Lunedì della settimana della XII Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
santa Giovanna Francesca Frémiode Chantal, religiosa
Rito ambrosiano
Lunedì 12 Agosto 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire” e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».” (Lc 12.42b-48)

L’idea del Signore è quella di dare fiducia all’uomo, dargli responsabilità come un padrone dà con fiducia l’amministrazione dei suoi beni a una persona perché si fida delle sue capacità e della sua onestà.
Ma l’uomo a volte prende delle direzioni non buone anche se all’inizio è fedele al mandato consegnato dal Signore. Con il tempo vi è il rischio di diventare non più testimoni del Signore fedeli al suo mandato ma diventare padroni del suo gregge e di tutto quanto.
Ecco perché c’è sempre bisogno della preghiera, dell’essere in contatto con il Signore per non perdersi ma essere in comunione di gioia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,42b-48 – Lunedì 12 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

II Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Rito ambrosiano
Domenica 11 Agosto 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù inviò i Dodici, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi. In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città».” (Mt 10,5b-15)

Gesù chiama e invia i Dodici per le pecore perdute della casa di Israele che dovrebbero conoscere le promesse di Dio e custodirle come cosa preziosa. Infatti i Pagani e i Samaritani vengono considerati come stranieri, estranei, appartenenti ad altre religioni che contrastano con quella ebraica. Per questo i Dodici non si devono fermare presso le case dei Samaritani e dei Pagani.
Ma dopo la Pasqua cristiana, dopo la Risurrezione del Signore Gesù ci si aprirà a tutti i popoli senza distinzione di tribù, lingua, popolo e nazione.
Il primo annuncio che devono dare i Dodici è: «il regno dei cieli è vicino»
Si apre verso una nuova speranza, Dio è vicino, non è assolutamente lontano, è invece solidale con l’uomo perché possa iniziare a vivere nuove dimensioni d’amore e non di spirazione e violenza.
I Dodici dopo la predicazione sono chiamati anche all’azione di solidarietà e vicinanza verso le persone incontrate: «Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.»
Si tratta della misericordia di Dio che attraverso questi segni dice della speranza di una eternità priva di infermità, di morte, di impurezze, di male. Una nuova dimensione di vita dove si può realizzare una nuova comunione priva di maldicenze, menzogne, ma fatta di vera gioia.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 10,5b-15 – Domenica 11 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

San Lorenzo

Tempo dopo Pentecoste
Festa
Rito ambrosiano
Sabato 10 Agosto 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».
La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.” (Gv 12,24-33)

La glorificazione del Signore Gesù accade nell’estrema debolezza innalzato sulla Croce. Nella verità, nella umiltà, l’uomo si sente attratto, capisce che non c’è volontà di opprimere, sopprimere, annullare ma c’è quella di salvare, essere vicino.
Così dopo la glorificazione di Gesù molti saranno attratti da quell’uomo-Dio innalzato sulla Croce perché riconosciuto come salvatore del mondo, Colui che vuole la salvezza di ognuno.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Giovanni 12,24-33 . Sabato 10 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Santa Teresa Benedetta della Croce

Tempo dopo Pentecoste
Festa
Rito ambrosiano
Venerdì 9 Agosto 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».” (Mt 25,1-13)

Edith Stein, santa Benedetta della Croce, prima ebrea e poi convertita al cristianesimo, fu deportata durante la II Guerra mondiale a Auschwitz-Birkenau dove morì il 9 agosto del 1942 nella camera a gas.
Edith Stein prese di quell’olio della fede che l’aiuto a superare ogni tormento.
Prendo un po’ di olio per far funzionare la lampada.
Prendo un po’ di respiro per far funzionare il corpo.
Prendo una buona manciata di preghiera per far funzionare l’anima.
L’anima mia ha bisogno del suo olio per poter avere una riserva di energia in quei periodi dove è difficile fare tutte le cose. Con l’energia della preghiera è possibile superare ostacoli e colorare una vita.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 25,1-13 – Venerdì 9 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana della XI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
san Domenico, sacerdote
Rito ambrosiano
Giovedì 8 Agosto 2024

“In quel tempo. Uno della folla disse al Signore Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».” (Lc 12,13-21)

La cupidigia è un impedimento alla felicità dell’uomo. Accumulare beni, denaro, onori, guardare al potere come cosa principale, portano alla infelicità. Essi consumano, danno preoccupazione e l’occupazione dell’uomo diventa tutta mirata alla conservazione degli stessi e all’ampliamento per avere sempre una maggiore risonanza sociale.
L’accumulo migliore è quello dell’amore verso Dio, verso il prossimo, è dare importanza alle relazioni con le persone e solo in second’ordine considerare i beni ma solo come un mezzo per vivere. Così si diventa felici.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,13-23 – Giovedì 8 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Mercoledì della settimana della XI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
san Gaetano, sacerdote
Rito ambrosiano
Mercoledì 7 Agosto 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio;ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.
Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato.
Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».” (Lc 12,8b-12)

