Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c’è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».” (Mt 7,1-5)
Il Signore Gesù vorrebbe essere vicino ad ognuno in questa Quaresima. Perché possiamo essere raggiunti dalla sua amicizia dovremmo togliere via alcuni impedimenti, sarebbe meglio tutti ma per l’uomo non è possibile neanche individuarli tutti.
Uno degli aspetti che mortifica lo spirito è il giudizio quando questo non è necessario farlo, o quando è espresso in maniera superficiale e senza approfondire. Questo mette in difficoltà il prossimo con accuse che troppo spesso sono infondate, e questo è un grave peccato.
Un altro aspetto è quello di innalzarsi come persona migliore volendo correggere a sproposito l’altrui persona. Spesso capita che il difetto personale è assai più grave di quello che si vuole correggere all’altra persona.
Un buon esame di coscienza, un cammino che vada verso l’umiltà sono già aspetti chiarificatori per riuscire a correggersi e diventare persone amiche di Gesù.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Matteo 7,1-5 di Lunedì 15 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Domenica 14 marzo Domenica “del Cieco”
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Passando, il Signore Gesù vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe» – che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so».
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!».
Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!».
Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». ” (Gv 9,1-38b)
“Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.” (Giovanni 9,7b) Gesù, luce del mondo, illumina le fragilità dell’uomo, le sue mancanze, le sue omissioni nella indifferenza, i giudizi troppo sommari e superficiali, le parole dette senza il collegamento con la mente e lo spirito, e quelle azioni così superficialmente fatte facendo del male a se stessi e alle altre persone. Gesù, luce del mondo, illumina. “Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.” Una persona cieca dalla nascita è raggiunta dalla grazia di Dio. Gli è chiesto di andare, lavarsi, tornare. Vi sono delle azioni che il cieco è chiamato a fare. La prima è quella della fiducia riguardo la verità della Parola del Signore, il fidarsi del Signore. La seconda è quella di agire prontamente su questa fiducia, e quindi il cieco si mette in moto, lascia lì il suo immobilismo, e nella speranza si avvia verso quella piscina indicatagli da Gesù. La terza è quella di lavarsi gli occhi, cioè l’azione volontaria di accettare di togliere la propria cecità, l’uscita dalla condizione di immobilismo. Una volta ottenuta la vista il cieco ritorna. L’azione guaritrice del Signore Gesù diventa efficace se questa viene accettata dall’uomo capendo la propria imperfezione, i propri peccati. È la riconciliazione, la rinnovata comunione con il Signore che era andata incrinandosi o addirittura persa. L’azione guaritrice nella riconciliazione, e qui si intende anche il Sacramento della Chiesa, rinnova l’uomo in una gioia interiore nella scoperta di una profonda novità nel cuore. “Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.” Gesù, luce del mondo, aiutaci a riacquistare la vista dalla cecità di vite ripiegate su se stesse, chiuse nell’egoismo, non affacciate all’amore. Aiutaci a essere persone che si rinnovano in una profonda riconciliazione. Aiutaci in questa epidemia! Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Giovanni 9,1-38b) di Domenica 14 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.
Chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.” (Mc 6,6b-13)
Nel Vangelo di Marco, Gesù invia i Dodici a due a due perché inizino loro a diffondere la gioia del perdono mandando via il male. Per far questo Gesù gli dona il potere di mandare via il male, “dava loro potere sugli spiriti impuri”, e liberare le persone dalla schiavitù del peccato. Magari sono convinto di non essere un peccatore, oppure di fare alcuni sbagli comunque non gravi. Magari sbaglio. Forse mi giustifico in tutto per quello che faccio e quando gli altri fanno le stesse cose, li sì che c’è l’errore e il peccato! Forse dovrei mettermi in fila, chiedere perdono, ricevere quella liberazione d’amore che il Signore Gesù vuole donarmi. Gesù, Figlio del Dio vivente, abbi pietà di me peccatore! Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Marco 6,6b-13 di Sabato 13 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Venerdì 12 marzo GIORNO ALITURGICO
Riflessione
3° VENERDÌ DI QUARESIMA IN RITO AMBROSIANO
Nel Rito Ambrosiano la Quaresima dura 40 giorni dalla 1° Domenica di Quaresima (21 febbraio 2021) a Giovedì Santo (1° aprile 2021). I Venerdì di Quaresima sono senza l’Eucarestia (aliturgici o anaeucarisitci, non vengono celebrate Messe e non si distribuisce la Comunione) per vivere in modo profondo la Passione e morte del Signore. Vengono di norma celebrate comunitariamente una o più VIA CRUCIS e si prega davanti alla Croce del Signore.
PREGHIERA A GESÙ CROCIFISSO
Eccomi, o mio amato e buon Gesù che alla tua Santissima presenza prostrato, ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati, e di proponimento di non offenderti, mentre io con tutto l’amore e la compassione vado considerando le tue cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di Te, o Gesù mio, il santo profeta Davide: «Hanno trapassato le mie mani e i miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa».
