Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano
Martedì, 5 Aprile
VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio». Gesù riprese: «Non sono forse io che ho scelto voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!». Parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: costui infatti stava per tradirlo, ed era uno dei Dodici.” (Gv 6,63b-51)
«Le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita.»
Le parole del Signore sono Spirito, la possibilità di aprirsi e vedere nuovi orizzonti altrimenti celati agli occhi carnali dell’uomo. Questo porta alla vita, una vivacità nell’esistenza umana che si sbilancia verso il futuro con movimenti d’amore. «Le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita.»
Ma la fragilità umana che consiste anche nel dubbio, nel diffidare, nel credere se gli altri del gruppo credono, nell’avere fiducia ma condizionata fino ad un certo punto, porta all’incredulità rispetto alle parole del Signore.
Necessita quella spinta che solo una fede bella può dare, e questa viene da Dio nel suo profondo desiderio della salvezza di ognuno: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».
I discepoli lasciano Gesù, troppo forte il peso della Verità, solo i suoi Apostoli rimangono con lui con quella differenza: Pietro esprime la fede, la piena fiducia nel Signore, e uno di loro è un diavolo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,63b-71, Martedì 5 Aprile 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano
Lunedì, 4 Aprile
VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia e altri uno dei profeti». Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.
E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».” (Mc 8,27-33)
Gesù è in cammino con i suoi discepoli verso Gerusalemme, in questo cammino vi sono dei momenti di scambio sincero di opinioni. Gesù vuol far dire ai suoi discepoli cosa hanno colto riguardo la sua persona fra le genti. La risposta è quella di un importante profeta.
Poi arriva la domanda: «Ma voi, chi dite che io sia?» Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo».
Gesù, subito, dice che cosa dovrà patire il Cristo per completare la sua missione. In questo trova disaccordo i discepoli per cui il Cristo non doveva patire ma essere il punto di riferimento per la liberazione d’Israele. Forse il pensiero era molto terreno e pensavano alla liberazione dall’occupante romano. Pietro addirittura arriva a rimproverare Gesù.
Tutto ciò rivela un pensiero e uno stile molto terreno dei discepoli dimentichi della presenza di Cristo fra loro e del cielo. È un pensare secondo gli uomini e non secondo Dio. «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».
Bisognerebbe essere coscienti nel considerare sempre il fine ultimo dell’eternità, avere questo nel cuore per considerare tutte le cose terrene come dei mezzi per il fine ultimo e non di più. Questo vale sempre ogni sacrificio qui in questo passaggio terreno, sacrifici d’amore, di pazienza, di vicinanza con quella presenza del Signore che regala gioia.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Marco 8,27-33, Lunedì 4 Aprile 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano
Domenica di Lazzaro
Domenica, 3 Aprile
VANGELO
“In quel tempo. Un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato.
Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».
Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, si è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto. Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione». Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.” (Gv 11,1-53)
«Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà»
“Ma è già morto da quattro giorni, non c’è più la speranza ma come mai non sei arrivato a tempo come è possibile ciò? Tuttavia so che puoi tutto!”
Per Marta e Maria, sorelle di Lazzaro, se il Signore fosse stato presente Lazzaro certamente non sarebbe morto. Marta tuttavia esprime a parole la certezza che Gesù può tutto. Ma le parole di Marta vengono poco dopo a sgretolarsi nello scoraggiamento quando Gesù ordina di togliere la pietra che copriva l’ingresso del sepolcro dove era sepolto Lazzaro. Marta dunque afferma:
«Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni»
Prima sembrava che avesse una fiducia incondizionata rispetto al Signore Gesù, ma nei fatti si conferma un dubbio, uno scoraggiamento sulla possibilità che Gesù possa veramente tutto.
Lo scoraggiamento è dietro l’angolo, una cosa che abbatte, allontana le certezze e le speranze e si inizia ad avviarsi in un cammino che è di desolazione.
Ma la pazienza di Gesù è ampia, lui è la risurrezione e la vita; chi crede in lui vivrà, e questo ritorno alla vita di Lazzaro è per far vedere la sua supremazia sulla sua creazione donando, ridonando speranza verso la vita eterna.
Lazzaro ritorna in vita, viene ridonata la libertà. Lui però come tutti dovrà poi morire a questo mondo poiché questa risurrezione è una indicazione, un segno, è un ritorno in vita su questa terra, che non è la risurrezione per accedere alla vita eterna, ma dice che c’è la possibilità per ognuno di accedervi al termine del passaggio terreno.
