Sabato della settimana dopo Pentecoste

beato Mario Ciceri, sacerdote
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Sabato 14 giugno 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù, alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio. Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere».” (Lc 21,1-4)

Il tesoro del tempio era simile a una grande cassetta delle elemosine e quando si buttavano dentro alcune monete si sentiva forte il tintinnio. Gesù osservava le persone che gettavano delle monete ed era per alcuni motivo di orgoglio. Però una vedova si differenzia e getta poco ma è tutto quello che ha. Questo è un gesto di vera generosità donando quel poco che si possiede che diventa tantissimo agli occhi del Signore. È gesto d’amore e il Signore lo vede e vede tutti quei gesti d’amore nascosti, e non li dimenticherà.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 21,1-4 – Sabato 14 Giugno 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Giovedì 12 giugno 2025

“In quel tempo. Quando fu vicino, alla vista della città, il Signore Gesù pianse su di essa dicendo: «Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi. Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte; distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata». Ed entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano, dicendo loro: «Sta scritto: “La mia casa sarà casa di preghiera”. Voi invece ne avete fatto un covo di ladri». Ogni giorno insegnava nel tempio. I capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo morire e così anche i capi del popolo; ma non sapevano che cosa fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue labbra nell’ascoltarlo.” (Lc 19,41-48)

Gesù piange, ha il cuore ferito poiché rifiutato dall’uomo, da coloro che lo avrebbero dovuto riconoscere e gioire, non è stato riconosciuto dalla sua città Gerusalemme, la visita di Dio in terra, non è stata accolta. Questa visita divina avrebbe portato pace e pienezza di vita nei cuori ma per scelta dell’uomo ciò non si è realizzato. Quante scelte egoistiche hanno portato l”uomo in direzioni errata pieni di divisioni e guerre.
I responsabili del culto erano lontani da Dio, erano presi da come risolvere il problema Gesù pensando di ucciderlo. Ma Gesù è uomo di pace, di speranza. Con la sua azione darà la possibilità di salvezza anche a queste persone con il cuore indurito.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 19,41-48 1– Giovedì 12 Giugno 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Barnaba, apostolo

Festa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Mercoledì11 giugno 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento. In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi. In verità io vi dico, nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città».” (Mt 10,7-15)

Predicare la vicinanza di Dio all’uomo, portare guarigione nei cuori, stare lontani dalle ricchezze terrene sono alcuni aspetti della missione dei discepoli di Gesù. Oggi c’è molto bisogno di persone che diano speranza, fiducia, diffondere l’esistenza e la vicinanza di Dio. La bellezza del fedele cristiano è nella fede di Dio che non vuole stare lontano dalle sue creature ma le vuole salvare nella loro libertà di scelta.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 10,7-15 – Mercoledì 11 Giugno 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

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Martedì della settimana dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Martedì 10 giugno 2025

“In quel tempo. Pietro prese a dire al Signore Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».” (Mc 10,28-30)

Pietro e gli altri discepoli da tempo seguivano Gesù, ormai erano con lui da diverso tempo e l’entusiasmo dei primi momenti si è tramutato piano piano nella quotidianità della vita. Non che fosse normale essere con Gesù in carne ed ossa e l’essere assieme con lui era certamente una eccezionalità. Ma ciò nel tempo diventa quotidianità, normalità.
Ed ecco la considerazione di Pietro: lui e i suoi compagni hanno lasciato tutto per seguire il Signore Gesù. Sembra che vi sia una delusione da parte di Pietro con una perdita di affetti e cose, sembra quasi una perdita più che un guadagno, uno svantaggio seguire il Signore Gesù.
In realtà nella sequela al Signore Gesù, si riceve tantissimo, molto di più di quanto si possa immaginare, in molte buone relazioni e senza l’esenzione di incomprensioni e persecuzioni. Ecco dunque l’esclamazione del Signore Gesù riguardo quello che è possibile ricevere seguendolo:
«cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà»


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 12,27-32 – Lunedì 9 Giugno 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana dopo Pentecoste

B.V. Maria Madre della Chiesa
Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Lunedì 9 giugno 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!». La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me».” (Gv 12,27-32)

Il turbamento di Gesù è per quel passaggio che dovrà fare a causa del peccato del mondo. Un passaggio difficile, la sua passione, la sua morte. Dovrà provare l’esperienza della morte come ogni creatura da lui stessa creata. Ma dopo questo passaggio cruento fatto di violenza, umiliazione e estremo abbassamento ci sarà la risurrezione.
Ci sono passaggi nella vita che assomigliano alla passione del Signore. Con la fede si possono affrontare e se pur non potendo eliminare la fatica e il dolore, vi è la speranza della risurrezione nell’anno giubilare della Speranza, vi è la certezza e questo grazie anche alla passione, all’amore, alla carità che provengono dal Signore Gesù.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 12,27-32 – Lunedì 9 Giugno 2025 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Domenica di Pentecoste

