VENERDÌ DELLA II SETTIMANA DI QUARESIMA

2° VENERDÌ DI QUARESIMA IN RITO AMBROSIANO

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Lettura e commento.

PREGHIERA A GESÙ CROCIFISSO
Eccomi, o mio amato e buon Gesù che alla tua Santissima presenza prostrato, ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati, e di proponimento di non offenderti, mentre io con tutto l’amore e la compassione vado considerando le tue cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di Te, o Gesù mio, il santo profeta Davide: «Hanno trapassato le mie mani e i miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa».

IN RITO AMBROSIANO Si può acquistare l’indulgenza plenaria nelle domeniche di Quaresima, recitando devotamente “PREGHIERA A GESÙ CROCIFISSO” davanti al Crocifisso dopo essersi comunicati.

Mio Signore e mio Dio, incomprensibile il tuo amore anche per me. Non m i capacito come questo possa essere presente nei tuoi pensieri. Eppure l’infinito tuo amore raggiunge anche me che non meriterei nulla. La tua grazia, la tua attenzione per ogni creatura umana è particolare e unica e impossibile all’uomo. Ti sei offerto con tutto te stesso senza risparmiarti nulla, offrendo una terribile sofferenza nel corpo e una estrema umiliazione del tuo spirito. Non hai alzato la voce e hai chiesto perdono per coloro che ti hanno trafitto. Hai dato la tua vita per i tuoi nemici perché potessero capire la grandezza del tuo amore che era ed è anche per loro. Dalla tua Croce scaturisce la speranza dell’umanità, sgorga il tuo sangue come viva fonte di vita e rinascita, sgorga l’acqua che toglie via la pesantezza dell’errore dell’umanità. Croce benedetta, salga a te la nostra preghiera.

Riflessione a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Nel Rito Ambrosiano la Quaresima dura 40 giorni dalla 1° Domenica di Quaresima (10 marzo) a Giovedì Santo (18 aprile). I Venerdì di Quaresima sono senza l’Eucarestia (aliturgici, non vengono celebrate Messe e non si distribuisce la Comunione) per vivere in modo profondo la Passione e morte del Signore. Vengono di norma celebrate comunitariamente una o più VIA CRUCIS e si prega davanti alla Croce del Signore.

GIOVEDÌ DELLA II SETTIMANA DI QUARESIMA

Lettura del Vangelo e commento

NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.

IL VANGELO DI GIOVEDÌ 21 MARZO:
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».” (Mt 6,1-6)

“La tua elemosina resti nel segreto”. In una conversione del cuore al Vangelo, si offre un bene oppure si fanno alcune cose per il bene di altre persone ma solo per questo motivo. Non dovrebbero essere presenti altri motivi. Se invece c’è il desiderio di essere visti, di ricevere qualche plauso o ringraziamento, di essere dominatori della situazione, allora bisognerebbe essere onesti con se stesso e capire in profondità che c’è ancora una profonda conversione del cuore da percorrere.
Quale è il tuo desiderio? Esiste un desiderio di fare del bene? Oppure esiste il desiderio di essere visti per il bene che compio per figurare come persona buona e generosa rispetto agli altri? Quale è il tuo desiderio?
Anche nel mondo del volontariato gratuito, nonostante il bene che si compie, possono esserci situazioni di dominio, di possesso, di gloria personale. A volte si crea un circolo chiuso dove altre persone che vorrebbero dare una mano non possono farlo. A volte c’è la pretesa di sapere il bene da fare per alcune persone bisognose, senza lasciare ad altri la possibilità di avvicinarsi. Altre volte ci si sostituisce alla persona bisognosa pensando di sapere bene quale cosa bisogna fare per lei e con molte insistenze ma in realtà creando solo disagio. Altre volte si cerca solo il complimento. In questi casi non c’è testimonianza del Vangelo ma di se stessi.
Quale è il tuo desiderio? C’è molta gioia nel donare gratuitamente senza cercare nulla, nessun torna conto, nessun dominio, nessuna pretesa di sapere tutto e tutti. Qui c’è la vera gratuità, qui c’è la testimonianza del Vangelo e la vera gioia nel cuore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 6,1-6 di giovedì 21 marzo 2019, – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

MERCOLEDÌ DELLA II SETTIMANA DI QUARESIMA

Lettura del Vangelo e commento

NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.

IL VANGELO DI MERCOLEDÌ 20 MARZO:
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.
Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».(Mt 5,38-48)

”Non opponetevi al malvagio”, “Amate i vostri nemici”. Due affermazioni che mettono alla prova chiunque. Come è possibile non opporsi a una persona malvagia, a un comportamento così ingiusto che ha come conseguenze danni alle persone e alle cose? Come è possibile porgere l’altra guancia? Eppure, senza trascurare la giustizia, è possibile avere un atteggiamento cristiano nei confronti a chi ti fa del male. La giustizia va sempre promossa, è lo stile che cambia. Quello cristiano è di comprendere il malvagio, di accompagnarlo nonostante il male subito. Questa è la via che può essere di riconciliazione in una strada che è articolata e difficile ma diventa possibile con l’aiuto del Signore Gesù.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 5,38-48 di mercoledì 20 marzo 2019, – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

SAN GIUSEPPE SPOSO DELLA BEATA VERGINE MARIA – SOLENNITÀ

Lettura del Vangelo e commento.

NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.

IL VANGELO DI MARTEDÌ 19 MARZO:
“In quel tempo. Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino». Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».” (Lc 2,41-49)

Un uomo mite, fedele. San Giuseppe lo sposo della Beata vergine Maria. Grazie alla sua fedeltà e umiltà stette vicino a Maria e al bambino Gesù in un totale servizio senza pretendere di vederne i risultati. Obbedì instancabilmente allo Spirito di Dio che gli indicava dove andare per custodire la Santa Famiglia. Emigrò all’estero per poi tornare in patria e tutto secondo le disposizioni di Dio. Educò nei primi anni della vita Gesù assieme a Maria. Gli insegnò il mestiere del falegname ma non vedette Gesù impegnato con i discepoli ad annunciare il Vangelo. Rimase fedele al suo compito senza vedere il realizzarsi l’annuncio dell’Angelo che ebbe in sogno. La grandezza di un uomo si realizza non con il conto delle proprietà o del numero dei figli o della posizione sociale ma nel servizio amoroso verso la sua famiglia nel condurla con speranza attraverso le varie difficoltà della vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Luca 2,41-49 di martedì 19 marzo 2019, – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

LUNEDÌ DELLA II SETTIMANA DI QUARESIMA

Lettura del Vangelo e commento

NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.

IL VANGELO DI LUNEDÌ 18 MARZO:
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore. Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna».” (Mt 5,27-30)

”Gettalo via da te”. Getta via ogni pensiero, ogni sguardo, ogni azione che possa distogliere te dalla buona via. Ogni giornata è composta da numerosissimi pensieri, sguardi, azioni alcuni dei quali possono essere di deviazione a quanto vorremmo fare di buono. “Gettali via da te”, porterebbero solo a intristire, a desiderare situazioni o persone con la possibilità di sofferenza anche per i propri cari. “Gettalo via da te” con coraggio per riconquistare la vita buona che vuole ridonare un po di armonia e pace, non solo alla propria esistenza, ma anche alle persone che possiamo incontrare. Con determinazione, con la preghiera, con l’aiuto del Signore diventano possibili dei cambiamenti che ora sembrano impossibili.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 5,27-30 di lunedì 18 marzo 2019, – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

DOMENICA DELLA SAMARITANA – II DI QUARESIMA

NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.


Lettura del Vangelo e commento.

IL VANGELO DI DOMENICA 17 MARZO:
“In quel tempo. Il Signore Gesù giunse a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».
In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui.
Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: “Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura”? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica».
Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».” (Gv 4,5-42)

Una donna samaritana giunge al pozzo per attingere acqua per portarla poi a casa. Gesù si fa avanti, le chiede di essere dissetato. Gesù entra in relazione con una persona che ha una molteplice sofferenza vissuta; ha convissuto con alcuni uomini e l’ultimo dei quali non è suo marito. Gesù è a conoscenza, – conosce il cuore di ognuno di noi e in modo molto approfondito più di quanto noi stessi ci conosciamo -, della situazione della donna e si fa avanti per condurla verso una esistenza piena di novità dove può trovare conforto e salvezza. Gesù non è venuto per condannare ma per annunciare la buona notizia, il Vangelo, Gesù è venuto per salvare. E per far questo accompagna questa donna verso la fede ma gradualmente finché ella non si rende conto che sta parlando con una persona che ha a che fare con Dio, e che poi la riconosce come un profeta e infine come il Cristo. Gesù con pazienza porta alla fede e a vita nuova, con pazienza e attesa. Questo oggi è per ogni persona, anche molto peccatrice ma che abbia la disponibilità di accogliere il Signore Gesù nella sua vita perché possa iniziare quel cammino di redenzione e d’amore che sfocia verso il perdono, la fede, la gioia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Giovanni 4,5-42 di Domenica 17 marzo 2019, – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

SABATO DELLA I SETTIMANA DI QUARESIMA

NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.

