Sabato della settimana della VI Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Sabato, 19 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai Giudei: «Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».” (Gv 6,45b-51)

«questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.»
Dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci, Gesù parla a più riprese del pane poiché nessuno aveva compreso il significato di quel miracolo. Il pane vivo disceso dal cielo, vero cibo, è Gesù, chi ne magia non muore. È la promessa del Signore: l’essere in comunione con Gesù, il mangiare quel pane vivo è porre una forte unione con Gesù con affidamento e fede. Si tratta d’essere dalla parte di Gesù, vedere con i suoi occhi la realtà che circonda, occhi di carità, di benevolenza, di fortezza, e molto altro ancora che trasformano una persona in un continuo cammino di conversione.
Il pane vivo disceso dal cielo è il grande dono di Dio per ognuno oggi, è la presenza reale del Signore. Questo dono è la grande misericordia di Dio per ognuno: perdona, salva, indirizza di nuovo sulla strada buona rilanciando ognuno verso strade di carità e gioia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 6,45b-51, Sabato 19 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della VI Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
san Patrizio, vescovo
Venerdì, 18 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue. Ognuno infatti sarà salato con il fuoco. Buona cosa è il sale; ma se il sale diventa insipido, con che cosa gli darete sapore? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri». ” (Mc 9,42-50)

I piccoli sono coloro che hanno iniziato un cammino nella Chiesa di Gesù, sono neofiti, da poco tempo si sono affacciati alla novità della buona notizia. Sono persone che iniziano a edificare la fede, e le fondamenta sono tutte da costruire, basta uno scandalo per farle scappare via.
Ad esempio un comportamento sbagliato, violento, di arrabbiatura potrebbe essere di scandalo per un piccolo nella fede ed esso potrebbe andarsene via trovando nelle persone qualche cosa di cattivo che non c’entra nulla con il Vangelo. Come è possibile predicare bene il Vangelo, promuovere la carità, la pace se poi ci si arrabbia in malo modo con il fratello o la sorella? Questo è motivo di inciampo, di caduta per il piccolo che se ne va via.
Il Vangelo va sempre custodito nella vita, nella quotidianità ed è necessario avere molta attenzione e delicatezza per chi si affaccia o si riaffaccia alla fede! Dovremmo essere sempre consci che un comportamento sbagliato può avere conseguenze che vanno ben oltre a quello si riesce a valutare.
Essere persone attente ai piccoli nella fede, che portano colore e gusto, che hanno sale in se stesse, è motivo di bellezza comunitaria che invita ad andare e a restare nella Chiesa di Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco, 9,42-50, Venerdì 18 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della VI Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Giovedì, 17 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Giovanni disse al Signore Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.
Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa».” (Mc 9,38-41)

Uno che scaccia via il male nel nome di Gesù è un esorcista. Lo fa in nome di Gesù e dunque in qualche modo crede nell’efficacia dell’azione del Signore.
Gesù invita i suoi discepoli ad imparare la tolleranza con coloro che non sono nel seguito e compiono azioni di carità nel suo nome. Vuol dire che c’è una azione viva del Signore Gesù nel loro operato e quindi non sono da condannare ma essere tolleranti nei loro confronti.
Se poi in seguito queste persone agiranno al di fuori della carità per loro esclusivi interessi personali, allora non saranno più nella grazia del Signore.
La carità dunque è la forma importante nelle azioni di un cristiano e Gesù la promuove:
«Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco, 9,,33-37, Mercoledì 16 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della VI Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Mercoledì, 16 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù e i discepoli giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti». E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».” (Mc 9,33-37)

«Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti»
Il volere essere il primo spesso è desiderio di superbia, il pensarsi e porsi come un essere superiore. Questo crea distacco, impossibilità di dialogo e di capire l’altro. È una strada di povertà e di decadimento sia per il superbo, sia per le altre persone che hanno la sfortuna di averci a che fare.
La strada proposta da Gesù è al contrario una di comunione dove la distanza si annulla e diventa possibile il dialogo, il capirsi. Si tratta l’essere a servizio di tutti, con quel stile di umiltà dove le proprie doti sono a disposizione per un aiuto e un vero servizio. È una strada di arricchimento dove tutti ricevono e danno qualche gesto d’amore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco, 9,,33-37, Mercoledì 16 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della VI Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Martedì, 15 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù con Pietro, Giacomo e Giovanni, arrivando presso i discepoli, videro attorno a loro molta folla e alcuni scribi che discutevano con loro. E subito tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. Ed egli li interrogò: «Di che cosa discutete con loro?». E dalla folla uno gli rispose: «Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto. Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». Egli allora disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me». E glielo portarono. Alla vista di Gesù, subito lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava schiumando. Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose: «Dall’infanzia; anzi, spesso lo ha buttato anche nel fuoco e nell’acqua per ucciderlo. Ma se tu puòi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». Gesù gli disse: «Se tu puòi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità!». Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito impuro dicendogli: «Spirito muto e sordo, io ti ordino, esci da lui e non vi rientrare più». Gridando e scuotendolo fortemente, uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «È morto». Ma Gesù lo prese per mano, lo fece alzare ed egli stette in piedi.
Entrato in casa, i suoi discepoli gli domandavano in privato: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera».” (Mc 9,14-29)

