VI Domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo la Pentecoste
Domenica 4 ottobre
DOMENICA DELL’ULIVO

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stringiti le vesti ai fianchi e servimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».” (Lc 17,7-10)

Essere giudicato inutile è quanto meno deprimente. “Sono inutile, non servo a nulla, che cosa mi rimane?”. Solo una depressione davanti a me… Ma non è questo cui si riferisce il Vangelo che invita forse a una laboriosità fatta d’amore. Nel Vangelo essere servo inutile è cose differente perché prima si è fatto tutto quello che si doveva fare e al termine della giornata si diventa servo inutile perché non vi è nulla da fare ancora. Rendersi conto di essere una piccola parte che contribuisce o tenta di dare qualche cosa alla giornata è senz’altro cosa buona. E in più, rendersi conto al termine della giornata che non si è il re o la regina ma un piccolo collaboratore, un piccola collaboratrice, fa solo bene all’anima. Il non insuperbirsi giova.
In questa DOMENICA DELL’ULIVO, c’è la possibilità per ognuno di essere un piccolo collaboratore che dona speranza verso un futuro libero dall’epidemia. Ci siamo ancora dentro e quel piccolo ulivo nella Chiesa sarà simbolo di questa speranza che si possa realizzare appieno durante il 2021. L’ulivo nelle Chiese di tutta la Diocesi di Milano rappresenta un gesto per uscire da questa epidemia ancora nel pieno della sua forza. Ma la forza dell’amore è molto più grande dell’epidemia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 17,7-10 di Domenica 4 ottobre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della V domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo la Pentecoste
Sabato 3 ottobre
Beato Luigi Talamoni, sacerdote

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri»” (Gv 15,12-17)

Amici di Gesù, amici di Dio si diventa se si rispetta bene il comandamento dell’amore: “che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi” dice il Signore Gesù. Un amore intenso che è gratuito, non vuole nulla in cambio e guarda il bene delle altrui persone, il loro bene. Qui c’è l’assenza totale dell’amor proprio, quello per cui si fanno azioni, cose, per l’unico scopo di guadagnare qualche cosa per se. Qui c’è la pienezza dell’amore che dà molto alla persona che ama gratuitamente perché nulla cerca per se stessa. Se sei umile, se vuoi amare, se riesci ad amare secondo le proprie capacità, allora sei amico di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 15,12-17 di Sabato 3 ottobre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della V domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo la Pentecoste
Venerdì 2 ottobre
santi Angeli custodi

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Mentre tutto il popolo ascoltava, il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Guardatevi dagli scribi, che vogliono passeggiare in lunghe vesti e si compiacciono di essere salutati nelle piazze, di avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti; divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».” (Lc 20,45-47)

Gli scribi erano persone esperte di scrittura, dotti conoscitori di regole, della dottrina, della Legge. Avevano un ruolo importante nella società all’epoca di Gesù, e anche per loro il peccato, la tentazione era accovacciata vicino. Purtroppo si allontanarono dal loro compito e si avvicinarono all’apparire, all’essere visti e lodati dalle altre persone. Questo divenne importante per loro e divennero contro testimoni di Dio, quando dovevano invece trasmettere con la loro testimonianza i valori etici della dottrina ebraica. Questa tentazione è molto attuale oggi in tutti i campi e anche in quello religioso. Quando ci si accorge che l’essere lodati è qualche cosa che diviene importante, allora bisogna fermarsi, cercare il nascondimento e recuperare la gioia cristiana che altrimenti andrebbe perduta perché cercare i primi posti e il successo fa perdere il collegamento con Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 20,45-47 di Venerdì 2 ottobre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della V domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo la Pentecoste
Giovedì 1° ottobre
santa Teresa di Gesù bambino, dottore della Chiesa

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai Giudei: «Come mai si dice che il Cristo è figlio di Davide, se Davide stesso nel libro dei Salmi dice: “Disse il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra finché io ponga i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi”? Davide dunque lo chiama Signore; perciò, come può essere suo figlio?».” (Lc 20,41-44)

