Tempo dopo Pentecoste Rito Ambrosiano
Sabato 4 Settembre
VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà».” (Gv 12,24-26)
La parola morte è spesso considerata come vocabolo da evitare, da non pronunciare, da esorcizzare facendolo non più parte dell’esistenza poiché è la fine dell’esistenza, ma per il credente di solo quella terrena.
Questo vocabolo da Gesù viene inaspettatamente valorizzato, addirittura la morte diventa una condizione di benedizione dove «produce molto frutto»
La morte diventa uscita dall’egoismo e dono di se, dove nell’esistenza, nella vita terrena l’io viene relativizzato (morte) a favore di un dono verso il prossimo (frutto). L’io che sembra morire ai suoi desideri, acquista vita, benedizione, gioia, e trova il vero e profondo desiderio, la relazione, la comunione con il Signore e con il prossimo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 12,24-26 di Sabato 4 Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo Pentecoste Rito Ambrosiano
san Gregorio Magno, papa e dottore della Chiesa
Venerdì 3 Settembre
VANGELO DEL GIORNO “In quel tempo. Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo sul Signore Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa Maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.” (Gv 1,35-42)
«Ecco l’agnello di Dio!»
Questa è la sintesi della Missione di Giovanni il Battista, indicare chi è l’agnello di Dio, il Cristo, Gesù.
Lo fa a scapito del suo seguito, dei suoi discepoli che si staccano da lui per andare da Gesù. Giovanni il Battista non cerca il seguito di persone, cerca il loro bene a scapito se necessario di diminuire a favore del Signore. In questo Giovanni il Battista compie nella pienezza la sua missione per cui è stato inviato.
In questo si trova gioia perché si compie la propria vocazione, il motivo profondo per cui si è, si esiste, si è a questo mondo. Se si riesce a trovare la propria strada si riesce a vivere la propria esistenza nella pienezza come è accaduto a Giovanni il Battista rimasto fedele alla sua vocazione fino al termine del suo passaggio terreno. In questo c’è la profondità della gioia, un contatto con l’eternità.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 1,35-42 di Venerdì 3 Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo Pentecoste Rito Ambrosiano
Giovedì 2 Settembre
VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono. Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell’Elia che deve venire. Chi ha orecchi, ascolti!».” (Mt 11,7b.11-15)
Nel Vangelo di oggi troviamo il motivo dell’importanza della figura di Giovanni il Battista: «fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista;»
L’affermazione di Gesù lo fa il più grande dei profeti senza nulla togliere a coloro che sono già nel regno dei cieli dove il più piccolo «è più grande di lui»
Segue poi una versetto problematico dove sembra che la violenza sia il mezzo per impossessarsi del regno dei cieli, ma forse l’interpretazione potrebbe essere che i violenti sono quelle persone che pretendono di essere giuste ma non lo sono e impediscono ad altri di entrare nel regno dei cieli così come loro stessi. È come se vi fosse una difficoltà ulteriore per l’ingresso del regno dei cieli causata da altre persone che hanno la pretesa di essere giuste e impongono con la loro violenza una via sbagliata per entrare nel regno dei cieli impedendo ad altri di entrarvi, così come a loro stessi
Seguendo Gesù e il Precursore Giovanni il Battista, si trova invece la giusta via per indirizzarsi veramente verso il regno dei cieli.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Matteo 11,7b.11-15 di Giovedì 2 Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo Pentecoste Rito Ambrosiano
Festa
Mercoledì 1° Settembre
VANGELO DEL GIORNO “In quel tempo. Erode aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri. Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto. E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.” (Mc 6,17-29)
Giovanni tenne fede alla verità, al non tacere situazioni che erano in grave contrasto con la fede ebraica e con la Legge. Nella sua schiettezza diceva apertamente che la regina di Erode sua sposa era già sposata con il fratello dello stesso Erode. La Legge lo proibiva. Questa è la causa per cui la regina Erodìade cercava di ucciderlo.
Il famoso episodio del balletto della figlia di Erodìade portò alla decapitazione di Giovanni il Battista.
La figura della figlia cui non è menzionato il nome, è debole, succube della madre, non aveva desideri cui chiedere al re se non quello di soddisfarne uno di sua madre. L’assenza di propri desideri oppure quello di metterli da parte per esaudire i desideri di un persona malvagia, è la porta della morte dell’anima, la porta della infelicità.
