Santo Stefano

Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Festa
Martedì 26 Dicembre 2023

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato. Se io non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato».” (Gv 15,18-22)

Santo Stefano il primo dei martiri. Martire è colui che testimonia il cristianesimo, dando prova, in situazioni dove c’è il pericolo della perdita di vita, di fede incrollabile. S. Stefano ha avuto questa assoluta certezza nella fede e nulla e nessuno avrebbe potuto fermare la sua testimonianza per Gesù. Perdona gli aggressori nella certezza di essere accolto fra le braccia di Dio. Perdona la loro insipienza nel non riconoscere che sono stati visitati da Cristo perdendo la gioia del Dio che si è fatto uomo per redimere il mondo.
«Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.»
La testimonianza di s. Stefano testimonia l’amore di Dio per l’umanità anche quella più ostile. Gesù bambino è venuto per ogni uomo, ogni donna.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 15,18-22 – Martedì 26 Dicembre 2023 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Natale del Signore

Tempo di Natale
Rito Ambrosiano
Solennità
Lunedì 25 Dicembre 2023

“Così fu generato il Signore Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa «Dio con noi». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù.” (Mt 1,18-25)

“In quel tempo. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità. ” (Gv 1,9-14)

“In quei giorni. Un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».” (Lc 2,1-14)

Nella notte, anche quella più buia può sempre risplendere la luce del Vangelo, risplende quel piccolo Bambino venuto al mondo per salvarlo.
Nella oscurità più tetra arriva la luce che fende ogni tenebra. Quel piccolo neonato è Dio ed è venuto a portare la sua pace, pace tra gli uomini e le donne che egli ama.
Come i pastori siamo chiamati a diffondere quella gioia che un piccolo infante vuole donare ad ogni cuore che si apre a lui. C’è la buona notizia: c’è Gesù.
Maria «diede alla luce un figlio ed egli (Giuseppe) lo chiamò Gesù.»
«E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi»
«Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore»
Lui che si è fatto carne. Lui che è nato nella mangiatoia, cerca fede, cerca amore donandolo.
Un piccolo bimbo è venuto fra noi, per ridonare speranza, movimenti di pace, di solidarietà.
Quel piccolo bimbo disarma le armi più potenti e aggressive, armi di incredulità, di divisione, d’odio, e ricrea nelle coscienze d’ognuno quella novità che si chiama armonia, voglia di essere in pace nella giustizia, voglia di vera giustizia perché vi sia pace.
Quel piccolo bambino vuole ridonare speranza dove è stata smarrita, dove non c’è più lo sguardo verso il futuro e si è chini verso un destino inevitabile. Gesù bambino dona il coraggio di rialzarsi con quei piccoli ma importanti gesti di solidarietà che rendono vero il Natale.
La semplicità di Dio, che si rivela ai piccoli, a chi ha il cuore puro e aperto, è qui fra noi. Stupiti da un evento non immaginabile, ha voluto farsi creatura lui stesso.
Benvenuto Cristo Signore, luce vera nel mondo, luce di vicinanza e non accecante, che si fa vicino dove è accolto, accettato, per portare gioia.
Benvenuto Gesù piccolo bambino che chiedi di essere accolto e non vuoi importi, non vuoi dettare normative o fardelli pesanti. Chiedi di essere scelto, di essere amato e di stare nella legge dell’amore.
Un piccolo Bambino che è Dio entra nella sua creazione come creatura, umile, nella povertà, nella semplicità. Quella culla fatta di fieno diventa la più preziosa dell’universo, quella stalla, quella grotta diventa luogo di adorazione, luogo di Dio fra gli uomini. E non è una reggia fatta di pietre preziose, è invece una reggia fatta d’amore.
Benvenuto Gesù in questo mondo perché tu possa essere una persona speciale con dei doni: novità, speranza, futuro nella gioia. Novità che è la speranza di un futuro nella gioia. Benvenuto Gesù bambino.
Buon Natale

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 1,18-25 – Lunedì 25 Dicembre 2023 – Tempo di Natale – Rito Ambrosiano)