“Voi cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi.” (Giovanni 8,37) Questo versetto tratto dal Vangelo di Domenica scorsa, “Di Abramo”, ha accompagnato la terza settimana di Quaresima, e dovremmo chiederci quali sono le resistenze personali che impediscono di accogliere la Parola del Signore. Certo, l’abilità umana nel giustificare se stessi è alta, e in un cammino quaresimale è bene andare verso il cambiamento non facile dell’umiltà, dell’accoglienza della Parola del Signore per diventare persone che si correggono e accolgono la correzione altrui. Davanti alla Croce del Signore, è possibile abbattere le resistenze e accettare la correzione con il suo perdono e il suo sguardo verso le miserie presenti nel cuore di ognuno (misericordia). Gesù, dalle tue sante piaghe doni te stesso per ogni persona e perché vi sia comunità. Col tuo preziosissimo sangue aiutaci a visitare la nostra miseria confidano nel tuo amore. Sii la nostra guida, il nostro primo riferimento per diventare persone migliori, vere, in una continua conversione a te. Aiutaci in questo periodo di estrema pandemia a essere persone di fede, speranza e di carità di vicinanza spirituale, perché nessuno si senta solo e abbandonato ma accompagnato da una solidarietà che solo da una comunità può nascere e diffondersi. Ti adoriamo Signore Gesù, dalle tue sante piaghe hai redento il mondo! Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Venerdì 26 febbraio 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».” (Mt 6,25-34)
“Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia”
Le preoccupazioni soprattutto in questo tempo epidemico sono tante e si sovrappongo l’una sull’altra. L’insegnamento di questo vangelo è di non essere solamente ripiegati sulle preoccupazioni ma di volgere lo sguardo verso la cosa importante che è l”amore, la carità, che fanno parte degli aspetti della giustizia di Dio.
Una eccessiva preoccupazione fa in modo che tutto il nostro pensiero, e tutta la nostra persona sia su quel particolare problema togliendo via tutto il resto fra cui la carità. Solo quel problema rimane presente e induce alla alla cecità non vedendo più nulla di altro.
Senza scartare ma mettendo nella giusta considerazione il problema, è necessario aprirsi anche alle altre cose, alle relazioni che altrimenti sarebbero mortificate.
Gesù, aiutaci a essere persone di fede e di considerare sempre anzitutto “il regno di Dio e la sua giustizia”.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Matteo 6,25-34 di Giovedì 11 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassìnano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassìnano e non rubano. Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.
La lampada del corpo è l’occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra! Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».” (Mt 6,19-24)
Il vero tesoro non è in terra, non è ,l’accumulo di capitali, proprietà ma neanche notorietà, bellezza estetica, potere, dominio. Tutte queste cose si devono conservare e difendere e certo non portano alla felicità.
Il vero tesoro è interiore, nel cuore, e se questo è indirizzato verso l’amore, la carità, la fede, la speranza come valori principali, allora è un tesoro che nessuno può rubare, è un tesoro che è nei cieli, è la via della felicità.
La semplicità è una componente importante per essere persone vere e luminose che hanno un tesoro nei cieli.
In questa quaresima si potrebbe pensare la bellezza di essere persone che agiscono senza furbizie, astuzie ma con semplicità, schiettezza, diffondendo quell’amore, quella amicizia, quella speranza di cui tutti oggi abbiamo bisogno; questo è il vero tesoro.
Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Matteo 6,16-24 di Mercoledì 10 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà» ” (Mt 6,16-18)
Nel tempo quaresimale è prassi anche fare dei sacrifici personali come ad esempio digiunare o astenersi da qualche tipo di cibo (dolci o alcolici o cibi ricercati ecc.) mettendo da parte quello che si risparmia per poi offrirlo in elemosina. Questa pressi è cosa sana per persone che stanno bene di salute. È bene tenerla nel segreto per non vantarsi e inorgoglirsi, sicuri che «il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà». Inoltre si allena il controllo di se, cosa importante nella vita spirituale in un cammino che è sempre di conversione e, in particolare in questa Quaresima, di correzione. Gesù, in questo momento di grave epidemia, aiutaci nel cammino quaresimale, per essere persone che hanno la gioia di capire quali sono le proprie resistenze, la volontà di migliorarsi, e diffondere speranza nei cuori. Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Matteo 6,16-18 di martedì 9 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Lunedì 8 marzo Esercizi Spirituali Parrocchiali
Lettura e commento del Vangelo del giorno. Il Vangelo e una breve riflessione negli Esercizi Spirituali sono qui di seguito.
