Mercoledì della settimana della V domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo la Pentecoste
Mercoledì 30 settembre
san Gerolamo, sacerdote e dottore della Chiesa

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui». Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda.” (Lc 20,27-40)

Coloro che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, saranno in uno stato di vita ricolmo di amore in assenza della tendenza al male, del male stesso ma ogni bene vi sarà. In questo contesto non vi è più necessità di una relazione coniugale, del marito, della moglie, si è già in una condizione di vita molto differente da quella che si vive sulla terra. Si è figli di Dio, figli della risurrezione. Facciamoci stupire di quello che sarà dopo l’esperienza terrena, dove la fede si tramuterà in certezza e visione. Lo stupore accompagnerà coloro che approderanno nella beatitudine celeste. In questo passaggio terreno siamo chiamati a vivere l’amore con intensità secondo le capacità di ognuno dirigendoci verso una vita che non ha mai fine. Facciamoci stupire dal Signore. Gesù aumenta la nostra speranza, la nostra fede.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 20,27-40 di Mercoledì 30 settembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santi Michele, Gabriele e Raffaele, arcangeli

Tempo dopo la Pentecoste
Martedì 29 settembre
Santi Michele, Gabriele e Raffaele, arcangeli – Festa

Letttura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».” (Gv 1,47-51)

I santi arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele hanno dei ruoli specifici: Michele si oppone a Satana, Gabriele porta importanti annunci di Dio all’uomo, Raffaele soccorre e guarisce l’uomo. Michele (Chi è come Dio?) combatte contro Satana, difende e protegge. Gabriele (Forza di Dio) annunzia a Zaccaria la nascita di Giovanni Battista e a Maria quella di Gesù. Raffaele (Dio ha guarito), accompagna, custodisce e guarisce l’uomo. Vi è un soccorso divino attraverso creature angeliche che contribuiscono alla salvezza dell’uomo. Intervengono eccezionalmente e in momenti decisivi della storia dell’umo. Sono segno dell’amore di Dio che ha per le sue creature, e attraverso gli arcangeli è intervenuto in importanti momenti della storia della salvezza. «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo». Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele aiutateci a combattere e a sconfiggere questa Pandemia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 1,47-51 di Martedì 29 settembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della V domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo la Pentecoste
Lunedì 28 settembre
beato Luigi Monza, sacerdote

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù prese a dire al popolo questa parabola: «Un uomo piantò una vigna, la diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano per molto tempo. Al momento opportuno, mandò un servo dai contadini perché gli dessero la sua parte del raccolto della vigna. Ma i contadini lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandò un altro servo, ma essi bastonarono anche questo, lo insultarono e lo mandarono via a mani vuote. Ne mandò ancora un terzo, ma anche questo lo ferirono e lo cacciarono via. Disse allora il padrone della vigna: “Che cosa devo fare? Manderò mio figlio, l’amato, forse avranno rispetto per lui!”. Ma i contadini, appena lo videro, fecero tra loro questo ragionamento: “Costui è l’erede. Uccidiamolo e così l’eredità sarà nostra!”. Lo cacciarono fuori della vigna e lo uccisero. Che cosa farà dunque a costoro il padrone della vigna? Verrà, farà morire quei contadini e darà la vigna ad altri». Udito questo, dissero: «Non sia mai!». Allora egli fissò lo sguardo su di loro e disse: «Che cosa significa dunque questa parola della Scrittura: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo?”. Chiunque cadrà su quella pietra si sfracellerà e colui sul quale essa cadrà verrà stritolato». In quel momento gli scribi e i capi dei sacerdoti cercarono di mettergli le mani addosso, ma ebbero paura del popolo. Avevano capito infatti che quella parabola l’aveva detta per loro.” (Lc 20,9-19)

Nella parabola Gesù racconta di un uomo che mise a disposizione la sua vigna a dei contadini. Quest’uomo se ne va via lontano. Ora ogni contadino avrebbe dovuto essere fedele al suo compito considerando la vigna non come sua ma di quell’uomo e pagando l’affitto a tempo debito. Così i sacerdoti, gli scribi, avrebbero dovuto fare la stessa cosa, essere fedeli al compito assegnatogli, considerare le persone fedeli non come propria proprietà facendo perlopiù i loro interessi ma persone da guidare verso Dio. In questo periodo di sofferenza a causa della Pandemia vi sono purtroppo oggi anche nella Chiesa di Gesù chi si comporta in modo sbagliato facendo i propri interessi e creando difficoltà per tutti i fedeli e i sacerdoti onesti. Gesù dona a queste persone della tua Chiesa la grazia di accorgersi del gravissimo comportamento sbagliato immerso nei valori mondani del potere e del denaro, e dona a queste persone il pentimento e la conversione del cuore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 20,9-19 di Lunedì 28 settembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

V Domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo la Pentecoste
Domenica 27 settembre
V Domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. I farisei, avendo udito che il Signore Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».” (Mt 22,34-40)

L’uomo ha bisogno di comandamenti, ha bisogno di essere guidato da alcune indicazioni importanti da rispettarle sempre. Questo è una conseguenza della fragilità dell’umano agire. Se l’uomo è lasciato senza alcuna direzione, educazione, tende ad agire non bene, è la conseguenza del peccato originale e fa parte della millenaria storia della salvezza dell’uomo. Lasciato a se compie scelte che creano divisioni, possesso, menzogne, omicidi. Con una educazione e il rispetto di alcune basilari regole etiche, è possibile essere persone con la dignità. Queste regole, queste indicazioni importanti sono state espresse con i dieci comandamenti, con la Legge ebraica con più di 600 norme da rispettare. Ma tutto può essere riassunto con un comandamento, o meglio due simili: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”». Il comandamento dell’amore, quello vero, gratuito che non vuole nulla in cambio perché amando si è già nella pienezza dell’amore di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 22,34-40 di Domenica 27 settembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della IV domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo la Pentecoste
Sabato 26 settembre
santi Cosma e Damiano, martiri

Lettura e coomento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Entrato in Cafàrnao, venne incontro al Signore Gesù un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va’, avvenga per te come hai creduto». In quell’istante il suo servo fu guarito. Entrato nella casa di Pietro, Gesù vide la suocera di lui che era a letto con la febbre. Le toccò la mano e la febbre la lasciò; poi ella si alzò e lo serviva.” (Mt 8,5-15)

Un centurione, oggi diremo un capitano dell’Esercito, tiene molto a un suo servo ed è preoccupato per la sua salute e la sua sofferenza. Non si tratta di un suo sottoposto di grado ma di una persona che è direttamente a suo servizio. Il centurione è umanamente attento a questo servo con una certa compassione che non lo fa restare in pace a causa della forte sofferenza. Poi dimostra anche la fede riconoscendo Gesù come persona che può agire come vuole e ha la possibilità di guarire il suo servo. Gesù ne rimane ammirato, raramente ha incontrato persone con una fede così forte. Quella attenzione che il centurione ha avuto nei confronti del suo servo, dovrebbe essere presente nel cristiano. La preghiera, la Messa, l’attenzione verso il prossimo sono caratteristiche importanti per vivere il cristianesimo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 8,5-15 di Sabato 26 settembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della IV domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo la Pentecoste
Venerdì 25 settembre
Sant’Anàtalo e tutti i santi vescovi milanesi – Festa

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».” (Mt 7,24-27)

L’ascolto della Parola del Signore pone delle fondamenta robuste proporzionalmente alla fedeltà dell’ascolto, della perseveranza. Questo dev’essere attento, umile, in modo da recepire quello che il Signore vuole dire ad ognuno. Grazie allo Spirito Santo, la Parola del Signore è sempre nuova e assume sfaccettature e significati talvolta inediti, personalizzati, unici. Ponendo come cosa importante l’ascolto della Parola, la costruzione del proprio edificio spirituale diventa mano a mano sempre più robusta su fondamenta forti che possono resistere alle tempeste delle tentazioni. Signore aumenta la nostra fede e l’attenzione alla tua parola.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 7,24-27 di Venerdì 25 settembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della IV domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo la Pentecoste
Giovedì 24 settembre
santa Tecla, martire

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo: «Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore. Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli!». Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre».” (Lc 19,37-40)

Gesù si avvicina alla città di Gerusalemme e vi era entusiasmo per i molti segni che aveva fatto. Viene accolto con gioia ed esultanza ma vi era chi criticava e non era più disposto a vedere per capire chi era veramente Gesù. Alcuni farisei si oppongono a Gesù che a sua volta li richiama per la loro estrema cecità: anche i sassi sarebbero in grado di capire. La gioia che Gesù vuole donare è sempre ampia e supera ogni aspettativa. Se si è disposti a far cadere il muro personale di cecità che impedisce al Signore di agire, allora è possibile incominciare a ricevere la gioia che il Signore vuole donare.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Giulitta e Quirico, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 19,37-40 di Giovedì 24 settembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della IV domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo la Pentecoste
Mercoledì 23 settembre
san Pio da Pietrelcina, sacerdote

