Lunedì della settimana della XI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Dedicazione della basilica romana di santa Maria Maggiore
Rito ambrosiano
Lunedì 5 Agosto 2024

“In quel tempo. Si erano radunate migliaia di persone, al punto che si calpestavano a vicenda, e il Signore Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli: «Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze».” (Lc 12,1-3)

Un atteggiamento di recitazione, ottimo nel teatro, diventa non vita se vissuto nella quotidianità. Si tratta dell’ipocrisia, di non esprimere se stessi costruendo una maschera di apparenza facendo finta di essere un’altra persona. Questa è una non vita, e il tempo passa via sotto un velo di recitazione e di falsità.
L’essere veri in una vita che non è fatta di recitazione, significa riconquistare se stessi e essere in relazione con le altre persone nella verità alla luce del Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,1-3 – Lunedì 5 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

XI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Domenica 4 Agosto 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”
?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti. Chi cadrà sopra questa pietra si sfracellerà; e colui sul quale essa cadrà, verrà stritolato».
Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.” (Mt 21,33-46)

Nella parabola vi è una vigna che è il popolo d’Israele, il padrone che è il Signore e i contadini, gli scribi, farisei, i capi dei sacerdoti, che sono coloro che dovevano curare la vigna nel rispetto delle indicazioni del padrone, cioè del Signore Dio. Il Padrone dà piena fiducia ai contadini.
Essi nel tempo non rispettano quanto detto dal padrone e fanno della vigna un loro possedimento uccidendo tutti gli emissari del padrone e anche il suo figlio.
Il figlio, Gesù, non è accolto e viene scartato, viene indicato come colui che è da uccidere.
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;

La pietra scartata è il Signore Gesù rifiutato dai costruttori cioè dalla nomenclatura di Israele, scribi, farisei, capi dei sacerdoti, in sostanza chi aveva il governo politico e religioso. Questo atteggiamento di rifiuto fa del Signore Gesù una pietra d’angolo. La pietra d’angolo (detta anche chiave di volta, quest’ultima serve per reggere un arco), aveva il ruolo di reggere stabilmente due muri assicurandone la stabilità. Senza la pietra d’angolo l’edificio sarebbe instabile e esposto facilmente a danni o crolli.
Gesù è la pietra d’angolo che reggerà stabilmente il nuovo popolo dopo la sua passione morte e risurrezione. Gesù è la pietra d’angolo per ogni cuore che vuole aderirvi, è la fonte della forza spirituale che è d’amore. Una forza che dà luce, aiuta a attraversare momenti di crisi,e dà speranza di vita eterna.
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 21,33-46 – Domenica 4 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della X Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
sant’Eusebio di Vercelli, vescovo
Venerdì 2 Agosto 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito! Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite. Per questo la sapienza di Dio ha detto: “Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno”, perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione. Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito». Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.” (Lc 11,46-54)

Imporre pesi insopportabili, eliminare chi dà fastidio, impedire la conoscenza. Sono i cardini di una dittatura che vuole mantenere il potere. Il popolo è sottoposto senza alcuna possibilità di evolvere, di crescere.
Ma dove c’è la distribuzione dei pesi con una equa distribuzione dei compiti sociali, e si promuove la conoscenza, quella non ideologica di una parte intellettuale della società, ma quella vera compatibile con l’amore di Cristo, allora si inizia a costruire le fondamenta per qualcosa di più giusto.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,37-44 – Venerdì 2 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

sant’Eusebio di Vercelli, vescovo

Giovedì della settimana della X Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
sant’Alfonso Maria de’ Liguori, vescovo e dottore della Chiesa
Rito ambrosiano
Giovedì 1° Agosto 2024

“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro. Ma guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».” (Lc 11,37-44)

Vi sono dei “guai” elencati da Gesù nei confronti di alcuni farisei: «Lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio
amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze
siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo.»

Questa raccolta di “guai” condanna il formalismo e la pretesa di essere conoscitori di Dio e di averne il monopolio assoluto. Nessuno può essere conoscitore di Dio, nessuna persona può pretendere di averne l’esclusività, sarebbe considerare le altre persone come inferiori che non possono avvicinarsi più di tanto a Dio.
Umiltà e affidamento al Signore Dio sono atteggiamenti migliori nei confronti del Signore e del prossimo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,37-44 – Giovedì 1° Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della X Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
sant’Ignazio di Loyola, sacerdote
Rito ambrosiano
Mercoledì 31 Luglio 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Ninive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona.
Nessuno accende una lampada e poi la mette in un luogo nascosto o sotto il moggio, ma sul candelabro, perché chi entra veda la luce. La lampada del corpo è il tuo occhio. Quando il tuo occhio è semplice, anche tutto il tuo corpo è luminoso; ma se è cattivo, anche il tuo corpo è tenebroso. Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebra. Se dunque il tuo corpo è tutto luminoso, senza avere alcuna parte nelle tenebre, sarà tutto nella luce, come quando la lampada ti illumina con il suo fulgore».” (Lc 11,31-36)