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe»” (Mt 6,7-15)
Ecco il Padre Nostro, la preghiera insegnataci da Gesù nella traduzione in lingua italiana del 2008, quella che da poco tempo viene anche detta comunitariamente durante le Messe. Il Papa Benedetto XVI approvò la nuova traduzione della Bibbia fra cui anche la rinnovata traduzione del Padre Nostro. È stato necessario questo cambiamento poiché nella lingua italiana potevano essere interpretate le ultime parole della preghiera come se Dio provocasse di sua iniziativa le tentazioni all’uomo: “e non ci indurre in tentazione” invece della traduzione attuale “non abbandonarci alla tentazione”. La nuova traduzione fu dunque approvata dal predecessore di Papa Francesco, Benedetto XVI. Papa Francesco ha poi solamente introdotto la traduzione rinnovata nel riti della Santa Messa. La preghiera è importante, non è da trascurare, collega l’uomo a Dio e l’uomo ne ha bisogno altrimenti si dimentica di Dio. Una preghiera quotidiana è necessaria per ogni fedele per attuare un cammino di fede e di conversione del cuore e in questa Quaresima aiuta anche nella correzione e nella scoperta di almeno una cosa da correggere. Padre nostro, aiutaci come figli e figlie che faticosamente possano corregersi reciprocamente e aiutarsi in questo periodo di estrema epidemia. Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Matteo 6,7-15 di Lunedì 8 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Tempo di Quaresima Domenica 7 marzo Domenica “di Abramo”
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO “In quel tempo. Il Signore Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. Per quale motivo non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alla mia parola. Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli era omicida fin da principio e non stava saldo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna. A me, invece, voi non credete, perché dico la verità. Chi di voi può dimostrare che ho peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non ascoltate: perché non siete da Dio». Gli risposero i Giudei: «Non abbiamo forse ragione di dire che tu sei un Samaritano e un indemoniato?». Rispose Gesù: «Io non sono indemoniato: io onoro il Padre mio, ma voi non onorate me. Io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca, e giudica. In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.” (Gv 8,31-59)
“Voi cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi.” (Giovanni 8,37) In questa settimana dedicata anche agli Esercizi Spirituali, ci accompagna questo versetto del Vangelo di Giovanni, nello specifico riguarda la difficoltà di accogliere la Parola del Signore. I Giudei non volevano accogliere la Parola detta da Gesù, non solo non trovava accoglienza in loro ma vi era anche un atteggiamento prestabilito, avevano già giudicato Gesù e senza averlo attentamente ascoltato esprimevano una forte resistenza nei confronti della novità portata da Gesù. Eppure questi Giudei avevano inizialmente creduto in lui ma il loro cuore nel contempo si era indurito. In loro vi erano radicate delle convinzioni e delle rigidità che potevano essere giustificate dalla Legge mosaica se letta e interpretata in modo rigido, farisaico. Ora se Gesù faceva un miracolo nel giorno del riposo sabbatico, allora secondo queste persone prendendo alla lettera la Legge, era un peccatore perché aveva fatto un lavoro non elencato fra quelli permessi nel giorno di sabato, non doveva guarire una persona. Ma in questo mancava il cuore: è stata salvata una persona. Così Gesù rispondendo loro: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono» per quei Giudei diventa subito reo di morte poiché si è fatto come Dio, e solo Dio può chiamarsi “Io Sono”, secondo la Legge. Ma davanti a loro c’era Dio e non lo avevano riconosciuto. Nella nostra imperfezione, in un cammino di correzione fraterna e individuale, dovremmo mettere bene alla luce le nostre singole resistenze, quei atteggiamenti di non ascolto, di rigidità nei confronti di correzioni e nei confronti della Parola del Signore. L’abilità umana nella rigidità consiste anche nel sorvolare subito quel versetto del Vangelo che va contro la propria convinzione personale, lo si elimina, lo si lascia nell’oblio. Al contrario, dovrebbe essere subito memorizzato e chiedersi il perché quella Parola del Signore è per me difficile. Lasciarla decantare nel proprio cuore forse è la cosa giusta e l’inizio per abbattere alcune resistenze in un cammino di correzione. In questa Quaresima chiediamo sempre l’aiuto del Signore Gesù, un aiuto anche per affrontare bene questo periodo di estrema pandemia e in una correzione fraterna e individuale che può sfociare nella gioia pasquale. Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Giovanni 8,31-59 di Domenica 7 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì.” (Mc 6,1b-5)
Dove il Signore è considerato poco o addirittura disprezzato, difficilmente potrà fare qualche cosa perché manca la fede. A volte si è fermati da ragionamenti che non vanno oltre alla realtà oggettiva come è successo nella sua patria. Come era possibile che Gesù avesse una straordinaria sapienza senza aver ricevuto istruzione? Questo provocava scandalo. La povertà di queste persone è che non riuscivano ad andare oltre ad ogni possibilità terrena. Non era forse possibile che quanto meno Gesù avesse ricevuto una sapienza dal cielo? Gesù stesso è Dio e quindi la sua sapienza è comunque completa e infinita. Gli abitanti del luogo dove era cresciuto Gesù, pur non conoscendo la sua divinità, potevano fare almeno un piccolo passo e dare la possibilità di una sapienza ricevuta quanto meno dal cielo. L’invito è quello di non fermarsi mai a quelle sicure convinzioni poiché c’è sempre qualche cosa che non si considera e la grazia di Dio può entrare in gioco e rivoluzionare tutto quanto. Vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Marco 6,1b-5 di Sabato 6 marzo 2021 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)