Venerdì della settimana della XI domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Pentecoste
Venerdì 21 agosto
San Pio X, papa

Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Per questo io vi dico: non preoccupatevi per la vita, di quello che mangerete; né per il corpo, di quello che indosserete. La vita infatti vale più del cibo e il corpo più del vestito. Guardate i corvi: non séminano e non mietono, non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. Quanto più degli uccelli valete voi! Chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? Se non potete fare neppure così poco, perché vi preoccupate per il resto?».” (Lc 12,22-26)

Il valore della vita è unico e inestimabile, il passaggio terreno che ognuno sta facendo è unico e non ripetibile una seconda o terza volta.
Se questa unica vita terrena è spesa nell’unica ricerca del benessere, nel cibo, nei vestiti, nel possedere, allora è vissuta sotto tono e male. Vi è qualche cosa che è molto più grande che merita attenzione e diventa scopo della stessa esistenza: amare Dio e il prossimo, vivere la carità, puntare sulla vita eterna che già qui ha le sue espressioni se si riesce ad allontanarsi dagli esclusivi beni terreni. Il guadagno di una vita che diventa spirituale è la pienezza dell’anima che si dirige verso la sua naturale direzione, verso Dio.
Gesù aiuta ognuno a essere persona viva, con i piedi per terra e con lo sguardo verso i beni celesti.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.(Spunto dal Vangelo secondo Luca 12,22-26 di Venerdì 21 agosto 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)</em></span></span></span></p>

Giovedì della settimana della XI domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Pentecoste
Giovedì 20 agosto
San Bernardo, abate e dottore della Chiesa

Lettura e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Uno della folla disse al Signore Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede». Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».” (Lc 12,13-21)

La questione della eredità è motivo troppo spesso di discussione, divisione fra molte famiglie. Dietro queste situazioni c’è il volere possedere e si producono buone giustificazioni come ad esempio: questo è per i figli, per i nipoti, per il loro futuro e si dice che è per loro che si fanno queste cose. Si va in tribunale e ci si rovina fegato e vita.
Spesso un esame di coscienza fa capire che quella eredità in realtà è il desiderio di gestirla e possederla con una valida giustificazione. È la via dell’egoismo, della divisione, della anti carità. È la via di “quello dei piani di sotto”.
Il possedere troppo spesso è la mortificazione dell’anima e diventa il progetto di vita: possedere sempre di più.
Il non possedere rende persone libere. Si tratta di possedere il giusto come mezzo per vivere e nulla di più. Il di più può diventare una cattiva via. Vi sono persone che hanno fatto promessa o addirittura voto di povertà: sono persone libere di camminare con il valore profondo del Vangelo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 12,13-21 di Giovedì 20 agosto 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della XI domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Pentecoste
Mercoledì 19 agosto
San Giovanni Eudes, sacerdote

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio. Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato. Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».” (Lc 12,8b-12)

Riconoscere Gesù davanti alle altre persone sembrerebbe in prima istanza qualche cosa di facile, ovvio. Non è così. Vi sono molti luoghi dove si è presi alla berlina se si è semplicemente credenti. In questi contesti, e sono molti, riconoscere Gesù come via principale della esistenza pone in una situazione di difficoltà anche con conseguenze nel lavoro, nello studio, nelle relazioni sociali. La tentazione è quella di non dire nulla, far finta di essere non credente e sorvolare ogni bestemmia o false dicerie sulla religione. Ma chi ha il coraggio di non nascondere la propria fede con umiltà, senza contrapposizioni e violenze, allora sarà riconosciuto “davanti agli angeli di Dio”. Ma non solo, si diventa persone con la propria dignità che sostengono il proprio credo senza rinnegarlo.
Signore, aiutaci a essere credenti senza vergogna ma con la gioia d’esserlo nel cuore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 12,8b-12 di mercoledì 19 agosto 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della XI domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Pentecoste
Martedì 18 agosto

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui. Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!».” (Lc 12,4-7)

