Venerdì della settimana della VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
san Giovanni XXIII, papa
Rito ambrosiano
Venerdì 11 Ottobre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo». Durante il giorno insegnava nel tempio; la notte, usciva e pernottava all’aperto sul monte detto degli Ulivi. E tutto il popolo di buon mattino andava da lui nel tempio per ascoltarlo.” (Lc 21,34-38)

Quanto sarebbe bello che i cuori non si appesantissero, rimanessero aperti allo stupore a all’amore. Questa è una idealità, di difficile applicazione ma non per i piccoli non appesantiti da mille cose della vita, dai molti affanni. Gli affanni della vita sono il maggior impedimento a un cuore che voglia veramente aprirsi alla novità di una vita che si può rinnovare grazie a Gesù.
Signore Gesù, aiuta i cuori appesantiti dai molti affanni perché liberi possano trovare la via della pace e della salvezza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 21,34-38 – Venerdì 11 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
san Daniele Comboni, vescovo
Rito ambrosiano
Giovedì 10 Ottobre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina». E disse loro una parabola: «Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».” (Lc 21,25-33)

Vi sarà un giorno la fine dei tempi. Non è dato a sapere all’uomo quando questa accadrà. Il pensiero a un termine del tutto è certo non rinfrancante, cosa sarà di tutto quello che è stato realizzato, di tutti i grandi passi dell’uomo nel progresso?
C’è qualche cosa di più importante che fa capire che tutto il realizzato è solo un mezzo per poter vivere e tendere l’esistenza verso l’eternità. Si chiama amore, carità.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 21,25-33 – Giovedì 10 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
san Dionigi, vescovo e compagni, martiri
Rito ambrosiano
Mercoledì 9 Ottobre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti».” (Lc 21,21-24)

C’è un cambiamento che provoca una distruzione e poi una nuova costruzione. Gerusalemme, in particolare il suo Tempio, costruzione maestosa, verrà distrutto. Inizia un nuovo tempo dove non vi è più il Tempio ma vi è il Signore che vuol essere tempio di ogni persona che crede e vuole essere fedele.
Un tempo purtroppo dove l’uomo senza lo sguardo sul Signore, continua a cadere nei suoi egoismi e non riesce a essere in una condizione di pace, di rispetto, di solidarietà.
Questo tempo avrà un giorno il suo termine con la venuta del Signore Gesù, la fine dei tempi, dove tutti gli egoismi non saranno più.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luce 21,21-24 – Mercoledì 9 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
sant’Anselmo di Lucca, vescovo
Rito ambrosiano
Martedì 8 Ottobre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».” (Lc 21,10-19)

Una vita che è protesa verso l’eternità. È quella dei discepoli che seguono Gesù, con la loro perseveranza nulla di essi andrà perduto anche in mezzo a grandi turbolenze della vita.
Sono inevitabili le molte sofferenze causate dagli uomini per via dell’egoismo ma la testimonianza di chi tenta di essere un fedele di Gesù è di grande speranza. Tutto può accadere, come “segni terrificanti dai cieli” ma se l’anima è protesa verso l’infinito, verso la speranza di una eternità, allora nulla andrà perduto.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luce 21,10-19 – Martedì 8 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
B.V. Maria del Rosario
Rito ambrosiano
Lunedì 7 Ottobre 2024

“In quel tempo. Mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, il Signore Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».” (Lc 21,5-9)

Vi è una realtà di questo mondo che passerà, rimarranno alcuni reperti delle costruzioni dell’uomo ma tutto passerà. Dovremmo sempre arricchirci della cosa importante e non è denaro, possedimenti ma la buona relazione con le persone, la buona relazione con Dio. Questa è la vera ricchezza che supera qualsiasi bene terreno.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luce 21,5-9 – Lunedì 7 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Rito ambrosiano
Domenica 6 Ottobre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».” (Mt 20,1-16)

Una straordinaria gratuità di un Padrone proprietario di una vigna. Questo padrone contro tutte le ragionevoli regole umane, dispensa la paga di un giorno a tutti i lavoratori che ha chiamato, sia per quelli chiamati al mattino presto, sia per quelli chiamati al tardo pomeriggio i quali hanno lavorato un’ora soltanto.
Umanamente dà il giusto ai lavoratori del mattino e troppo a quelli del pomeriggio. Quindi per regolare la cosa da un punto di vista umano avrebbe dovuto dare molto di più del pattuito ai lavoratori del mattino.
Ma si tratta invece di una generosità inusuale che il Signore vuole donare alle sue creature. C’è chi fin dall’infanzia tenta di seguire le regole d’amore della religione cristiana e c’è chi si accorge della bellezza del cristianesimo aderendovi dopo una vita magari dissoluta e egoistica. Entrambi avranno la ricompensa del regno dei cieli, della beatitudine.
C’è più gioia di un peccatore convertito che di novantanove giusti.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 20,1-16 – Domenica 6 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della V Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
Santa Faustina Kowalska
Rito ambrosiano
Sabato 5 Ottobre 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».” (Gv 15,12-17)

«Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.»
Come Gesù ha amato noi? Usando tutta la sua infinita e divina potenza unicamente a favore dell’uomo e mai contro l’uomo. Chi mai in possesso di una infinita potenza non la avrebbe usata magari solo per annichilire o azzittire un avversario? Non Gesù.
Gesù faceva e tutt’oggi fa solo miracoli, dei segni, a favore dell’uomo come le guarigioni da malattie e liberazioni dal male. Ecco la forma eccelsa d’amore che è lo stesso Signore Gesù. Se solo riuscissimo a imitarlo un poco questo mondo sarebbe molto diverso e libero da molte guerre.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 15,12-17 – Sabato 5 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Francesco d’Assisi

Tempo dopo Pentecoste
Festa
Rito ambrosiano
Venerdì 4 Ottobre 2024

“In quel tempo il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».” (Mt 11,25-30)

«troverete ristoro per la vostra vita»
L’invito di Gesù è di affidarsi a lui, di avvicinarsi alla sua persona e questo per tutte le persone oppresse, stanche. Vi sarà ristoro nell’anima.
Nella festa di san Francesco d’Assisi uno sguardo va verso il Creato cui facciamo parte, da custodire come cosa importante facente parte di noi e di chi verrà dopo di noi. San Francesco, “povero e umile, vero ritratto di Gesù Cristo, ha dato agli uomini disorientati e sconvolti del suo tempo esempi inesauribili di vita evangelica” (dalla lettura agiografica). C’è una grande ricchezza che supera ogni altra, quella di essere in comunione con Gesù, così san Francesco nella sua povertà e semplicità ha trovato la strada maestra per essere unito a Gesù e testimone dell’amore di Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 11,25-30 – Venerdì 4 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della V Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
santi Angeli custodi
Rito ambrosiano
Mercoledì 2 Ottobre 2024

“In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».
Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda.” (Lc 20,27-40)

I sadducei non credevano nella risurrezione dai morti. Chi oggi crede nella risurrezione? Forse un poco di persone credenti nelle diverse confessioni cristiane e anche in altre religioni. Molti non credono più e la disillusione porta anche a una vita senza la speranza.
Gesù è colui che afferma la risurrezione, provata e donata. Abramo, Isacco e Giacobbe sono chiamati da Mosè nella Bibbia come persone vive nonostante siano morti da molto tempo. Il nostro Signore ama la vita:
«Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 20,27-40 – Mercoledì 2 Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della V Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Tempo dopo Pentecoste
santa Teresa di Gesù Bambino, dottore della Chiesa
Rito ambrosiano
Martedì 1° Ottobre 2024

“In quel tempo. Gli scribi e i capi dei sacerdoti si misero a spiare il Signore Gesù e mandarono informatori, che si fingessero persone giuste, per coglierlo in fallo nel parlare e poi consegnarlo all’autorità e al potere del governatore. Costoro lo interrogarono: «Maestro, sappiamo che parli e insegni con rettitudine e non guardi in faccia a nessuno, ma insegni qual è la via di Dio secondo verità. È lecito, o no, che noi paghiamo la tassa a Cesare?». Rendendosi conto della loro malizia, disse: «Mostratemi un denaro: di chi porta l’immagine e l’iscrizione?». Risposero: «Di Cesare». Ed egli disse: «Rendete dunque quello che è di Cesare a Cesare e quello che è di Dio a Dio». Così non riuscirono a coglierlo in fallo nelle sue parole di fronte al popolo e, meravigliati della sua risposta, tacquero.” (Lc 20,20-26)

Roma raccoglieva le tasse al popolo di Israele e questa era considerata una palese ingiustizia ma non si poteva criticare pubblicamente poiché se denunciato si rischiava l’arresto e pene severe.
Per questo alcuni scribi e i capi dei sacerdoti tendono un tranello a Gesù con la famosa domanda:
«È lecito, o no, che noi paghiamo la tassa a Cesare?»
Se la risposta fosse stata sì, allora Gesù sarebbe stato accusato di essere un collaboratore dell’invasore romano. Se la risposta fosse stata no, allora lo avrebbero consegnato ai romani per essere processato poiché contro l’imperatore di Roma.
Gesù risponde:
«Rendete dunque quello che è di Cesare a Cesare e quello che è di Dio a Dio»
Oltre ad aver spiazzato quei scribi e i capi dei sacerdoti, la risposta è un insegnamento: si tratta di rendere, di restituire, poiché si è sempre debitore, sia della società in cui si vive, sia verso Dio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 20,20-26 – Martedì 1° Ottobre 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)