Gesù si era assentato dagli altri discepoli poiché era andato con Pietro, Giacomo e Giovanni su un alto monte dove fu trasfigurato. Al suo ritorno trova gli altri discepoli in difficoltà perché non riuscivano a guarire una ragazzo epilettico. Si tratta di una situazione protratta nel tempo, sorta fin dall’infanzia con la presenza di uno spirito impuro
C’è difficoltà nel scacciare via il male dopo un tempo così lungo, di diversi anni. I discepoli non ci riescono, ma è una questione di fede. Lo stesso padre del ragazzo chiede a Gesù di rafforzare la sua fede, è conscio che ha bisogno dell’intervento divino. Gesù risponde al padre del ragazzo riguardo alla possibilità di guarirlo:
«Se tu puòi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità!»
Gesù interviene, guarisce, libera il ragazzo.
Si tratta della potenza della fede, quella vera, che apre a possibilità oltre l’immaginario umano, oltre le capacità umane. Gesù donaci fede, aumenta la nostra fede!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco, 9,14-29, Martedì 15 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Festa dei santi Cirillo, vescovo e Metodio, Monaco

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Patroni d’Europa
Lunedì, 14 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Apparendo agli Undici, il Signore Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi sarànno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.” (Mc 16,15-20)

La proclamazione della salvezza dev’essere universale, annunciata ovunque e ad ogni persona incontrata.
«Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura.»
Vi è il pieno rispetto della volontà di ognuno, di chi accoglie e di chi non accoglie il Vangelo. In questo chi non vuole accogliere il messaggio evangelico e si richiude in se in una espressione puramente egoistica rischia la condanna ma è una sua scelta personale. Al contrario chi accoglie il messaggio evangelico e vive per quanto può espressioni di carità è sulla strada della salvezza e anche in questo caso è una scelta personale.
«Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato.»
Gli Undici annunciatori del Vangelo saranno accompagnati dalla presenza del Signore Gesù con la possibilità di segni d’amore provenienti dalla grazia di Dio.
Gli Undici vengono inviati in missione, non soli ma con l’azione di Gesù, è la sua viva presenza dopo la sua ascensione al cielo.
Anche oggi abbiamo la viva presenza del Signore in chi veramente crede in lui e tenta di percorrere strade d’amore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco, 16,15-20, Lunedì 14 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

VI Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Domenica, 13 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Lungo il cammino verso Gerusalemme, il Signore Gesù attraversava la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!». ” (Lc 17,11-19)

«Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!»
L’azione di Gesù si fa presente se è presente la fede. Non si tratta di sperare in una azione miracolosa del Signore Gesù che cada dall’alato e metta a posto quella situazione tanto dolorosa e grave. Non si tratta di chiedere un servizio che raddrizzi la salute di qualche d’uno. Si tratta di porre innanzitutto fiducia e affidamento al Signore, una espressione vera e profonda della fede. Ed ecco che allora si compie veramente un miracolo che consiste di vivere l’amore con quell’amore donato da Dio.
Questo è il miracolo: una persona che inizia a vivere l’amore, pone affidamento al Signore, vive la sua fede ogni giorno.
Solo quel samaritano, un straniero nella terra della Samaria, ha capito il valore dell’affidamento al Signore e il valore del rapporto che dev’essere presente con lui. Solo quest’uomo è tornato a rendere gloria a Dio prostrandosi ai piedi di Gesù. Solo quest’uomo ha avviato la fede. Solo quest’uomo è veramente salvato.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 17,11-19, Domenica 13 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della V Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Sabato, 12 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una falsa testimonianza contro il Signore Gesù, per metterlo a morte; ma non la trovarono, sebbene si fossero presentati molti falsi testimoni. Finalmente se ne presentarono due, che affermarono: «Costui ha dichiarato: “Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni”». Il sommo sacerdote si alzò e gli disse: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro, per il Dio vivente, di dirci se sei tu il Cristo, il Figlio di Dio». «Tu l’hai detto – gli rispose Gesù –; anzi io vi dico:
d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo
seduto alla destra della Potenza
e venire sulle nubi del cielo
».” (Mt 26,59-64)