C’è un valore inestimabile di ogni uomo di ogni donna davanti a Dio. Unici e irripetibili, ognuno ha la possibilità di vivere una esistenza straordinaria. Eppure c’è la tentazione, Colui che ha il potere di gettare nella Geènna, la totale e definitiva separazione dell’anima da Dio: l’Inferno. Una esistenza che potrebbe essere bella e viva può diventare lontana da Dio e tutta mirata al peccato.
Basta ricordarsi del valore di ognuno davanti a Dio, al suo dolore se ci si perdesse, alla gioia di essere nella sua comunione nella eternità, dove vi è la pienezza della vita e della gioia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 12,4-7 di Martedì 18 agosto 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della XI domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Pentecoste
Lunedì 17 agosto
San Massimiliano Maria Kolbe, sacerdote e martire

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Si erano radunate migliaia di persone, al punto che si calpestavano a vicenda, e il Signore Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli: «Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze».” (Lc 12,1-3)

Gesù, aveva messo in luce l’ipocrisia dei dottori della legge che impedivano alle altre persone la conoscenza della verità e per questa ragione c’era il rischio che molte persone si potessero perdere.
Si radunarono allora migliaia di persone attorno a Gesù. C’era fame di verità , di parole vere e diverse da quelle dei dottori della legge.
Necessita un cambiamento, una verità interiore nell’uomo che deve rimanere lontano da macchinazioni, da strategie segrete per contrastare le persone considerate avversari. Nessuno dev’essere considerato un impedimento, un avversario, tuttalpiù una persona che ha bisogno di aiuto o una persona che può fare bene e meglio.
Tutte le macchinazioni segrete verranno alla luce davanti al Signore.
Signore dona verità, luce interiore per essere persone sincere dentro.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 12,1-3 di lunedì 17 agosto 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

XI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Pentecoste
Domenica 16 agosto

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi».” (Mt 10,16-20)

I discepoli del Signore sono chiamati a essere suoi imitatori, persone mansuete che non reagiscono alla violenza verbale e fisica con la violenza. C’è il modo evangelico d’agire, difficile per via della fragilità umana che troverebbe sempre facili le vie di fatto. Si tratta di essere “prudenti come i serpenti e semplici come le colombe”. Quindi non persone ingenue e bonaccione ma intelligenti nella loro semplicità. Lo Spirito del Signore accompagna discepoli fedeli e agisce in loro con una irresistibile azione da lasciare spesso l’interlocutore stupito.
Gesù aiutaci a essere piccoli discepoli del tuo amore per diffondere nel mondo la speranza di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 10,16-20 di Domenica 16 agosto 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Assunzione della B. V. Maria

Tempo dopo la Pentecoste
Sabato 15 agosto
Assunzione della B. V. Maria, Solennità

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Lettura del Vangelo e commento

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L’AUDIO DELL’ULTIMA MESSA SUL SITO DELLA VIGILIA DELL’ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA.

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre».” (Lc 1,39-55)


L’incontro di Maria e Elisabetta. È un incontro di gioia, Elisabetta e Maria si rendono conto che sono state entrambe visitate da Dio. Alla prima le è stato donato un figlio che diventerà colui che prepara le strade al Signore, a Maria le è stato donato d’essere la Madre di Dio. La gioia di Maria e Elisabetta è intensa, il Signore Dio è presente e vuole essere nella sua creazione con un figlio e questo attraverso la loro collaborazione. Il Signore non vuole disfarsi della sua creazione ma la ama talmente che l’unico figlio di Dio sarà presente nella creazione e questo compiendo intera mente la vita di un uomo: dal concepimento, alla nascita, fino alla morte. Il sì di Maria è il permesso che questo accadesse in lei senza che ella dubitasse dell’Annunciazione.
Per questo la Madonna fu assunta in cielo in anima e corpo al termine della sua esistenza terrena ed ora è la Regina dell’universo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 1,39-55 di Sabato 15 agosto 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della X domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Pentecoste
Venerdì 14 agosto
San Simpliciano, vescovo.

