Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. I genitori del Signore Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio». ” (Lc 2,41-49)
Nella solennità di San Giuseppe si apre una festa nel cuore della Quaresima. Si festeggia lo sposo della Beata sempre Vergine Maria, quel suo servizio fedele e silenzioso. S. Giuseppe aveva il compito di condurre e proteggere la santa Famiglia con un continuo e umile servizio nei confronti di Gesù e della Beata Sempre Vergine Maria.
S. Giuseppe ebbe responsabilità, impegno e attenzione. Forse sono cose che oggi mancano a molti padri e papà. Si dovrebbe riscoprire la gioia della paternità in quel ruolo importante di responsabilità e di servizio verso la famiglia. S. Giuseppe ne è esempio.
S. Giuseppe, proteggi tutti i papà, aiutali a riprendere in mano il difficile ruolo di essere responsabili e educatori in comunione con le mamme.
S. Giuseppe, aiuta tutte le famiglie, i papà, le mamme, i figli e le figlie.
S. Giuseppe, aiutaci in questa epidemia!
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Lc 2,41-49 di Venerdì 19 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO “In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande». Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi. ” (Mt 7,21-29)
Un uomo saggio e un uomo stolto.
Un uomo saggio ha la riflessione e l’esperienza, si vede nel comportamento, nel giudicare e nell’agire, si è oculati nel discernimento, nella moderazione, vi è equilibrio intellettuale e spirituale, e una conoscenza acquisita soprattutto con il tempo e la meditazione. Un uomo così ascolta le Parole del Signore Gesù e le mette veramente in pratica. Così facendo costruisce in se qualche cosa di solido, robusto verso una bella comunione con il Signore.
Un uomo stolto ha probabilmente una scarsa intelligenza, gli manca il senno e la perspicacia, non riflette e non medita sulle cose che avvengono. Un uomo così è facile che non metta in pratica le Parole di Gesù. Così facendo rimane in balia delle correnti che possono portarlo dove loro vogliono e rischia di perdersi.
Fermarsi ogni giorno per capire quello che si è vissuto, è cosa saggia per correggersi e costruire in se saggezza.
Aiutaci Signore a diventare persone sagge che sappiano anche affrontare bene questo periodo di pandemia.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangelo secondo Matteo 7,21-29 di Giovedì 18 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!
Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete» ” (Mt 7,13-20)
La via che conduce alla vita è per l’uomo stretta e angusta. Questo probabilmente è la causa della normale tendenza a essere egoisti, a volere per se le cose e le persone senza una vera condivisione.
La via che porta alla vita è non egoistica e vuole la condivisione, vuole che si viva l’amore reciproco, la tolleranza, la pazienza. E queste cose risultano sempre difficili e ancora di più se si è incapaci di condividere qualsiasi cosa, e ad esempio, una sola opinione differente di un’altra persona, può essere di grave ostacolo. La via della vita è fatta di fede, speranza e carità.
Poi le molte apparenze ingannatrici che vi sono nella società, i falsi profeti, tendono a sviare attraverso opinioni e opere che sembrano al momento giuste ma sono di divisione, isolamento, allontanamento da altre persone. Sono alberi che portano frutti di disamore e spesso lo si capisce solo dopo del tempo. Qui bisogna avere il coraggio di dirsi di aver percorso una strada sbagliata e con l’aiuto di Gesù correggersi!
Aiutaci Signore Gesù!
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Matteo 7,13-20 di mercoledì 17 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO “In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi. Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono! Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».” (Mt 7,6-12)
Parlare di cose preziose, sante con persone poco conosciute, si rischia che poi vengano utilizzate male perché non capite o disprezzate. Le cose preziose è meglio dirle solo a persone fidate e conosciute con le quali è possibile confidarsi ma sempre con prudenza. Chiedete, cercate, bussate. A volte è difficile chiedere, bisogna uscire dall’individualismo che è una delle piaghe della società e aprirsi con umiltà alle altre persone. A volte è difficile cercare, bisogna lasciare dietro di sé la pigrizia o la delusione per ripartire e mettersi in moto. A volte è difficile bussare, bisogna vincere il timore di non essere accolti e ascoltati. “Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto.” Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Matteo 7,6-12 di Martedì 16 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c’è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».” (Mt 7,1-5)
Il Signore Gesù vorrebbe essere vicino ad ognuno in questa Quaresima. Perché possiamo essere raggiunti dalla sua amicizia dovremmo togliere via alcuni impedimenti, sarebbe meglio tutti ma per l’uomo non è possibile neanche individuarli tutti.