Dunque Gesù ha la signoria sul suo creato e questo sua onnipotenza la vuole usare per il bene di ogni creatura perché possa avere vita, la vita eterna.
Dovremmo allontanarci dalla sfiducia e dal dubbio e essere persone in cammino dietro a Gesù che si prendono cura degli scoraggiamenti altrui, che sostengono le altrui persone.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 11,1-53, Domenica, 3 Aprile 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano
Sabato, 2 Aprile
VANGELO
“In quel tempo. Furono portati al Signore Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono. Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli». E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là. ” (Mt 19,13-15)
La semplicità e la verità dei bambini dovrebbe essere d’esempio agli adulti. Per un bambino di tenera età, molto prima dell’adolescenza, c’è una fiducia incondizionata rispetto ai genitori, così dovrebbe essere la fiducia che ogni cristiano ripone verso il Signore Gesù. «a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli»
Semplicità dovrebbe essere un poco più presente nella vita di ogni giorno che è già molto articolata e complessa. Ad esempio, evitando pensieri dubitativi su tante cose capitate e rimanendo solo sui fatti, si riesce a incamminarsi verso la semplicità.
Tutti abbiamo bisogno se pur in diversa misura d’essere persone più semplici e così più luminose.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 19,13-15, Sabato, 2 Aprile 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano Giorno aliturgico Venerdì, 1° Aprile
IV VENERDÌ DI QUARESIMA IN RITO AMBROSIANO
Nel Rito Ambrosiano la Quaresima dura 40 giorni dalla 1° Domenica di Quaresima (6 marzo 2022) a Giovedì Santo (14 aprile 2022). I Venerdì di Quaresima sono senza l’Eucarestia (aliturgici o anaeucarisitci, non vengono celebrate Messe e non si distribuisce la Comunione) per vivere in modo profondo la Passione e morte del Signore. Vengono di norma celebrate comunitariamente una o più VIA CRUCIS e si prega davanti alla Croce del Signore.
PREGHIERA A GESÙ CROCIFISSO
Eccomi, o mio amato e buon Gesù che alla tua Santissima presenza prostrato, ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati, e di proponimento di non offenderti, mentre io con tutto l’amore e la compassione vado considerando le tue cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di Te, o Gesù mio, il santo profeta Davide: «Hanno trapassato le mie mani e i miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa».
Preghiera dell’Arcivescovo mons. Mario Delpini
«I figli di Dio sono in cammino verso la terra promessa per molte vie.
Noi riconosciamo oggi di sentirci impotenti e spaventati, di avere un grande desiderio che venga un tempo di pace ma non riusciamo a intravederne l’annuncio.
Perciò percorriamo la via dei piccoli, la via della preghiera e professiamo la nostra povertà, invocando l’intercessione di Maria.
Percorriamo la via dei piccoli, la via dei gesti minimi di bene, la via del poco che possiamo fare per
soccorrere, consolare, riconciliare.
Percorriamo la via dei piccoli, la via delle parole buone e vere e dei silenzi pazienti, la via degli
artigiani della pace.
Siamo figli di Dio, siamo in cammino verso la terra promessa, invochiamo che venga il Regno di Dio
regno di giustizia e di pace». (dall’invocazione dell’Arcivescovo il 25 marzo 2022 in Duomo)
A cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano
Giovedì, 31 Marzo
VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande». Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi. ” (Mt 7,21-29)
Si possono fare molte cose buone ma se esse non sono nella volontà del Padre, non portano a nulla per chi le fa. “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome?
Quelle profezie forse non sono la Parola di Dio e possono addirittura essere ingannevoli: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”
Il buon investimento è quello di costruire la fede su solide fondamenta, ascoltando la Parola del Signore e viverla nella giornata. Nel tempo le fondamenta si rafforzano e diventano robuste.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 7,13-20, Giovedì 31 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano
Mercoledì, 30 Marzo
VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!
Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete».” (Mt 7,13-20)
Una porta larga, una strada facile e spaziosa conduce a una probabile rovina irreparabile, alla perdizione. Spesso i percorsi che sembrano belle occasioni alettanti in breve tempo si rivelano un bel inganno, un imbroglio dentro il quale è difficile districarsi e liberarsi.
Una porta stretta difficilmente transitabile, angusta, spesso rappresenta percorsi virtuosi dove la dignità della persona è mantenuta o ritrovata, dove la vita viene vissuta.