Così si compie il martirio di s. Giovanni Battista a causa di un uomo debole, Erode, di una fanciulla che non sapeva dove collocarsi e senza nome, e di una donna malvagia, Erodìade.
S. Giovanni Battista conclude la sua missione avendola completata nell’annuncio dell’Agnello di Dio.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Marco 6,17-29 di Mercoledì 1° Settembre 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo Pentecoste Rito Ambrosiano
ss. Felice e Abbondio, vescovi
Martedì 31 Agosto
VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile». Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.” (Lc 3,15.18)
Giovanni il Battista teneva mettere in chiaro chi era per non essere confuso dell’atteso Messia, il Cristo. Più che altro diceva di non essere il Cristo, sarebbe stata la folla a capire che il Battista era un grande profeta. Dunque, nella sua schiettezza unita all’umiltà, rendeva testimonianza a una persona che sarebbe venuta dopo di lui e che avrebbe avuto il potere di battezzare in Spirito Santo e fuoco e di giudicare, di separare i buoni dai cattivi.
È il Cristo, Gesù cui Giovanni il Battista prepara la strada, l’attesa fra il popolo di Israele perché lo accogliesse e si accorgesse che è stato visitato da Dio.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Luca 3,15-18 di Martedì 31 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo Pentecoste Rito Ambrosiano Beato Alfredo Ildefonso Schuster, vescovo Lunedì 30 Agosto
VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».” (Mc 1,4-8)
Nella settimana dove si ricorda il martirio di S. Giovanni Battista, i Vangeli proposti riguardano la sua testimonianza schietta e senza compromessi.
Nella sua predicazione Giovanni il Battista proclamava la possibilità del perdono dei peccati. Il battesimo che impartiva era per confermare la decisione di conversione e la possibilità del perdono. Nonostante frequentasse zone lontane dai villaggi e dalle città, accorrevano al lui molte persone. C’era molta fame di verità, di alcuni che la testimoniassero senza alcun interesse personale, c’era sete di Dio. Giovanni Battista rappresentava come perla rara questo, aveva solo lo scopo di testimoniare e preparare la strada a Gesù. Non aveva altri scopi e lo si vedeva dallo stile di vita, molto essenziale difficilmente corruttibile.
Credo che anche oggi ci sia molta fame di verità, sete di Dio, e che queste siano assopite dalle molte preoccupazioni e affanni. Abbiamo bisogno di veri testimoni.
Gesù converti i cuori dei tuoi fedeli perché siano coraggiosi testimoni della tua verità, della verità.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Marco 1,4-8 di Lunedì 30 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo Pentecoste Rito Ambrosiano
Domenica 29 Agosto
VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli.
Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare “l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera”; e “nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa”.
Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».” (Mt 10,28-42)
Il vangelo di questa Domenica che precede il martirio di S. Giovanni Battista che quest’anno sarà ricordato mercoledì 1° settembre, si apre con un appello: «Non abbiate paura»
La paura paralizza, genera insicurezza, smarrimento, ansia, fa ragionare secondo una forma di protezione estrema, e se si fanno delle scelte queste rischiano di essere sbagliate. Il Signore Gesù chiede di essere nella fede e di non aver paura di coloro che possono minacciare l’esistenza terrena poiché costoro non possono nulla contro l’anima. Piuttosto bisognerebbe aver paura di colui che può indirizzare su cammini apparentemente golosi ma molto rischiosi con possibilità di perdersi perdendo «e l’anima e il corpo» cioè finendo all’Inferno.
L’Inferno è una possibilità che può esserci se e solo se una persona decide di andarci; vediamo di riuscire a rimanerne fuori con la grazia di Dio e con un po’ della nostra volontà di fare qualche cosa di buono non aderendo alle molte tentazioni. La via buona è anche quella di riconoscere Gesù davanti agli uomini, alle altre persone, e questo garantisce il suo riconoscimento davanti al Padre suo, Padre nostro. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Nella seconda parte del Vangelo c’è una inaspettata affermazione del Signore Gesù. Noi sacerdoti parliamo spesso della pace che porta Gesù e qui troviamo: «sono venuto a portare non pace, ma spada»
Gesù è venuto a portare verità e a essere persone vere, e questo ha un suo costo, rivoluziona il ménage familiare dove prima grazie al silenzio, al tacere di situazioni mai affrontate si viveva in una apparente pace. Con l’emergere della schiettezza, dell’essere veri in un cammino di conversione, si va verso un momento di crisi dove i rapporti divengono particolarmente tesi.
