III Domenica di Avvento

Tempo d’Avvento
Domenica 29 novembre
Le profezie adempiute

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce. Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato. Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me». ” (Gv 5,33-39)

Si realizzano le profezie dell’Antico Testamento che riguardano il Messia: la venuta uomo Dio di Gesù. Tutta la prima parte della Bibbia, l’Antico Testamento o Primo Testamento, può essere letto alla luce della venuta del nostro Signore Gesù Cristo ma attenzione, la Bibbia non può essere studiata da autodidatta o peggio letta come un romanzo o un racconto storico, dev’essere accompagnata almeno da ottimi commentari o meglio, per chi vuole veramente approfondire, seguire un corso biblico. Le scritture, dunque, danno testimonianza di Gesù, “sono proprio esse che danno testimonianza di me”. Sia oggi che due millenni fa, vi erano e vi sono alcune persone che credono e altre che non credono nell’adempimento di queste profezie. Alcuni Giudei non credevano nell’adempimento delle profezia nella figura di Gesù e stavano già pensando di ucciderlo. Essi pensavano che uno studio molto approfondito delle Scritture portasse esso stesso alla salvezza pensando di non sbagliare in nulla. Dimenticando però la carità, l’amore, quello che concerne uno sguardo che va sempre oltre alle convinzioni personali, anche quelle più radicate. Eppure si erano rallegrati alla luce della testimonianza di Giovanni il Battista, ma per poco, e dopo non credettero nella figura di Gesù, decisero di non aderirvi affatto. La salvezza portata da Gesù è anche per coloro che lo perseguitano con quell’atto di misericordia non misurabile, al di fuori di ogni portata umana. Aiutaci Signore ad attenderti con tutto il nostro cuore, perché il tuo Natale diventi una nascita in noi del tuo grande amore, specialmente quest’anno di grande epidemia. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 5,33-39 di Domenica 29 novembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Sabato della II settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Sabato 28 novembre
san Giovanni di Dio

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva agli scribi e ai farisei: «Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo, ma non ne trova. Allora dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”. E, venuto, la trova vuota, spazzata e adorna. Allora va, prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora; e l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima. Così avverrà anche a questa generazione malvagia». Mentre egli parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli. Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti». Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre».” (Mt 12,43-50)

Alcuni scribi e farisei pensavano di essere nella perfezione per un percorso anche di purificazione che avevano fatto. Ma questo non garantisce la santità delle persone, non garantisce il fatto che quella presunta perfezione perduri nel tempo. E quei scribi e farisei erano caduti in una condizione peggiore della prima, si erano accecati con la gelosia, l’invidia, il presumere di essere superiori. C’è comunque speranza, chi fa la volontà di Dio Padre è per Gesù “fratello, sorella e madre”. Si tratta di essere parenti adottivi di Gesù e lo siamo realmente se viviamo il nostro battesimo. Gesù insegna sempre ad amarci, e in questo periodo di forte epidemia vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 12,43-50 di Sabato 28 novembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Venerdì della II settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Venerdì 27 novembre
Feria

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Alcuni scribi e farisei dissero al Signore Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno». Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra. Nel giorno del giudizio, quelli di Ninive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!».” (Mt 12,38-42)

Più grande di Giona e di Salomone. Il primo un profeta che per tre giorni rimase nel ventre del pesce per poi iniziare la sua missione per la conversione di quelli di Ninive che si convertirono. Il secondo, Salomone, grande Re ricco di sapienza che stupì ogni suddito e reami per la sua grandezza. Gesù è più grande di entrambi e grande è la durezza di cuore che ha trovato di fronte a se, senza precedenti. Gesù non si scoraggia di fronte a forti ostacoli, e semina sempre per indurre i cuori a convertirsi, ad accorgersi dove sono caduti e a riprendersi in un percorso nuovo finalmente fatto d’amore. Aiutaci a essere solidali, caritatevoli, sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 12,38-42 di Venerdì 27 novembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Giovedì della II settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Giovedì 26 novembre
Beata Enrichetta Alfieri

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai farisei: «Prendete un albero buono, anche il suo frutto sarà buono. Prendete un albero cattivo, anche il suo frutto sarà cattivo: dal frutto infatti si conosce l’albero. Razza di vipere, come potete dire cose buone, voi che siete cattivi? La bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda. L’uomo buono dal suo buon tesoro trae fuori cose buone, mentre l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori cose cattive. Ma io vi dico: di ogni parola vana che gli uomini diranno, dovranno rendere conto nel giorno del giudizio; infatti in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato».” (Mt 12,33-37)