Una falsa testimonianza, una ricerca per mettere la parola fine alla presenza di Gesù considerata assai problematica e scomoda.
Questo è il scenario presentato dal brano del Vangelo d’oggi, dove il Sinedrio nella sua quasi totalità vuole Gesù condannato.
Come potrebbe reagire una persona così accusata non solo ingiustamente ma anche denigrata, umiliata, offesa? Credo che qualsiasi uomo onesto avrebbe reagito con decisione, si sarebbe difeso con tutte le forze indicando l’ingiustizia che si stava facendo nei suoi confronti. Gesù agisce in modo diverso, da persona che vuole portare la salvezza anche verso i suoi accusatori e denigratori:
«d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo
seduto alla destra della Potenza
e venire sulle nubi del cielo»

La vita e l’amore provengono dal Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 26,59-64, Sabato 12 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della V Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
B.V. Maria di Lourdes
XXX GIORNATA MONDIALE DEL MALATO

Venerdì, 11 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù e i suoi discepoli giunsero a Betsàida, e gli condussero un cieco, pregandolo di toccarlo. Allora prese il cieco per mano, lo condusse fuori dal villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: «Vedi qualcosa?». Quello, alzando gli occhi, diceva: «Vedo la gente, perché vedo come degli alberi che camminano». Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente, fu guarito e da lontano vedeva distintamente ogni cosa. E lo rimandò a casa sua dicendo: «Non entrare nemmeno nel villaggio».” (Mc 8,22-26)

Il cieco di Betsaida viene guarito da Gesù. Anche in questo caso non si tratta di una esclusiva guarigione del corpo, ma una guarigione della persona tutta, spirito (anima) e corpo. Spesso sfugge il fatto che un corpo sano con uno spirito affranto, mortificato, rappresenta una persona in difficoltà, infelice e non sa che cosa farne del suo corpo sanissimo.
Bisognerebbe tornare a pensare alla salute dello spirito e alla salute del corpo, assieme. Anima sana in corpore sano, è un antico detto molto sapiente, afferma che una persona è sana quando sia l’anima che il corpo sono sani.
Nella XXX Giornata Mondiale del Malato, Signore dona la gioia di essere persone vicine a chi soffre nello spirito e/o nel corpo, per alleviare le sofferenze e essere messaggeri di speranza.
“Se non ti posso guarire, ti posso curare
e se non ti posso curare, ti posso consolare.”

Padre misericordioso, fonte della vita,
custode della dignità di ogni persona,
ricolmaci della tua misericordia
e fa’ che, camminando insieme,
possiamo testimoniare
la tua predilezione per chi è rifiutato,
sofferente e solo.
Sostieni sempre medici, infermieri,
sanitari e tutti i curanti.
Signore Gesù, umiliato e crocifisso,
custode dell’umana sofferenza,
insegnaci a servire e amare
ogni fratello e sorella.
Tu che hai sperimentato
il dolore e l’abbandono,
accompagna tutti i malati e sofferenti
nel corpo e nello spirito
e insegnaci a scoprire il tuo volto
in ognuno di loro.
Spirito Santo, nostro paraclito,
custode dell’umanità bisognosa
di cura e di amore,
soccorri la nostra debolezza
e vulnerabilità,
accogli le nostre quotidiane fatiche
e sofferenze,
donaci la speranza dell’incontro beato
per l’eternità.
Maria, testimone del dolore
presso la croce, prega per noi.
(Preghiera per la Giornata Mondiale del Malato)

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 8,22-26, Venerdì 11 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della V Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
santa Scolastica
Giovedì, 10 Febbraio

VANGELO
“In quel tempo. Il Signore Gesù salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà.
Vennero i farisei e si misero a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno». Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.
Avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. Allora egli li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane. Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». E disse loro: «Non comprendete ancora?».” (Mc 8,10-21)

Una volta partito Gesù parla con i suoi discepoli mettendoli in guardia riguardo i frutti dei farisei e di Erode.
«Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!».
Riguardo ai farisei bisogna stare attenti a non cadere nel formalismo, nell’applicare con rigidità ogni norma, perché così facendo si rischia di fare più male che bene.
Riguardo a Erode bisogna stare attenti a non cadere nella sete di potere, rimanere attaccati alla poltrona rischia di far prendere decisioni molto sbagliate come accadrà per Gesù.
Ma la comprensione dei discepoli è limitata e non capiscono il discorso di Gesù e si accorgono di non avere pane. Sembra che non riescano a vedere e a udire, eppure hanno visto e udito ogni azione e parola di Gesù e nonostante questo rimangono ancora troppo attaccati alle cose del mondo, non c’è pane.
Spesso si rimane attaccati al vari problemi quotidiani e questo non fa vedere e udire la cosa importante che è la grazia, l’amore di Gesù per ognuno.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo e Villaggio del Sole in Solaro MI
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 8,10-21, Giovedì 10 Febbraio 2022 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)