Tempo di Natale Sabato 2 Gennaio Ss. Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno, vescovi e dottori della Chiesa
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Simeone accolse il bambino Gesù tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele»” (Lc 2,28b-32)
Simeone accoglie il Signore Gesù Bambino fra le sue braccia e non può che benedire Dio con il suo cantico. È momento di gioia, di presenza viva di Gesù per chi vuole accoglierlo. Simeone nel suo cantico, che viene detto ogni sera nella ultima preghiera della giornata (compieta), rivela la salvezza a tutti i popoli in quella luce che è speranza viva per ogni fedele. In questo periodo natalizio, dona Signore a noi tutti la grazia d’essere portatori della tua luce. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Luca 2,28b-32 di Sabato 2 Gennaio 2021 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.” (Lc 2,18-21)
Il nome Gesù, Yeshuà in aramaico, significa Dio è salvezza, e per essere precisi “JHWH è salvezza” dove JHWH è il tetragramma sacro, cioè il nome di Dio non pronunciabile nella fede ebraica. Per questo i fratelli e sorelle ebrei sostituiscono il nome impronunciabile con Adonai (e non Geova che è uno strafalcione per ogni ebreo!), e in italiano si dice Signore. Otto giorni dopo la nascita, gli viene imposto il nome Gesù, il Signore è salvezza. Il Signore è veramente salvezza e possiamo confidare e sperare nella sua azione. Lo scopo è una storia di salvezza dove ognuno abbia la possibilità di essere salvato. In questa pandemia che è molto presente e tutt’altro sul finire, vi sono stati tanti cambiamenti e prese di coscienza. Non possiamo essere soli, dobbiamo essere solidali gli uni con gli altri sapendo bene che ne usciremo solo con una solidarietà e presa di responsabilità. Questo è solo uno dei importanti cambiamenti cui dovremmo fare fronte nel 2021, anno del Signore. Questo con l’aiuto del Signore può essere possibile. Auguri. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Luca 2,18-21 di Venerdì 1° Gennaio 2021 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)
Tempo di Natale Giovedì 31 Dicembre Ottava di Natale
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il padre e la madre del Signore Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».” (Lc 2,33-35)
Dopo quaranta giorni dalla nascita, Gesù è presentato al Tempio. C’è l’incontro con il vecchio Simeone che attendeva la manifestazione del Signore e profetizza a Maria lo scopo di questa nascita. Saranno svelate le verità di molti cuori, ci sarà un sconvolgimento in Israele dove Gesù con la verità farà cadere alcuni e rialzare altri. L’essere madre di Gesù non è comunque garanzia dell’assenza di problemi e di turbamenti. Simeone profetizza che vi sarà quel dolore intenso che sarà di Maria e accadrà quando Gesù verrà crocefisso. L’essere cristiano non allontana i problemi ma aiuta ad affrontarli, non allontana i dolori ma aiuta a viverli. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Luca 2,33-35 di Giovedì 31 Dicembre 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)
Tempo di Natale Mercoledì 30 Dicembre Ottava di Natale
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Una donna dalla folla alzò la voce e disse al Signore Gesù: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!»” (Lc 11,27b-18)
Vi è la beatitudine della maternità, l’essere madre del Signore Gesù. Questa beatitudine è solo della Beata sempre Vergine Maria. Vi è un’altra beatitudine: l’ascolto attento della Parola di Dio e considerarla importante mettendola in pratica. Questa beatitudine è disponibile a tutte le persone che vogliano aderirvi, è universale. Gesù si riferisce a questa seconda beatitudine perché può essere raggiunta da ogni persona che si impegni, mentre la prima beatitudine, esclusiva della Beata sempre Vergine Maria, non può essere raggiunta da nessuna altra persona. Possiamo dunque essere beati se lo vogliamo, con quella attenzione alla Parola di Dio e alla sua osservanza. Non si tratta di mettere in pratica dei regolamenti, ma di essere sempre più in rapporto con il Signore Gesù. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Luca 11,27b-18 di Mercoledì 30 Dicembre 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)