Solennità del Signore
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Domenica 8 giugno 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi».” (Gv 14,15-20)

Un altro Paràclito è la promessa lasciata da Gesù ai suoi discepoli. Paràclito significa «chiamato presso, invocato», consolatore, Colui che sta vicino in maniera positiva ed è per te. È una persona che è Dio e inviata dopo l’Ascensione di Gesù al cielo, una persona che sarà presente sempre, non avrà termine la sua presenza di generazione in generazione. Sarà vicina, consolatrice, solidale, cercherà di illuminare la coscienza e la mente di chi l’accetterà.
Sarà in ogni cristiano; la presenza del Signore oggi è in ogni persona cristiana che lo voglia accettare e essere con lui con i suoi valori che costruiscono la felicità. La felicità non è cosa semplice, non è “faccio quello che voglio” per poi trovarsi con un amaro in bocca. La felicità la si costruisce, si impara.
Lo Spirito Santo vuole accompagnare ognuno con la sua delicatezza, rispetto profondo. Ci parla attraverso sussulti della coscienza, intuizioni benevole, conforti, e tante altre cose ancora.
La Pentecoste è il giorno cui chiedere allo Spirito Santo un dono, uno solo, bello purché apra all’amore, abbia un contenuto d’amore e una totale assenza d’egoismo.
Vieni Spirito Santo!


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 14,15-20 – Domenica 8 Giugno 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Venerdì della VII settimana di Pasqua

san Gerardo da Monza
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Venerdì 6 giugno 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».” (Gv 16,5-11)

Gesù lascia i suoi discepoli, va via per lasciare la possibilità della venuta del Paraclito, lo Spirito Santo, la nuova e perdurante presenza del Signore che sarà per ogni persona battezzata, resterà per sempre nel cristiano fino al termine del mondo, fino alla fine dei tempi. Gesù asceso al cielo permette l’effusione dello Spirito Santo sui discepoli affinché possano vivere nella pienezza l’essere cristiani perché il Signore è in loro.
La solennità della Pentecoste ormai alle porte dona la grazia di Dio con noi, che vuole la salvezza dell’uomo che non viene lasciato solo.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 16,5-11 – Venerdì 6 Giugno 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Giovedì della VII settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
san Bonifacio, vescovo e martire
Rito Ambrosiano
Giovedì 5 giugno 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».” (Gv 15,18-21)

Vi sono direzioni opposte a quei valori proposti dal cristianesimo. Quando vi sono delle realtà profondamente radicate nella realtà terrestri con decisa esclusione di ogni alternativa che possa avere una visione anche verso realtà celesti, allora queste sono delle forze ostili che si oppongono con forza al disdegno di salvezza di Dio.
L’uomo ha bisogno di spiritualità, ha bisogno di Gesù il quale invita a non meravigliarsi se inaspettatamente si è addirittura odiati a causa del suo nome poiché le ostilità al cristianesimo saranno sempre presenti.
Ma la gioia dell’essere cristiani può essere sempre testimoniata perseverando nella fede in Gesù donando Speranza.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 15,18-21 – Giovedì 5 Giugno 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della VII settimana di Pasqua

Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Mercoledì 4 giugno 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».” (Gv 15,12-17)

Gesù esprime la grandezza del suo amore per noi:
«nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici»
Gesù sacrifica la propria vita in favore di altri, esprime la massima attenzione, il desiderio beneficio, la salvezza per ogni uomo.
Questo Gesù lo ha fatto ma non solo per i propri amici come riportato nel Vangelo ma di più. Il suo sacrificio è anche per coloro che lo hanno abbandonato, condannato, ucciso, alcuni di costoro, come san Paolo, dopo la sua risurrezione diventeranno suoi amici e testimoni.
Gesù lascia il comandamento nuovo, lo è sempre, perché quando si ama tutto diventa novità.

«Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.»


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 15,12-27 – Mercoledì 4 Giugno 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)

Martedì della VII settimana di Pasqua

Santi Carlo Lwanga e compagni, martiri
Tempo di Pasqua
Rito Ambrosiano
Martedì 3 giugno 2025

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».” (Gv 15,9-11)

«Rimanete nel mio amore»
Si tratta di uno scambio d’amore rimanendo nei comandamenti del Signore Gesù che sono un gesto di profondo amore affinché l’uomo possa trovare in essi una via di vita. Sono per il bene dell’uomo affinché possa non solo essere creatura viva ma anche avere la pienezza dello spirito della presenza del Signore in sé.
Così è possibile realizzare nella pienezza la propria storia terrena con uno sguardo che è anche verso il cielo ricolmo di speranza.


Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 15,9-11 – Martedì 3 Giugno 2025 – Tempo di Pasqua – Rito Ambrosiano)