Il titolo di “Signore” era utilizzato solo per Dio o, in alcuni casi, per il Re. Davide in un salmo (110), chiama una persona della sua discendenza “Signore” cioè Dio. Vi sono due Signore nella frase, uno è il Re, l’altro è Dio “Disse il Signore al mio Signore”. Dunque Davide identifica che il Cristo figlio di Davide è in realtà Dio. Dalla discendenza davidica nascerà Giuseppe, il padre legale di Gesù Cristo che è Dio. Gesù fu preannunciato nelle scritture come quell’atto di misericordia di Dio per l’umanità, un Dio che non vuole che l’uomo si perda ma si salvi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 20,41-44 di Giovedì 1° ottobre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della V domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo la Pentecoste
Mercoledì 30 settembre
san Gerolamo, sacerdote e dottore della Chiesa

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui». Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda.” (Lc 20,27-40)

Coloro che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, saranno in uno stato di vita ricolmo di amore in assenza della tendenza al male, del male stesso ma ogni bene vi sarà. In questo contesto non vi è più necessità di una relazione coniugale, del marito, della moglie, si è già in una condizione di vita molto differente da quella che si vive sulla terra. Si è figli di Dio, figli della risurrezione. Facciamoci stupire di quello che sarà dopo l’esperienza terrena, dove la fede si tramuterà in certezza e visione. Lo stupore accompagnerà coloro che approderanno nella beatitudine celeste. In questo passaggio terreno siamo chiamati a vivere l’amore con intensità secondo le capacità di ognuno dirigendoci verso una vita che non ha mai fine. Facciamoci stupire dal Signore. Gesù aumenta la nostra speranza, la nostra fede.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 20,27-40 di Mercoledì 30 settembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santi Michele, Gabriele e Raffaele, arcangeli

Tempo dopo la Pentecoste
Martedì 29 settembre
Santi Michele, Gabriele e Raffaele, arcangeli – Festa

Letttura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».” (Gv 1,47-51)

I santi arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele hanno dei ruoli specifici: Michele si oppone a Satana, Gabriele porta importanti annunci di Dio all’uomo, Raffaele soccorre e guarisce l’uomo. Michele (Chi è come Dio?) combatte contro Satana, difende e protegge. Gabriele (Forza di Dio) annunzia a Zaccaria la nascita di Giovanni Battista e a Maria quella di Gesù. Raffaele (Dio ha guarito), accompagna, custodisce e guarisce l’uomo. Vi è un soccorso divino attraverso creature angeliche che contribuiscono alla salvezza dell’uomo. Intervengono eccezionalmente e in momenti decisivi della storia dell’umo. Sono segno dell’amore di Dio che ha per le sue creature, e attraverso gli arcangeli è intervenuto in importanti momenti della storia della salvezza. «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo». Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele aiutateci a combattere e a sconfiggere questa Pandemia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 1,47-51 di Martedì 29 settembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della V domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo la Pentecoste
Lunedì 28 settembre
beato Luigi Monza, sacerdote

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù prese a dire al popolo questa parabola: «Un uomo piantò una vigna, la diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano per molto tempo. Al momento opportuno, mandò un servo dai contadini perché gli dessero la sua parte del raccolto della vigna. Ma i contadini lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandò un altro servo, ma essi bastonarono anche questo, lo insultarono e lo mandarono via a mani vuote. Ne mandò ancora un terzo, ma anche questo lo ferirono e lo cacciarono via. Disse allora il padrone della vigna: “Che cosa devo fare? Manderò mio figlio, l’amato, forse avranno rispetto per lui!”. Ma i contadini, appena lo videro, fecero tra loro questo ragionamento: “Costui è l’erede. Uccidiamolo e così l’eredità sarà nostra!”. Lo cacciarono fuori della vigna e lo uccisero. Che cosa farà dunque a costoro il padrone della vigna? Verrà, farà morire quei contadini e darà la vigna ad altri». Udito questo, dissero: «Non sia mai!». Allora egli fissò lo sguardo su di loro e disse: «Che cosa significa dunque questa parola della Scrittura: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo?”. Chiunque cadrà su quella pietra si sfracellerà e colui sul quale essa cadrà verrà stritolato». In quel momento gli scribi e i capi dei sacerdoti cercarono di mettergli le mani addosso, ma ebbero paura del popolo. Avevano capito infatti che quella parabola l’aveva detta per loro.” (Lc 20,9-19)

