Lunedì della III settimana di Quarema

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Lunedì, 21 Marzo

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».” (6,7-15)

L’ostentazione della preghiera è da evitare. Da promuovere è la preghiera in comune e anche quella personale dove vi è possibilità di essere veritieri.
In questo, la santificazione del nome di Dio nella preghiera del Padre Nostro, tratta del riconoscimento di Dio nella vita della persona che sta pregando. Se la preghiera è sincera e non ostentata, quel riconoscimento che c’è Dio nella vita, “sia santificato il tuo nome”, è fondamento di ogni preghiera.
ESERCIZI SPIRITUALI
Gesù ci convoca per essere suo popolo.

Attraverso il Vangelo il Padre ci unisce a Gesù con lo Spirito:
è una grazie essere Chiesa!
Negli Esercizi Spirituali delle Parrocchie, nella prima giornata c’è un invito a essere Chiesa nella misericordia di Gesù. Si tratta di vedere nel volto di Cristo umile e abbandonato il nostro volto in questa situazione difficile. Servire il Signore Gesù è prima cosa affidarsi alla forza e gioia del Vangelo. Così nasce la convocazione di Gesù per essere suo popolo in cammino.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 6,7-17, Lunedì 21 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

III Domenica di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Domenica di Abramo
Domenica, 20 Marzo

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. Per quale motivo non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alla mia parola. Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli era omicida fin da principio e non stava saldo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna. A me, invece, voi non credete, perché dico la verità. Chi di voi può dimostrare che ho peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non ascoltate: perché non siete da Dio».
Gli risposero i Giudei: «Non abbiamo forse ragione di dire che tu sei un Samaritano e un indemoniato?». Rispose Gesù: «Io non sono indemoniato: io onoro il Padre mio, ma voi non onorate me. Io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca, e giudica. In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.” (Gv 8,31-59)

Se fossero veramente figli di Abramo, sarebbero persone che vorrebbero cercare sempre la verità e non essere persone che hanno la pretesa di avere la verità dalla loro parte. Vi è qui la sofferenza del Signore Gesù che non riesce a entrare in sintonia con questi giudei che credettero in lui almeno per un momento. Questi giudei si sono chiusi nella loro ferma comprensione che Gesù è persona da mandare via, non è dalla parte di Dio perché loro sono figli di Dio e non Gesù. Ma questi giudei vivono nell’illusione di essere persone libere dal peccato, non peccatori, ma loro stessi, come tutti ad eccezione di Gesù, sono peccatori e quindi persone che hanno continuamente bisogno di essere liberate dal Signore Gesù dalla schiavitù del peccato.
La superbia sembra essere la via di questi giudei che mano a mano svelano la loro identità che si è inclinata sulla menzogna. Ma essi stessi avranno la possibilità di essere salvati da Gesù stesso.
Per essere Comunità in cammino dietro Gesù bisogna vincere la menzogna, la superbia, sentire che c’è veramente l’esigenza di essere perdonati per diventare peccatori liberati. Questo lo può fare il Signore se ciascuno glielo permette. Se ognuno è in cammino assieme se depone la menzogna, la superbia, se elimina l’essere superiore agli altri ad ogni costo. Allora c’è un cammino assieme, c’è una Comunità di peccatori perdonati che cammina dietro Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 8,31-59, Domenica 20 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

San Giuseppe, sposo della B.V. Maria

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Solennità
Sabato, 19 Marzo

VANGELO
“In quel tempo. Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino». Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».” (Mt 2,19-23)

La festa di san Giuseppe, lo sposo di Maria, cade durante la Quaresima e vuole essere anche un momento di festa per i papà. Il compito di Giuseppe è fra gli altri quello di condurre la santa Famiglia seguendo con fedeltà le indicazioni del Signore attraverso un angelo.
Queste indicazioni per Giuseppe sono sempre date in sogno a differenza di Maria che le sono state date con l’apparizione dell’Arcangelo Gabriele. Le manifestazioni del Signore non hanno uno schema ma sono proprie per ogni persona come se si adattasse alle esigenze e caratteristiche di ognuno. Non dovremmo mai mancare di fiducia su un Signore che vuole manifestarsi ad ognuno di noi e in modo unico.
Giuseppe compie la sua missione e conduce a Nazareth la santa Famiglia. Ogni papà ha una missione importante verso la famiglia, con quel compito d’amore perché i figli possano crescere trovando la propria via.
Aiuta Signore tutti i papà perché possano essere buone persone nel grave compito di educazione verso i fgili trasmettendo anche la fede.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 2,19-23, Sabato 19 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Venerdì della II settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Giornata per le vittime del COVID e per l’Ucraina
Giorno aliturgicbo
Venerdì, 18 Marzo

II VENERDÌ DI QUARESIMA IN RITO AMBROSIANO
Nel Rito Ambrosiano la Quaresima dura 40 giorni dalla 1° Domenica di Quaresima (6 marzo 2022) a Giovedì Santo (14 aprile 2022). I Venerdì di Quaresima sono senza l’Eucarestia (aliturgici o anaeucarisitci, non vengono celebrate Messe e non si distribuisce la Comunione) per vivere in modo profondo la Passione e morte del Signore. Vengono di norma celebrate comunitariamente una o più VIA CRUCIS e si prega davanti alla Croce del Signore.

