VII Giorno dell’Ottava del Natale del Signore

san Silvestro I, papa
Ultimo giorno dell’Anno del Signore 2024
Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Martedì 31 Dicembre 2024

“In quel tempo. Il padre e la madre del Signore Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».” (Lc 2,33-35)

Lo stupore non dovrebbe essere solo dei bambini come naturale reazione alle novità della vita, dovrebbe essere anche degli adulti quando arriva qualche cosa di nuovo e di bello. Lo stupore apre a una nuova possibilità di vita e di gioia.
Giuseppe e Maria rimasero stupiti del bimbo Gesù a quaranta giorni dalla sua nascita per un suo importante ruolo nella terra di Israele.
Questo non sarà solo di gioia e bellezza ma anche di molte tribolazioni. Gesù svelerà la verità di molti cuori radicati sulla apparenza e sull’opportunismo. Per questo il cuore della Madonna sarà trafitto a causa della durezza di cuore di molti in Israele che non riconosceranno in Gesù il Messia atteso.
Gesù, fa che in questo ultimo giorno dell’Anno 2024 dalla tua nascita possa essere anche e sopratutto di sguardo verso te.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 2,33-35 – Martedì 31 Dicembre 2024 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

VI Giorno dell’Ottava del Natale del Signore

Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Lunedì 30 Dicembre 2024

“n quel tempo. Una donna dalla folla alzò la voce e disse al Signore Gesù: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».” (Lc 11,27b-28)

E’ bello soffermarsi sulla beatitudine che è di Maria la madre di Dio, che esprime la vicinanza di Dio come affermato dalla voce di quella donna «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!».
Gesù fa ritornare verso un’altra beatitudine, una di tutti giorni e valida ancora oggi per ogni persona: l’ascolto e l’osservazione della parola di Dio.
Il Natale del Signore induce a guardarlo come piccolo bambino e ad ascoltarlo come Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,27b-28 – Lunedì 30 Dicembre 2024 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Domenica nell’Ottava del Natale del Signore

Cristo Verbo e Sapienza di Dio
Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Domenica 29 Dicembre 2024

“In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.” (Gv 1,1-14)

«In principio era il Verbo»
Prima dell’inizio della Creazione vi era l’esistenza al di fuori del tempo del Verbo, del Signore nostro Gesù Cristo. Prima che tutto fosse creato, prima della creazione di ogni temporalità, di ogni scorrere del tempo vi era il Verbo. Con la creazione Dio crea anche il tempo, quindi non esiste tempo prima della creazione ma esisteva Dio e il Verbo.
«e il Verbo era presso Dio»
Ecco dunque l’impossibilità dell’uomo di raggiungere Dio o meglio di sostituirsi a Dio poiché l’uomo è creato nel tempo e vive su questa terra legato allo scorrere dei giorni con una cadenza molto precisa. Fa parte della creazione di Dio.
Gesù Cristo è il Verbo e lui stesso è Dio:
«e il Verbo era Dio»
La creazione tutta è stata fatta per mezzo di Gesù, il Verbo, lo scorrere del tempo, l’universo, ogni creatura e l’uomo e la donna.
Lui ha voluto portarci vita, speranza, luce ma non è stato accolto da suoi che avrebbero dovuto riconoscerlo:
«In lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini;»
Se in questo Anno del Giubileo, un anno che si può di speranza, apriamo il cuore a Cristo, al Verbo, a Gesù, allora la sua infinita misericordia ci raggiunge e ci redime.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giobanni 1,1-14 – Domenica 29 Dicembre 2024 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Santi Innocenti, martiri

IV Giorno dell’Ottava di Natale
Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Festa
Sabato 28 Dicembre 2024

“In quel tempo. Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
«Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».
Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi. Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremia:
«Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più».” (Mt 2,13b-18)

Un grido di innocenti martiri di certo non sfugge al Signore, è un grido di una profonda ingiustizia nell’uccisione di piccoli innocenti e l’assurdità di cuori talmente induriti capici di uccidere infanti da due anni in giù.
La violenza è di ogni tempo. Anche oggi esiste e molti bombi innocenti sono uccisi dalla crudeltà e miopia dei potenti che considerano questo come un “effetto collaterale”, la strage di bimbi innocenti di ogni guerra.
Ma anche ogni abuso di un piccolo è come seminare morte nel suo cuore e sembra che solo alcuni starti sociali fra cui quelli religiosi, iniziano a compiere qualche cosa per indicare, condannare e iniziare a combattere questo dramma.
Natale significa anche voler bene ai piccoli regalando loro la possibilità di un futuro pieno di speranza. L’Anno giubilare è anche questo, donare la possibilità di sperare.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 2,13b-18 – Sabato 28 Dicembre 2024 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