Nella parabola Gesù racconta di un uomo che mise a disposizione la sua vigna a dei contadini. Quest’uomo se ne va via lontano. Ora ogni contadino avrebbe dovuto essere fedele al suo compito considerando la vigna non come sua ma di quell’uomo e pagando l’affitto a tempo debito. Così i sacerdoti, gli scribi, avrebbero dovuto fare la stessa cosa, essere fedeli al compito assegnatogli, considerare le persone fedeli non come propria proprietà facendo perlopiù i loro interessi ma persone da guidare verso Dio. In questo periodo di sofferenza a causa della Pandemia vi sono purtroppo oggi anche nella Chiesa di Gesù chi si comporta in modo sbagliato facendo i propri interessi e creando difficoltà per tutti i fedeli e i sacerdoti onesti. Gesù dona a queste persone della tua Chiesa la grazia di accorgersi del gravissimo comportamento sbagliato immerso nei valori mondani del potere e del denaro, e dona a queste persone il pentimento e la conversione del cuore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 20,9-19 di Lunedì 28 settembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

V Domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo la Pentecoste
Domenica 27 settembre
V Domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. I farisei, avendo udito che il Signore Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».” (Mt 22,34-40)

L’uomo ha bisogno di comandamenti, ha bisogno di essere guidato da alcune indicazioni importanti da rispettarle sempre. Questo è una conseguenza della fragilità dell’umano agire. Se l’uomo è lasciato senza alcuna direzione, educazione, tende ad agire non bene, è la conseguenza del peccato originale e fa parte della millenaria storia della salvezza dell’uomo. Lasciato a se compie scelte che creano divisioni, possesso, menzogne, omicidi. Con una educazione e il rispetto di alcune basilari regole etiche, è possibile essere persone con la dignità. Queste regole, queste indicazioni importanti sono state espresse con i dieci comandamenti, con la Legge ebraica con più di 600 norme da rispettare. Ma tutto può essere riassunto con un comandamento, o meglio due simili: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”». Il comandamento dell’amore, quello vero, gratuito che non vuole nulla in cambio perché amando si è già nella pienezza dell’amore di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 22,34-40 di Domenica 27 settembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della IV domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo la Pentecoste
Sabato 26 settembre
santi Cosma e Damiano, martiri

Lettura e coomento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Entrato in Cafàrnao, venne incontro al Signore Gesù un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va’, avvenga per te come hai creduto». In quell’istante il suo servo fu guarito. Entrato nella casa di Pietro, Gesù vide la suocera di lui che era a letto con la febbre. Le toccò la mano e la febbre la lasciò; poi ella si alzò e lo serviva.” (Mt 8,5-15)

Un centurione, oggi diremo un capitano dell’Esercito, tiene molto a un suo servo ed è preoccupato per la sua salute e la sua sofferenza. Non si tratta di un suo sottoposto di grado ma di una persona che è direttamente a suo servizio. Il centurione è umanamente attento a questo servo con una certa compassione che non lo fa restare in pace a causa della forte sofferenza. Poi dimostra anche la fede riconoscendo Gesù come persona che può agire come vuole e ha la possibilità di guarire il suo servo. Gesù ne rimane ammirato, raramente ha incontrato persone con una fede così forte. Quella attenzione che il centurione ha avuto nei confronti del suo servo, dovrebbe essere presente nel cristiano. La preghiera, la Messa, l’attenzione verso il prossimo sono caratteristiche importanti per vivere il cristianesimo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 8,5-15 di Sabato 26 settembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della IV domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo la Pentecoste
Venerdì 25 settembre
Sant’Anàtalo e tutti i santi vescovi milanesi – Festa

Lettura e commento del Vangelo

Il VANGELO DEL GIORNO
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».” (Mt 7,24-27)

L’ascolto della Parola del Signore pone delle fondamenta robuste proporzionalmente alla fedeltà dell’ascolto, della perseveranza. Questo dev’essere attento, umile, in modo da recepire quello che il Signore vuole dire ad ognuno. Grazie allo Spirito Santo, la Parola del Signore è sempre nuova e assume sfaccettature e significati talvolta inediti, personalizzati, unici. Ponendo come cosa importante l’ascolto della Parola, la costruzione del proprio edificio spirituale diventa mano a mano sempre più robusta su fondamenta forti che possono resistere alle tempeste delle tentazioni. Signore aumenta la nostra fede e l’attenzione alla tua parola.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Vicario delle Parrocchie:
Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
Madonna del Carmine, Villaggio Brollo in Solaro MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 7,24-27 di Venerdì 25 settembre 2020, – Tempo dopo la Pentecoste – Rito Ambrosiano)