Lettura e commento del vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Mentre stavano ad ascoltare queste cose, il Signore Gesù disse ancora una parabola, perché era vicino a Gerusalemme ed essi pensavano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all’altro. Disse dunque: «Un uomo di nobile famiglia partì per un paese lontano, per ricevere il titolo di re e poi ritornare. Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d’oro, dicendo: “Fatele fruttare fino al mio ritorno”. Ma i suoi cittadini lo odiavano e mandarono dietro di lui una delegazione a dire: “Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi”. Dopo aver ricevuto il titolo di re, egli ritornò e fece chiamare quei servi a cui aveva consegnato il denaro, per sapere quanto ciascuno avesse guadagnato. Si presentò il primo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate dieci”. Gli disse: “Bene, servo buono! Poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città”. Poi si presentò il secondo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate cinque”. Anche a questo disse: “Tu pure sarai a capo di cinque città”. Venne poi anche un altro e disse: “Signore, ecco la tua moneta d’oro, che ho tenuto nascosta in un fazzoletto; avevo paura di te, che sei un uomo severo: prendi quello che non hai messo in deposito e mieti quello che non hai seminato”. Gli rispose: “Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato: perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l’avrei riscosso con gli interessi”. Disse poi ai presenti: “Toglietegli la moneta d’oro e datela a colui che ne ha dieci”. Gli risposero: “Signore, ne ha già dieci!”. “Io vi dico: A chi ha, sarà dato; invece a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. E quei miei nemici, che non volevano che io diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me”».” (Lc 19,11-27)

Gesù dice una parabola probabilmente per mettere alla luce una idea di Dio molto diffusa e non corretta. Uno dei servi a cui il nobile aveva dato una moneta d’oro la restituisce senza alcun frutto perché aveva paura di lui, della sua severità, del prendere quello che non ha seminato. Questa è una idea di un Dio che non perdona, che condanna e punisce senza indugio. Gesù tenta di diffondere la misericordia, la volontà di salvezza per l’uomo anche quando continua a sbagliare. C’è un Dio che è anche paziente, aspetta la conversione del peccatore e non un Dio che lascia senza alcuna possibilità dopo lo sbaglio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Giulitta e Quirico, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 19,11-27 di Mercoledì 23 settembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della IV domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo la Pentecoste
Martedì 22 settembre
Beato Luigi Maria Monti, religioso

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù si avvicinava a Gerico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!». Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato». Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.” (Lc 18,35-43 )

La forza della fede è nel cieco di Gerico. Esso vedeva più a fondo di tante altre persone, aveva capito che Gesù è la persona giusta cui fidarsi e affidarsi, da cui può provenire ogni guarigione, quella più importante dell’anima. Allora si comincia a vedere, a accorgersi che la fede salva, non è un qualche cosa da aggrapparsi perché non c’è null’altro, è la cosa più importante dell’anima e questo il cieco di Gerico lo aveva ben capito. “E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato»”.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Giulitta e Quirico, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 18,35-43 di Martedì 22 settembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

S. Matteo, apostolo ed evangelista

Tempo dopo la Pentecoste
Lunedì 21 settembre
S. Matteo, apostolo ed evangelista

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Andando via, il Signore Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: Misericordia io voglio e non sacrifici. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori». Allora gli si avvicinarono i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno. Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».” (Mt 9,9-17)

Matteo, seduto al banco delle imposte, si alza: ha incontrato Gesù che lo chiama. Non ha titubanza ma prontezza alla chiamata del Signore. Capisce che la sua vita era fatta di espedienti, di cose non oneste di quella attività che si lo faceva arricchire di beni ma lo faceva impoverire nell’anima. Si alza. La sua vita da seduto diventa in piedi, finalmente si muove e può riniziare a vivere nella sequela del Signore Gesù. Il Signore non è venuto per punire, per condannare i peccatori ma per salvarli, per dare una gioia nel cuore nella certezza di un Dio che esprime: «Misericordia io voglio e non sacrifici.». Gesù dona molto a chi si converte, gioia, speranza, vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Giulitta e Quirico, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 9,9-17 di Lunedì 21 settembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)