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Lettura del Vangelo e commento

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito! Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite. Per questo la sapienza di Dio ha detto: “Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno”, perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione. Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito». Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca” (Lc 11,46-53)

Una deviazione verso i propri interessi invece di essere servitori del Signore come dovevano fare quei dottori della legge, porta a disperdere le persone che dovevano essere guidate, condotte verso la conoscenza del Signore Dio, verso l’agire bene e in modo semplice. Ma questi dottori della legge nascondono, anzi hanno portato “ via la chiave della conoscenza”. Questa è una delle tentazioni più sottili, quella di lasciare nella ignoranza per non avere poi concorrenza nelle generazioni future. Questo interesse personale fa decadere la società e la porta verso una devoluzione e a una minore possibilità di salvezza per molti. È veramente un grave peccato.
Signore aiutaci a trasmettere la bellezza della fede, della conoscenza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 11,46-54 di Venerdì 14 agosto 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della X domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Pentecoste
Giovedì 13 agosto
Ss. Ponziano papa, e Ippolito, sacerdote, martiri

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Lettura del Vangelo e commento

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L’audio della Messa.
IL SERVIZIO DELLA MESSA ON LINE STA PER TERMINARE.
L’ULTIMA CELEBRAZIONE SARÀ QUELLA DELLA VIGILIA DELL’ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA IL 14 AGOSTO 2020.

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro. Ma guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».” (Lc 11,37-44)

Per prima cosa vengono la giustizia e l’amore di Dio. Poi vengono tutte le altre cose senza trascurarle. La cosa fondamentale è essere persone giuste secondo il criterio evangelico. Per prima cosa viene quella attenzione rispetto alle persone che sono in una condizione di difficoltà qualsiasi essa sia come la malattia o la povertà o la solitudine senza approfittarsi della loro debolezza. Questa è già un’ottima forma di giustizia calata nella carità. Sì, perché si costruisce pace con comportamenti giusti. Poi si possono e devono fare anche tutte le altre cose che si possono scegliere come i fioretti, i digiuni, l’elemosina. Queste ultime non possono sostituire le prime ma possono essere un veicolo perché poi si comino opere di giustizia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 11,37-44 di Giovedì 13 agosto 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della X domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo la Pentecoste
Mercoledì 12 agosto
Santa Giovanna Francesca Frémiode Chantal

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Lettura del Vangelo e commento

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L’audio della Messa.
IL SERVIZIO DELLA MESSA ON LINE STA PER TERMINARE.
L’ULTIMA CELEBRAZIONE SARA’ QUELLA DELLA VIGILIA DELL’ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA IL 14 AGOSTO 2020.

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Ninive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona. Nessuno accende una lampada e poi la mette in un luogo nascosto o sotto il moggio, ma sul candelabro, perché chi entra veda la luce. La lampada del corpo è il tuo occhio. Quando il tuo occhio è semplice, anche tutto il tuo corpo è luminoso; ma se è cattivo, anche il tuo corpo è tenebroso. Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebra. Se dunque il tuo corpo è tutto luminoso, senza avere alcuna parte nelle tenebre, sarà tutto nella luce, come quando la lampada ti illumina con il suo fulgore».” (Lc 11,31-36)

Gesù non viene riconosciuto ne come profeta e tanto meno come figlio di Dio, come Dio. Aveva compiuto molte guarigioni ma queste non erano guardate come la prova della signoria di Gesù.
Era la luce venuta nel mondo e la sua volontà è che, anche oggi, tutti diventiamo luminosi nella semplicità. La via dell’essere persone semplici è maestra per essere vere. Uno sguardo che inizia a complicarsi la vita in giudizi sommari e di condanna, è uno sguardo di tenebra dove la persona si spegne e perde la sua luminosità.
Signore aiutaci a essere veri, sinceri, semplici e luminosi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 11,31-36 di Mercoledì 12 agosto 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)