Uno degli aspetti che mortifica lo spirito è il giudizio quando questo non è necessario farlo, o quando è espresso in maniera superficiale e senza approfondire. Questo mette in difficoltà il prossimo con accuse che troppo spesso sono infondate, e questo è un grave peccato.
Un altro aspetto è quello di innalzarsi come persona migliore volendo correggere a sproposito l’altrui persona. Spesso capita che il difetto personale è assai più grave di quello che si vuole correggere all’altra persona.
Un buon esame di coscienza, un cammino che vada verso l’umiltà sono già aspetti chiarificatori per riuscire a correggersi e diventare persone amiche di Gesù.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Matteo 7,1-5 di Lunedì 15 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Domenica 14 marzo Domenica “del Cieco”
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Passando, il Signore Gesù vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe» – che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so».
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!».
Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!».
Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». ” (Gv 9,1-38b)
“Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.” (Giovanni 9,7b) Gesù, luce del mondo, illumina le fragilità dell’uomo, le sue mancanze, le sue omissioni nella indifferenza, i giudizi troppo sommari e superficiali, le parole dette senza il collegamento con la mente e lo spirito, e quelle azioni così superficialmente fatte facendo del male a se stessi e alle altre persone. Gesù, luce del mondo, illumina. “Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.” Una persona cieca dalla nascita è raggiunta dalla grazia di Dio. Gli è chiesto di andare, lavarsi, tornare. Vi sono delle azioni che il cieco è chiamato a fare. La prima è quella della fiducia riguardo la verità della Parola del Signore, il fidarsi del Signore. La seconda è quella di agire prontamente su questa fiducia, e quindi il cieco si mette in moto, lascia lì il suo immobilismo, e nella speranza si avvia verso quella piscina indicatagli da Gesù. La terza è quella di lavarsi gli occhi, cioè l’azione volontaria di accettare di togliere la propria cecità, l’uscita dalla condizione di immobilismo. Una volta ottenuta la vista il cieco ritorna. L’azione guaritrice del Signore Gesù diventa efficace se questa viene accettata dall’uomo capendo la propria imperfezione, i propri peccati. È la riconciliazione, la rinnovata comunione con il Signore che era andata incrinandosi o addirittura persa. L’azione guaritrice nella riconciliazione, e qui si intende anche il Sacramento della Chiesa, rinnova l’uomo in una gioia interiore nella scoperta di una profonda novità nel cuore. “Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.” Gesù, luce del mondo, aiutaci a riacquistare la vista dalla cecità di vite ripiegate su se stesse, chiuse nell’egoismo, non affacciate all’amore. Aiutaci a essere persone che si rinnovano in una profonda riconciliazione. Aiutaci in questa epidemia! Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Giovanni 9,1-38b) di Domenica 14 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.
Chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.” (Mc 6,6b-13)
Nel Vangelo di Marco, Gesù invia i Dodici a due a due perché inizino loro a diffondere la gioia del perdono mandando via il male. Per far questo Gesù gli dona il potere di mandare via il male, “dava loro potere sugli spiriti impuri”, e liberare le persone dalla schiavitù del peccato. Magari sono convinto di non essere un peccatore, oppure di fare alcuni sbagli comunque non gravi. Magari sbaglio. Forse mi giustifico in tutto per quello che faccio e quando gli altri fanno le stesse cose, li sì che c’è l’errore e il peccato! Forse dovrei mettermi in fila, chiedere perdono, ricevere quella liberazione d’amore che il Signore Gesù vuole donarmi. Gesù, Figlio del Dio vivente, abbi pietà di me peccatore! Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Marco 6,6b-13 di Sabato 13 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Venerdì 12 marzo GIORNO ALITURGICO
Riflessione
3° VENERDÌ DI QUARESIMA IN RITO AMBROSIANO
Nel Rito Ambrosiano la Quaresima dura 40 giorni dalla 1° Domenica di Quaresima (21 febbraio 2021) a Giovedì Santo (1° aprile 2021). I Venerdì di Quaresima sono senza l’Eucarestia (aliturgici o anaeucarisitci, non vengono celebrate Messe e non si distribuisce la Comunione) per vivere in modo profondo la Passione e morte del Signore. Vengono di norma celebrate comunitariamente una o più VIA CRUCIS e si prega davanti alla Croce del Signore.