Inoltre, vi è l’invito a non rimanere particolarmente attaccati come cosa principale ai genitori, al coniuge, ai figli ma la persona di primo riferimento dovrebbe essere il Signore Gesù senza mettere da parte gli affetti familiari.
Il Vangelo si conclude con un’importante osservazione. Chi accoglie un discepolo di Gesù è come se accogliesse Gesù. Qui c’è la promessa della ricompensa che sarà osservata anche su un piccolo gesto come dare un bicchiere d’acqua.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Matteo 10,28-42 di Domenica 29 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo Pentecoste Rito Ambrosiano
sant’Agostino, vescovo e dottore della Chiesa
Sabato 28 Agosto
VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù convocò i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demòni e di guarire le malattie. E li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi. Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche. In qualunque casa entriate, rimanete là, e di là poi ripartite. Quanto a coloro che non vi accolgono, uscite dalla loro città e scuotete la polvere dai vostri piedi come testimonianza contro di loro». Allora essi uscirono e giravano di villaggio in villaggio, ovunque annunciando la buona notizia e operando guarigioni.” (Lc 9,1-6)
Agli Apostoli viene donata la forza e il potere sui demòni, sul male, e anche di guarire le malattie.
Viene data fiducia ai Dodici e sono chiamati ciascuno alla responsabilità di gestione del potere benefico che gli è stato donato. La semplicità accompagna la testimonianza dei Dodici, con poche cose addietro la rende più vera, e si evidenzia la cosa importante, l’annuncio della buona notizia accompagnandola con alcune guarigioni nello spirito e nel corpo.
La direzione del Signore è la salvezza dell’uomo, e vuole che vi siano dei discepoli che inizino e poi continuino l’opera di salvezza. Il Signore vuole che l’uomo sia parte attiva nella storia della salvezza.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Luca 9,1-6 di Sabato 28 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo Pentecoste Rito Ambrosiano
santa Monica
Venerdì 27 Agosto
VANGELO DEL GIORNO
“Un sabato il Signore Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare e disse agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cedigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».” (Lc 14,1a.7-1)
Gesù è sempre nella casa di un capo dei farisei, persona influente. Vedendo la ricerca degli invitati dei posti a tavola fra i migliori riservati alle persone importanti, Gesù fa un’osservazione con una parabola.
Si tratta di non cercare mai i primi posti, tuttalpiù di farsi indicare da chi ha il compito di assegnare il posto dove sedersi. Ma non è solo una indicazione pratica, è spirituale, non doverebbe essere presente alcun tipo di queste preoccupazioni tutte mirate ad una glorificazione personale rispetto alle altre persone presenti. Un buon testimone della Legge, della società in cui vive dovrebbe avere sempre uno spirito di sevizio nell’umiltà, questo sì che sarebbe un qualche cosa di grande nei confronti del prossimo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Luca 14,1a.7-1 di Venerdì 27 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)
Tempo dopo Pentecoste Rito Ambrosiano sant’Alessandro, martire Giovedì 26 Agosto
VANGELO DEL GIORNO
“Un sabato il Signore Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Ed ecco, davanti a lui vi era un uomo malato di idropisìa. Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: «È lecito o no guarire di sabato?». Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò. Poi disse loro: «Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?». E non potevano rispondere nulla a queste parole.” (Lc 14,1-6)
I farisei avevano molto ascolto ed erano considerati come il principale riferimento politico e religioso, essi interpretavano la Legge assieme ai dottori ed erano ascoltati.
Gesù è a casa di uno dei capi ed ecco si presenta la questione della guarigione che non è elencata nelle eccezioni per il riposo sabbatico ed è da considerare dunque un lavoro. Gesù fa la domanda diretta: «È lecito o no guarire di sabato?»
Forse la risposta corretta sarebbe stata del tipo “Non è permesso dalla Legge ma vedendo il grande segno di guarigione e la ripresa della salute delle persone potrebbe essere un’eccezione da aggiungere anche perché se accadesse qualche cosa a un nostro figlio il giorno di sabato faremmo qualsiasi cosa per poterlo salvare.”
Ma non ci fu risposta.
Forse più che rigidità nei cuori vi è il timore di riconoscere Gesù davanti a tutti, e vi è la poca umiltà che permetterebbe questo grande salto di qualità.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Luca 14,1-6 di Giovedì 26 Agosto 2021 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)