Domenica prenatalizia

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Domenica 24 Dicembre 2023

“Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide. Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Uria, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abia, Abia generò Asaf, Asaf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozia, Ozia generò Ioatàm, Ioatàm generò Acaz, Acaz generò Ezechia, Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia, Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia. Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele, Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleazar, Eleazar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.” (Mt 1,1-16)

La Domenica del 24 dicembre raccoglie nel Vangelo la genealogia di Gesù partendo da Abramo e terminando con Giuseppe, lo sposo di Maria. Matteo collega Gesù con Abramo e con Davide, il grande Re d’Israele dalla cui discendenza dovrà nascere il Cristo. Le quattro donne straniere ricordate nella genealogia Tamar, Racab, Rut e Betsabea (qui citata come moglie di Uria), hanno un ruolo importante nella storia della salvezza e per questo sono state citate cosa che per l’epoca era un evento unico.
Gesù sta per venire e lo vuole fare nei cuori di ognuno.
«Il Dio della pace vi santifichi interamente, e tutta la vostra persona, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo.» (1Ts 5,23)
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
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(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 1,1-16 – Domenica 24 Dicembre 2023 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

VI feria prenatalizia “dell’Accolto”

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Sabato 23 Dicembre 2023

“In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.” (Lc 2,1-5)

Si concludono le ferie prenatalizie con il viaggio di Giuseppe e Maria da Nàzaret a Betlemme. Questo perché ogni capo famiglia doveva recarsi con la tutta la famiglia nella città d’origine per farsi censire. Giuseppe essendo della discendenza davidica doveva recarsi a Betlemme.
Si compie così il disegno di Dio fedele alle scritture per cui a Betlemme sarebbe nato il Cristo.
“E tu, Betlemme di Èfrata,
così piccola per essere fra i villaggi di Giuda,
da te uscirà per me
colui che deve essere il dominatore in Israele;
le sue origini sono dall’antichità,
dai giorni più remoti.
(Michea 5,1)
Si tratta della nascita di Gesù.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
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(Spunto dai Vangelo secondo Luca 2,1-5 – Sabato 23 Dicembre 2023 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

V feria prenatalizia “dell’Accolto”

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Venerdì 22 Dicembre 2023

“In quel tempo. Zaccaria, suo padre, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo:
“Benedetto il Signore, Dio d’Israele,
perché ha visitato e redento il suo popolo,
e ha suscitato per noi un Salvatore potente
nella casa di Davide, suo servo,
come aveva detto
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:
salvezza dai nostri nemici,
e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri
e si è ricordato della sua santa alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre,
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, in santità e giustizia
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,
per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza
nella remissione dei suoi peccati.
Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio,
ci visiterà un sole che sorge dall’alto,
per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre
e nell’ombra di morte,
e dirigere i nostri passi
sulla via della pace”.
Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.” (Lc 1,67-80)

La misericordia di Dio arriva in abbondanza su Zaccaria, padre di Giovanni il Battista, lo Spirito Santo è in lui e le parole sono di benedizione, misericordia, liberazione. L’uomo viene liberato dai molti impedimenti grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio. Zaccaria si sente perdonato, graziato in profonda comunione con il Signore e non può che dirlo con il suo cantico.
Signore conduci tutti i nostri passi sulla via della pace per diventarne piccoli costruttori. Avvinci i nostri cuori con la luce della tua grazia per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte e ritornare a essere persone vive.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
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(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,67-80 – Venerdì 22 Dicembre 2023 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

IV feria prenatalizia “dell’Accolto”

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Giovedì 21 Dicembre 2023

“In quel tempo. Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.” (Lc 1,57-66)

Nasce Giovanni. La nascita prodigiosa è ormai nota in tutta la regione circostante e molti sono colpiti dalla misericordia di Dio. A Zaccaria ritorna la voce e le prime parole sono di benedizione verso Dio. La parola è ritornata, la fede è rinsaldata e il dubbio di Zaccaria riguardo alla nascita del bimbo da una coppia in tarda età è cancellato dalla misericordia di Dio.
Si sta componendo la preparazione della nascita di Gesù con la nascita del Precursore, Giovanni il Battista. La domanda percorre molti cuori: «Che sarà mai questo bambino?» Un bambino che preparerà la via a Gesù.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
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(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,57-66 – giovedì 21 Dicembre 2023 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

