanza al discepolo incredulo si cala bene nella Domenica della Divina Misericordia dove si vuole sottolineare la grande presenza d’amore del Signore Gesù per le sue creature con quell’effusione di sangue e acqua che scaturirono dalla sua passione.
La Domenica della Divina Misericordia assieme alle due Domeniche che hanno preceduto la Quaresima, quelle della Divina Clemenza e del Perdono, esprimono la volontà di Dio che vuole grandemente perdonare l’uomo dai suoi numerosi egoismi.
Gesù è risorto.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 20,19-31, Domenica 24 Aprile 2022 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Sabato in Albis depositis

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Sabato, 23 Aprile

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.” (Gv 21,1-14)

Dopo la risurrezione del Signore, vi è un momento di stanchezza da parte degli apostoli con un ritorno alle faccende che erano prima dell’incontro con Gesù. Vanno a pescare e non concludono nulla. Sembra ci sia stanchezza e tristezza.
Anche in coloro che hanno vissuto e incontrato il Signore Gesù risorto vivono la loro umanità dove ci sono anche momenti di stanchezza. Ma il Signore non lascia più soli i suoi discepoli, appare e li nutre con quel pane e quel pesce. Gesù risorto non lascia solo chiunque crede in lui, e anche nei momenti bui della vita è presente con la sua misericordia.
Gesù è risorto.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 21,1-14, Sabato 23 Aprile 2022 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Venerdì in Albis

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Venerdì, 22 Aprile

VANGELO
“In quel tempo. Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a ungere il corpo di Gesù. Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole. Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?». Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”».” (Mc 16,1-7)

«Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui.»
Non abbiate paura. L’invito alle donne è di mettere da parte ogni ostacolo alla rivelazione della risurrezione del Signore Gesù.
Molti ostacoli oggi sono presenti nell’annuncio della Risurrezione, come l’essere preso in giro, escluso, considerato come quella persona ingenua e credulona di favole e magie. Per essere in pace allora non si annuncia la Risurrezione, non si parla mai della propria fede e questo per paura.
«Non abbiate paura!»
Il Risorto vuole donarci gioia e questa non dovrebbe essere nascosta ma espressa ad esempio con un bello stile di vita cristiano che da solo testimonia la fede.
«Non abbiate paura!»
Gesù è risorto.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 16,1-7, Venerdì 22 Aprile 2022 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)