San Giovanni, apostolo ed evangelista

III Giorno dell’Ottava del Natale del Signore
Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Festa
Venerdì 27 Dicembre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Pietro: «Seguimi».
Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».
Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera.” (Gv 21,19c-24)

Dopo l’invito di Gesù a seguirlo, Pietro si volta e vede il discepolo amato da Gesù, Giovanni evangelista cui oggi facciamo memoria.
Pietro è perplesso poiché li sta seguendo e domanda quale sarà la sorte di Giovanni. La risposta di Gesù è:
Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi»
Da una parte invita Pietro a disinteressarsi della sorte di Giovanni e dall’altra di confermare la libertà di Dio nella sue decisioni future, l’assoluta libertà delle azioni divine. Dio può decidere quello che vuole senza obbligarsi a anticipare alcuna decisione.
In questo periodo natalizio possiamo guardare con gioia nel cuore e speranza il futuro che può essere differente per una nostra scelta alla luce del Vangelo e dell’azione misericordiosa di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 21,19c-24 – Venerdì 27 Dicembre 2024 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Santo Stefano

Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Festa
Giovedì 27 Dicembre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato. Se io non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato».” (Gv 15,18-22)

Santo Stefano il primo dei martiri. Martire è colui che testimonia il cristianesimo, dando prova, in situazioni dove su può morire.
S. Stefano ha avuto questa assoluta certezza nella fede e nulla e nessuno avrebbe potuto fermare la sua testimonianza per Gesù. Perdona gli aggressori nella certezza di essere accolto fra le braccia di Dio. Perdona la loro insipienza nel non riconoscere che sono stati visitati da Cristo perdendo la gioia del Dio che si è fatto uomo per redimere il mondo.
«Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.»
La testimonianza di s. Stefano testimonia l’amore di Dio per l’umanità anche quella più ostile. Gesù bambino è venuto per ogni uomo, ogni donna.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 15,18-22 – Giovedì 26 Dicembre 2024 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Natale del Signore

Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Solennità
Mercoledì 25 Dicembre 2024

VANGELO DELLA VIGILIA:
“Così fu generato il Signore Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa «Dio con noi». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù.” (Mt 1,18-25)

VANGELO DELLA NOTTE:
“In quel tempo. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità. ” (Gv 1,9-14)

VANGELO DEL GIORNO:
“In quei giorni. Un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».” (Lc 2,1-14)

Nella notte, anche quella più buia può sempre risplendere la luce del Vangelo, risplende quel piccolo Bambino venuto al mondo per salvarlo.
Nella oscurità più tetra arriva la luce che fende ogni tenebra. Quel piccolo neonato è Dio ed è venuto a portare la speranza e pace tra gli uomini e le donne che egli ama.
Come i pastori siamo chiamati a diffondere quella gioia che un piccolo infante vuole donare ad ogni cuore che si apre a lui. C’è la buona notizia: c’è Gesù.
Maria «diede alla luce un figlio ed egli (Giuseppe) lo chiamò Gesù.»
«E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi»
«Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore»
Lui che si è fatto carne. Lui che è nato nella mangiatoia, cerca fede, cerca amore donandolo.
Un piccolo bimbo è venuto fra noi, per ridonare speranza, movimenti di pace, di solidarietà.
Quel piccolo bimbo disarma le armi più potenti e aggressive, armi di incredulità, di divisione, d’odio, e ricrea nelle coscienze d’ognuno quella novità che si chiama armonia, voglia di essere in pace nella giustizia, voglia di vera giustizia perché vi sia pace.
Quel piccolo bambino vuole ridonare speranza dove è stata smarrita, dove non c’è più lo sguardo verso il futuro e si è chini verso un destino inevitabile. Gesù bambino dona il coraggio di rialzarsi con quei piccoli ma importanti gesti di solidarietà che rendono vero il Natale.
La semplicità di Dio, che si rivela ai piccoli, a chi ha il cuore puro e aperto, è qui fra noi. Stupiti da un evento non immaginabile, ha voluto farsi creatura lui stesso.
Benvenuto Cristo Signore, luce vera nel mondo, luce di vicinanza e non accecante, che si fa vicino dove è accolto, accettato, per portare gioia e speranza.
Benvenuto Gesù piccolo bambino che chiedi di essere accolto, chiedi di essere scelto, di essere amato e di stare nella legge dell’amore.
Un piccolo Bambino che è Dio entra nella sua creazione come creatura, umile, nella povertà, nella semplicità. Quella culla fatta di fieno diventa la più preziosa dell’universo, quella stalla, quella grotta diventa luogo di adorazione, luogo di Dio fra gli uomini. E non è una reggia fatta di pietre preziose, è invece una reggia fatta d’amore.
Benvenuto Gesù in questo mondo perché tu possa essere una persona speciale con dei doni: novità, speranza nell’Anno Giubilare che inizia, “Pellegrini di Speranza”, futuro nella gioia. Novità che è la speranza di un futuro nella gioia. Benvenuto Gesù bambino.
Buon Natale