La prudenza è inoltre un’altra caratteristica del cristiano, quella di riconoscere persone nel tempo, nella pazienza per scoprire veramente il loro cuore buono.
Signore aiutaci a percorrere cammini stretti, virtuosi verso il perdono reciproco per essere costruttori di giustizia e pace.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 7,13-20, Mercoledì 30 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano
Martedì, 29 Marzo
VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono!
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».” (Mt 7,6-12)
Le cose sante potrebbero essere le Parole del Signore che non dovrebbero essere date ai cani, cioè in pasto alla derisione e allo scherno. L’invito oltre a non giudicare è anche quello di attuare un discernimento, il vedere chiaro nella situazione. Se sono con le persone credenti posso fare un certo tipo di discorsi inerenti la parola del Signore, se sono con persone che pensano che la fede sia una sciocchezza, con esse, comportandomi sempre in modo molto gentile, non cito certamente passi del Vangelo.
Chiedere, cercare, bussare. Chi agisce fa cosa gradita a Dio, non rimane ripregato su sé, e con la perseveranza si riceve, si trova e sarà aperta quella porta che sembrava proprio impossibile.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 7,6-12, Martedì 29 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano
Lunedì, 28 Marzo
VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c’è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».” (Mt 7,1-5)
Il giudizio spesso è una condanna del fratello, si tratta dunque di un giudizio severo, senza appello e spesso troppo superficiale. Meglio non giudicare. Basta la semplice considerazione proposta dal Vangelo: «Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi»
Dunque quella severità e quella mancanza di comprensione si riverserebbe su noi stessi, troppo spesso abili a giustificare i nostri comportamenti che invece meriterebbero un giudizio assai severo.
in questa Quaresima tutti siamo invitati a togliere via quella trave nell’occhio che impedisce di vedere, così potremmo essere illuminati dalla Luce del mondo (Gesù) che vuole una vista chiara per ogni suo fedele.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 7,1-5, Lunedì 28 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Rito Ambrosiano
Domenica del cieco
Domenica, 27 Marzo
VANGELO
“In quel tempo. Passando, il Signore Gesù vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe» – che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so».
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!».
Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!».
Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». ” (Gv 9,1-38b)
Vi era una profonda convinzione che le malattie fossero unicamente conseguenza di alcuni peccati. Questa era talmente radicata per i discepoli di Gesù che consideravano la cecità dalla nascita del mendicante incontrato causata dai peccati commessi dai suoi genitori.
Gesù, spiazza, rinnova, fa riflettere i cuori: «Né lui ha peccato né i suoi genitori»
La malattia non è detto che sia conseguenza del peccato, basta ricordare persone come Giovanni Paolo II o Giovanni XXIII entrambi santi e morti a causa di gravi malattie, la santità delle persone non protegge da drammi, eventi, malattie, aiuta ad affrontare e a vivere queste situazioni difficili.
La malattia può diventare luogo di salvezza e di rivelazione di Dio. Per il cieco nato «è perché in lui siano manifestate le opere di Dio.»
La guarigione viene donata al cieco nato raggiunto dalla misericordia del Signore Gesù che chiede la sua collaborazione perché possa vedere. Il cieco è incontrato da Gesù, il cieco lo ascolta, crede nelle sue parole e fa quello che Gesù gli ha detto. «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe»
Da qui inizia il cammino di guarigione di questa persona che inizia a vedere.
La Luce del mondo, il Signore Gesù, vuole illuminare le menti assopite e impigrite, vuole illuminare le difficili situazioni di schiavitù di peccato, vuole riavviare il battesimo perché possiamo diventare veramente testimoni della luce del Signore Gesù.
Di fronte all’invidia che acceca le persone incontrate dell’ex cieco, farisei, giudei, vi è da anteporre quell’atteggiamento di gioia per le persone che ce la fanno, che ce l’anno fatta come questo cieco. L’invidia paralizza e non fa vedere il miracolo ai quei giudei e farisei incontrati dall’ex cieco.
Camminare dietro a Gesù Luce del mondo con una buona dose di umiltà vuol dire diventare Comunità che non ha invidia per le persone che riescono ma gioisce insieme a loro!
Gioire insieme a coloro che sono stati liberati dalla schiavitù di una vita che poteva essere altrimenti sempre meschina, gioire per il bene degli altri!
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 9,1-38b, Domenica 27 Marzo 2022 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)