Tempo di Natale Martedì 29 Dicembre Ottava di Natale
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino». Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».” (Mt 2,19-23)
Giuseppe, obbediente all’angelo del Signore, rientra nella terra di Israele. Ma qui ebbe paura di Archelao successore di Erode. Il Signore si fa vicino anche nei timori personali e indica una via alternativa nella città di Nàzaret in Galilea. Questa località è lontana da Archelao e questo tranquillizza Giuseppe. A Nàzaret il Bambino Gesù crescerà come ogni bambino con l’affetto dei suoi genitori. Il Signore conosce bene il cuore di ogni persona, aiuta, viene incontro considerando anche i timori personali, i punti deboli. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Matteo 2,19-23 di Martedì 29 Dicembre 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)
Tempo di Natale Lunedì 28 Dicembre Festa dei Santi Innocenti Martiri
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo». Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio». Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi. Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremia: «Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più».” (Mt 2,13b-18)
Alcuni bambini dai due anni in giù furono uccisi per ordine di Erode, si presume che fossero alcune decine al massimo, dato che Betlemme era un villaggio e nella regione circostante vi erano pochi nuclei abitativi. Erode arrivò a questa decisione perché temeva quel nuovo Re che era nato a Betlemme e lo considerava una minaccia per il suo potere e per quello della sua discendenza. Una decisione che disprezza la vita, diffonde dolore, rancori, incita l’odio. Erode valutò male e la sua decisione fu di estrema cattiveria; quel Re nato a Betlemme sarà invece di pace e nulla gli importerà dei poteri terreni ma solamente della salvezza di ogni uomo e di ogni donna. Santi Innocenti martiri, con la vostra intercessione donate pace. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Matteo 2,13b-18 di Lunedì 28 Dicembre 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)
Tempo di Natale Domenica 27 Dicembre Festa di san Giovanni Evangelista
Lettura e commento del Vangelo
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Pietro: «Seguimi». Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?». Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera.” (Gv 21,19c-24)
Al temine del Vangelo secondo Giovanni c’è il “seguimi” di Gesù rivolto a Pietro. L’invito è di essere colui che, a capo della Chiesa, abbia sempre come riferimento Gesù. Pietro dovrà seguire fedelmente d’ora in poi l’insegnamento del Signore, dovrà esserne il suo vicario in terra. Il Signore non lascia l’uomo solo, gli concede responsabilità e azione nella storia della salvezza. In questo importante momento del “seguimi” rivolto a Pietro, un altro discepolo, san Giovanni, li seguiva. Il più giovane degli Apostoli era probabilmente anche il più benvoluto da Gesù e per questo gli era concessa una certa libertà di movimento. San Giovanni evangelista, la festa di oggi, ha una rilevanza per questa considerazione di Gesù. San Giovanni aveva una fede ferrea ed era sotto quella Croce con la Madonna quando Gesù la affidò come sua madre poco prima che tutto fosse compiuto. San Giovanni evangelista fu investito di questa grazia, era il primo figlio di Colei che sarebbe diventata la madre della Chiesa. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Giovanni 21,19c.24 di Domenica 27 Dicembre 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)
Tempo di Natale Sabato 26 Dicembre Festa di santo Stefano, primo martire
Lettura e commento del Vangelo.