PREGHIERA A GESÙ CROCIFISSO
Eccomi, o mio amato e buon Gesù che alla tua Santissima presenza prostrato, ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati, e di proponimento di non offenderti, mentre io con tutto l’amore e la compassione vado considerando le tue cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di Te, o Gesù mio, il santo profeta Davide: «Hanno trapassato le mie mani e i miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa».

Preghiera di Papa Francesco per la pace
«Abbiamo provato tante volte e per tanti anni a risolvere i nostri conflitti con le nostre forze e anche con le nostre armi; tanti momenti di ostilità e di oscurità; tanto sangue versato; tante vite spezzate; tante speranze seppellite… Ma i nostri sforzi sono stati vani.
Ora, Signore, aiutaci Tu! Donaci Tu la pace, insegnaci Tu la pace, guidaci Tu verso la pace.
Apri i nostri occhi e i nostri cuori e donaci il coraggio di dire: “mai più la guerra!”; “con la guerra tutto è distrutto!”.
Infondi in noi il coraggio di compiere gesti concreti per costruire la pace. Signore, Dio di Abramo e dei Profeti, Dio Amore che ci hai creati e ci chiami a vivere da fratelli, donaci la forza per essere ogni giorno artigiani della pace; donaci la capacità di guardare con benevolenza tutti i fratelli che incontriamo sul nostro cammino.
Rendici disponibili ad ascoltare il grido dei nostri cittadini che ci chiedono di trasformare le nostre armi in strumenti di pace, le nostre paure in fiducia e le nostre tensioni in perdono.
Tieni accesa in noi la fiamma della speranza per compiere con paziente perseveranza scelte di dialogo e di riconciliazione, perché vinca finalmente la pace.
E che dal cuore di ogni uomo siano bandite queste parole: divisione, odio, guerra! Signore, disarma la lingua e le mani, rinnova i cuori e le menti, perché la parola che ci fa incontrare sia sempre “fratello”, e lo stile della nostra vita diventi: shalom, pace, salam! Amen.»

A cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Giovedì della II settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Giovedì, 17 Marzo

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».” (Mt 6,1-6)

L’elemosina, la preghiera e il digiuno rappresentano cose importanti per i farisei ma anche oggi per i cristiani hanno un grosso significato ma con una differenza.
L’elemosina è cosa buona ma non vale nulla se viene fatta per essere visti da altre persone, ad esempio per acquisire notorietà, una posizione di superiorità, figurare come una persona buona. Il cristiano quando decide di fare una elemosina «non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.»
Dovrebbe essere già nel cuore la completa assenza di far vedere che si sta facendo un gesto di elemosina, ma si fa questo gesto solo per piacere a Dio, solo per una vicinanza al prossimo in difficoltà.
La preghiera, in modo analogo, dovrebbe essere sempre in una condizione di carità, un cuore che vuole pregare il Signore per ogni tipo di richiesta con un contenuto d’amore. Non dovrebbe mai essere fatta per farsi vedere. Il cristiano dovrebbe avere quella marcia in più, la presenza dello Spirito Santo che, se libero di agire, indirizza bene la preghiera in una profonda forma di carità.
Oggi siamo chiamati alla preghiera forte per la pace, aiutaci Signore a essere persone che costruiscano la pace.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 6,1-6, Giovedì 17 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della II settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Mercoledì, 16 Marzo

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.
Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».” (Mt 5,38-48)

“Occhio per occhio e dente per dente”
L’antica legge del taglione voleva già essere un metodo per non vendicarsi in modo indiscriminato cioè facendo pagare a caro prezzo chi aveva commesso un grave torto. Questa legge proponeva di fare in uguale misura la vendetta senza eccedere oltre.
Gesù propone di superare questo non vendicandosi affatto, non opponendosi al malvagio ma insegnandogli la via dell’essere accanto, in dialogo per capirsi in una strada che apre al perdono reciproco. Da qui la giustizia che può essere praticata solo se preceduta dal perdono e poi, una volta praticata la giustizia, la pace. Non c’è pace senza giustizia, non c’è giustizia senza perdono.
«amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli».
Quanto è difficile applicare il Vangelo nella guerra in atto, una guerra fratricida dove fratelli si uccidono l’un l’altro. Aiuta tutti noi Signore a favorire il dialogo affinché le armi possano tacere.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,38-48, Mercoledì 16 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Martedì della II settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Martedì, 15 Marzo