Dal frutto si capisce se un albero è buono. È necessario aspettare che i frutti sia maturi per poterli assaggiare e capire se sono buoni o cattivi. Similmente questo vale per conoscere l’uomo. Se le sue parole sono cattive in modo perdurante, maliziose, vi sono giochi di parole in una sottigliezza di ragionamenti che si rivelano poco o affatto caritativi, questo è un uomo cattivo. Al contrario, se le sue parole sono buone in modo perdurante, veritiere, schiette, chiare, questo è un uomo buono. Le parole hanno una grande importanza e possono fare cambiare direzioni alle persone. Non dovremmo mai sottovalutare l’importanza di cose dette perché esse potrebbero avere un grosso peso per altre persone. Dovremmo sempre vigilare attentamente su quello che diciamo. Le parole in questo periodo d’epidemia hanno un grosso peso e dovrebbero essere sempre parole buone, di speranza. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 12,33-37 di Giovedì 26 novembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della II settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Mercoledì 25 novembre
Santa Caterina d’Alessandria

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo fu portato al Signore Gesù un indemoniato, cieco e muto, ed egli lo guarì, sicché il muto parlava e vedeva. Tutta la folla era sbalordita e diceva: «Che non sia costui il figlio di Davide?». Ma i farisei, udendo questo, dissero: «Costui non scaccia i demòni se non per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni». Egli però, conosciuti i loro pensieri, disse loro: «Ogni regno diviso in se stesso cade in rovina e nessuna città o famiglia divisa in se stessa potrà restare in piedi. Ora, se Satana scaccia Satana, è diviso in se stesso; come dunque il suo regno potrà restare in piedi? E se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Ma, se io scaccio i demòni per mezzo dello Spirito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio. Come può uno entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega? Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde. Perciò io vi dico: qualunque peccato e bestemmia verrà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non verrà perdonata. A chi parlerà contro il Figlio dell’uomo, sarà perdonato; ma a chi parlerà contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato, né in questo mondo né in quello futuro».” (Mt 12,22-32)

Gesù ridona vista e la parola, la capacità di vedere e quella di esprimersi. Un dono importante che non è solo limitato all’importante segno della guarigione del cieco e muto ma si tratta di un dono aperto a tutti coloro che vogliono veramente seguire Gesù. La capacità di vedere e esprimere diventano diverse alla luce della sua verità. Questo provoca incomprensioni, invidia, accuse ingiustificate da parte di alcuni che vogliono contrastare la figura di Gesù accusandolo di agire nel bene avendo come fondamento il male. Ma bene e male sono in contrasto, l’uno non può essere causa dell’altro. Dona a noi tutti di essere persone non invidiose, ma che gioiscono nel vedere il bene che si esprime in altre persone. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 12,22-32 di Mercoledì 25 novembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Martedì della II settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Martedì 24 novembre
Beata Anna Sala

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. I farisei uscirono e tennero consiglio contro il Signore Gesù per farlo morire. Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: «Ecco il mio servo, che io ho scelto; il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento. Porrò il mio spirito sopra di lui e annuncerà alle nazioni la giustizia. Non contesterà né griderà né si udrà nelle piazze la sua voce. Non spezzerà una canna già incrinata, non spegnerà una fiamma smorta, finché non abbia fatto trionfare la giustizia; nel suo nome spereranno le nazioni». ” (Mt 12,14-21)

C’è un annuncio di giustizia con lo spirito di Dio che accompagnerà Gesù in tutta la sua missione. Lo stile è quello pacifico, mite, dove non si grida, non si approfitta delle debolezze altrui ma con una azione determinata e sanificante per molte persone incontrate. La necessità di divulgare la buona notizia è oggi di primaria importanza; siamo nel rischio di un confinamento spirituale senza precedenti a causa della diffusa epidemia che sta colpendo tutta la nazione e il mondo intero. È possibile però non confinare lo spirito riponendo al Signore Gesù ogni speranza, riavviando la fiducia, diffondendo non preoccupazione ma prudenza e rigoroso rispetto delle regole sanitarie. È dovere di ogni cristiano l’atto di carità nel non diffondere la pandemia. Signore sostenici, fa che possiamo veramente essere vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 12,14-21 di Martedì 24 novembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Lunedì della II settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Lunedì 23 novembre
San Colombano, abate

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano: “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”. È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”. Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie». Allora si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidone fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».” (Mt 11,16-24)