IL VANGELO DI SABATO 16 MARZO:
“In quel tempo. Il Signore Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato». Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato».” (Mt 12,1-8)

Raccogliere delle spighe in un campo è considerato un lavoro. Ma nel giorno di sabato per un ebreo praticante non si deve lavorare però i discepoli avevano fame. I farisei si limitano alla interpretazione letterale della Legge: i discepoli avevano lavorato e dunque avevano violato la Legge e meritavano di essere condannati perché erano nel peccato. Gesù invita a ragionare con il cuore, ad avere quella visione che alza gli occhi per vedere bene quali erano le circostanze: quelle spighe furono prese per placare la fame e non per raccoglierle per poi venderle o lavorarle. Da qui si poteva con serenità applicare la legge della misericordia perché i discepoli non avevano peccato.
Quante volte ho peccato giudicando delle persone solamente perché hanno trasgredito una norma o un particolare di una legge quando esse sono rette, oneste, generose?
Quante volte ho fatto finta di nulla verso persone disoneste e egoiste?
Signore aiuta il cammino della Quaresima perché possiamo diventare coraggiosi testimoni del Vangelo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 12,1-8 di sabato 16 marzo 2019, – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

VENERDÌ DELLA I SETTIMANA DI QUARESIMA

1° VENERDÌ DI QUARESIMA IN RITO AMBROSIANO

Nel Rito Ambrosiano la Quaresima dura 40 giorni dalla 1° Domenica di Quaresima (10 marzo) a Giovedì Santo (18 aprile). I Venerdì di Quaresima sono senza l’Eucarestia (aliturgici, non vengono celebrate Messe e non si distribuisce la Comunione) per vivere in modo profondo la Passione e morte del Signore. Vengono di norma celebrate comunitariamente una o più VIA CRUCIS e si prega davanti alla Croce del Signore.

NOTA: L’audio della Via Crucis viene rimosso dopo una settimana.

PREGHIERA A GESÙ CROCIFISSO
Eccomi, o mio amato e buon Gesù che alla tua Santissima presenza prostrato, ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati, e di proponimento di non offenderti, mentre io con tutto l’amore e la compassione vado considerando le tue cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di Te, o Gesù mio, il santo profeta Davide: «Hanno trapassato le mie mani e i miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa».

IN RITO AMBROSIANO Si può acquistare l’indulgenza plenaria nelle domeniche di Quaresima, recitando devotamente “PREGHIERA A GESÙ CROCIFISSO” davanti al Crocifisso dopo essersi comunicati.

Mio Signore Gesù, davanti alla tua Croce c’è il tuo non misurabile amore per me, e non riesco neanche a coglierne un piccolo frammento perché sono peccatore e fragile. Ma con la tua salvezza che scaturisce dalla tua Croce posso sperare nella tua infinita misericordia e imparare ad amarti e a considerarti sopra ogni cosa. O mio Gesù, fa che possa sgorgare amore per te dal mio cuore!

Riflessione a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

 

GIOVEDÌ DELLA I SETTIMANA DI QUARESIMA

NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.

IL VANGELO DI GIOVEDÌ 14 MARZO:
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».” (Mt 5,20-26)

Gesù chiede un passo avanti ai suoi discepoli, di essere persone che giudichino non in modo formale ma in modo nuovo, diverso da quello degli scribi e farisei. Chiede di metterci il cuore, dove la prima cosa è il profondo rispetto dell’altrui persona. Cosa fondamentale è spegnere i dissidi, promuovere la riconciliazione e il dialogo. Per questo necessita innanzitutto una via di perdono per iniziare una riconciliazione, cioè il sedersi attorno a un tavolo per poter comporre giustizia vicina alla verità. E questo con quello sguardo verso l’altro in cui si riconosce una persona con la propria dignità che ha sbagliato o che è stata danneggiata. Con questo riconoscimento è possibile costruire giustizia e sciogliere le tensioni verso un cammino di pace. Il rispetto dell’altrui persona è uno dei principali fondamenti del cristiano.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 5,20-26 di giovedì 14 marzo 2019, – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

MERCOLEDÌ DELLA I SETTIMANA DI QUARESIMA

NOTA: L’audio della Messa viene rimosso dopo una settimana.

IL VANGELO DI MERCOLEDÌ 13 MARZO:
“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».” (Mt 5,17-19)

Molte persone si resero conto che Gesù portava una novità di vita e di stile. Una vita spesa nella gratuità dell’annuncio ed era chiaro che questo non aveva altri scopi se non dare la possibilità di salvezza. Non vi era alcun interesse da parte di Gesù se non quello di amare e annunciare il Vangelo e si discostava parecchio dagli annunciatori della Legge, dagli scribi, dai farisei, dai capi dei sacerdoti.
Per questa ragione molti pensavano che avrebbe annunciato l’abolizione della Legge ma Gesù non era venuto ad abolire la Legge ma a darne il dovuto compimento. La Legge è senz’altro rispettata se una persona ama Dio e il prossimo. Senza conoscerne i precetti li rispetta perché ama. Non commetterà omicidi, adulteri, ruberie, false testimonianze, perché vive l’amore gratuito.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di:
don Felice Zaccanti, Cappellano Ospedali di Rho, MI
(Spunto dal Vangelo secondo Matteo 5,17-19 di mercoledì 13 marzo 2019, – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)