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 2,1-14 – Mercoledì 25 Dicembre 2024 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

VI feria prenatalizia “dell’Accolto”

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Lunedì 23 Dicembre 2024

“In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.” (Lc 2,1-5)

Un censimento fa in modo che Giuseppe con la sua sposa Maria vadano in Betlemme città d’origine di Giuseppe. Questo è il luogo dove il Signore Gesù verrà alla luce come neonato.
L’attesa del Natale si sta per compiere. Se il cuore dell’uomo si apre alla venuta del Signore Gesù, allora è raggiunto dalla sua grazia per un Natale che possa essere diverso.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 2,1-5 – Lunedì 23 Dicembre 2024 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Domenica dell’Incarnazione

o della Divina maternità della B.V. Maria
Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Domenica 22 Dicembre 2024

“In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».” (Lc 1,26-38a)

“ARRIVA LA SPERANZA”
Nella prima lettura della Domenica della divina Maternità della Beata Vergine Maria, il profeta Isaia preannuncia la venuta del Signore.
«Ecco ciò che il Signore fa sentire
all’estremità della terra:
“Dite alla figlia di Sion:
“Ecco, arriva il tuo salvatore;»

È il segno di un profondo cambiamento, dell’intervento divino e la promessa di un futuro favorevole dove si rinnova e riparte la speranza perché c’è la presenza di Dio fra il suo popolo amato.
«Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te»
Questo saluto premette la divina Maternità della Beata Vergine Maria, l’idea di Dio di voler nascere come uomo percorrendo la strada come ogni creatura umana a partire dal concepimento. Si realizza così la promessa dell’arrivo del salvatore. E oggi specialmente guardiamo al sì di Maria che accettò di diventare la madre di Dio:
«Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola»
Questo sì ha fatto in modo che si potesse realizzare la venuta fra noi del Signore Gesù, il Dio con noi. «Ecco, arriva il tuo salvatore;» Colui che vuole la salvezza di ognuno e lascia la libertà ad ognuno di accedervi o meno. Gesù sta per arrivare, vuol donarci la speranza in un anno che sarà pieno di “Pellegrini di Speranza”, l’Anno Giubilare.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,26-38a – Domenica 22 Dicembre 2024 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

V feria prenatalizia “dell’Accolto”

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Sabato 21 Dicembre 2024

“In quel tempo. Zaccaria, suo padre, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo:
“Benedetto il Signore, Dio d’Israele,
perché ha visitato e redento il suo popolo,
e ha suscitato per noi un Salvatore potente
nella casa di Davide, suo servo,
come aveva detto
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:
salvezza dai nostri nemici,
e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri
e si è ricordato della sua santa alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre,
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, in santità e giustizia
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,
per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza
nella remissione dei suoi peccati.
Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio,
ci visiterà un sole che sorge dall’alto,
per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre
e nell’ombra di morte,
e dirigere i nostri passi
sulla via della pace”.
Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.” (Lc 1,67-80)

La misericordia di Dio arriva in abbondanza su Zaccaria, padre di Giovanni il Battista, lo Spirito Santo è in lui e le parole sono profetiche, di benedizione, misericordia, liberazione. Zaccaria annuncia la visita del Signore Dio tramite un Salvatore potente discendente della casa di Davide. Suo figlio, Giovanni il Battista, sarà profeta dell’Altissimo con l’annuncio di una visita dall’alto. Dio. Zaccaria si sente perdonato, graziato in profonda comunione con il Signore e non può che dirlo con il suo cantico.“Benedetto il Signore, Dio d’Israele”
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,67-80 – Sabato 21 Dicembre 2024 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)