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato. Se io non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato».” (Gv 15,18-22)
Santo Stefano il primo martire, ucciso a causa della fede per il Signore Gesù Cristo. L’invidia, la gelosia che hanno come conseguenza l’odio sono le cause che hanno causato questo primo martirio. L’odio è quel sentimento di forte e perdurante malevolenza, dove si desidera il male o la rovina altrui. Questa è stata la causa di quel martirio di S. Stefano che ci fa mettere i piedi per terra subito dopo lo stupore di un diverso Natale del nostro Signore. La bellezza della celebrazione della nascita è seguita subito da una delle più crudeli forme di ingiustizia, la lapidazione calunniosa di S. Stefano. Il tempo di Natale dunque ci offre questa alternanza di dolcezza divina e crudeltà umana. Signore, aiuta tutti noi a custodire nel cuore la gioia del Natale e di non essere fra quelli che condannano con superficialità. Custodiamo nel cuore la gioia, l’umiltà, la speranza, la fede. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Giovanni 15,18-22 di Sabato 26 Dicembre 2020, – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)
Il VANGELO DELLA NOTTE DI NATALE
“In quel tempo. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.” (Gv 1,9-14)
Il VANGELO DEL GIORNO
“In quei giorni. Un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama». ” (Lc 2,1-14)
Un bambino. Novità, speranza, futuro. Novità è la presenza di un piccolo bambino che si affaccia a questo mondo e vorremmo tanto far vedere solo cose belle a quei occhi che guarderanno, far udire solo dolci parole all’udito che si affina, fare fare i primi passi solo in ameni paesaggi per quei primi movimenti di gioia. Speranza è in quel piccolo perché potrebbe essere molto differente da noi e portare finalmente un messaggio di vera pace, di gioia, di luce che fende le tenebre della pandemia. Una speranza che arriva dall’amore di questo bambino dove il mio io rimane disarmato, in un possibile amore che si apre verso altre persone, sempre ad almeno un metro di distanza. Futuro è quel piccolo bambino così fragile e così bisognoso di tutto. Ha bisogno della vicinanza amorevole dei suoi genitori, di essere accudito in ogni cosa, di ricevere tenerezza e affetto. Ha bisogno di sentirsi accolto e benvoluto perché possa essere una persona speciale che doni luce, via, verità e vita. Benvenuto piccolo Gesù in questo mondo così martoriato, malato di Covid e non solo, così assetato di te anche se spesso non lo sa. Benevento piccolo Gesù, per ognuno, per ogni persona, credente o non credente, accesa o spenta, entusiasta o disillusa, innamorata o abbandonata. Benvenuto piccolo Gesù, per chi non sa dove posare il capo povero fra i poveri. Benvenuto piccolo Gesù, per i malati quando la speranza e il conforto diventano parole lontane e si vede solo qualche viso ben mascherato con quei dispositivi di protezione individuale. Benvenuto, per chi è morto dentro, vivo nel corpo e magari anche in salute ma mortificato da continue ingiustizie, angherie, calunnie, ruberie. Benvenuto piccolo Gesù per quella persona da tutti dimenticata. “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo”. Benvenuto Cristo Signore, luce vera nel mondo, luce di vicinanza e non accecante, che si fa vicino dove è accolto, accettato, per portare un po’ di serenità in mezzo a questa pandemia. Benvenuto Gesù piccolo bambino che chiedi di essere accolto e non vuoi importi e dettare normative o fardelli pesanti. Chiedi di essere scelto, di essere amato e di stare nella legge dell’amore. Un piccolo Bambino che è Dio entra nella sua creazione come creatura, umile, nella povertà, nella semplicità. Quella culla fatta di fieno diventa la più preziosa dell’universo, quella stalla, quella grotta diventa luogo di adorazione, luogo di Dio fra gli uomini. Benvenuto Gesù in questo mondo perché tu possa essere una persona speciale con dei doni: novità, speranza, futuro. Novità che è la speranza di un futuro. Luce che riscalda i cuori sofferenti, via per dirigere i passi verso il bene, verità senza compromessi e vita per tornare a vivere in questa pandemia. Buon Natale. (Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.)
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dai Vangeli secondo Giovanni e Luca di Venerdì 25 Dicembre 2020, – – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)
Tempo d’Avvento Giovedì 24 Dicembre mattina della Vigilia
Lettura e commento dell’Epistola
Epistola
“Fratelli, ancora un poco, un poco appena, e colui che deve venire, verrà e non tarderà. Il mio giusto per fede vivrà; ma se cede, non porrò in lui il mio amore. Noi però non siamo di quelli che cedono, per la propria rovina, ma uomini di fede per la salvezza della nostra anima.” (Eb 10,37-39)
Un poco, un poco appena. È molto vicina la celebrazione della memoria del Natale del Signore Gesù. C’è una gioiosa attesa in un tempo che è cambiato per le molte costrizioni che ognuno deve osservare in modo scrupoloso, per le sofferenze, malattie ecc., e fra poco si realizza nella venuta di Gesù che può essere nella esistenza di ognuno. Questo Natale in questa di pandemia, può diventare più vero, sentito, dove l’affidamento a Gesù diventa non fatto solo di parole ma sincero. Gesù vieni! Gesù vieni nei cuori di ognuno che ti vuole accogliere. Sempre vicini con il cuore, lontani con il corpo.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti. Vicario delle Parrocchie: Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI (Spunto dalla Lettera agli Ebrei 10,37-39 di Giovedì 24 Dicembre 2020, – – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)