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno». ” (Mt 5,31-37)

Vi è un oltre la legge che propone Gesù, si tratta sempre di convertire il cuore per stare lontano da comportamenti sbagliati ma c’è un di più, l’essere non più interessati verso tali comportamenti. Si tratta di un cammino verso il bene con l’amore del Signore. È quello che richiede Gesù, l’accorgersi che comportamenti non buoni danneggiano molte persone e c’è gioia quando non si è affatto interessati a tali comportamenti.
Così la legge mosaica del ripudio della consorte va letta non più come un permesso ma un peccato perché espone più persone all’adulterio. Teniamo sempre presente che la Chiesa oggi accoglie molte persone che hanno il cuore ferito a causa di fallimenti matrimoniali, persone che hanno dignità e sono accolte dalla Chiesa che vuole ascoltare, accompagnare e guarire.
Gesù aiutaci a essere sempre in dialogo con le persone con cui abbiamo condiviso parte della vita e dona dialogo a coloro che usano armi perché le possano deporre.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,31-37, Martedì 14 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Lunedì della II settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Lunedì, 14 Marzo

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna».” (Mt 5,27-30)

Il comandamento “Non commettere adulterio” anch’esso è da superare, non si tratta solo di non andare con una donna o un uomo con cui non si è coniugati, si tratta di andare oltre dirigendo il cuore lontano da desideri di possesso delle altrui persone. Si tratta di un amore puro che non desidera possedere, è come quello del Signore che non nuoce all’altro ma lo promuove e ridona dignità.
Uno sguardo cattivo, una azione non buona che coglie solo occasioni di vantaggio personale a scapito altrui è molto da correggere:
«Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te»
Si tratta di agire con una buona dose di forza di volontà per allontanarsi dalla abitudine di cogliere solo opportunità per sé e avvicinarsi nella novità del Vangelo verso un cuore che vuole amare donando qualche cosa di sé.
Aiutaci Signore a costruire percorsi di pace donando un poco del nostro tempo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,27-30, Lunedì 14 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

II Domenica di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Domenica della Samaritana
Domenica, 13 Marzo

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù giunse a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».
In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi? », o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui.
Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: “Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura”? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica».
Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».” (Gv 4,5-42)

La donna Samaritana venuta a prendere acqua dal pozzo incontra Gesù. È subito stupita per lo strano comportamento di Gesù che le chiede da bere, mai un uomo ebreo avrebbe chiesto questo a un samaritano e tanto meno a una donna samaritana.
Gesù dunque spiazza questa donna che entra in dialogo. La proposta di Gesù è un’acqua viva, un’acqua spirituale che ravviva e vuole indirizzare verso la verità.
«Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna»
Ma la donna capisce ancora in modo molto terreno, per lei quest’acqua è la soluzione poiché così non dovrà più tornare ad attingerla al pozzo.
Ma Gesù la accompagna e le fa capire che chi ha difronte è forse un profeta per poi arrivare ad intendere che è l’atteso, il Cristo. A questo punto la donna capisce che c’è qualche cosa di più importante dell’attingere acqua dal pozzo, lascia lì la sua anfora e va ad annunciare nel villaggio che ha forse incontrato il Cristo.
Ritorna la gioia, l’essere di nuovo in comunità con un annuncio gioioso della visita di Cristo. Questa donna ha camminato dietro Gesù si è reinserita nella comunità con qualche cosa di grande, la verità da lei incontrata.
Dietro a Gesù si diventa comunità e Gesù ha dato l’esempio accogliendo una samaritana poiché le altre persone non sono ostacolo ma dono.
Una comunità che cammina dietro Gesù è viva, è la via per comporre un cammino assieme verso la Comunità Pastorale.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 4,5-42, Domenica 13 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Sabato della I settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Sabato, 12 Marzo

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato». Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato». ” (Mt 12,1-8)

Nel giorno di sabato sono proibite molte attività per la religione ebraica. Fra queste anche la mietitura che può essere fatta altrimenti in un altro giorno. Ma i discepoli di Gesù passando in un campo di grano coglievano alcune spighe e questo per i farisei poteva essere considerata una piccola mietitura vietata il giorno di sabato.
Se pur rimanendo attaccati alla formalità della Legge, potevano considerare la quantità modica raccolta dai discepoli e in oltre il motivo della raccolta di quelle spighe: la fame. Non dico un cuore misericordioso ma semplicemente un cuore un poco attento avrebbe lasciato certamente correre quel piccolo lavoro, e forse avrebbe portato anche qualche cosa da mangiare agli stessi discepoli.
L’appello di Gesù è quello di ritornare al cuore, essere misericordiosi per non condannare le persone spesso senza alcuna colpa.
“Misericordia io voglio e non sacrifici”

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 12,1-8, Sabato 12 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)