PREGHIERA A GESÙ CROCIFISSO
Eccomi, o mio amato e buon Gesù che alla tua Santissima presenza prostrato, ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati, e di proponimento di non offenderti, mentre io con tutto l’amore e la compassione vado considerando le tue cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di Te, o Gesù mio, il santo profeta Davide: «Hanno trapassato le mie mani e i miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa».
“Voi cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi.” (Giovanni 8,37) Questo versetto tratto dal Vangelo di Domenica scorsa, “Di Abramo”, ha accompagnato la terza settimana di Quaresima, e dovremmo chiederci quali sono le resistenze personali che impediscono di accogliere la Parola del Signore. Certo, l’abilità umana nel giustificare se stessi è alta, e in un cammino quaresimale è bene andare verso il cambiamento non facile dell’umiltà, dell’accoglienza della Parola del Signore per diventare persone che si correggono e accolgono la correzione altrui. Davanti alla Croce del Signore, è possibile abbattere le resistenze e accettare la correzione con il suo perdono e il suo sguardo verso le miserie presenti nel cuore di ognuno (misericordia). Gesù, dalle tue sante piaghe doni te stesso per ogni persona e perché vi sia comunità. Col tuo preziosissimo sangue aiutaci a visitare la nostra miseria confidano nel tuo amore. Sii la nostra guida, il nostro primo riferimento per diventare persone migliori, vere, in una continua conversione a te. Aiutaci in questo periodo di estrema pandemia a essere persone di fede, speranza e di carità di vicinanza spirituale, perché nessuno si senta solo e abbandonato ma accompagnato da una solidarietà che solo da una comunità può nascere e diffondersi. Ti adoriamo Signore Gesù, dalle tue sante piaghe hai redento il mondo! Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Venerdì 26 febbraio 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».” (Mt 6,25-34)
“Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia”
Le preoccupazioni soprattutto in questo tempo epidemico sono tante e si sovrappongo l’una sull’altra. L’insegnamento di questo vangelo è di non essere solamente ripiegati sulle preoccupazioni ma di volgere lo sguardo verso la cosa importante che è l”amore, la carità, che fanno parte degli aspetti della giustizia di Dio.
Una eccessiva preoccupazione fa in modo che tutto il nostro pensiero, e tutta la nostra persona sia su quel particolare problema togliendo via tutto il resto fra cui la carità. Solo quel problema rimane presente e induce alla alla cecità non vedendo più nulla di altro.
Senza scartare ma mettendo nella giusta considerazione il problema, è necessario aprirsi anche alle altre cose, alle relazioni che altrimenti sarebbero mortificate.
Gesù, aiutaci a essere persone di fede e di considerare sempre anzitutto “il regno di Dio e la sua giustizia”.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Matteo 6,25-34 di Giovedì 11 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassìnano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassìnano e non rubano. Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.
La lampada del corpo è l’occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra! Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».” (Mt 6,19-24)
Il vero tesoro non è in terra, non è ,l’accumulo di capitali, proprietà ma neanche notorietà, bellezza estetica, potere, dominio. Tutte queste cose si devono conservare e difendere e certo non portano alla felicità.
Il vero tesoro è interiore, nel cuore, e se questo è indirizzato verso l’amore, la carità, la fede, la speranza come valori principali, allora è un tesoro che nessuno può rubare, è un tesoro che è nei cieli, è la via della felicità.
La semplicità è una componente importante per essere persone vere e luminose che hanno un tesoro nei cieli.
In questa quaresima si potrebbe pensare la bellezza di essere persone che agiscono senza furbizie, astuzie ma con semplicità, schiettezza, diffondendo quell’amore, quella amicizia, quella speranza di cui tutti oggi abbiamo bisogno; questo è il vero tesoro.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Matteo 6,16-24 di Mercoledì 10 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)