Lunedì della I settimana di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
Lunedì 19 Febbraio 2024

“In quel tempo. Vedendo le folle, il Signore Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».” (Mt 5,1-12a)

Le beatitudini esprimono una idealità, una condizione di giustizia nella quale si trova una persona. I poveri di spirito, sono coloro che hanno in se la certezza del bisogno di Dio nella loro vita, quelli nel pianto sono coloro che con il loro dolore sono vicini a Dio, poi i miti, poi quelli che hanno fame e sete di giustizia, i misericordiosi, i puri di cuore che vivono nella sincerità la loro esistenza.
Vivere nella equità e di conseguenza nella verità, non è solo un atto penitenziale, è convertire la vita verso un bene che diventa eterno.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 5,1-12a – Lunedì 19 Febbraio 2024 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Domenica all’inizio di Quaresima

Tempo di Quaresima
Rito Ambrosiano
I Domenica di Quaresima
Domenica 18 Febbraio 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto:
“Non di solo pane vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».

Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti:
“Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo
ed essi ti porteranno sulle loro mani
perché il tuo piede non inciampi in una pietra”».

Gesù gli rispose: «Sta scritto anche:
“Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti:
“Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.” (Mt 4,1-11)

L’inizio della Quaresima ambrosiana è caratterizzata da un deserto dove Gesù rimane per quaranta giorni. È un digiuno forte nella solitudine e nella preghiera prima di iniziare il suo ministero fra la gente.
In questo contesto avendo passato questo periodo nella sua piena libertà senza alcuna influenza da altre persone o cose, alla fine è oggetto della tentazione. Durante questi quaranta giorni può essere che abbia molto pregato in una profonda comunione Dio Padre. Alla fine di questi periodo, il diavolo tenta di separare Gesù dal Padre, è l’obiettivo del diavolo è la non comunione, la divisione.
Il primo tentativo riguarda la trasformazione della natura, cioè che le pietre diventino pane e sembra cosa buona. Gesù invece di mostrare la sua divinità nel trasformare la pietra in pane, dimostra il suo servizio, il suo essere figlio e di non sostituirsi a Dio Padre creando una divisione.
“Non di solo pane vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”»

gli risponde Gesù.
Il secondo tentativo riguarda sempre una dimostrazione della sua divinità ma questa volta confidando nell’intervento divino. Il diavolo usa la scrittura ma per tentare una azione mal composta di Gesù sperando che si butti giù nel vuoto.
“Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
gli risponde Gesù.
Infine il diavolo propone la sostituzione di Dio con Satana che ha come promessa il possedimento di tutte le nazioni della terra.
“Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
gli risponde Gesù.
“Dio non vuole sudditi, ma figli. Il deserto è lo spazio in cui la nostra libertà può maturare in una personale decisione di non ricadere schiava. Nella Quaresima troviamo nuovi criteri di giudizio e una comunità con cui inoltrarci su una strada mai percorsa.” (Papa Francesco)”

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 4,1-44 – Domenica 18 Febbraio 2024 – Tempo di Quaresima – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Sabato 17 Febbraio 2024

“Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abia, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.
Avvenne che, mentre Zaccaria svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso. Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».” (Lc 1,5-17)

Questo Vangelo è l’ultimo proposto nella Messa prima dell’inizio della Quaresima nel Rito ambrosiano.
Giovanni il Battista sarà colui che preparerà la via a Gesù e «camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia»
Una predicazione schietta e diretta nella quale Giovanni il Battista dirà la verità per indicare Gesù come colui da seguire.
Anche noi dovremmo seguire il Signore in questo prossimo inizio della Quaresima dove c’è una particolare grazia di Dio per rinnovare e convertire molti cuori, anche il nostro, anche il tuo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Luca 1,5-17 – Sabato 17 Febbraio 2024 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Venerdì della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Venerdì 16 Febbraio 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il Figlio dell’uomo è vicino, è alle porte. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».” (Mc 13,28-31)

Le parole del Signore hanno un grande valore sia per quello che esprimono nella lettera, sia per l’opera dello Spirito Santo che agisce nel credente che legge o ascolta.
Ecco perché sono Parole preziose che non vengono estinte nel tempo e sono sempre attuali. La Parola del Signore è l’aiuto per l’uomo per indirizzare bene la via della vita. Se si riesce a stare dentro all’amore del Signore allora il passaggio terreno diventa più gioioso e i vari e numerosi drammi affrontabili.
«Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
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(Spunto dai Vangelo secondo Marco 13,28-31 – Venerdì 16 Febbraio 2024 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Giovedì della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Giovedì 15 Febbraio 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe e comparirete davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro. Ma prima è necessario che il Vangelo sia proclamato a tutte le nazioni. E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi prima di quello che direte, ma dite ciò che in quell’ora vi sarà dato: perché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo. Il fratello farà morire il fratello, il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato».” (Mc 13,9b-13)

Gesù davanti al tempio a Gerusalemme sta parlando con i suoi discepoli i quali gli hanno chiesto quando avverrà la distruzione del tempio annunciata dallo stesso Gesù: «Non sarà lasciata qui pietra su pietra che non venga distrutta» (Marco 13,2b)
Gesù prosegue che accadranno ostilità verso chi trasmetterà il suo Vangelo ma lo Spirito Santo accompagnerà ogni discepolo perché possa testimoniare la verità anche nei momenti più drammatici come i processi farsa.
Anche oggi la testimonianza è importante e in molte regioni nel mondo sono oggetto di persecuzioni e martirii. «Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato»