La popolazione di Ninive si convertì grazie all’annuncio del profeta Giona.
Molti in Israele non si convertirono alla predicazione di Gesù rimanendo rigidi sulle loro posizioni. Ma Gesù è il Figlio unigenito di Dio Padre mentre Giona è un profeta di Dio, vi è differenza come quella fra la divinità e la sua creatura. Gesù è infinitamente più grande di Giona ma incompreso a causa della durezza del cuore di persone che si consideravano sapienti e dotti.
L’occhio è tenebroso perché diventa cattivo quando si è arroccati su convinzioni rifiutando la presenza del Signore che vuole regalare il suo amore, la misericordia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,31-36 – Mercoledì 31 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Martedì della settimana della X Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
san Pietro Crisologo, vescovo e dottore della Chiesa
Rito ambrosiano
Martedì 30 Luglio 2024

“In quel tempo. Mentre le folle si accalcavano, il Signore Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Ninive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione».” (Lc 11,9-30)

In Matteo troviamo la citazione riguardo Giona il profeta: «Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra.»
Giona rimase per tre giorni nascosto per poi andare a Ninive e annunciare la distruzione se non vi fosse stata la conversione della città.
Così anche Gesù sarà un segno per le persone nascondendosi per tre giorni dopo la sua morte per poi risorgere da morte.
La Risurrezione è segno universale di salvezza.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,29-30 – Martedì 30 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della X Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
santi Marta, Maria e Lazzaro
Rito ambrosiano
Lunedì 29 Luglio 2024

“In quel tempo. Mentre il Signore Gesù parlava, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».” (Lc 11,27-28)

Gesù viene interrotto da una voce che si innalza. Non vuole contraddirlo o fare della polemica cui Gesù era continuamente oggetto da persone che si ritenevano sapienti e giuste. È una donna che pensa alla mamma di Gesù, beata perché lo ha portato in grembo e lo ha svezzato come qualsiasi bimbo. L’eccezionalità è Gesù bambino.
Gesù chiarisce che la vera beatitudine è quella dell’ascolto della Parola di Dio e il tentativo di metterla in pratica.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,27-28 – Lunedì 29 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

X Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito ambrosiano
Domenica 28 Luglio 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù entrò nel tempio e scacciò tutti quelli che nel tempio vendevano e compravano; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: «Sta scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera”. Voi invece ne fate un covo di ladri». Gli si avvicinarono nel tempio ciechi e storpi, ed egli li guarì. Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che aveva fatto e i fanciulli che acclamavano nel tempio: «Osanna al figlio di Davide!», si sdegnarono, e gli dissero: «Non senti quello che dicono costoro?». Gesù rispose loro: «Sì! Non avete mai letto: “Dalla bocca di bambini e di lattanti hai tratto per te una lode”?».” (Mt 21,12-16)

I capi dei sacerdoti e gli scribi presenti nel Tempio non credono al Signore Gesù ma c’è chi è suo testimone: sono i ciechi, gli storpi e i fanciulli. La verità vince sempre sulla menzogna. La verità è proclamata dalle persone schiette che non hanno paura e così scelte da Dio. Spesso sono persone semplici, pulite come i fanciulli, oppure quelle che avevano colto il dito di Dio nel Signore Gesù come gli storpi e i ciechi.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 21,12-16 – Domenica 28 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della IX Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito ambrosiano
santi Gioacchino e Anna, genitori della B.V. Maria
Venerdì 26 Luglio 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino. Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde.
Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”. Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora. E l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima».” (Lc 11,21-26)

Vi è una lotta contro il male, una resistenza nei confronti di quei comportamenti che ledono le altre persone. Ma a volte ci si siede e non si considera più la presenza del male nella propria vita. Così se si pensa di essere lontani, esenti da qualsiasi male e si vive come se non esistesse, allora si è come quell’uomo che viene aggredito dal male che vi prende nuovamente possesso.
Con l’aiuto del Signore Gesù, si è più forti di qualsiasi male. La perseveranza nell’essere in comunione con il Signore è cosa importante per essere felici, per essere con quella serenità nello spirito che altrimenti sarebbe improbabile. Si potrebbe pensare che è difficile e addirittura impossibile essere sempre in comunione con il Signore Gesù. Ma se si ama, se si agisce con quella generosità di spirito, si è sempre in comunione con il Signore che perdona.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,21-26 – Venerdì 26 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Giacomo apostolo

Tempo dopo Pentecoste
Rito ambrosiano
Festa
Giovedì 25 Luglio 2024

“In quel tempo. Si avvicinò al Signore Gesù la madre dei figli di Zebedeo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dóminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».” (Mt 20,20-28)

C’è più gioia nel donare che nel ricevere. Questo detto è sperimentabile e vero. Essere a servizio, ad esempio, in una qualsiasi azione di carità, è sempre una grande benedizione e solleva l’animo quando ci si rende conto che il tutto è stato fatto con semplicità e amore. A volte essere a servizio vuol dire anche accettare l’aiuto delle altre persone per me. Questa cosa è la più difficile perché è ammettere il bisogno dell’aiuto di altri che così vengono a loro volta messe in una buona disposizione per fare il servizio.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 20,20-28 – Giovedì 25 Luglio 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)