Chiunque crede veramente nel Signore Gesù lo dovrebbe fare senza nascondersi o far finta di nulla quando vi sono altre persone che dicono il contrario. Testimoniare la propria fede con mitezza è essere discepoli di Gesù.
Riconoscere Gesù senza paura ne ipocrisia è la via per essere veramente cristiani. Lo Spirito Santo aiuta a immergersi nel mistero e dona quelle giuste parole che possono stimolare alcune persone nel approfondire un ritorno al cristianesimo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,8b-12 – mercoledì 7 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Trasfigurazione del Signore

Tempo dopo Pentecoste
Festa
Rito ambrosiano
Martedì 6 Agosto 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.” (Mc 9,2-10)

Su un alto monte Gesù fu trasfigurato, cambiò d’aspetto apparendo luminoso assieme a Mosè e Elia. Poi una voce:
«Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!».
Si presenta Gesù: l’amato da Dio, Colui che è da sempre per mezzo del quale tutto è stato creato.
E’ la speranza del destino del credente che vede nella trasfigurazione di Gesù una possibilità di un futuro trasformato in bene nella vita eterna. Una speranza d’amore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 9,2-10 – Martedì 6 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Lunedì della settimana della XI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Dedicazione della basilica romana di santa Maria Maggiore
Rito ambrosiano
Lunedì 5 Agosto 2024

“In quel tempo. Si erano radunate migliaia di persone, al punto che si calpestavano a vicenda, e il Signore Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli: «Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze».” (Lc 12,1-3)

Un atteggiamento di recitazione, ottimo nel teatro, diventa non vita se vissuto nella quotidianità. Si tratta dell’ipocrisia, di non esprimere se stessi costruendo una maschera di apparenza facendo finta di essere un’altra persona. Questa è una non vita, e il tempo passa via sotto un velo di recitazione e di falsità.
L’essere veri in una vita che non è fatta di recitazione, significa riconquistare se stessi e essere in relazione con le altre persone nella verità alla luce del Signore.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 12,1-3 – Lunedì 5 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

XI Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
Domenica 4 Agosto 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”
?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti. Chi cadrà sopra questa pietra si sfracellerà; e colui sul quale essa cadrà, verrà stritolato».
Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.” (Mt 21,33-46)

Nella parabola vi è una vigna che è il popolo d’Israele, il padrone che è il Signore e i contadini, gli scribi, farisei, i capi dei sacerdoti, che sono coloro che dovevano curare la vigna nel rispetto delle indicazioni del padrone, cioè del Signore Dio. Il Padrone dà piena fiducia ai contadini.
Essi nel tempo non rispettano quanto detto dal padrone e fanno della vigna un loro possedimento uccidendo tutti gli emissari del padrone e anche il suo figlio.
Il figlio, Gesù, non è accolto e viene scartato, viene indicato come colui che è da uccidere.
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;

La pietra scartata è il Signore Gesù rifiutato dai costruttori cioè dalla nomenclatura di Israele, scribi, farisei, capi dei sacerdoti, in sostanza chi aveva il governo politico e religioso. Questo atteggiamento di rifiuto fa del Signore Gesù una pietra d’angolo. La pietra d’angolo (detta anche chiave di volta, quest’ultima serve per reggere un arco), aveva il ruolo di reggere stabilmente due muri assicurandone la stabilità. Senza la pietra d’angolo l’edificio sarebbe instabile e esposto facilmente a danni o crolli.
Gesù è la pietra d’angolo che reggerà stabilmente il nuovo popolo dopo la sua passione morte e risurrezione. Gesù è la pietra d’angolo per ogni cuore che vuole aderirvi, è la fonte della forza spirituale che è d’amore. Una forza che dà luce, aiuta a attraversare momenti di crisi,e dà speranza di vita eterna.
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 21,33-46 – Domenica 4 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana della X Domenica dopo Pentecoste

Tempo dopo Pentecoste
sant’Eusebio di Vercelli, vescovo
Venerdì 2 Agosto 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito! Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite. Per questo la sapienza di Dio ha detto: “Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno”, perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione. Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito». Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.” (Lc 11,46-54)

Imporre pesi insopportabili, eliminare chi dà fastidio, impedire la conoscenza. Sono i cardini di una dittatura che vuole mantenere il potere. Il popolo è sottoposto senza alcuna possibilità di evolvere, di crescere.
Ma dove c’è la distribuzione dei pesi con una equa distribuzione dei compiti sociali, e si promuove la conoscenza, quella non ideologica di una parte intellettuale della società, ma quella vera compatibile con l’amore di Cristo, allora si inizia a costruire le fondamenta per qualcosa di più giusto.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 11,37-44 – Venerdì 2 Agosto 2024 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)

sant’Eusebio di Vercelli, vescovo