III feria prenatalizia “dell’Accolto”

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Mercoledì 20 Dicembre 2023

“In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore».” (Lc 1,39-46)

Al sesto mese di gravidanza di Elisabetta, Maria riceve lei stessa l’annuncio della nascita di Gesù dall’Arcangelo Gabriele e concepisce. Si mette in viaggio va da sua cugina Elisabetta. L’incontro è particolare e pieno di gioia non solo per Elisabetta e per Maria ma anche per bimbo nel grembo di Elisabetta la quale ha capito:
«A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?»
Elisabetta ha compreso che ha con se la madre di Dio. La storia della salvezza si compie con la collaborazione delle donne, sante, che vivono con gioia l’esperienza di essere delle collaboratrici di Dio.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
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(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,39-46 – Mercoledì 20 Dicembre 2023 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

II feria prenatalizia “dell’Accolto”

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Martedì 19 Dicembre 2023

“In quel tempo. L’angelo disse a Zaccaria: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo».
Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.
Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini».” (Lc 1,19-25)

Zaccaria non crede all’annuncio dell’arcangelo Gabriele, è scettico che una tale grazia, la nascita di un bambino, possa realizzarsi nella sua famiglia in così tarda età per sua moglie e lui stesso. Per la sua incredulità rimarrà muto finché non nascerà Giuseppe.
Elisabetta nel giro di poco tempo capisce di aver concepito ma tiene la cosa nascosta per cinque mesi durante i quali Zaccaria è obbligato alla fiducia di quell’annuncio fatto dall’angelo. Tutto si sta realizzando per la nascita del Salvatore.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,19-25 – Martedì 19 Dicembre 2023 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

I feria prenatalizia “dell’Accolto”

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Lunedì 18 Dicembre 2023

“Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abia, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.
Avvenne che, mentre Zaccaria svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso. Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».” (Lc 1,1-17)

Una coppia fedele, senza figli, rispettosa delle leggi e delle prescrizioni del Signore. Zaccaria e Elisabetta. Essi sono raggiunti dalla grazia del Signore per cui Elisabetta concepirà in tarda età un figlio.
Un angelo del Signore annuncia questo a Zaccaria imponendo anche il nome del figlio che sarà concepito: Giovanni.
Giovanni diventerà il Battista con una vita rigorosa fedele alla sua missione di preparazione con grande determinazione e forza:
«Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto»
La storia della salvezza ha una svolta con la preparazione di colui che andrà innanzi a Gesù che sta per arrivare.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
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Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,1-17, Lunedì 18 Dicembre 2023 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)

Domenica dell’Incarnazione

Tempo d’Avvento
Rito Ambrosiano
Domenica della Divina maternità della B.V. Maria
Domenica 17 Dicembre 2023

“In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».” (Lc 1,26-38a)

“ARRIVA IL TUO SALVATORE”
Nella prima lettura della Domenica della divina Maternità della Beata Vergine Maria, il profeta Isaia preannuncia la venuta del Signore.
«Ecco ciò che il Signore fa sentire
all’estremità della terra:
“Dite alla figlia di Sion:
“Ecco, arriva il tuo salvatore;»

È il segno di un profondo cambiamento, dell’intervento divino e la promessa di un futuro favorevole dove c’è la presenza di Dio fra il suo popolo amato.
«Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te»
Questo saluto premette la divina Maternità della Beata Vergine Maria, l’idea di Dio di voler nascere come uomo percorrendo la strada come ogni creatura umana a partire dal concepimento. Si realizza così la promessa dell’arrivo del salvatore. E oggi specialmente guardiamo al sì di Maria che accettò di diventare la madre di Dio:
«Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola»
Questo sì ha fatto in modo che si potesse realizzare la venuta fra noi del Signore Gesù, il Dio con noi. «Ecco, arriva il tuo salvatore;» Colui che vuole la salvezza di ognuno e lascia la libertà ad ognuno di accedervi o meno. Gesù sta per arrivare.
Vieni Signore Gesù!

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,26-38a – Domenica 17 Dicembre 2023 – Tempo d’Avvento – Rito Ambrosiano)