La predicazione della buona notizia anticipata da Giovanni Battista ora viene diffusa dallo stesso Gesù che riceve critiche. Queste erano anche per Giovanni il Battista e sembra proprio che nulla vada bene. Se prima c’era un asceta ora c’è una persona che si avvicina alle persone che hanno bisogno. La prima ha l’accusa di essere indemoniata, la seconda l’accusa di essere un manhìgione e beone, amico dei peccatori. Ma queste accuse nascondono gli stessi accusatori, loro sono i peccatori, loro sono coloro che non agiscono con amore e quello che dovevano fare non lo hanno compiuto. Donaci Signore in questo tempo epidemico di essere persone sempre vive, con speranza, costruttive. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 11,16-24 di Lunedì 23 novembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

II Domenica di Avvento

Tempo d’Avvento
Domenica 22 novembre
I figli del Regno

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quei giorni venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaia quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!». E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».” (Mt 3,1-12)

“Il regno dei cieli è vicino!”. Giovanni Battista predicava la vicinanza del regno dei cieli. Quale tipo di vicinanza? Arriva fra un momento all’altro? Una vicinanza temporale, fra poco giunge il regno! Oppure un regno dei cieli che è già vicino, già presente se pur in modo non compiuto a causa del peccato dell’uomo? L’evangelista Matteo poi aggiunge riferendosi al compito di Giovanni il Battista: “Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!”. Colui che rappresenta il regno dei cieli sta per arrivare ed è il Signore. Il regno dei cieli è vicino perché si fa vicino il Signore alle sue creature. Forse questa ultima osservazione potrebbe essere quella che Giovanni Battista voleva esprimere. Forse. Il regno dei cieli è vicino perché Gesù sta per arrivare come uomo fra gli uomini e in questo c’è la vicinanza del regno dei cieli attraverso un Dio fatto uomo in mezzo alle sue creature. Per preparare bene l’accoglienza del Signore Gesù c’è poi un forte e deciso invito alla conversione per non trovarsi impreparati a Colui che battezzerà in Spirito santo e fuoco. Attraverso il battesimo in un cammino di conversione c’è il perdono, è una delle espressioni massime della misericordia di Dio, un atto gratuito grazie alla venuto di Gesù Cristo. Tempo d’attesa, tempo imprevedibile vissuto da tutti noi dove non si può programmare quello che saranno le prossime settimane e il Natale. Tempo di affidamento al Signore, tempo di riscoperta della fede. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 3,1-12 di Domenica 22 novembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Sabato della I settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Sabato 21 novembre
Presentazione della B.V. Maria

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì. Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele».” (Mt 10,1-6)

Vi erano i dodici apostoli al seguito di Gesù che li inviò alle pecore perdute della casa d’Israele. Una importante missione per annunciare la possibilità della salvezza anche dove vi era quella convinzione che nulla poteva ormai essere salvato, e viceversa, dove vi era la convinzione di essere certamente fra i salvati. L’annuncio del Vangelo dei discepoli diventa cosa fondante ed è accompagnata da segni di guarigione per molte persone che erano guarite da malattie e infermità. Oggi chiediamo al Signore di guarire dalla infermità e immobilismo spirituale, d’essere vivi in questo momento d’epidemia dove vi sono sia alcune persone che non ne percepiscono affatto la gravità, ed altre che al contrario ne sentono un peso estremo sulle spalle. Dona a tutti noi Signore l’equilibrio e la responsabilità in questo periodo epidemico per essere persone spirituali, con parole d’incoraggiamento e di speranza nel rispetto rigoroso delle indicazioni sanitarie che è un grande atto di carità. Vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 10,1-6 di Sabato 21 novembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Venerdì della I settimana di Avvento

Tempo d’Avvento
Venerdì 20 novembre
Beato Samuele Marzorati

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!». ” (Mt 9,35-38)

Gesù si accorse che le folle che lo seguivano erano alla ricerca di un pastore, di una persona che finalmente potesse guidarle. Queste persone che lo seguivano erano stanche, sfinite, non avevano una direzione dove poi trovare il ristoro per la propria anima, erano “come pecore che non hanno pastore”. Quest’attenzione di Gesù verso la povertà di queste persone, dovrebbe essere presente nei pastori, nei sacerdoti, perché anch’essi siano guide affidabili che diano una direzione buona alla loro comunità che le è stata affidata. Allora facciamo nostra la preghiera di Gesù: “Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!». Manda guide vere e buone, dona in questo tempo epidemico sempre la solidarietà vicini con il cuore, lontani con il corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 9,35-38 di Venerdì 20 novembre 2020, – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)