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
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(Spunto dai Vangelo secondo Marco 13,9b-13 – Giovedì 15 Febbraio 2024 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Santi Cirillo, monaco e Metodio, vescovo

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Festa
Mercoledì 14 Febbraio 2024

“In quel tempo. Apparendo agli Undici, il Signore Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.” (Mc 16,15-20)

I santi Cirillo e Metodio andarono nelle regioni slave a diffondere il Vangelo, Cirillo inventò un nuovo alfabeto perché potessero leggere la Parola di Dio: il cirillico. Tradusse molti testi sacri. Cirillo e Metodia spinti dalla Spirito Santo diffusero il Vangelo e il Signore agiva con loro.
«il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola»
Cirillo e Metodio sono gli apostoli degli slavi, la loro opera abbraccia l’intero continente e va oltre a qualsiasi divisione culturale, linguistica, politica. È una grande opera di pace.
Per intercessione dei santi Cirillo e Metodio, dona Signore la pace in quelle regioni martoriate dalla guerra.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
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(Spunto dai Vangelo secondo Marco 16,15-20 . Mercoledì 14 Febbraio 2024 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Martedì dell’ultima settimana dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
martedì 13 Febbraio 2024

“In quel tempo. Vennero dal Signore Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo ugualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».” (Mc 12,18-27)

I sadducei non credevano nella risurrezione. Anche oggi molti non credono alla risurrezione e non credono alla esistenza di Dio. Poi molti credenti non riescono a credere alla risurrezione dei corpi anche se credono nell’aldilà.
Eppure Gesù si è fatto vedere dopo la sua risurrezione in carne ed ossa dai suoi discepoli. Credo sia una questione di fiducia, nel credere alla testimonianza che è stata data e tramandata di generazione in generazione. Se si crede alla fede trasmessa dagli Apostoli allora non si può che credere alla risurrezione e un giorno alla risurrezione del proprio corpo.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
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(Spunto dai Vangelo secondo Marco 12,18-27 – Martedì 13 Febbraio 2024 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Lunedì dell’ultima settimana dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Lunedì 12 Febbraio 2024

“In quel tempo. I capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani mandarono dal Signore Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso. Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?». Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio». E rimasero ammirati di lui.” (Mc 12,13-17)

Rendere significa restituire qualche cosa che non è di proprio possesso al legittimo proprietario.
«Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio».
Quello che è di Cesare sono i servizi che lo stato metteva a disposizione per i quali necessita il pagamento di una tassa. Quello che è di Dio è tutto, vita compresa. Cosa si può restituire a Dio? Una vita spesa bene o tentando di spenderla bene nelle forme della carità, solidarietà, vicinanza con le persone in difficoltà possono essere cose gradite a Dio, non è una vera restituzione ma è una creatura che promuve il bene.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
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(Spunto dai Vangelo secondo Marco 12,13-17 – Lunedì 12 Febbraio 2024 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Domenica del perdono

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
Ultima dopo l’Epifania
Domenica 11 Febbraio 2024

“In quel tempo. Il Signore Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».” (Lc 18,9-14)

Due uomini, uno si presume giusto retto nel suo comportamento, osservante di ogni norma e legge e disprezza ogni peccatore. Di ciò si vanta davanti a Dio nella preghiera.
L’altro uomo prende coscienza di essere un peccatore e si considera non degno di essere nel tempio. “O Dio, abbi pietà di me peccatore”
Il primo uomo non ne esce bene perché la sua preghiera contiene un peccato, quello di considerasi perfetto e quello di disprezzare i peccatori e non invece di essere di aiuto perché possano uscire dal loro peccato. Il secondo esce perdonato, poiché è stato nella verità e il suo peccato è tolto.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
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(Spunto dai Vangelo secondo Luca 18,9-14 – Domenica 11 Febbraio 2024 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)

Sabato della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Tempo dopo l’Epifania
Rito Ambrosiano
santa Scolastica
Sabato 10 Febbraio 2024

“In quel tempo. Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, il Signore Gesù disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà. Infatti quale vantaggio c’è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita? Che cosa potrebbe dare un uomo in cambio della propria vita? Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi».” (Mc 8,34-38)

Andare dietro a Gesù è scelta di vita, essere in una direzione che ha come fine la gioia, la vita. In questo cammino si tratta di non rifiutare ogni dramma, problema che capitano ma di starci dentro con l’aiuto del Signore. È prendere la propria croce.

Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Comunità Pastorale Discepoli di Emmaus
Vicario e referente della Parrocchia Madonna del Carmine,
Villaggio Brollo in Solaro MI, e in Ceriano Laghetto MB,
Villaggio del Sole in Limbiate MB
Vicario della Parrocchia Santi Quirico e Giulitta, Solaro MI
(Spunto dai Vangelo secondo Marco 8,34-38 – Sabato 10 Febbraio 2024 – Tempo dopo l’Epifania – Rito Ambrosiano)